Cercherò di essere più chiaro.
Ovviamente la mia posizione è di solidarietà con tutte le donne che hanno subìto e subiscono violenza.
Non foss'altro perchè detesto qualsiasi forma di violenza, fisica, morale o psicologica che sia.
Detto questo (e, spero, sgombrato il campo da qualsiasi equivoco al riguardo) sono dell'avviso che gli sforzi più efficaci per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne dovrebbero essere spesi PRIMA che la situazione di violenza o di persecuzione trovi il suo sfogo.
Anzitutto in ragione del fatto che una volta prodotto il danno, sia difficile ripristinare lo status quo ante , nonostante gli sforzi in questo senso siano meritori ed utili (supporto psicologico e altro).
Ora, esclusa la possibilità di presidiare il privato delle persone (anche perchè sono dell'avviso che meno Stato ci sia meglio è, contrariamente all'impronta "dirigista" che impropriamente mi attribuisci) propenderei per un'azione di educazione civile sia degli uomini (anzi, direi in larga parte) sia delle donne (che hanno la loro parte nel non saper gestire, spesso, alcuni conflitti personali, non saper staccarsi per tempo da alcuni rapporti morbosi).
E' un'impresa ardua (occorrerebbe partire dalla scuola) perchè la nostra società (e metto insieme uomini e donne) è imbevuta di una sottocultura e di un livello di ignoranza tale che, molto spesso, la violenza viene vista come l'unica forma di risoluzione dei conflitti.
Comunque il discorso è molto complesso, perchè chiama in gioco anche il modo con cui le donne, oggi, si rapportano nella società.
detta cosi' ha un altro sapore!!
te lo quoto in pieno









