non ci capiamo proprio
vivere in 10 iin una casa ,significa esser poveri,non avere soldi,come fanno ad avere i soldi queste persone?come mangiano?
di sicuro non con l'elemosina.Secondo te come vivono?
ma infatti io non critico loro per come si vestono.
Solo che ora mi si vuole far passare lo stile -rom come alla moda,mi sa' che alla moda sono certe frasi dette per compassione.Ho capito che possono fare pena,ma se vivono come se fossero ai tempi della preistoria.
I Rom alla moda?![]()
Sinceramente...mi sembra che qui si sia passato il segno della ragione.
Si è passato dal fatto che chi puzza non è degno di stare in uno stato al fatto che dire che ad uno spiace del modo in cui vengono perseguitate le persone sia alla moda.
Non vedo più un discorso costruttivo da parecchio, vi invito a rmuginarci un pochino...da parte mia buona continuazione ma me ne chiamo fuori.
ieri c'e' stata una trasmissione in tarda serata,a rai 3 TATAMI mi pare si chiamasse,si parlava dei rom,c'erano pure rom in studio.Alcuni la pensano come me,che i rom in Italia vengono sfruttati hanno ile parabole,i macchinoni pur non lavorando e questa cosa faceva pensare pure a loro.Il comune di milano ha speso soldi per rifare il campo rom che è riconosciuto e loro lo rovinano sempre,questa frase è stata detta dal sindaco che è dei ds(per capirci bene).
La cosa positiva è che qualche rom lavora,infatti c'era una signora che ha ammesso che prima con l'elemosina guadagnava 6€ all'ora e guadagnava di piu',era sfruttata ,ma poi ha aperto una stireria e ha iniziato a guadagnare di meno.Pero' lei stessa ha ammesso che è meglio lavorare in regola.anche se con la stireria dice di guadaagnare 500€mensili.
Ci si chiede se è giusto che le istituzioni dovrebbero aiutare prima i rom e solo dopo gli italiani a trovare lavoro
Inoltre dicevano che a roma vi sono 10 campi rom regolari che per loro scelta non mandano i figli a scuola,hanno detto che non sono costretti a fare vita da poveri.IL campo avrebbe dovuto ospitare una 50ina o 20ina di roulotte(non ricordo bene il numero) e hanno detto che ne ospita 200,quindi possiamo immaginare come vivono.
POi vi era una persona che ha detto che è normale avere pregiudizi su persone che non si conoscono,la convivenza è difficile,perchè c'è chi compie furti,chi rovista nei cassonetti che sporca,vivono nell'illegalita'.
Noi ci siamo integrati all'estero ,i rom vivono nell'illegalita' (cosi dicevano)
ah poi c'era una ragazza che ha vissuto per anni in un campo nomadi,si definisce zingara e inoltre afferma di aver dovuto abbandonare il suo dialetto per parlare in italiano e comunicare con noi italiani.Questa cosa mi ha dato fastidio,perchè fare la vittima dicendo queste cose?Cosa dovremmo fare noi italiani?imparare la lingua rom per farla sentire a suo agio?
e vediamo inoltre che la scolarizzazione dei rom e' del 3%.
che ne pensate?
ora potete crocifiggermi![]()
Bene, dato che ormai questo thread è dedicato ai roma (o, meglio, a chi non ha mai conosciuto di persona un rom in vita sua, e che non lo conoscerebbe mai perché promiscuo, sporco e ladro...), allora non sono fuori posto nel pubblicare quest'articolo.
Tratto da: Il business dei Rom - ’U CUNTU
Il business dei Romdomenica 25 maggio 2008, di Riccardo De Gennaro
“La lotta è dura, ma non ci fa paura”. Era uno degli slogan più amati dalla classe operaia negli anni Settanta. Oggi, invece, lo gridano le donne di uno dei quartieri degradati della periferia di Napoli e lo fanno contro la comunità rom.
