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  1. #376
    Postatore Compulsivo L'avatar di Tania1979
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    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    Se ti ho offesa ti chiedo scusa, non prenderla sul personale.
    Semplicemente la tua affermazione mi ha lasciata un po' di stucco!
    Perchè non mi spieghi la tua affermazione sulla libertà di religione, così approfondiamo...senza crocifiggere nessuno, giuro!!!!
    no va be tranquilla scherzavo,non devi scusarti,figurati.
    Io sono d'accordo che possano manifestare la loro religione,pero' se la legge italiana vieta di camminare a volto coperto,perchè loro non la rispettano?Così come quando andro' in Romania (Per fare un esempio) mangero' i loro cibi,vestiro' come loro,mi adeguero' alle loro tradizioni,di sicuro non vado a costruire chiese Buddiste.Ad esempio parlando con alcune rumene,loro sono ortodossi e criticano i buddisti ecc,perchè giustamente non è la loro religione.Io non critico gli islamici,pero' da islamica cercherei di capire visto che ci sono stati dei problemi con la costruzione di moschee (che finanzia lo stato italiano)e alcune sono state chiuse perchè preparavano attentati,è chiaro che un po' di allerta ci debba essere o un po' di paura.

  2. #377
    Partecipante Super Esperto L'avatar di fufi1986
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    25-01-2006
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    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    Citazione Originalmente inviato da Tania1979 Visualizza messaggio
    no va be tranquilla scherzavo,non devi scusarti,figurati.
    Io sono d'accordo che possano manifestare la loro religione,pero' se la legge italiana vieta di camminare a volto coperto,perchè loro non la rispettano?Così come quando andro' in Romania (Per fare un esempio) mangero' i loro cibi,vestiro' come loro,mi adeguero' alle loro tradizioni,di sicuro non vado a costruire chiese Buddiste.Ad esempio parlando con alcune rumene,loro sono ortodossi e criticano i buddisti ecc,perchè giustamente non è la loro religione.Io non critico gli islamici,pero' da islamica cercherei di capire visto che ci sono stati dei problemi con la costruzione di moschee (che finanzia lo stato italiano)e alcune sono state chiuse perchè preparavano attentati,è chiaro che un po' di allerta ci debba essere o un po' di paura.

    Qui si fa un pò di confusione.. i romeni non camminano a volto coperto.. non tutti i romeni sono rom..proprio come non tutti gli zingari sono rom.. molti rom sono cattolici.. dire che delle moschee preparavano attentati e sono state chiuse per questo è quantomeno generalista e impreciso.. il fatto che poi la costruzione delle moschee sia finanziato dallo stato non mi sembra un problema piuttosto mi sembra sintomo di una qualche libertà e democraticità.. dato che da un punto di vista laico chiese e moschee rappresentano la stessa cosa..
    There █████ █ ████ is ███ █ no █████ █ ████ conspiracy █ ████ █████
    █ ████ everything ███ █████ is█████ ████ ████ fine ████ ███ ██████
    trust ███ ██████ ███ your █████ ████ government.

  3. #378
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    Citazione Originalmente inviato da Tania1979 Visualizza messaggio
    Io sono d'accordo che possano manifestare la loro religione,pero' se la legge italiana vieta di camminare a volto coperto,perchè loro non la rispettano?Così come quando andro' in Romania (Per fare un esempio) mangero' i loro cibi,vestiro' come loro,mi adeguero' alle loro tradizioni,di sicuro non vado a costruire chiese Buddiste.Ad esempio parlando con alcune rumene,loro sono ortodossi e criticano i buddisti ecc,perchè giustamente non è la loro religione.Io non critico gli islamici,pero' da islamica cercherei di capire visto che ci sono stati dei problemi con la costruzione di moschee (che finanzia lo stato italiano)e alcune sono state chiuse perchè preparavano attentati,è chiaro che un po' di allerta ci debba essere o un po' di paura.


    ma cosa c'entrano adesso gli islamici con i rom?
    un'unica considerazione: se applichiamo il tuo ragionamento alla chiesa cattolica, dobbiamo stare allerta e avere paura dei preti che abusano sessualmente dei minori (che come numero superano di gran lunga gli attentati organizzati in moschee occidentali), oppure dovremmo temere i servizi segreti visti gli ultimi scandali in italia nel settore... com'è strana sta paura che va solo in certe direzioni, non trovi?
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
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    (Mafalda Veiga)

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  4. #379
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    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    giusto per capire quanto non sono razzisti gli italiani...

