Dunque, provo a riportare la discussione sul tema del 3d, ossia "la sicurezza", dopo aver costatato che nelle ultime 15 pagine si è parlato un'pò di tutto (soprattutto delle abitudini in fatto di igiene personale dei rom!

) allontanandosi spesso dal topic in oggetto...
Intanto, leggendo molti post, la prima cosa che mi veniva da obbiettare, è che c'è (ci sarebbe, secondo me) un evidente scollamento tra dati "reali"(ovvero misurazioni statistiche fatte da enti competenti, e possibilmente super partes; misurazioni senza dubbio soggette ad errore, rettificabili, discutibili, interpretabili, ma da considerarsi comunque, la fonte più opportuna su cui impostare qualsiasi ragionamento
condiviso) e percezioni soggettive...per verificare questa mia sensazione, sono andato a spulciare un'pò nei dati diffusi dal ministero dell'interno...non amnesty international, i 'grillo', i 'travaglio', ecc...semplicemente il ministero del'interno...(ps mi sembra una cosa tanto ovvia che mi sono sorpreso che nessuno abbia fatto lo stesso nelle 15 pgg precedenti; forse tale documento è stato già pubblicato prima, nel qual caso mi scuso...)
Ecco l'ultimo rapporto (aggiornato al 18 febraio 2008) sull'andamento semestrale dell'azione criminale, nel periodo dal 2°semestre 2005 al 2°semestre 2007(in pratica gli ultimi dati disponibili):
http://www.interno.it/mininterno/exp...ebbraio_08.pdf
mi pare da uno sguardo sommario ai vari grafici, che negli ultimi 24 mesi poco o nulla è cambiato!!! Anzi tutte le curve (tranne quella dei "furti in abitazione", effettivamente in ascesa) hanno un andamento discendente, anche se lieve, a partire dal 1 semestre 2007...in pratica, sembrerebbe, che proprio nel periodo in cui si registrava una diminuzone complessiva di reati, e di ogni ogni tipologia di reato (compresi i reati sessuali!!), esplodeva la paranoia collettiva della sicurezza, con gran stracciarsi le vesti sulla impossibilità nel nostro paese, di mettere il piede fuori dall'uscio domestico senza rischiare la vita!!!!
A chi dovesse subito controbbattere che la stabilità dei dati non implichi un grado accettabile di sicurezza perchè "
sicuramente in italia si delinque molto più che altrove", rispondo con un altro documento, sempre di fonte ministeriale. Qui, nel fare il punto sulla sicurezza in italia, oltre ad esaminare l'andamento dei reati su un arco di tempo molto più ampio (gli ultima 40 anni) confermando la sostanziale stabiltà o un trend discendente (perlomeno negli ultimi 10-15 anni, vedi ad esempio il grafico 1.2 pg 17), si confronta anche la situazione del nostro paese con quella di altri stati europei (a partire da pg.159): non mi sembra che ci siano differenze così enormi, a dispetto del fatto che qui in italia abbiamo a che fare con mafia, camorra ecc...
Eccovi il link:
http://www.interno.it/mininterno/exp...riminalita.pdf
Ecco, fatte le dovute premesse, vorrei soffermare l'attenzione su questo scarto tra fatti(intesi con tutte le precauzioni del caso) e percezione. Lo reputo non solo un argomento interessante dal punto di vista socio-psicologico, ma anche rilevante in rapporto alla questione generale della sicurezza: siamo sicuri che aizzare masse, generare paranoie e fobie collettive, creare una situazione di tensione ed esasperazione generalizzata aumentino la sicurezza di ciascuno di noi, o piuttosto non finirà che dovremo guardarci dal sospetto e dall'ira funesta del vicino di casa? (mi viene in mente Lewin, quando descriveva gli effetti deleteri dell'aumento incontrollato delle forze nel campo, e il suo precetto di migliorare il funzionamento del campo stesso, lavorando a "togliere" tensioni, piuttosto che ad aumentarle...ma Lewin non doveva vincere elezioni evidentemente...

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Il sociologo Bauman (v "la paura liquida") spiega il rigurgito di paure irrazionali per la propria sicurezza fisica (incluse le derive xenofobe di tali paure), come lo spostamento su un piano concreto e tangibile (la diffidenza verso l'altro, e la conseguente affermazione di identità; la difesa del territorio, dei propri beni, della propria incolumità fisica) di quella che lui definisce "angoscia da futuro", ossia lo spaesamento dell'individuo di fronte alle sfide della nuova società globale (recessione finanziaria, multiculturalismo, precarietà lavorativa, mobilità sociale ecc.). Inoltre segnala il rischio che i governi "cavalchino" queste paure per accaparrarsi consensi, e per mascherare la difficoltà a fornire risposte sui temi, ben più difficili e complessi, (e certamente meno attraenti per il cittadino) dell'economia, della globalizzazione ecc...
Forse Bauman deve aver visto molti tg mediaset, negli ultimi tempi

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Ritengo che la percezione di sicurezza sia un'implicazione del tema sicurezza di primario interesse, specie per psicologi e studiosi del comportamento, e che questo aspetto della questione rimandi alla riflessione sulla comunicazione (tenendo presente uno dei postulati fondamentali della massmediologia: "non si racconta ciò che accade, ma accade ciò che si racconta", credo che siamo dalle parti di mc luan, o giù di lì) e sull'uso della comunicazione da parte di organi di potere...un argomento interessante anche perchè in qualità di psicologi, magari non possiamo legiferare o acchiappare delinquenti, ma magari contribuire a responsabilizzare l'informazione, e a capire la fenomenologia delle rappresentazioni collettive, quello si, sarebbe compito nostro.... che ne pensate?