Il governo Berlusconi non modera neppure l’entusiasmo di fronte alla “guerra tra poveri”, che consente alle destre di mantenere nascosti i veri problemi economici e sociali del Paese. È stato come prendere la mira: non contro la mafia, non contro la camorra, ma contro il nemico più debole, il bersaglio più facile, il soggetto sociale più indifeso. D’ora in avanti se a Napoli, per i rifiuti, scoppierà il colera, il rom sarà l’untore. Se a Catania due zingari entreranno in un centro commerciale sarà per rapire una bambina, preferibilmente figlia di un ispettore di polizia. Se nel Nord-Est un italiano stuprerà una donna avrà sicuramente amici tra gli immigrati clandestini, penalmente perseguibili. I rom non hanno diritto di cittadinanza, non hanno diritto di parola, non protestano: sono abituati – storicamente – alle persecuzioni e alle segregazioni. È il cerchio perfetto, nel quale possono entrare tutti i mali del Paese e su cui è facile dirigere la violenza. Il trucco è elementare. Basta trovare un punto preciso, un luogo ben definito e proclamarne nei fatti l’extraterritorialità. Fino a ieri era lo stadio, ora (non solo perché il campionato è finito) è il campo nomadi: lo si può addirittura incendiare senza rischiare l’incriminazione. C’è una logica di natura economica in questo: mentre la violenza negli stadi a lungo andare distrugge il business (del calcio), la cacciata dei nomadi il business (immobiliare) lo crea. Che cosa c’è, infatti, dietro il “problema della sicurezza”? C’è un affare gigantesco di cui nessuno parla. Si chiama speculazione edilizia, palate di denaro che fanno gola ai “palazzinari” delle grandi città, dove il mercato immobiliare è costantemente in ascesa. Prendiamo Roma e il sindaco Alemanno, che lunedì scorso ha visitato il Casilino 900, il più grande campo nomadi della Capitale, con le telecamere di Vespa al seguito. Dunque, l’operazione è semplice. Come prima cosa si enfatizza il problema della presenza dei rom in un determinato quartiere della città, poi si crea ad arte un “casus belli”, che permette di aumentare la tensione nel quartiere, complici i giornali amici e non, a livelli drammatici. Che cosa resta da fare, allora, se non deportare i rom in un’area maggiormente periferica. Qui i “palazzinari” acquistano i terreni intorno al nuovo campo nomadi, che praticamente, considerato il rischio-zingari, non hanno valore di mercato. Dopodichè, sempre con le medesime tecniche, si fa in modo di creare nuovamente l’allarme rom, che vengono nuovamente cacciati e spinti fuori dal Grande raccordo anulare. A quel punto la zona liberata è “risanata” per sempre, i progetti di edificazione, presumibilmente già previsti dal piano regolatore o da una sua eventuale variante, escono dai cassetti, le imprese ottengono i permessi di cantierizzazione. I prezzi delle future case vanno alle stelle. Morale: i rom non hanno fatto altro che da “testa di ponte” inconsapevole. Potete giurarci, dove oggi vivono loro, tra qualche anno nascerà un complesso residenziale, completo di servizi e fermata della metropolitana. Magari proprio al Casilino 900. La più importante legge economica del nostro tempo, “i poveri sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi”, è rispettata.
Buona vita
Guglielmo
Ultima modifica di willy61 : 26-05-2008 alle ore 13.15.02
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
cosa?
allora cercare di vedere la complessità dei problemi e non riassumerli tutti all'equazione rom=puzzano=furoi di qui vuol dire essere alla moda? allora si vede che sono trendy
se invecedi mischiare i piani ti focalizzassi su una cosa e la seguissi, portando argomentazioni e non "da me è così", allora sarebbe un filo più facile provare a fare un discorso un po' costruttivo...
