Ecco, questa è una bella domanda... Mi piace così tanto che voglio dare l'opportunità a tutti di rispondervi, dato che nella discussione nella quale è stata posta, la risposta è vincolata alla prima e ultima persona che le darà una risposta.Originariamente postato da Antares
[...]e ora famo na bella domanda ispirata dalla firma di iggy:
credete nella democrazia?
Comincio io dunque, a dirvi cosa penso della democrazia, con una bella opinione opinabile (ormai pare sia il mio slogan).
Democrazia... tralasciamo la saccenza di una lezione di semantica, posto che più o meno tutti sanno che la traduzione letterale è "governo del popolo". Un sistema politico che si propone di consegnare il potere nelle mani dei membri legittimi di una nazione. Tutti sappiamo - più o meno chiaramente - che questo non è esattamente lo specchio della realtà, cominciando dal fatto che nelle nostre mani non abbiamo altro che il potere di decidere chi sarà il prossimo partito che deciderà per noi. Ma poi, è proprio vero che è il popolo a prendere questa oramai arrendevole decisione, che sempre più spesso è una domanda su chi farà meno danni una volta messo a sedere sulla poltrona? No, non proprio. Uno dei più influenti pesi sulla bilancia è dato dal voto delle multinazionali e delle grandi corporazioni; usciamo dunque dal territorio nostrano, e parliamo del colosso Usa, punto nevralgico dell'economia mondiale. In campagna elettorale, puntare sull'appoggio di grandi corporazioni è fondamentale, per due ordini di motivi: economico e numerico. Il primo è la diretta conseguenza della necessità di promuovere la propria campagna con un bombardamento mass-mediatico che negli Stati Uniti assume quasi la connotazione di un festival nazionale. Per vincere bisogna spendere interi capitali per colpire, convincere, persuadere, stendere con la propria immagine, ovunque. E non voglio nemmeno provare a enumerare i biechi mezzucci per accaparrarsi il voto degli elettori (tanto uomini di governo che si infilano sorridenti l'elmetto giallo da operaio di cantiere senza sapere cosa significhi la fatica li abbiamo anche noi; anzi, il ridicolo sembra la specialità del Bel Paese). Il secondo riguarda la semplice persuasione dell'elettorato, della cui persuasione si occuperanno le compagnie stesse. Vien da sé che se le multinazionali ti mettono al potere, poi vogliono qualcosa in cambio da te. Se la tua campagna elettorale è finanziata dal colosso mondiale della produzione di armi (tale Lockheed Martin) e da diverse compagnie del mercato petrolifero, la prima non aspetta altro che una guerra per vendere la propria merce, mentre le seconde vogliono altri pozzi, altro petrolio, prezzi migliori. Beh, qualcuno presto ha avuto proprio tutto per mettere in piedi una guerra alla caccia del petrolio (due piccioni con una fava; certi geniacci hanno davvero il know-how che ci vuole per questo genere di affari): migliaia di soldati, apparati logistici sparsi per il globo (alcuni presi in prestito da remissivi alleati, taluni nani e pressoché calvi, altri un po' meno di entrambe le cose), navi, aerei, elicotteri, carri armati, monocicli da clown, armi da fuoco e ad acqua, per affogare il nemico nel corpo a corpo. Mancava solo una cosa: un motivo. Ma nessuno è perfetto; e poi non può mica pensare a tutto la democrazia... il popolo siamo noi, cerchiamocelo da soli il motivo!
Tanto qualcuno sapeva già che avrebbero trovato armi di distruzioni di massa, quindi sarebbe stato un ottimo pretesto da mettere in bocca agli strilloni agli angoli delle strade del malato globo terracqueo. Come facevano a saperlo? Oh, beh, ma si sa che è stato il governo Usa ad armare l'Iraq, perché invadesse l'Iran, precedentemente alla prima Guerra del Golfo; poi hanno venduto sottobanco le stessa armi all'Iran, per difendersi. La stessa amara ironia la possiamo trovare quando il grande e democratico paese della francesina in vestaglia (leggasi Statua della Libertà) ha addestrato e fornito un lauto sussidio economico a Bin "il barbuto macchio" Laden e alle sue milizie perché attaccasse i russi. Ironico, vero? No, non è ironico, è amaramente ironico. Sono una grande democrazia, dunque avranno chiesto al popolo cosa ne pensava di una simile operazione, immagino. No, non hanno chiesto niente a nessuno. Tanto il cowboy di turno è già al governo, chi se ne frega del popolo. God bless America, land of the cowboys. Ce l'hanno nel sangue le sparatorie, i democratici americani. La loro storia è scritta col sangue, da quando hanno messo piede illegittimamente sul suolo d'oltreoceano. "Terra, terra!" gridò il marinaio di vedetta, senza sapere che quelle parole avrebbero dato il là a una serie di spargimenti di sangue senza confini. Magari se fosse stato ubriaco il marinaio non avrebbe visto nulla, e le caravelle sarebbero tornate indietro sconsolate; magari la storia sarebbe cambiata con una bottiglia di vino in più: cin cin, per una bella futura democrazia.
Ma se il solerte marinaio fu attento, lo stesso non si può dire per chi addestrò uomini mediorientali che si allenavano a centrare grattacieli col simulatore, preferendoli a un sano atterraggio sullae piste dell'aeroporto di Manhattan. A nessuno venne in mente che qualcosa non andava.
