Ciao, prendo in considerazione questa storia descrivendola dal punto di vista del cambiamento. Spero che risulti chiaro dal principio che questo intervento non intende giustificare qualcuno o qualcosa; la mia è una riflessione, semplicemente di livello epistemologico.
Premessa:
Il cambiamento è un processo che genera differenza.
Il cambiamento non è univoco e solo nella direzione della positività (miglioramento) ma, può anche essere di tipo negativo.
Il caso di questi tre ragazzi è un esempio di questo tipo. Per 14 anni non hanno ucciso nessuno. Al 15simo anno, eventi, esperienze di vita, pregiudizi, relazioni, ecc., sono entrati in una connessione tale da generare un cambiamento drastico per il sistema che vivevano.
Adesso, se dovessimo prendere "in ballo" le teorie sul carattere formato, personalità immodificabile e impossibilità di cambiamento per certi soggetti, in riferimento a questa storia o ad mille altre, dobbiamo prendere in considerazione i 14 anni di "tranquillità" di questi ragazzi e non un solo pomeriggio di cambiamento (l'atto dell'omicidio). Non possiamo affermare per logica che sono sempre stati degli assassini, irrecuperabili e senza possibilità di cambiamento.
Insomma, nel momento in cui io credo alle teorie rigide della formazione del carattere, della personalità, ecc., e che un
vero cambiamento non potrà avvenire (dunque nel bene o nel male), conseguentemente dovrei credere pure che, per esempio, la coppia di Erba non sono pazzi criminali ma sono persone che per 50 anni della loro vita hanno cercato tranquillità.
E' un errore logico affermare:
Piccirilla, il caso Lorena, come Erba, Franzoni, ecc., così come gli esempi positivi riportati da Willy, sono tutte situazioni dove uno
nasce tondo e
"muore" quadrato, perchè nel bene o nel male un cambiamento forte c'è stato.
Sottolineo nuovamente che con questo intervento ho voluto mettere in luce il piano logico che deriva da certe premesse teoriche in relazione al concetto di cambiamento.
ciaociao