non critichi i rom per come si vestono, ma hai criticato (senza mai mettersi nei loro panni e chiederti davvero perchè) le regole igieniche, il rapporto con la scuola, l'elemosinare, la lingua, etc etc
il sindaco di milano è dei DS? la Moratti?forse c'è un'altra città di Milano...
chi lo dice che prim bisogna aiutare loro e poi gli italiani? qui nessuno l'ha ancora detto... certo, se poi si fanno i salti logici son altri conti.Ci si chiede se è giusto che le istituzioni dovrebbero aiutare prima i rom e solo dopo gli italiani a trovare lavoro
ma da cercare di comprendere una cosa (come molti stan cercando di fare) e sostenere che allora gli aiuti statali debbano andare a loro ci passa acqua sotto i ponti.... le due cose non è detto debbano andare insieme.
chi dice tutte queste cose? in che contesto? detto così no nsi capisce molto...Inoltre dicevano che a roma vi sono 10 campi rom regolari che per loro scelta non mandano i figli a scuola,hanno detto che non sono costretti a fare vita da poveri.IL campo avrebbe dovuto ospitare una 50ina o 20ina di roulotte(non ricordo bene il numero) e hanno detto che ne ospita 200,quindi possiamo immaginare come vivono.
POi vi era una persona che ha detto che è normale avere pregiudizi su persone che non si conoscono,la convivenza è difficile,perchè c'è chi compie furti,chi rovista nei cassonetti che sporca,vivono nell'illegalita'.
Noi ci siamo integrati all'estero ,i rom vivono nell'illegalita' (cosi dicevano)
ah poi c'era una ragazza che ha vissuto per anni in un campo nomadi,si definisce zingara e inoltre afferma di aver dovuto abbandonare il suo dialetto per parlare in italiano e comunicare con noi italiani.Questa cosa mi ha dato fastidio,perchè fare la vittima dicendo queste cose?Cosa dovremmo fare noi italiani?imparare la lingua rom per farla sentire a suo agio?
e vediamo inoltre che la scolarizzazione dei rom e' del 3%.
la signora forse non fa la vittima, tania, cerca di spiegarti dal suo punto di vista cosa vuol dire essere zingara e stare in italia. pensi che si semplice dover parlare in un'altra lingua? farsi davvero capire, non essere guardti storti perchè non si sanno le parole o si fanno degli errori? inoltre, come dovresti sapere,la lingua porta in sè una grande parte della cultura del popolo che la parla, quindi dover lasciare la propria e adattarsi a un'altra chiede anche un passaggio culturale. hai mai pensato a cometi troveresti tu a dover vivere in un altro stato e parlare una lingua che conosci appena?
Ultima modifica di LuisaMiao : 26-05-2008 alle ore 13.29.05
Não sei o motivo pra ir
só sei que não posso ficar
não sei o que vem a seguir
mas quero procurar.
(Mafalda Veiga)
Il mio blog
Purtroppo (e dico purtroppo) ho avuto modo di conoscere delle famiglie rom, persone che stanno dietro al politeama a palermo a chiedere l'elemosina e che, probabilmente, sono ancora lì. ho conosciuto anche famiglie rom a bologna e non erano tanto diverse: ovviamente se non parli con loro, se li eviti non dànno problemi ma, se solo mi arrischiavo a dare una monetina o a mostrare degli spiccioli, mi aggredivano con sputi e parolacce perchè ne volevano di più. un'altra volta una donna mi stava aggredendo perchè al supermecato avevo comprato un kinder maxi per il suo bambino e, usciti dal negozio, gli altri 13 fratelli lo hanno massacrato di botte perchè volevano il suo cioccolatino (come i cani!). la donna mi ha aggredita a parolacce... ma chi lo sapeva che all'uscita del supermercato c'era il "branco" di fratelli in agguato? uno è lì per fare una mezza opera di bene (che occhi dolci quel bambino! quanta tenerezza. però allora non sapevo che i rom fanno leva sui bambini per prendere i soldi)
così facendo ho cercato non dico di odiarli ma quanto meno di non invischiarmi in altri accadimenti come quelli di cui sopra. non li odio per il semplice motivo che gli sputi sul mio giubbino li ho tolti via con una lavata in lavatrice: loro giubbini manco ne hanno, così come non hanno scarpe, così come non hanno terra, così come non hanno manco voglia di lavorare però.
