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  1. #11
    LiIa
    Ospite non registrato

    bambocci pensanti

    [[QUOTE]Originariamente postato da louis
    [B
    ...c'è il diritto di disgustare chiccessia
    il quale se non fa le tue acute osservazioni è pure un imbecille ...
    dunque da una parte oggetto .. perchè l'opera lo richiede ...
    dall'altro se ha una reazione naturale e normale di disgusto e quindi si pone come Soggetto giudicante ... non capisce un'acca di arte .
    la libertà qui LiIa si manifesta non nel tuo tentativo di educare ...
    ma proprio nella reazione aggressiva ... per una volta che si
    agita un gesto neturale ... quest'uomo si è espresso in modo puro ...

    ... avrebbe appreso magari da una LiIa che gli stava a fianco il significato dell'opera ... avrebbe sublimato il suo gesto aggressivo , che forse era la cosa più 'vera' che aveva , e se ne sarebbe tornato a casa vestito di 'nuova cultura'.
    Poraccio. !!!


    Tiro con te un sospiro di sollievo per il mio mancato incontro con il poverino...
    detto questo, non capisco cosa intendi per “vero”, "puro", e via dicendo...
    si tratta del consueto refrain che contrappone la (presunta) “naturalezza” dell’impulso alla (presunta) “artificiosità” del pensiero? Una conclusione tanto romantica quanto confutabile. L’agito non possiede un certificato di veridicità, così come il pensiero non è in sé più “falso” né più “vero” di uno starnuto, al massimo può essere più originale. nel signore che torna ai fornelli di casa con un pensiero in più (chi ha detto che debba essere simile al mio) e una frattura multipla in meno, francamente non ci trovo nulla di miserevole, né ci colgo un attentato alla sua “verace genuinità”.
    liberiamo la sublimazione da questa aura da bolgia infernale: non è una specie di atto criminoso, ma un semplice meccanismo difensivo di alto livello, a volte produttivo.
    Le buffe congetture sulle mie frenesie di “acculturazione” non sono che la banalizzazione di un concetto assai diverso, che non ha a che fare né con le intangibili convenzioni dell’arte né con slanci missionaristici.
    Sostengo che disinnescare il pilota automatico, approfondire lo sguardo su un’immagine che ti ha raggiunto (gradevole o sgradevole) e valutare cosa di essa ti appartiene e cosa puoi restituire, sia un atto di autodeterminazione; sostengo che in un contesto sempre più invasivo sia un esercizio prezioso che ci sottrae al sopore di spettatori del nostro tempo.
    Ultima modifica di LiIa : 19-05-2004 alle ore 04.57.27

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