    'Caccia alle streghe contro i diversi'
    Xenofobia: Amnesty boccia l'Italia
    Sottolineati i fatti "impunirti" del G8. All'attacco anche l'Anti Defamation League
    E la critica è "biapartisan" e coinvolge tanto Veltroni quanto Fini
    di GIAMPAOLO CADALANU

    ROMA - La scusa per sbarrare le porte ai migranti e usare il pugno di ferro con chi è già dentro è quella, sperimentata in tutto il mondo, della sicurezza. Ma se l'Italia ha tanta paura dei "diversi" da voler scatenare una "caccia alle streghe", Amnesty International vuole dirlo forte. La voce di Daniela Carboni, direttrice dell'ufficio campagne e ricerca, era pacata, ma l'allarme è rimbombato assordante. La Carboni ha bastonato senza risparmio l'errore di prospettiva che fa vedere un episodio di cronaca come l'omicidio di Giovanna Reggiani per mano di un rom "non come l'ennesima violenza contro una donna, ma come il sintomo inequivocabile di una tendenza alla violenza e all'illegalità di gruppi di persone e di minoranze, in base alla nazionalità, all'appartenenza etnica, al luogo in cui dimorano".

    In parole meno diplomatiche, è un allarme razzismo e xenofobia, condiviso anche dall'Anti-Defamation League: in Italia la tendenza è fare di tutte le erbe un fascio, "punire" sommariamente rom, immigrati, romeni, sulla base di categorie semplici, ignorando il principio di responsabilità individuale. E quando la cultura dei diritti viene erosa, "le minoranze non sono le uniche a essere colpite", come dimostra l'impunità dei protagonisti di pestaggi e torture al G8 di Genova.

    È la prima volta che alla presentazione del rapporto sui Diritti umani la relazione sull'Italia dura il doppio di quella sul resto del mondo. Si vede che i ricercatori di Amnesty trovano preoccupanti i segnali colti nel nostro paese, tanto più che quelli in arrivo dalla politica sono stati univoci, "bipartisan", li ha definiti la Carboni. Che ha bacchettato Walter Veltroni, perché proclama che "prima dell'ingresso della Romania nell'Ue, Roma era la metropoli più sicura del mondo". Ma anche Gianfranco Fini, che parlando dei rom si chiede "come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto". E se il governo Berlusconi ha appena varato un "pacchetto sicurezza" con restrizioni che colpiscono soprattutto rom e migranti, l'esecutivo guidato da Romano Prodi sul tema lascia solo un decreto che rende più indefiniti i motivi per l'espulsione degli extracomunitari.

    La "delusione" italiana non è meno amara perché arriva in buona compagnia: a sessant'anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo la tortura è ancora diffusa in almeno 61 paesi, denuncia Paolo Pobbiati, presidente di Amnesty Italia. Ma gli orrori del Darfur, la repressione della Birmania, gli abusi della Cina, i massacri dell'Iraq, la vergogna di Gaza e di tutte le crisi incancrenite sono, appunto, problemi vecchi. I governi, dice Pobbiati "devono scusarsi e agire subito per colmare il divario fra ciò che dicono e ciò che fanno".

    Ma l'amarezza dei militanti per i diritti umani ha anche una sfumatura nuova: sottolinea la distanza che si allarga fra società e istituzioni, fra gente comune e governi. Da una parte le ansie elettorali hanno portato anche in Italia l'ossessione sicurezza, testa d'ariete ovunque per l'introduzione di politiche illiberali. Dall'altra però Amnesty vede segnali incoraggianti: "Crediamo", dice la Carboni, "che politici e istituzioni italiane debbano avere il coraggio dei bambini di Lampedusa, che ai coetanei - i migranti che arrivano sulle loro spiagge - hanno dedicato giochi e disegni sui diritti umani".

    (28 maggio 2008)
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  5. #380
    ketta_it
    Ospite non registrato

    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    Sto studiando per l'esame di "Risoluzione dei conflitti..", adottando il testo "Diversità culturali" (che consiglio di leggere a tutti..).
    Leggendo non posso fare a meno di paragone ciò che trovo nel testo a ciò che sta avvendendo attualmente in Italia (ed in questo forum).

