
Originalmente inviato da
aMara835
Vorrei scrivere una cosa...è da un po' che ci pensavo...e non c'entra quasi niente con la querelle degli ultimi post.
Si tratta di una storia, molto carina secondo me, che ho letto preparando un esame di letteratura italiana; è tratta dal "Novellino" che è una raccolta anonima di racconti e novelle che risale agli ultimi anni del '200.
Il racconto in questione è conosciuto come la favola dei tre anelli (parafrasato, se lo lascio in volgare duecentesco non si capisce una pippa):
Molto tempo fa il sultano, che aveva bisogno di soldi, decise di portare in giudizio un vecchio ebreo, per potergli confiscare i suoi averi, che erano molti.
Il sultano gli domandò quale fosse la fede migliore, pensando: "Se risponde quella giudea, gli dirò che pecca contro la mia; se dirà la mia, gli chiederò perchè non cambia la sua..."
Il vecchio, sentita la domanda, rispose: "Signore, ci fu una volta un tale che aveva tre figli, e possedeva un anello con incastonata una pietra preziosa, la più preziosa del mondo. Ciascuno dei tre pregava il padre perchè gli lasciasse in eredità l'anello, allora il padre andò da un famoso orefice e gli chiese di fare altri due anelli il più possibile somiglianti all'originale.
Il risultato fu talmente sbalorditivo che alla fine non si riusciva più a distinguere quale fosse l'anello vero e quale i falsi, e soltanto il padre sapeva la verità.
Egli fece avere a ciascun figlio un anello, e ognuno credeva di avere quello vero, anche se l'unico a sapere con certezza a chi fosse andato l'anello originale era il padre.
E così, signore, ti dico che delle tre fedi soltanto il Padre sa qual è la migliore, mentre i figli, che siamo tutti noi, credono ciascuno di seguire quella vera."
Allora il sultano non seppe più che dire e lo lasciò andare.
Prima che qualcuno se la prenda, considerate che questa favoletta è stata scritta nel '200, epoca non certo famosa per tolleranza e relativismo...
Perchè l'ho trascritta qui? Perchè rappresenta molto bene il mio modo di vedere le cose...ciascuno di noi (non tutti, ma un buon numero) è convinto di avere in mano la verità, e ciascuno ha pure dei buoni argomenti...ma alla fine la verità la sa solo Dio (o comunque lo si voglia chiamare).
Quindi tanto vale continuare a pensare di aver ragione, ma senza dire a tutti gli altri che hanno torto...