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  1. #16
    !Faralas!
    Ospite non registrato

    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    cmq saeriamente parlando.. sto rivalutando il lavoro di maroni al governo... mi sembra l unico che combini qualcosa di utile

  2. #17
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Citazione Originalmente inviato da !Faralas! Visualizza messaggio
    cmq saeriamente parlando.. sto rivalutando il lavoro di maroni al governo... mi sembra l unico che combini qualcosa di utile
    Ma lo sai che anch'io riflettevo sulla stessa cosa....sinceramente mi aspettavo dalla Lega una reazione molto estrema una volta preso piede al governo, ogni tanto fanno le loro sparate i leghisti ma devo dire che Maroni mi sta sorprendendo in positivo, lo vedo parecchio motivato e mediatore invece che estremo come ci si aspetterebbe da una figura come la sua.

  3. #18
    !Faralas!
    Ospite non registrato

    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    del resto la lega è al governo perche chi votava i comunisti si era stufato di essere preso in giro: quelli che dovevano essere i salvatori del popolo gli andavano invece contro...
    vedremo il futuro cosa ci portera

  4. #19
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

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    cmq saeriamente parlando.. sto rivalutando il lavoro di maroni al governo... mi sembra l unico che combini qualcosa di utile
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    Ma lo sai che anch'io riflettevo sulla stessa cosa....sinceramente mi aspettavo dalla Lega una reazione molto estrema una volta preso piede al governo, ogni tanto fanno le loro sparate i leghisti ma devo dire che Maroni mi sta sorprendendo in positivo, lo vedo parecchio motivato e mediatore invece che estremo come ci si aspetterebbe da una figura come la sua.

    Che ha fatto di così interessante?
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #20
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Che ha fatto di così interessante?
    Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, non fa marcia indietro sul progetto di censimento di chi vive nei campi nomadi, nonostante il pronunciamento negativo del Parlamento europeo, che, a detta del ministro "si basa su una falsita'".
    "Non si tratta - ha sottolineato il ministro - di prendere le impronte digitali dei bambini, ma di fare il censimento di chi vive nei campi nomadi. Chi ha parlato di emergenza Rom e' stato un ministro del governo Prodi. Noi non abbiamo posto la questione etnica e per questo che abbiamo preso la decisione di parlare di emergenza dei campi nomadi". Maroni ha poi detto che domani incontrera' il presidente dell'Unicef per predisporre un piano di scolarizzazione dei minori che vivono nei campi nomadi, "piano che sara' pronto a settembre". Maroni, infine, ha voluto sottolineare che "la Commissione europea ha capito e che ha chiesto al Parlamento europeo di non pronunciarsi, nonostante cio' questo lo ha fatto. Noi andiamo avanti e sono convinto che il nostro provvedimento verra' adottato da altri Paesi europei". (AGI) - Como, 14 lug. -

    Tratto dal sito AGI News On - Ultime notizie - Cronaca, Economia, Politica, Estero, Spettacolo, Sport Agenzia giornalistica italiana

    Ad esempio questo che non mi sembra affatto sbagliato... sta lavorando seriamente secondo me e devo ammettere che lo credevo molto più farfallone e decisamente meno serio.Di certo in pochi mesi non è possibile riaggiustare l'Italia ma un passo alla volta lo si può fare

  6. #21
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    I Rom sono un altro proble4ma non risolvibile così facilmente
    e su cui è stata impuintata l'attenzione mediatica ad arte
    per far dimenticare altri problemi
    o altre leggi porcate...
    il fatto che Maroni volgia prendere le impronte dicendo ceh tuteta i bambini Rom non mi convince
    è uan scehdatura
    e in base ad un pregiudizio basato sulla diversa etnia
    che a prescindere fa pensare che è meglio avere quelle impronte per riconsocere quel bambino
    e quando il bambino riconsciuto cresce?
    Abbiamo già le impronte...

  7. #22
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Citazione Originalmente inviato da Arte1misia Visualizza messaggio
    I Rom sono un altro proble4ma non risolvibile così facilmente
    e su cui è stata impuintata l'attenzione mediatica ad arte
    per far dimenticare altri problemi
    o altre leggi porcate...
    il fatto che Maroni volgia prendere le impronte dicendo ceh tuteta i bambini Rom non mi convince
    è uan scehdatura
    e in base ad un pregiudizio basato sulla diversa etnia
    che a prescindere fa pensare che è meglio avere quelle impronte per riconsocere quel bambino
    e quando il bambino riconsciuto cresce?
    Abbiamo già le impronte...
    Bambini rom, ecco la vera barbarie - Articolo - ilGiornale.it del 28-06-2008
    La Gelmini: a settembre via al piano scuola per i rom - Articolo - ilGiornale.it del 15-07-2008
    Operazione anti pedofilia: coinvolti bambini Rom - Passi nel deserto