    Riporto alcune parti che mi hanno colpito particolarmente:

    Alcuni psicologi sociali hanno analizzato la costruzione sociale dell'antisemitismo in Italia durante il fascismo. Hanno preso in analisi "La difesa della razza", rivista pubblicata dall'agosto 1938 al giugno 1943. Questa rivista era una voce importante del razzismo biologico in Italia e puntava a costruire il consenso popolare attorno all'antisemitismo.
    Si è notato che la segregazione, categoria che includeva riferrimenti alla mancata volontà da parte degli ebrei di assimilarsi, è stata la più frequente osservata. Nei primi due anni di pubblicazione, le credenze si basavano su concetti come la segregazione, l'assenza di attributi, abitudini e pratiche considerate importanti per la maggioranza. [...]
    Nella prima fase il gruppo moniritario, gli ebrei, è rappresentato come esterno alla normalità, incapace di assimilarsi.
    Una volta stabilito il livello della delegittimazione del gruppo minoritario e di presentarlo come anormale, gli stereotipi negativi sono rinforzati e sostenuti. Infine, le differenze valutative con i membri del gruppo "dominante" vengono rese evidente e la superiorià di quest'ultimo constatata come dato di fatto.
    I gruppi oggetto delle ricerche sopra illustrate sono gli ebrei e gli zingari. [...]


    Impossibile non notare evidenti somiglianze tra tutto questo ed i discorsi che si fanno al giorno d'oggi sugli immigrati. Entrambi vengono accusati di non desiderare o non essere in grado di assimilarsi. Inoltre, come afferma l'autrice del libro che sto studiando (Chryssochoou), "le minoranze culturali vengono considerate prive di alcuni valori considerati fondamentali, e, in certi casi, accusate di sostenere il terrorismo. In gnerale si crede che sommergano il paese"



    Grazie a chiunque leggerà ciò che ho riportato e non si limiterà a commentare con un "Sì ma puzzano, sì ma non si lavano, sì ma son brutti e cattivi..."
    Ultima modifica di ketta_it : 28-05-2008 alle ore 12.37.01

  6. #381
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    [QUOTE=ketta_it;1498150]

    Alcuni psicologi sociali hanno analizzato la costruzione sociale dell'antisemitismo in Italia durante il fascismo. Hanno preso in analisi "La difesa della razza", rivista pubblicata dall'agosto 1938 al giugno 1943. Questa rivista era una voce importante del razzismo biologico in Italia e puntava a costruire il consenso popolare attorno all'antisemitismo.
    Si è notato che la segregazione, categoria che includeva riferrimenti alla mancata volontà da parte degli ebrei di assimilarsi, è stata la più frequente osservata. Nei primi due anni di pubblicazione, le credenze si basavano su concetti come la segregazione, l'assenza di attributi, abitudini e pratiche considerate importanti per la maggioranza. [...]
    Nella prima fase il gruppo moniritario, gli ebrei, è rappresentato come esterno alla normalità, incapace di assimilarsi.
    Una volta stabilito il livello della delegittimazione del gruppo minoritario e di presentarlo come anormale, gli stereotipi negativi sono rinforzati e sostenuti. Infine, le differenze valutative con i membri del gruppo "dominante" vengono rese evidente e la superiorià di quest'ultimo constatata come dato di fatto.
    I gruppi oggetto delle ricerche sopra illustrate sono gli ebrei e gli zingari. [...]


    Impossibile non notare evidenti somiglianze tra tutto questo ed i discorsi che si fanno al giorno d'oggi sugli immigrati. Entrambi vengono accusati di non desiderare o non essere in grado di assimilarsi. Inoltre, come afferma l'autrice del libro che sto studiando (Chryssochoou), "le minoranze culturali vengono considerate prive di alcuni valori considerati fondamentali, e, in certi casi, accusate di sostenere il terrorismo. In gnerale si crede che sommergano il paese"

    QUOTE]


    L'impressione che ho è quella che ciclicamente la nostra società (ma probabilmente non soltanto la nostra) abbia bisogno di addossare un po' di colpe su qualcuno, di volta in volta il soggetto che si discosta di più dal nostro modo di vivere: nel XV secolo la Spagna cristiana ha cacciato fuori dalle frontiere arabi ed ebrei, e negli Stati Uniti dell'800 italiani, irlandesi e polacchi erano visti come se fossero tutti criminali, in tempi più recenti il ruolo di capro espiatorio l'hanno assunto zingari (ma in realtà da sempre) ed ebrei (di nuovo!) nel periodo del nazismo/fascismo, in tempi ancora più recenti...basta guardare in Italia! A fine anni '80-inizio anni '90 l'immigrato cattivo era il "vu' cumprà" senegalese o nigeriano, poi la palma è passata ai maghrebini, poi agli albanesi, poi ai romeni, con un ritorno ai maghrebini in concomitanza con l'11-9...insomma, ogni secolo, anzi ogni decennio ha eletto il proprio capro espiatorio! La cosa è piuttosto inquietante!

