Il Gruppo EveryOne ha concluso la prima fase delle
le proprie indagini relative alla presunta rapitrice di Ponticelli.
Oltre alla conferma che si tratta di una montatura, Angelica è risultata
essere una giovane slava e non una Romnì. Non è la prima volta che reati
commessi da altre etnie (ma nel caso di Angelica si conferma anche la sua
estraneità ai fatti delittuosi che le sono stati attribuiti) vengono
addossati ai Rom al fine di giustificarne la persecuzione.
Il caso di Angelica, ragazza Rom accusata del tentato rapimento di una
bambina di sei mesi avvenuto a Napoli, nel quartiere Ponticelli, è una
montatura.
La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di
lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa. Il Gruppo EveryOne ha indagato
accuratamente sull'evento che ha scatenato una vera e propria caccia al Rom,
che da Napoli si è diffusa a macchia d'olio in tutta Italia. Fin dall'inizio
le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la
palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente
inaccessibile, sia per il cancello che per l'attenta sorveglianza degli
inquilini, affermano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo
Pegoraro e Dario Picciau. Vi sono poi discordanze fra le testimonianze della
Martinelli, di suo padre e dei vicini. La donna in un primo momento ha
dichiarato che la porta del suo appartamento sarebbe stata forzata, poi ha
ricordato di averla lasciata aperta. Dopo aver notato la porta aperta, la
madre sarebbe andata a controllare la culla, quindi sarebbe tornata verso il
pianerottolo dove avrebbe sorpreso - passati almeno venti secondi - la
ragazzina Rom con la sua piccola in braccio. Non solo: avrebbe avuto ancora
il tempo di raggiungerla e strapparle la bambina. Quindi la Rom si sarebbe
mossa al rallentatore, consentendo a nonno Ciro di raggiungerla, afferrarla
e schiaffeggiarla al piano di sotto. Alcuni dei vicini hanno riferito alle
autorità che Angelica aveva ancora la bambina in braccio, quando l'hanno
fermata. Ma non basta, perché nei giorni precedenti al fatto, gli inquilini
della palazzina si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno:
come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli. Dopo
queste analisi di massima, il Gruppo EveryOne - che può contare su attivisti
e organizzazioni locali - ha effettuato ulteriori accertamenti, sia presso
il carcere, dove un funzionario, dopo aver ascoltato le ipotesi che
scagionavano la presunta rapitrice, ammetteva:
Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un evento
diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un caso
nazionale. Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono
più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura,
perché le pressioni sono forti e mettersi contro il comitato di Ponticelli è
pericoloso. Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in
via Principe di Napoli, dove è avvenuto l'episodio, continuano gli attivisti
del Gruppo EveryOne, ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune
inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei
condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada,
afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che
conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice. E'
importante che l'avvocato Rosa Mazzei, che difende la ragazza Rom, non si
faccia intimidire e sostenga la verità in tribunale. Un attivista di Napoli
suppone che la linea di difesa potrebbe essere, invece, quella di ammettere
il furto, ma non il tentato rapimento. Le conseguenze del caso di
Ponticelli, con l'eco mediatica promossa da quotidiani e network, sono state
gravissime e sono un indice evidente di come sia necessario abbandonare
razzismo e xenofobia per riscoprire la strada dei diritti umani.
Adesso è importante che le organizzazioni locali per i diritti dell'uomo
vigilino sulla serenità di Angelica, che subisce pressioni gravi e
intollerabili. Salvaguardare la tranquillità della ragazza significa
salvaguardare la verità sul caso di Ponticelli, che è la tragica verità di
un'altra ingiustizia, di un'altra calunnia, di altre disumane violenze
subite dal popolo Rom in Italia, già colpito da emarginazione e
segregazione, vessato da provvedimenti iniqui. Gli attivisti del Gruppo
EveryOne concludono con alcune considerazioni che dovrebbero far riflettere:
Da anni lanciamo l'allarme riguardo alla campagna razziale in corso in
Italia. Grazie all'appoggio di forze politiche transnazionali attive nel
campo dei diritti umani e civili, abbiamo ottenuto Risoluzioni europee e
documenti-guida da parte delle Nazioni Unite, che ammoniscono l'Italia
contro le sue politiche razziali. I Rom in Italia non sono criminali, ma
famiglie in difficoltà. Su 150 mila 'zingari' presenti nel nostro Paese, 90
mila sono bambini. La speranza di vita media dei Rom, qui da noi, è di soli
35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini. La mortalità dei bimbi Rom è
15 volte superiore a quella degli altri bambini. Sono numeri che esprimono
una persecuzione. Riguardo alla criminalità Rom, essa non ha un'incidenza
rilevante, come dimostrano i dati del Ministero degli Interni e le
aggressioni nei confronti di italiani sono praticamente inesistenti. Il caso
di Giovanna Reggiani fu un'altro grande inganno, perché il presunto omicida,
Romulus Mailat, non è Rom, ma un romeno di etnia Bunjas, che non ha nulla a
che vedere con i popoli 'zingari'. L'abbiamo documentato, a suo tempo, agli
inquirenti e alla stampa, ma il nostro dossier scientifico non fu preso in
considerazione. Il razzismo fa comodo a uno stuolo di persone, a partiti
politici e media, alla criminalità organizzata, che muove miliardi di euro
ogni anno. A questo proposito, ricordiamo che i Rom coinvolti in delitti
agiscono quasi sempre per ordine di criminali mafiosi italiani, i quali - a
causa dell'emarginazione e della segregazione in cui versano i 'nomadi' - li
hanno ridotti in schiavitù. Lo sanno le autorità, lo sanno i politici e
sarebbe ora che lo sapessero tutti i cittadini italiani