    Schedatura? Ma ci rendiamo conto che non sono registrati da nessuna parte mentre noi quando nasciamo veniamo registrati poco dopo? Ma li vedete come vengono sfruttati i bambini rom in mezzo alle strade o tirate dritto quando li vedete? I genitori si rifiutano di mandarli a scuola, li mettono a rubare,a spacciare c'è una tratta di bambini allucinante e non sappiamo se tra loro c'è qualche bambino sequestrato in questi anni proprio perchè sono bambini senza nome, senza volto, sporchi, abbandonati a se stessi, pestati di botte spesso dagli adulti che li utilizzano come mezzo per fare accattonaggio. E sapete qual'è il problema??? Che spesso non si possono nemmeno aiutare proprio perchè non sono scritti da nessuna parte,non si possono iscrivere a scuola perchè non hanno nome ,casa,non ci sono in alcun registro di nascita..bambini di nessuno. Penso non servano articoli, riviste, documentari su quello che dico...è sotto i vostri occhi ogni giorno se vivete a Roma o a Milano o venite qua un sabato che vi porto io a vedere come vivono sti bambini. Io vorrei solamente che questi bambini siano scritti ,che esistano da qualche parte...forse non capite l'importanza che può avere per loro .
    Ultima modifica di pecorellablu : 16-07-2008 alle ore 01.10.12

  8. #23
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di PsykoSamu
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

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    Bambini rom, ecco la vera barbarie - Articolo - ilGiornale.it del 28-06-2008
    La Gelmini: a settembre via al piano scuola per i rom - Articolo - ilGiornale.it del 15-07-2008
    Operazione anti pedofilia: coinvolti bambini Rom - Passi nel deserto

    Schedatura? Ma ci rendiamo conto che non sono registrati da nessuna parte mentre noi quando nasciamo veniamo registrati poco dopo? Ma li vedete come vengono sfruttati i bambini rom in mezzo alle strade o tirate dritto quando li vedete? I genitori si rifiutano di mandarli a scuola, li mettono a rubare,a spacciare c'è una tratta di bambini allucinante e non sappiamo se tra loro c'è qualche bambino sequestrato in questi anni proprio perchè sono bambini senza nome, senza volto, sporchi, abbandonati a se stessi, pestati di botte spesso dagli adulti che li utilizzano come mezzo per fare accattonaggio. E sapete qual'è il problema??? Che spesso non si possono nemmeno aiutare proprio perchè non sono scritti da nessuna parte,non si possono iscrivere a scuola perchè non hanno nome ,casa,non ci sono in alcun registro di nascita..bambini di nessuno. Penso non servano articoli, riviste, documentari su quello che dico...è sotto i vostri occhi ogni giorno se vivete a Roma o a Milano o venite qua un sabato che vi porto io a vedere come vivono sti bambini. Io vorrei solamente che questi bambini siano scritti ,che esistano da qualche parte...forse non capite l'importanza che può avere per loro .
    E' da tanto che non scrivo, ma questa mattina è veramente una tentazione...
    Vediamo un po', non è stato proposto un censimento, ma una schedatura in base all'etnia e alla razza ed è proprio questo a fare la differenza. Non confondiamo la registrazione (tipo anagrafe) con la presa delle impronte digitali: noi non siamo "registrati" in questa maniera se non abbiamo commesso un reato.
    Questa non è la soluzione al problema, è il contentino che è stato concesso alla Lega per starsene buona (ci ricordiamo come si è comportata nelle scorse legislature?).
    Senza contare che questo argomento così gettonato distoglie l'attenzione pubblica da tutto il resto.

    Va bene, vado a lavorare, che non mi si accusi quindi di non rispondere ad eventuali post.
    Alla prossima.
    "Voi non avrete mai altri diritti, all'infuori di quelli che avrete saputo conquistarvi"
    Anna Maria Mozzoni, 1892

