Originariamente postato da Iggy
Per il problema che ora hai sollevato sulla parola cavia, io non ho fatto altro che prenderla in considerazione secondo gli sviluppi della discussione.
Se iniziamo col nichilismo semantico allora buonanotte, abbiamo finito di discutere. Il nichilismo semantico è anche peggio di quello scientifico.
Si dovrebbe parlare di relativismo semantico, casomai, non di nichilismo, perchè non ho mai sostenuto che non esista il concetto di cavia se non nell'interpretazione personale.
E' proprio perchè sono convinto che un tale concetto esista, e che la sua interpretazione possa porre un problema linguistico, che mi interessa che venga esplicitato, sia pure in questa particolare accezione.
Inoltre il fatto che a te non interessi dedurre parzialissime chiavi interpretative, non sposta di un micron la domanda: quella cosa, è stata detta o no? Dire "non mi interessa, dunque non è rilevante" non è un modo valido di uscire dalla questione.
Vorrei sottolineare come l'ipotesi iniziale di Mia (e.. mia) fosse che la reazione del passante (tutt'altro che ignaro) fosse intesa, in qualche modo, parte della stessa opera d'arte.
Da questo, non mi ricordo nemmeno piu' come, si è passato alla nozione di "esperimento sociale". Che può essere un modo di spiegare quell'opera d'arte, da me attaccato con le mie domande e che ora suppongo debba essere in qualche modo difeso, se vogliamo a considerare l'opera di Cattelan "esperimento sociale" (inciso: siete in grado di dare una definizione piuttosto precisa di esperimento sociale senza guardare nel dizionario? (a meno che non lo abbiate già fatto))
Per quanto riguarda l'opportunità di esporre qualcosa che offenda le persone, vorrei dire che
1) era presumibile, ma non scontato, che quell'opera sarebbe risultata così drammaticamente offensiva, in uno Stato dove la coscienza morale è (userò un eufemismo) assopita. Salvo svegliarsi per un'istallazione artistica. (ancora aspetto di sapere perchè l'arte debba dipendere dalla morale o dall'etica)
2) io ho dedotto che l'opera sia offensiva dal fatto che le persone la hanno giudicata offensiva. Per me (e nemmeno per te, se ho ben capito), non lo è. Dunque, il fatto che quell'opera sia offensiva è una cosa contingente.
In un Paese nel quale molte persone non trovano offensivi svariati atti criminali, mi sento propenso a dire che l'essere offensiva non era una qualità dell'opera che fosse stata voluta, e che non si è voluto prevedere. (potrei dire "non si poteva prevedere con certezza", ma ho paura che un argomento simile sia troppo forte )
Aggiungo anche un altro argomento: se l'esposizione di quell'opera ha provocato l'attivazione dei neuroni nel cervello di chi la ha vista e ne ha discussa, portandola ad arrivare ad una posizione ragionata, trovo che il prezzo pagato sia inferiore ai benefici guadagnati.
Sul fatto che vengano già mostrate, per varie necessità (ma nei film, per esempio, nient'altro che per necessità di intrattenimento o di spettacolo), scene che possano essere ritenute offensive (e non dirmi che un film uno lo va a vedere di sua spontanea volontà: può tranquillamente essere che nel film ci sia una scena che lo offenda e della quale non sapeva nulla; così come in quella piazza c'era un'esposizione di cui non sapeva nulla), abbiamo già parlato.
Dunque posso dire: se quell'opera ha stimolato una riflessione consapevole, allora ben vengano i trenta secondi di stupore nell'osservarla.
Potrai dirmi: è inaccettabile che tu giustifichi i mezzi con i fini (o con i risultati).
Ti potrei rispondere: è un qualcosa che si fa costantemente, e la mia coscienza morale mi consente di farlo anche in questo caso.
Infine, voglio ribadire il concetto che secondo me, tutta questa discussione sul ferimento dell'identità morale delle persone, è stata gonfiata, un qualcosa tipo effetto-domino (sarei piu' propenso a dire: effetto-gregge), e che, in fin dei conti, mi sembra un argomento davvero poco perseguibile, nel nostro glorioso paese, che non viene ferito da cose ben peggiori. Ma questa è una mia opinione personalissima: non dico che non siano stati davvero feriti, ma che mi sembra ben strano che lo siano da un'opera d'arte (o dalla rimozione dei crocefissi), e non da atti, politici, sociali, economici, ecc, ben piu' gravi.
Infine vorrei commentare la tua ultima frase:


Così hanno deciso i cittadini, e per me è giusto. Ma se c'è un'elite (di cosa, poi?) che crede di poter decidere per la maggioranza, allora beh... ha semplicemente sbagliato paese.
e permettimi di sorriderne: sono tristemente convinto che l'elite avrebbe difficilmente potuto scegliere meglio il suo paese.
E posso riconoscere autorità ad un gruppo di agenti responsabili, ognuno con le proprie convinzioni razionali, non ognuno con la propria ideologia da seguire a priori: tra "cittadinanza" e "gregge di pecore" c'è una certa differenza, e mi chiedo se chi si ritiene ferito da una simile opera d'arte, senza averla mai vista che in fotografia o in televisione, e si indigna fortemente, stia esprimendo un giudizio frutto di sue convinzioni personali, o seguendo pecorescamente un'ideologia.