Poi lo schianto. E un altro. E un altro ancora. E un altro... il grande paese generoso esportatore di democrazia sembrava alla gogna.
Un aereo su una torre del WTC, un aereo gemello al primo che si conficcava in una torre gemella alla prima, uno che si schianta sul suolo della Pennsylvania, e un altro... un altro lo diamo pure per schiantato sul Pentagono, se qualcuno ci spiega come è possibile che vi sia stato un buco nell'edificio che non tiene conto dell'apertura alare mostruosa del presunto aereo, e come possano non esserci resti di un aereo composto da materiali che fondono a 600°C. Se poi ci spiegassero anche come può non esserci nessun filmato registrato dalle telecamere di sorveglianza dell'edificio della difesa del più potente paese al mondo, stapperemmo la bottiglia di vino di cui sopra, invecchiata ormai di 500 anni.
Forse è stato tutto organizzato? Possibile? Ma no... è un paese simbolo della democrazia, chi lo governa non può pensare queste cose. E l'Operazione Northwood? Lo scandalo venuto poi alla luce riguardante il progetto di un'operazione terroristica ai danni di un numero di connazionali per far ricadere la colpa su Cuba? Ma sì, dai... hanno ammesso che l'operazione era stata pianificata, hanno fatto il mea culpa, che altro volete da una grande e generosa democrazia?
Caspita, funziona questa democrazia... perché non esportarla? Portiamola... vediamo... in Iraq! Non abbiamo trovato armi di distruzione di massa (beh, una testata missilistica vuota però l'anno trovata... è la prova che si sono impegnati a cercare qualcosa che avesse la forma di una supposta per ciclopi), però se diciamo al mondo di voler portare la democrazia in un paese faremmo una gran bella figura! E allora leviamo il potere a Saddam e liberiamo le celle di Abu Grahib, così ci mettiamo i nemici della democrazia. E chi non è d'accordo lo prendiamo a calci sui denti, perché l'America è democratica, e le compagnie che hanno messo al potere Daboliu Bush. vogliono ricevere una ricompensa per l'applicazione della loro democrazia, ci pare giusto. "Ehi, tu, sdentato, hai qualcosa da ridire su questa democrazia? Non parli? Allora aggregati agli altri e fateci vedere come fate la piramide, che poi scattiamo una bella foto di gruppo. E se avrai qualcosa da ridire ti piscio in bocca, così assaggerai la democrazia che ti abbiamo portato; se preferisci, te la mettiamo in un bicchiere: democrazia, un sorso e via. E dì al tuo amico lì che se non è d'accordo gli leghiamo elettrodi al pisello".
Come si tortura meglio, in dittatura o in democrazia? "Sì ma nella democrazia, a differenza di quanto avviene in una dittatura, chi sbaglia paga", qualcuno ha detto. Verissimo: noi abbiamo votato Berlusconi, e ora paghiamo. Qualcuno ha votato Bush, e paga mezzo mondo.
La verità è che non esiste il sistema perfetto, un sistema davvero civile e giusto. Ho toccato qualche grave difetto della democrazia, ma ce ne sono ovunque, così come c'è del buono ovunque. Dove è scritto che la democrazia è dannosa e inumana per definizione? Potrebbe salire al potere un uomo come Gandhi, per esempio. Anche il comunismo sulla carta non era mica male, anzi. E scommetto che anche sotto il fascismo qualcosa di buono si poteva fare. Ma è il destino del mondo, cambiare sistema politico a seconda del momento. Quello che non cambia mai è l'uomo, è questo il vero problema. Ci sono però uomini ipocriti e uomini che lo sono meno. Ci sono uomini che fomentano guerre dicendo al mondo di voler disarmare un paese pieno di suppostoni a testata nucleare (ottimi per liberare le vie intestinali), e chi invece dice al mondo di voler combattere un gigante finché non mollerà la presa su ciò che non gli spetta; poi dice al suo popolo di combattere per la volontà di Allah. Il primo ha detto una bugia, il secondo ne ha detta mezza.
E allora, se avessi davanti George e Bin, a chi sputerei in faccia per primo? La risposta non è così scontata.
E io intanto preparo la saliva per un "governo del popolo" dove in realtà il potere lo hanno le multinazionali. In grande negli Usa, nel nostro piccolo in Italia, e un po' ovunque nel resto del mondo "democratico".
P.S.: mi scuso per il supermegafantasonnacchioso papiro, ma data la mia firma immaginerete anche voi quanto "senta" l'argomento. Spero di non aver annoiato chi ha avuto il coraggio di leggere tutto.
P.P.S.: mi piacerebbe che questo thread restasse qui nella Dolce Vita, come piccola eccezione. Chiedo uno strappo alla regola perché vorrei leggere le risposte di altri a questa domanda. Molti altri. E quale posto è migliore dell'affollata terra del cazzeggio? Molti mi leggono per le mie stronzate, ma - escludendo coloro ai quali sto sul culo - spero di essere apprezzato anche per qualche raptus di serietà...







e più che "Demokratia" il thread l'avrei chiamato ...



Micetto