bene, vi rfacconto come ho conosciuto i miei suoceri....una sera i suoi vanno a ballare...ovvio! ci fiondiamo subito a casa sua...improvvisamente rientrano (sua mamma si era sentita poco bene), bhè immaginate cosa stavamo facendo...dio, che bel biglietto da visita!!!!per foruna mi hanno preso bene...poi!
Mammuzza miaaaaa!
Domani parto.
Vado dal suocero![]()
Mi faccio "un attimo" 770 km![]()
Che Dio me la mandi buona![]()
Forza Dany, al tuo ritorno vogliamo la cronaca dettagliata!!!![]()
... sempre più carina la mia suoceruzza... da poco mi ha regalato 50 euro... cioè ha detto al mio fidanzato di non dire che me li dava lei....però lui mel'ha detto comunque.... che bellina....
non vedo l'ora che sia agosto così sarò a casa sua per il primo pranzo "serio" tutti insieme,che bello!!!![]()
io se penso di dover fare un altro pranzo con la suocera mi si stressa il colon.....
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
Io con mia suocera ho sempre avuto un rapporto splendido..l'avevo anche scritto qui, lei è una che non si mette per niente in mezzo alle cose che riguardano il figlio e se lo fa è solo per sapere come gli va..uno dei motivi è anche che vive a 1200 km di distanza (e che l'ha lasciato in Italia quando aveva solo 18 anni), però devo dire che tutte le volte che andiamo a trovarla con me si è sempre comportata benissimo, anche da mamma devo dire..
Però ultimamente, non so, comincia un pò ad assomigliare all'immagine della suocera tradizionale..certo non si è mai comportata male con me, però vedo che si impiccia un pò troppo della mia vita..fa continue domande su quanti esami mi mancano all'università, che intenzioni avrò col lavoro una volta presa la laurea..insomma come se pressasse per farmi cominciare a "portare a casa la pagnotta", a sposarmi, ecc
La famiglia del mio ragazzo è molto tradizionale..le donne si sposano e fanno figli, lavorano solo per contribuire non perchè hanno grandi ambizioni (ce ne sono solo un paio che aspirano ad una carriera) io invece sono tutto il contrario..penso alle mie ambizioni e ben poco alla famiglia..fortunatamente il mio ragazzo non la pensa come loro..ma sento delle pressioni da parte della sua famiglia e temo che non riescano ad accettare completamente questo mio modo di vedere le cose..
Come vedete..i problemi spesso non riguardano solo la suocera ma la famiglia in generale
..non si vede che col cuore..l'essenziale è invisibile agli occhi..
..io che un tempo ero altro ora vedo a macchie blu..
Io non sono preoccupata dalla suocera. Ciò che mi preoccupa è la mia famiglia (in senso allargato), non la sua. Prima di tutto lui ha solo la madre, poi alcuni zii e cugini, tutti di mentalità aperta (secondo me perchè sono tutti del Nord...). Io invece mi ritrovo una famiglia gretta.....come lo sono solo le famiglie del Suda volte vorrei rigettare le mie origini, odio questo posto.....la gente bigotta, pettegola, che ti giudica dalla testa ai piedi, che non capisce un cavolo. Parenti che ti guardano come fossi una puttana solo perchè vai in vacanza da sola col tuo ragazzo (con cui hai una relazione seria), che ti fanno pressioni per sapere quando ti sposi e quanti figli farai, che indagano su quanto guadagna il tuo ragazzo (invece di interessarsi al fatto che IO devo trovare un MIO lavoro, visto che non voglio fare la mantenuta), che ti fanno sentire in colpa e indegna solo perchè vuoi trasferirti nella città di lui per farti una vita....per concludere con frasi tipo: "Ma non ti conviene di più cercarti marito qui? sarà difficile ricominciare in un'altra città"...già, perchè la felicità vive di convenienza, non certo d'amore....ma del resto, chi non ha mai conosciuto l'amore, mai potrà capirlo
Alevale il detto "il miglior disprezzo è la noncuranza" e poi la tua voglia di ricostruire una vita altrove e con i tuoi valori ben saldi in testa
quanto a me
io non conosco i miei suoceri e lui non conosce i miei genitori, ma anche in questo caso credo che l'incontro sarebbe un trauma
così ligi al dovere, attenti (pure troppo) dignitosi i suoi
così scombinati ed impresentabili i miei
ma questo ora è l'ultimo dei miei problemi
come se l'unica a spirazione della donne fosse trovar marito...per certe cose siamo proprio indietro e non è una questione di nord e sud (la gente sparla e straparla anche da me!)...il mio consiglio è trasferisciti appena puoi!
