Credo che tu abbia pienamente ragione, quando sostieni che non solo lo psicoterapeuta ma anche chi lavora come psicologo, dovrebbe svolgere un adeguato lavoro su se' stesso che gli permetta di comprendere i propri limiti, i propri confini personali, le proprie risorse da sviluppare al meglio,per se e per aiutare, nel modo che allora sara' in grado di ritenere opportuno, anche gli altri; c'è davvero un'immensa e sorprendente presunzione nel voler svolgere un lavoro che porta a contatto diretto e delicato con i problemi dell'animo altrui, anche se ci chiamiamo psicologi e non psicoterapeuti, senza prima aver tentato di conoscere il nostro e di comprendere se' stessi, al fine di non manifestare ad es, delle improprie intolleranze verso persone che in qualche modi ci "disturbano", senza che ne comprendiamo il motivo. L'umilta' per lo psicologo dovrebbe essere una base da cui partire per crescere in se stesso e con le persone che incontrera' nel suo lavoro. Almeno, io la penso come te.
RosadiMaggio








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Speriamo...