    Un'altra cosa, ma per integrazione, o assimilazione o quello che è, che cosa si intende? O meglio che cosa intende l'italiano medio?
    Che lo straniero si trasformi in italiano, che ne assuma tutte le abitudini scordandosi quelle di origine? Mi sa che anche su questo termine c'è parecchia confusione....

  7. #382
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: [Sicurezza] Italiani brava gente

    Cercando cercando, qualcosa si trova.

    Sempre più spesso leggo notizie di "rom che cercano di rapire bambini". Ora, la diceria che gli zingari rapiscano i bambini per poi usarli per l'accattonaggio è ampiamente diffusa, e presente in Italia da molto tempo. E' anche diffusa tra chi interviene su questo sito, il che farebbe pensare che sia anche veritiera o - quantomeno - verosimile, dato che su ops non scrive il muratore bergamasco con la quinta elementare, ma psicologi, psicoterapeuti e studenti universitari, che ipotizzo in possesso di informazioni minimamente controllate.

    Però, se andiamo a vedere le risultanze delle indagini della magistratura, scopriamo che di vero, nelle dicerie suddette, non c'è nulla di nulla. Ora, a me pare ci sia una differenza tra leggere i qotidiani e leggere i titoli dei quotidiani. Mi viene da pensare che molte delle persone che qui scrivono si fermino non dico ai titoli, ma alle iniziali degli stessi.

    Da Carmilla on line ®

    Luoghi comuni contro rom e sinti. Parte prima: i ladri di bambini (1 di 4)
    di Alberto Prunetti

    [Pubblico la prima parte di questo articolo mentre i telegiornali lanciano l’ennesimo scoop su una presunta organizzazione rom dedita allo sfruttamento dei bambini. Non conosco ancora la vicenda nel merito, ma sappiamo, da altri episodi, qual è la manipolazione sensazionalistica che si cela dietro a operazioni di polizia di questo tipo. Non posso nascondere il fatto che le condizioni in cui molti bambini rom vivono siano obiettivamente negative e disumane. Il problema è che le istituzioni per queste condizioni incolpano i rom e la loro cultura, e non se stesse, che di queste condizioni sono responsabili. Se avremo notizie sugli episodi di cui oggi parlano i telegiornali – e per notizie intendo qualcosa di più del frettoloso rimpasto delle veline della questura – interverremo anche nel merito dell’episodio in questione. Per ora basterà leggere le righe che seguono per vedere come lanci giornalistici simili si sono dimostrati operazioni di criminalizzazione volte ad alimentare lo stereotipo del rom ladro, infingardo, sporco e pericoloso per il benessere dei suoi stessi figli.]A.P.

    Lo scopo di questo articolo è quello di rimettere in discussione e confutare alcuni luoghi comuni su rom e sinti. In particolare verranno esaminati alcuni asserti che il senso comune dà per assodati e che i media contribuiscono a radicare. Si vedrà che molti di questi giudizi nascono dalla necessità di creare un allarme sociale e da un diffuso pregiudizio e non sono confermati da dati concreti. Più avanti vedremo anche che una serie di paletti giuridici permettono di sovrarappresentare statisticamente i medesimi luoghi comuni. Ho diviso questo articolo in tre parti. Nella prima parte analizzerò il luogo comune secondo cui i rom rubano i bambini. Vedremo che questa asserzione è decisamente confutabile nella prima parte del mio intervento e si vedrà nella seconda parte che la verità è — purtroppo e molto spesso — il contrario di questa menzogna: andando per generalizzazioni, sarebbe più realistico dire che gli italiani “rubano” i bambini dei rom. Infine, nella terza parte prenderemo in discussione altri luoghi comuni: il fatto che i rom delinquono più degli italiani, che non mandano i bambini a scuola, che vogliono vivere come nomadi nei campi.