Carini...mi stanno simpatici i tuoi![]()
Ciao a tutte!
Sono tornata
I dettagli li rimando ad un'altra volta magari, che sono stanchissima dal viaggio e connetto poco
Al suocero sono piaciuta e a casa sua ho mangiato tantissimo.
Diciamo che con certi suoi punti di vista non mi trovo tanto d'accordo, ma ha 63 anni e una mentalità un pò retro (si scrive con o senza accento?) e ho imparato subito a gestirlo (il figlio me ne ha parlato tanto in questi anni ed ero in un certo senso preparata
).
Anche la sua compagna è stata carinissima con me.
Soddisfatta!![]()
l'altra sera ho incontrato un'insegnante che ho conosciuto ad un corso di teatroterapia, donna fantastica in tutto e per tutto, che parlava della ragazza del figlio con occhi innamorati...l'altra sera, incrociandola, mi sono accorta che con lei c'era il figlio con la ragazza. Claudia, così si chiama la giovane fidanzata, la conosco da qualche anno ed è effettivamente una persona deliziosa....La mia mica insegnante ad un certo punto ha detto: "la vedi Claudia com'è dolce? io ancora mi commuovo quando li vedo insieme..."
Le ho risposto: "magari mia suocera mi dicesse queste cose! Ti posso registrare così faccio finta che tu sia lei?"
Vi racconto una chicca:
sto col mio ragazzo da più di otto anni, e già dopo i primi mesi ho conosciuto la sua famiglia. Dopo circa un anno che stavamo assieme lui ha conosciuto i miei. Abbiamo deciso, di comune accordo, di non far conoscere le nostre famiglie...perchè volevamo evitare certe situazioni invischianti....Lui a casa mia accolto con grande affetto, mentre io....beh, sua madre mi ha sempre vista come "l'altra".
L'anno scorso, il giorno della mia laurea, le nostre famiglie si sono incontrate per la prima volta. Alla mia normale tensione per la discussione della tesi si è aggiunto quest'ulteriore evento stressante.
La "suocera", parlando con una mia coinquilina e carissima amica, le ha detto candidamente: "Prima lei (riferendosi a me) era solo un'AMICA di mio figlio, da oggi per me è la sua FIDANZATA"....la mia amica mi ha riferito il commento e naturalmente mi sono sentita malissimo...
Ok, ok, capisco che lei sia una siciliana all'antica e questa formalità per lei abbia contato molto-nel frattempo ringrazio ancora Dio di avermi dato due genitori rigorosissimi ma almeno elastici in questo, che non mi stressano con i pranzi della domenica-ma ci sono rimasta male.
Questo mi fa ancora venire il colon stressato dopo un anno...anche perchè lei ha sempre nei miei confronti quest'atteggiamento di....sfida? COme se volesse primeggiare con me nella conquista del figlio...come se il fatto che ora noi viviamo nella stessa città sia un affronto a lei...
Invece di essere contenta che ha una nuora come me, seria, laureata e che si sa dare da fare e non una qualsiasi tro...., mi fa pesare qualsiasi cosa.
E non è giusto...vorrei solo un pochino d'affetto.
Quando leggo/sento di storie idilliache con le suocere mi chiedo se non sia fantascienza.
Per me lo è.
E questo mi fa sentire molto frustrata, perchè io ci provo a far andare tutto liscio, ma mi sento rifiutata. Sempre.
Una volta mi ha detto: "chi porta le scarpe basse ha il culo basso". Beh, provaci tu a scarpinare tutto il giorno per Palermo con i tacchi a spillo, a caricarti dietro una valigia che non finisce mai e a correre per i marciapiedi sgarrupati per non arrivare tardi....e poi vediamo se pure tu non preferisci un comodo paio di stivali....
e queste sono solo due delle perle che mi regala ogni volta.
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)