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Discussione: Demokratia

  1. #16
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Haruka
    Bella questa cosa.. potete continuare a fare l'esempio sul nostro forum?
    No perche', sinceramente, io e nico ci proviamo a fare una cosa equa e democratica ma.. a parte alcuni utenti che sono convinti del contrario vorrei capire se lo considerate un mazzo inutile o no...

    Posso chiederti perché mi hai quotato, Haru?
    Soprattutto dal momento in cui hai omesso nel quote proprio la parte conclusiva del discorso legato al pensiero di Snick; il secondo pezzo che hai riportato non c'entrava nulla, era l'inizio del discorso in topic... Haru, fai attenzione a non mettermi in bocca cose che non dico!

  2. #17
    L'avatar di Haruka
    Data registrazione
    30-11-2001
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    Montreal - Canada
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    12,887
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    4
    mh..
    chiedo scusa ho letto male
    poi ero stanca...

    perdonoz

  3. #18
    Partecipante Super Esperto L'avatar di bluesky
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    16-07-2003
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    Roma
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    512
    Eppure mi sembra sbagliato ricondurre la "disfatta" esclusivamente a una prospettiva politica..
    io ricondurrei la questione al più ampio declino della civiltà occidentale, dei suoi pilastri e delle sue ragioni di vita..
    Declino che ha una sfumatura anche culturale ed esistenziale.
    Credo sia inevitabile parlare ora delle "nuove invasioni barbariche": all'interno di una ciclicità storica che per nuove genesi ha bisogno prima di distruzioni radicali.

  4. #19
    Partecipante Assiduo L'avatar di Snick
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    20-10-2003
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    149
    Grazie Dreamstalker del libro consigliato mi sarà utile...ne leggevo stamani una recenzione

    Vedere Edipo a Colono qualche sera fa, e un'orribile cena con i compagni del liceo( ) mi sono bastati per capire quanto sia insidiosa la forza disgregante fra le persone...

    Forse la struttura corporativa seguirà il destino fatale delle precedenti, nella proposta astratta di strumenti di organizzazione sociale (che a mio avviso migliorano quanto più fanno prevalere e condividere i vantaggi dello stare insieme, dell'integrare il diverso) sfugge sempre l'uso creativo che ne potrà fare il destinatario. Ma dall'esterno come dall'interno il problema è lo stesso.

    L'uomo in se è centrale. E il suo ambiente.Educazione quindi alla libertà; al coraggio di sopravvivere e superare i "cataclismi", la "morte degli dei". La nostra cultura ci fa schifo? è estranea a noi stessi la memoria? guardare il futuro è come guardare un pozzo?
    Sembra quasi che invece di aver sviluppato le corna, come i cervi, per competere fra noi abbiamo sviluppato il cervello, che curiosamente e drammaticamente "riproduce" in piccolo e in tempi ristretti l'evoluzione delle specie.

    Consegnare un idea, un opera d'arte, un gesto creativo, senza esserne i diretti fruitori di beneficio oggi è sconveniente come in tutte le civiltà che honno superato il momento aureo d'entusiasmo (scusate se ometto esempi).
    Fino a che punto si può gustare il piacere di vivere sapendo della morte?
    Ci piace il nostro trinomio culturale: "sesso, denaro, buonismo"? (disfatta non solo politica quindi...)

    Stasera ho preso toni un po'altisonanti
    Scusate

    volevo focalizzare un'altra cosetta forse passata un po' in sordina...in matematica i ragionamenti auto referenti sono vitali...così come accade nelle altre scienze...così, ci vuole una continua ridiscussione dei significati, e del sistema, in politica...tanto più che il "barbaro" non ha ragione di esistere con il villaggio globale, e non abbiamo scuse:...conosci te stesso, e il tuo vicino di casa.

  5. #20
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da bluesky
    Eppure mi sembra sbagliato ricondurre la "disfatta" esclusivamente a una prospettiva politica..
    io ricondurrei la questione al più ampio declino della civiltà occidentale, dei suoi pilastri e delle sue ragioni di vita..
    Declino che ha una sfumatura anche culturale ed esistenziale.
    Credo sia inevitabile parlare ora delle "nuove invasioni barbariche": all'interno di una ciclicità storica che per nuove genesi ha bisogno prima di distruzioni radicali.
    Non sono d'accordo; prima di rispondere, però, spiegami dove riscontri il declino. A livello sociale? Io non credo, ma anche se fosse, rispetto a quale periodo del passato più o meno prossimo?

  6. #21
    Partecipante Super Esperto L'avatar di bluesky
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    16-07-2003
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    Roma
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    512
    Ho parlato di invasioni barbariche per rimandarti al crollo dell'impero romano d'occidente..
    ovviamente in forma metaforica..
    il declino esiste, a livello sociale e culturale.
    Quali le ambizioni, quali i criteri valoriali, le mete della società attuale?
    E' una società che pensa di "poter cambiare il mondo" come la precedente?
    Guarda, il '68 è stato qualcosa di indispensabile: ha dato linfa nuova e colore, eppur nella sua ambivalenza ha preparato i germi di un certo "scetticismo" successivo.
    In cosa crede oggi l'uomo medio occidentale?
    Forse Homer Simpson è una barzelletta, ma credo sia sufficientemente rappresentativo.
    Per non parlare poi di valori (che esistendo SOLO sulla parola perchè ormai vuoti e coperti dai valori reali economici) vengono coperti da contro-valori dissonanti e assurdi:
    la tortura sarà universale, ma forse dire che si esporta libertà e democrazia e poi ci si trova di fronte Abu Ghraib e Guantanamo......
    Dall'altra sponda non è che si stia meglio, per carità: ma son più convinti di noi. E soprattutto penso che CREDANO in qualcosa.
    Noi non siamo credibili.

  7. #22
    Partecipante Assiduo L'avatar di Snick
    Data registrazione
    20-10-2003
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    Roma
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    149
    Anche i minoici, cosi civili e progrediti da non costruire difese per la loro isola, finirono il loro dominio, la loro centralità, e vita...con velocità quasi inspiegabile, se non grazie ad una massiccia invasione esterna...
    altra metafora.

    ma oggi ci sarà sempre meno un fuori (globalizzazione). Il problema della credibilità è legato a quello della complessità del "mondo occidentale", compessità che rischia di essere caos (in questo senzo è un problema politico-culturale).
    C'è da chiedersi quali proposte degli "altri" siano davvero integrabili, e accettabili.
    Un amisch (si scriverà così? ) avrà molto da insegnare, ma da solo o senza una società che lo accoglie e lo tollera esporterebbe male il suo messaggio e vivrebbe una stagione effimera.

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