io penso che un intervento sui rom vada fatto, non per sgomberarli ma per assicurare loro una migliore qualità di vita. se questa qualità di vita in italia non c'è allora si stringono patti con i vicini e anche con i lontani paesi e li si spedisce lì. parlo del canada che ha letteralmente sete di persone che lavorano e che ha la possibilità di istruirli, dargli da mangiare e tutto. Poi, se loro non vogliono andare lì, li si spedisce dritti a casa, e se non vogliono lavorare idem come sopra.
tuttavia continuo a non comprendere questa politica del "dagli all'untore", che genera solo odio e violenza nei confronti di queste persone. è come se lo stato rendesse legittimo l'odio nei confronti di questi individui e la violenza gratuita, quando uno stato democratico dovrebbe in primis incentivare ad accordi diplomatici e pacifici, anche con gruppi etnici differenti dal nostro. non è perchè non hanno la giacca e la cravatta e il tayeur siano meno degni di vivere.
noi continuiamo ad ammazzarci perchè vogliamo farci credere a vicenda che la sinistra è meglio della destra, che la destra è meglio della sinistra quando, in realtà, non ci accorgiamo che quando andiamo alle urne ci vengono date due soluzioni, entrambe disastrose. e, pur tuttavia, rimaniamo come imbecilli davanti la TV a guardare i risultati elettorali e a trionfare se il nostro candidato magnerà o meno i prossimi 4 anni.
io penso che dovrebbe esserci una classe dirigente seria che ha il dovere di rendersi conto che, in questo momento, non siamo deboli perchè c'è un rom tra di noi, ma siamo deboli perchè siamo dissanguati da un secolo di malgoverno. i veri deboli siamo noi, sono quelli che in questo momento stanno scatenando una guerra civile a napoli, sono quelli che urlano perchè 6 miliardi di ponte potrebbero essere più intelligentemente impiegati per costruire delle infrastrutture serie nel mezzogiorno, sono i giovani del nord e dl sud che reclamano lavoro e le piccole famiglie che non sanno come arrivare al 27. tutto questo dopo il fatidico giorno in cui hanno proclamato il vincitore se lo sono scordato (o forse non lo ricordavano manco prima).
Anche se l'idea del canada è un po' estrema, non hai tutti i torti. Il punto è proprio che questo paese NON è particolarmente democratico, e con la politica del capro espiatorio ci campa da decenni!
ma la gente è tutta così pirla (scusate il termine, ma non ne trovo uno migliore) da abboccare a ogni amo che viene lanciato e non accorgersi di quali sono i veri problemi?![]()
a parte i problemi più volte sottolineati di identificare qual è il Paese di origine visto che per vari Rom lo è anche l'Italia e altri sono apolidi, quello che tu proponi si chiama deportazione....
fino a prova contraria in Italia vale il principio che se uno commette un reato, è lui e solamente lui (non il popolo a cui appartiene) il responsabile di quell'atto e solo lui va perseguito legalmente e "punito".
su questo ti stra-quoto!!tuttavia continuo a non comprendere questa politica del "dagli all'untore", che genera solo odio e violenza nei confronti di queste persone. è come se lo stato rendesse legittimo l'odio nei confronti di questi individui e la violenza gratuita, quando uno stato democratico dovrebbe in primis incentivare ad accordi diplomatici e pacifici, anche con gruppi etnici differenti dal nostro. non è perchè non hanno la giacca e la cravatta e il tayeur siano meno degni di vivere.
