Una vergogna da fermare a tutti i costi.
Dopo la pubblicazione su L'Espresso delle intercettazioni che lo riguardano, Silvio Berlusconi è sempre più convinto della necessità di approvare il disegno di legge che ne limita il ricorso e ne vieta la pubblicazione. Una posizione ribadita anche nella riunione del Consiglio dei ministri, chiamato ad approvare il 'lodo Schifani bis'. Difficilmente però l'indicazione del premier potrà tradursi in atti concreti prima dell'estate.
Il ddl, spiegano nel Pdl, non subirà nessun inasprimento per evitare di riaprire la polemica con la Lega e, per quanto riguarda la pubblicazione delle ultime intercettazioni che coinvolgono il Cavaliere e l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati.
(Certo come no... avete capito perchè il cavaliere viene a Napoli ogni settimana? Per fatti suoi e di Saccà...altro che premier salva immondizia)
Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto sicurezza e 'lodo Schifani bis' innanzitutto. A ribadire però la "bontà" del ddl è il ministro della Giustizia Angelino Alfano
(ministro ad personam, ministro personalissimo di Berlusconi) che, prendendo spunto dagli ultimi fatti che riguardano Berlusconi, si dice convinto della "ratio politica" del provvedimento.
Intanto, nella maggioranza si rafforza la convinzione della necessità di norme più rigorose. E' l'auspicio, ad esempio, del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, convinto che il provvedimento sia "la risposta all'uso strumentale delle intercettazioni". Francesco Nitto Palma, sottosegretario all'Interno, non esita invece a definire "singolare" la tempistica con cui siano state pubblicate le intercettazioni in cui è coinvolto il Cavaliere. "E' singolare - dice - che a fronte di una polemica apertasi tra autorità politica e magistratura nei confronti di un provvedimento giusto come la sospensione per un anno di processi destinati alla prescrizione, escano, guarda caso, le intercettazioni". Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, invece, il provvedimento dovrebbe essere "ancora più duro".
(Ma sì, mettiamo a tacere tutti e non se ne parli più
)
Che occorra una regolamentazione delle intercettazioni, soprattutto per quanto riguarda la loro pubblicazione, è anche l'opinione del Pd, ma non come chiede il governo. "I magistrati devono poter fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini delle indagini", mette in chiaro Walter Veltroni, "ma noi siamo perché non finiscano sui giornali e per salvaguardia della privacy dei cittadini".
(Ma fateci il piacere, ma quali cittadini? Voi solo alla salvaguardia di voi stessi tenete...
)