    Prima di tutto voglio spiegare quale coincidenza mi ha spinto a scrivere queste righe. Mi ritrovo una sera in una cena a casa di un amico, ci sono altri conoscenti e alcune persone mai viste. Arriva Teresa, una ragazza piccola e scura, dall’aria fricchettona, con capelli ricci e abiti molto colorati. Con lei c’è anche una bambina: biondissima e cogli occhi azzurri, sembra nordeuropea. So che la ragazza fa l’educatrice e penso che la bambina sia la figlia di qualche amica o una delle bambine con cui lavora. Invece rimango sorpreso quando la bambina la chiama mamma. Ovviamente la genetica gioca a dadi, ma i carabinieri scherzano di meno. Teresa intuisce le ragioni del mio stupore e mi racconta di aver passato un brutto quarto d’ora con le forze dell’ordine: l’hanno fermata in auto per un normale controllo. Ovviamente non aveva i documenti della bambina: prima di quindici anni non si fanno di solito i documenti, se non si viaggia all’estero. I carabinieri hanno incalzato la ragazza, accusandola di essere una “zingara” e di aver rubato la bambina. L’equivoco alla fine è stato risolto, ma rimane un dubbio inquietante: cosa sarebbe successo se la mamma scura, ricciola e fricchettona, fosse stata veramente una rom? In assenza di un certificato di nascita della piccola (elemento comune a tanti genitori rom), la bambina sarebbe stata probabilmente portata via dalla propria mamma e Teresa sarebbe stata sbattuta sulle prime pagine dei giornali come ladra di bambini. Certo, il fatto sarebbe forse stato spiegato dopo qualche giorno, e allora avrebbe goduto del risalto che può dare un trafiletto in una cronaca locale. Nelle convinzioni delle persone, rimarrebbe confermato lo stereotipo: i rom rubano i bambini.

    Cominciamo a ragionare su questa asserzione, a partire dai dati ufficiali: non esiste alcun riscontro, nei dati diffusi dalla polizia di stato, di casi di minori italiani rapiti da rom. È una bufala, una leggenda metropolitana, come quelle diffuse durante il ventennio sugli ebrei e serve solo per alimentare l’odio nei confronti di questa minoranza. Da fonti Reuter, e sulla base dei dati forniti dalla polizia di stato, i minori scomparsi in Italia nel periodo 1999-2004 (nella fascia dei minori di 10 anni) sono stati “portati via” da uno dei genitori per dissidi coniugali o, soprattutto nel caso di bambini stranieri, sono casi di bambini affidati dal Tribunale dei Minori a istituti, bambini che vengono “prelevati” da un genitore che si rende poi irreperibile assieme al figlio. (vedi qui)
    Per quanto riguarda i minori di età tra i 10 e i 14 anni e tra i 15 e i 17 anni, prevalgono tra gli italiani i casi di ragazzi allontanatisi volontariamente da casa per dissidi familiari, mentre rimangono presenti tra gli stranieri le fughe, assieme a un genitore, dalle strutture in cui i minori sono affidati, in maniera coatta, dai Tribunali dei minori (in questi ultimi casi qualche romantico parlerebbe non di rapimento, ma di evasione, per intenderci).

    A questo punto l’obiezione classica è questa: “”ma io mi ricordo di almeno un caso visto al telegiornale di una rom che si è portata via un bambino sotto la gonna”… del resto, si sa, ce l’hanno insegnato a scuola le maestre: “Bambini, state attenti, ci sono gli zingari…. portano via i bambini”. Beh, prendiamo in esame alcuni casi recenti, che hanno un valore esemplare.

    _Lecco, 14 febbraio 2005. Tre donne rom rumene sono accusate di aver tentato di rapire un bambino. Una donna le ha denunciate: secondo le sue dichiarazioni due rom si sono avvicinate mentre lei camminava per strada spingendo il passeggino. La donna dice di aver sentito dire a una “prendi bimbo, prendi bimbo”. A quel punto la madre italiana si è messa a gridare, ha preso il bambino in braccio e ha dato un calcio a una rom per allontanarla. Le tre rom sono state arrestate poco dopo, mentre passeggiavano tranquillamente vicino alla Caritas. Due erano maggiorenni e sono state immediatamente portate davanti a un giudice, l’altra, minorenne, non può secondo l’ordinamento italiano essere giudicata per direttissima. Le due donne avevano due opzioni, secondo l’avvocato d’ufficio: dichiararsi innocenti, rimanere in carcere e aspettare a lungo un processo, per poi provare a chiarire le circostanze, col rischio di ricevere comunque una pesante condanna; in alternativa, dichiararsi colpevoli, chiedere il patteggiamento della pena (una pratica tipica di molti immigrati che non possono ottenere avvocati a pagamento o aspettare i processi fuori dal carcere) e sperare in una condanna leggera, ammortizzata dalla condizionale. Le due rom hanno patteggiato, sono state condannate a otto mesi: pena sospesa con la condizionale in assenza di precedenti.
    Questa condanna ha scatenato un’eco di sdegno patrio: giornali e telegiornali hanno riportato le dichiarazioni di politici, di Presidenti di istituzioni, di rappresentanti di Osservatori per i minori. Tutti inferociti per il lassismo della giustizia italiana, invocavano a pieni polmoni la famosa Tolleranza zero, mentre la Lega Nord ricopriva di volantini la Lombardia, sotto la consegna “giù le mani dai nostri bambini”.

