Sinceramente dopo 4 pagine di discussione sento il bisogno di intervenire di nuovo, e lo faccio da paziente ( senza nascondere che spero nel 2020 di essere dall'altra parte della barricata

).
Francamente sono molto deluso da chi è "contrario" o "non convinto" della TBS. Il punto è che però NESSUNO dei contrari ha MAI VISTO come si svolge, e soprattutto "cos'è" la TBS.
Probabilmente il loro ragionamento è il seguente: dato che non so come sia possibile "togliere" un disturbo in 20 minuti, allora la terapia strategica breve non funziona, è una balla, è temporanea, è pura suggestione, ed è più un modo di prendere per i fondelli gli altri, che una vera terapia.
Non c'è bisogno di dire che loro ( ovvero la totalità dei contrari ) si sbagliano.
Prima di tutto, non sono mai dovuto ritornare 2 volte per lo stesso problema perché esso si fosse ripresentato a distanza di mesi, anche se spesso dopo una terapia il dottore mi consiglia di "vivere" qualche settimana e vedere se i disturbi sono scomparsi ( es: ho paura di prendere l'autobus. Faccio terapia, dopo la terapia per due settimane prendo l'autobus e vedo se i disturbi sono spariti, si sono affievoliti, o mutati. ). Aggiungo dicendo che solo una volta sono ritornato nello studio dopo questo "periodo di prova", ma la colpa fu mia, non del dottore.
Per quanto riguarda il "meccanismo" alla base della TBS, ovviamente posso dire ciò che ho provato io: e cioé la sensazione che il terapeuta fosse si presente e mi conducesse, ma soprattutto il sentire il problema che ti scivola addosso e scompare ( e non viene "spostato" come qualcuno ha qui asserito! ), un rapporto tra terapeuta e paziente quindi, che colloca quest'ultimo in una posizione piuttosto "importante", e non nel ruolo del cretino che sta lì mentre il dottore pronuncia 5 frasi ad effetto rincretinendolo.
Si prenda ad esempio Milton Erickson, padre dell'omonima ipnoterapia. Qualcuno dei presenti arriverebbe forse ad asserire che fosse solo un "cialtrone bravo con le parole, e nel modulare la voce"?
Purtroppo vedo che troppe persone sono ancora piuttosto "antiquate" nella concezione del superamento di disturbi psicologici... quasi come se la componente "tempo" fosse la cosa più importante, e la scomparsa del sintomo fosse secondario rispetto all'affrontare il problema nella sua manifestazione.
Mi chiedo come faranno ad aiutare pazienti vittime di abusi, stupri, rapine, percosse, sequestri e sevizie, dato che per loro "ricordare" e "rivivere" sono le cose più orribili tra tutte.