E' estremamente "pericoloso" arrivare ad "identificarsi" in questo modo col Creatore.
E, personalmente parlando, lo trovo anche errato.
Un conto è essere Come Uno Con Lui, in comunione, tutt'altra cosa è declamarsi Uno al suo Posto.
Un conto è fare appello alla propria interiorità, ma dichiarare che ciò che abbiamo "dentro" è la nostra causa...è come dire che ci siamo auto creati.
Da parte mia preferisco di gran lunga il rapporto padre/figlio e provare con sentimento e ragione, per chi ci crede, e vivere questo rapporto intimo e personale.
C'è una grande differenza tra dire di essere il proprio Padre, e dire che si sente il contatto con la parte migliore di sè.
Molti "falsi Dei" hanno detto parole simili e sono caduti senza eccezzione.
Gli egiziani usavano una frase simile ma ben diversa: affermando che loro erano un Dio e che erano madre di quel Dio che non aveva madre.
Il senso era: la mia evoluzione mi porterà ad essere un Dio, non IL Dio, e che il suo essere attuale in crescità è come una madre che aspetta un figlio, una vita nuova e rinnovata, di cui sarebbe stato lui stesso il "beneficiario".
Ma sono concetti molto diversi.








in quanto come primo Angelo era portatore della luce e si staccò da Dio si, ma per conoscere e amare la Creazione con la SUA intelligenza, e non tramite "osmosi" da Dio.