    Peccato che le donne erano innocenti, e la loro innocenza è stata dimostrata nel momento in cui la terza rom, quella minorenne, ha subito un processo senza dichiararsi colpevole davanti al Tribunale dei minori. Secondo quanto dichiarato dal PM, “…il contesto in cui si è svolto, […], il fatto che la piccola nomade che ha allungato le mani verso il passeggino tenesse in una un bicchiere per le elemosine, che le zingare non siano scappate…[…] ci fa ipotizzare ad (sic) una forma di minacce e nulla più”. Nessuno si è scusato per quello che le donne rom hanno passato, o per il fatto che le due che hanno patteggiato non hanno ricevuto una difesa legale decente.

    _Mazara del Vallo, settembre 2004. Denise Pipitone, tre anni, scompare misteriosamente. Il fatto ha una enorme eco mediatica e si fanno ipotesi diverse. Un mese dopo a Milano una guardia giurata vede al mercato una bambina che gli ricorda Denise (vista in foto sui giornali), assieme ad alcune “nomadi”. L’uomo scatta alcune foto col suo cellulare e sporge denuncia. Dopo qualche tempo la polizia identifica la bambina della foto con l’aiuto di alcuni rom rumeni. Si tratta neanche di una bambina, ma di un bambino rom, figlio di una coppia che vive in un campo milanese. La notizia (anzi: la smentita) non viene passata ai giornali, perché riservata a fini investigativi. Nonostante questo nel marzo 2005 i giornali scrivono ancora che la madre di Denise è sicura del fatto che la bambina fotografata dalla guardia giurata sia Denise. Sulla base di una notizia che la polizia conosce come falsa, i campi nomadi italiani sono di nuovo perquisiti (Cfr. L’Arena, 24 marzo 2005).

    _Milano, 21 aprile 2005. Giornali e televisioni lanciano la notizia del rapimento di un bambino rom rumeno, prelevato da alcuni rom dall’interno del Centro per i Bambini Maltratti (CBM) di via Spadini. Stefan, questo il nome del bambino, era stato preso sei mesi prima dai carabinieri, che lo avevano trovato mentre dormiva sotto un albero. I genitori non avevano potuto vederlo e secondo i giornali il bambino era oggetto “di violenze subite in famiglia” (Repubblica, 23 aprile 2005). Il 28 aprile Stefan viene individuato dalla squadra mobile in casa di una persona che si è offerta come mediatore. Il ragazzo è tranquillo e vicino ai familiari, ma i giornali titolano: “Fine dell’incubo” (Il Corriere della sera, 29 aprile 2005). Il Tribunale dei Minori stabilisce il 5 maggio che il bambino dovrà tornare al CBM, ma che può vedere con regolarità i genitori, secondo i suoi desideri. Infatti Stefan, – ci ricorda il legale della famiglia, Stefano Cozzetto — “non ha mosso alcun addebito ai genitori, né di natura sessuale né di altro genere”.

    _Palermo, luglio 2007 La notizia dell’arresto di M. F., una “nomade” di 45 anni, compare su tutti i telegiornali italiani come lancio d’apertura. La donna è accusata del tentato rapimento di un bambino di tre anni su una spiaggia siciliana. Interrogata, in un primo momento si rifiuta di rispondere alle domande (forse mal consigliata dagli avvocati), e questo fatto alimenta i sospetti su di lei. In pochi giorni la situazione viene chiarita. La principale testimone a suo carico è una donna che stava in spiaggia e che ammette candidamente agli inquirenti “di essere terrorizzata dagli zingari”. La donna italiana ha visto la rom, ha avuto paura e si è messa a strillare. In seguito ha ammesso di aver avuto solo “la sensazione” che M.F. volesse portar via il bambino. In realtà il bambino stava correndo, M.F. si è piegata verso di lui e la sua gonna si è un po’ aperta. Interrogata dagli inquirenti, la testimone (e unica accusatrice), ha ritratto l’accusa. La stessa azione, compiuta da una bagnante italiana, sarebbe stata considerata come un atto di premura e gentilezza: compiuta da una rom, è diventata un tentativo di rapimento che è finito sulle prime pagine dei giornali. Ancora oggi, a distanza di qualche mese, ho provato a citare vagamente l’episodio parlando con alcuni conoscenti: tutti si ricordano il “tentato rapimento”, ma la notizia della scarcerazione di M.F. e la sua innocenza è stata trasmessa con minore enfasi e quasi nessuno ha saputo raccontarmi l’episodio in tutta la sua integrità. Nell’immaginario collettivo, un altro bambino è stato rapito dagli zingari. Eppure non è vero.