noi continuiamo ad ammazzarci perchè vogliamo farci credere a vicenda che la sinistra è meglio della destra, che la destra è meglio della sinistra quando, in realtà, non ci accorgiamo che quando andiamo alle urne ci vengono date due soluzioni, entrambe disastrose. e, pur tuttavia, rimaniamo come imbecilli davanti la TV a guardare i risultati elettorali e a trionfare se il nostro candidato magnerà o meno i prossimi 4 anni.
io penso che dovrebbe esserci una classe dirigente seria che ha il dovere di rendersi conto che, in questo momento, non siamo deboli perchè c'è un rom tra di noi, ma siamo deboli perchè siamo dissanguati da un secolo di malgoverno. i veri deboli siamo noi, sono quelli che in questo momento stanno scatenando una guerra civile a napoli, sono quelli che urlano perchè 6 miliardi di ponte potrebbero essere più intelligentemente impiegati per costruire delle infrastrutture serie nel mezzogiorno, sono i giovani del nord e dl sud che reclamano lavoro e le piccole famiglie che non sanno come arrivare al 27. tutto questo dopo il fatidico giorno in cui hanno proclamato il vincitore se lo sono scordato (o forse non lo ricordavano manco prima).
Ultima modifica di LuisaMiao : 26-05-2008 alle ore 22.00.13
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allora era in prov di milano o non so' forse era il sindaco d anni fa,comunque lo dicevano in tv ieri
in riguardo alla signora,secondo me ha fatto del vittimismo,guardati il video ok una ci rimane male a farsi capire,io la capisco e ci sono passata sono molto legata ad una rumena e pur cercare di capirla sto' imparando il rumeno,visto che stiamo sempre insieme e parliamo .E comunque se vado in un altro Stato di sicuro non vado a lamentarmi della loro lingua,se non mi sta bene,cambio stato .Non mi costringe nessuno a venire in Italia,mi spiace per lei se noi siamo italiani e dobbiamo parlare italiano,se vuole andremo a scuola di rom![]()
Vai a raccontarlo agli altoatesini, o ai valdostani. Poi vediamo cosa ti rispondono
Per dire che, in un paese dove ci sono molte lingue parlate, forse, potrebbe essere un arricchimento scambiarsele, ogni tanto.
C'era un certo Don Milani, tempo fa, che sosteneva fosse meglio conoscere tre lingue male che una bene. Io sono d'accordo con questa sua teoria. Te, magari, no. Ma è questo il bello del mondo.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
va bene vorra' dire che cambieremo la nostra lingua![]()
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Qualcuno ieri ha visto "Exit" su la7? Hanno parlato tra le altre cose di sicurezza ed è venuta fuori una cosa che mi ha lasciato allibita:
in Italia per legge (ora non mi ricordo quale) il figlio di due clandestini [U]nato in Italia[U] è lui stesso considerato un clandestino! Hanno intervistato questo ragazzo rom di circa vent'anni, padre serbo e madre montenegrina che sono in Italia da molti anni, lui è nato e cresciuto a Roma ma essendo figlio di clandestini non ha documenti, e senza documenti non ti fanno iscrivere a scuola, non ti danno lavoro, ecc... Per avere la cittadinanza dovrebbe portare una mole enorme di documenti che testimoniano che è nato qui e non si è mai mosso, cosa un pochino complicata dato che di documenti non ne ha...
A me sembra assurdo che se io nasco in Italia, ci vivo tutta la mia vita, e mi sento italiano, comunque una legge può dichiarare che io non sono cittadino italiano e quindi posso essere "rispedito al mio paese"...ma il mio paese non è quello dove sono nato e cresciuto?
Voi cosa ne pensate? Avete qualche informazione più precisa?
non sapevo questa cosa,cioè se un bimbo straniero nasce in italia non è italiano?Strano
ma i figli dei rom che nascono in Italia ,sono considerati italiani?