    Episodi come questi sembrano utilizzati ad arte per rinsaldare stereotipi negativi e per creare campagne d’allarme che radicalizzano l’odio contro i rom e preparano degli scenari dal punto di vista giudiziario e repressivo sempre più pesanti: per gli immigrati come per i cittadini italiani.

    In questa prima parte abbiamo riportato alcuni casi importanti e noti, oggetto di campagne mediatiche allarmistiche e approssimative. In questi casi si è data enorme evidenza all’ipotesi del rapimento da parte dei rom – spacciato come una verità incontrovertibile – e si è dedicato solo uno spazio minore (privo di valore euforizzante: nei trafiletti della cronaca locale, ad esempio) alle smentite. In questo modo l’opinione comune, invece di destrutturare il pregiudizio sui rom ladri di bambini, ha visto rinsaldata quest’immagine anche in presenza di evidenze contrarie.

    Nella seconda parte dell’articolo, che sarà on line tra alcuni giorni, prenderemo in considerazione l’altra metà del problema, quella che forse è la verità celata dai media. Il fatto che molti bambini rom sono “portati via” dagli italiani.

    Prima vorrei tornare a parlare della bambina bionda e della mamma scura, incontrate per caso in una cena. Mentre tutti sono rimasti scandalizzati per la mancanza di sensibilità dei carabinieri, a me è venuto da dire che questo era un esempio di una tremenda prassi di criminalizzazione dei rom. Non l’avessi mai fatto: un tipo che non conoscevo ha iniziato a dire che i rom sono gente che non hanno né patria né bandiera e che – pertanto? - rubano i bambini. Ora: al di là del fatto che almeno una bandiera ce l’hanno, e al di là del fatto che di solito è proprio chi ha una patria e una bandiera che poi commette i peggiori crimini contro l’umanità, aldilà di tutto questo a me sembrava evidente che l’episodio appena raccontato a tavola fosse un esempio di una costruzione immaginaria di un crimine. Una montatura insomma mal riuscita, perché l’indiziata aveva un alibi che reggeva: era italiana. Eppure, proprio di fronte a un’evidenza contraria, quell’episodio ha infiammato gli astanti e non è mancato chi si lamentava della cattiveria “degli zingari”. Neanche l’evidenza, o il disvelamento della menzogna, riesce a dissipare le nebbie del pregiudizio razziale e i luoghi comuni consolidati. Vediamo se la realtà ci fornisce qualche elemento per raccontare una storia interessante: gli italiani “rubano” i bambini dei rom. È un paradosso, perlomeno rispetto al luogo comune che inverte i poli del crimine, sicuramente una generalizzazione. Eppure, secondo alcune stime, ci sono stati almeno 500 casi di bambini rom “portati via” negli ultimi venti anni, in Italia. Ne parleremo tra qualche giorno, su Carmilla, nel seguito di questo articolo.


    Fonti: OsservAzione (centro di ricerca azione conto la discriminazione di rom e sinti); ERRC (European Roma Rights Center); ERRC, Il paese dei campi, Roma, Carta, 2000; Sigona N., Monista L. (a cura di), Cittadinanze imperfette, Santa Maria Capua Vetere, Edizioni Spartaco, 2006.

    [Ringrazio gli attivisti rom e gagé che mi hanno fornito materiali, documentazione, osservazioni e suggerimenti. Ringrazio il fotografo Stefano Pacini per l’uso della sua foto a corredo dell’articolo.] A.P.

    Continua


    Buona vita

    Guglielmo
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  8. #383
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    Citazione Originalmente inviato da fufi1986 Visualizza messaggio
    Qui si fa un pò di confusione.. i romeni non camminano a volto coperto.. non tutti i romeni sono rom..proprio come non tutti gli zingari sono rom.. molti rom sono cattolici.. dire che delle moschee preparavano attentati e sono state chiuse per questo è quantomeno generalista e impreciso.. il fatto che poi la costruzione delle moschee sia finanziato dallo stato non mi sembra un problema piuttosto mi sembra sintomo di una qualche libertà e democraticità.. dato che da un punto di vista laico chiese e moschee rappresentano la stessa cosa..
    era un esempio,mi pare che gli extracomunitari non siano solo rom,o sbaglio?
    non parliamo di islamici allora

  9. #384
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    Citazione Originalmente inviato da LuisaMiao Visualizza messaggio

    ma cosa c'entrano adesso gli islamici con i rom?
    un'unica considerazione: se applichiamo il tuo ragionamento alla chiesa cattolica, dobbiamo stare allerta e avere paura dei preti che abusano sessualmente dei minori (che come numero superano di gran lunga gli attentati organizzati in moschee occidentali), oppure dovremmo temere i servizi segreti visti gli ultimi scandali in italia nel settore... com'è strana sta paura che va solo in certe direzioni, non trovi?
    ma e' un esempio,per dire che sono extracomunitari pure loro.Non stiamo parlando di extracomunitari,mica sono solo i rom .
    Infatti il mio ragionamento dovrebbe essere applicato pure ai preti pedofili che sono tanti,io sono d'accordo.
    Ti ripeto io la paura non c'è l'ho solo coi rom ma con tutti quegli italiani che uccidono ,spacciano e rapiscono.
    Ultima modifica di Tania1979 : 28-05-2008 alle ore 15.57.22

  10. #385
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    Citazione Originalmente inviato da Tania1979 Visualizza messaggio
    ma e' un esempio,per dire che sono extracomunitari pure loro.Non stiamo parlando di extracomunitari,mica sono solo i rom .
    Infatti il mio ragionamento dovrebbe essere applicato pure ai preti pedofili che sono tanti,io sono d'accordo.
    Ti ripeto io la paura non c'è l'ho solo coi rom ma con tutti quegli italiani che uccidono ,spacciano e rapiscono.

    Quindi, se capisco bene, hai paura di:

    a) Rom
    b) Islamici nelle moschee (chissà, forse potrebbero dirottare un airbus contro la torre di Pisa )
    c) Italiani che delinquono

    Roba da non uscire mai di casa dalla paura. Chissà.

    Poi, uscendo dal cazzeggio, proprio non riesci a postare un ragionamento, magari supportato da alcuni dati, che sostenga delle ipotesi fondate e minimamente ragionate? E' proprio necessario infliggerci questo stillicidio di messaggi che nulla dicono a nessuno? O hai preso da Berlusconi, che oggi dice una cosa e tra un'ora la smentisce, o sostiene di essere stato "male interpretato", o accusa i "cattivi comunisti" di falsità?

    Buona vita

    Guglielmo
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  11. #386
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    Visto che amate che i contenuti siano supportati dai dati...mi spiegate (anche attraverso le fonti cui attingete) da quali dati Amnesty International deduce l'ondata di razzismo in Italia?

    Grazie.

  12. #387
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Visto che amate che i contenuti siano supportati dai dati...mi spiegate (anche attraverso le fonti cui attingete) da quali dati Amnesty International deduce l'ondata di razzismo in Italia?

    Grazie.
    magari legge noi...

  13. #388
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Ah, legge il forum di ops!
    Citazione Originalmente inviato da ghiretto Visualizza messaggio
    magari legge noi...


    Allora si spiega...

  14. #389
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Visto che amate che i contenuti siano supportati dai dati...mi spiegate (anche attraverso le fonti cui attingete) da quali dati Amnesty International deduce l'ondata di razzismo in Italia?

    Grazie.
    ecco il link relativo al rapporto di quest'anno: Amnesty Italia - Rapporto Annuale 2008 - La situazione dei diritti umani in Italia
    non era difficile bastava cercare il sito di amnesty international e si trovava...
    Ultima modifica di LuisaMiao : 28-05-2008 alle ore 21.38.55
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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  15. #390
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    Sì, ma non trovo ancora dati che confortino la conclusione circa l'ondata di razzismo.

    Quali sono gli episodi concreti, gli atti normativi, le misure intraprese che denotano questa conclusione.
    Io leggo solo parole in libertà....

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