  9. #24
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

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    Schedatura? Ma ci rendiamo conto che non sono registrati da nessuna parte mentre noi quando nasciamo veniamo registrati poco dopo? Ma li vedete come vengono sfruttati i bambini rom in mezzo alle strade o tirate dritto quando li vedete? I genitori si rifiutano di mandarli a scuola, li mettono a rubare,a spacciare c'è una tratta di bambini allucinante e non sappiamo se tra loro c'è qualche bambino sequestrato in questi anni
    La parte che ho messo in grassetto è una leggenda metropolitana. Non esiste un solo caso di condanna di un rom per sequestro di persona dal 1945 ad oggi. Verifica le banche dati giudiziarie per credere. Continuare a raccontare stupidaggini non aiuta né noi, né loro.
    Eventualmente, leggiti questo: Carmilla on line ®
    Cominciamo a ragionare su questa asserzione, a partire dai dati ufficiali: non esiste alcun riscontro, nei dati diffusi dalla polizia di stato, di casi di minori italiani rapiti da rom. È una bufala, una leggenda metropolitana, come quelle diffuse durante il ventennio sugli ebrei e serve solo per alimentare l’odio nei confronti di questa minoranza. Da fonti Reuter, e sulla base dei dati forniti dalla polizia di stato, i minori scomparsi in Italia nel periodo 1999-2004 (nella fascia dei minori di 10 anni) sono stati “portati via” da uno dei genitori per dissidi coniugali o, soprattutto nel caso di bambini stranieri, sono casi di bambini affidati dal Tribunale dei Minori a istituti, bambini che vengono “prelevati” da un genitore che si rende poi irreperibile assieme al figlio. (vedi Bimbi rapiti da nomadi: riscontri solo in leggende metropolitane.)
    Per quanto riguarda i minori di età tra i 10 e i 14 anni e tra i 15 e i 17 anni, prevalgono tra gli italiani i casi di ragazzi allontanatisi volontariamente da casa per dissidi familiari, mentre rimangono presenti tra gli stranieri le fughe, assieme a un genitore, dalle strutture in cui i minori sono affidati, in maniera coatta, dai Tribunali dei minori (in questi ultimi casi qualche romantico parlerebbe non di rapimento, ma di evasione, per intenderci).
    Citazione Originalmente inviato da pecorellablu Visualizza messaggio
    proprio perchè sono bambini senza nome, senza volto, sporchi, abbandonati a se stessi, pestati di botte spesso dagli adulti che li utilizzano come mezzo per fare accattonaggio. E sapete qual'è il problema??? Che spesso non si possono nemmeno aiutare proprio perchè non sono scritti da nessuna parte,non si possono iscrivere a scuola perchè non hanno nome ,casa,non ci sono in alcun registro di nascita..bambini di nessuno. Penso non servano articoli, riviste, documentari su quello che dico...è sotto i vostri occhi ogni giorno se vivete a Roma o a Milano o venite qua un sabato che vi porto io a vedere come vivono sti bambini. Io vorrei solamente che questi bambini siano scritti ,che esistano da qualche parte...forse non capite l'importanza che può avere per loro .
    Senza nome? Davvero? O siamo noi a non conoscere i loro nomi? E, magari, anche quando li conosciamo, ce ne freghiamo tranquillamente?

    da:Carmilla on line ®

    La legge italiana – o almeno quella valida negli anni Novanta, quando si sono registrati i casi indicati di seguito - prevede che il riconoscimento del figlio avvenga entro dieci giorni dalla nascita. La denuncia di riconoscimento deve essere presentata dai genitori, o da un delegato, alla presenza di due testimoni, tutti con documenti d’identità validi. Per gli stranieri, oltre a un passaporto valido, è necessario un nullaosta al riconoscimento, da presentarsi sempre entro dieci giorni, che viene rilasciato dalle autorità consolari del loro paese di origine. Genitori minori di sedici anni non possono riconoscere in alcun modo il loro figlio.
    Questa legge ha posto una serie di problemi ai rom: ad esempio, spesso i rom si sposano e hanno figli prima dei sedici anni (tra l’altro il costume dei rom prevede un matrimonio non riconosciuto dalle autorità civili, e questo crea difficoltà non solo nel riconoscimento dei neonati, ma anche nelle ricongiunzioni familiari e nei colloqui in carcere); molti rom provenienti dalla ex Jugoslavia negli anni Novanta non avevano un passaporto valido o avevano difficoltà a rinnovarlo, per mancanza di uffici consolari o per l’alto costo dei rinnovi; per la stessa ragione, e per l’inefficienza degli uffici consolari, è difficile per i rom produrre, entro dieci giorni dalla nascita del bambino, il nullaosta al riconoscimento.
    Ad ogni modo, passati dieci giorni, senza il passaporto e il nullaosta è impossibile riconoscere il proprio bambino, anche di fronte all’evidenza del parto o alla testimonianza del personale medico.
    Cosa succede dopo il decimo giorno? Il bambino è dichiarato in stato di abbandono e il Tribunale dei Minori può decidere: a) di affidare il bambino alla madre (se maggiore di 16 anni) o a un parente affidabile e controllabile; b) se affidare un bambino prima a un istituto, poi a una famiglia non rom, e infine darlo in adozione.
    La paura di perdere i bambini in alcuni casi ha spinto i rom a evitare di rivolgersi alle aziende ospedaliere italiane, partorendo i bambini nelle roulotte, in condizioni igieniche pericolose. Questo in realtà produce un circolo vizioso da cui si esce con difficoltà: i bambini nascono già clandestini e ricevono talvolta dei documenti falsi. La loro scoperta induce il solito clamore mediatico sulla presenza di bambini rapiti, che poi spesso non sono altro che bambini rom non dichiarati, nati nelle roulotte. Il dilemma per i rom che vivevano negli anni Novanta in Italia era quindi: rischiare di far nascere un bambino in un ospedale, con la possibilità che, in caso di clandestinità dei genitori, il bambino sia affidato a un istituto; oppure farlo nascere nei campi, cioè nei ghetti, col problema che il bambino diventa ipso facto sans papiers e i genitori rischiano di essere sbattuti nei telegiornali come ladri di bambini. Con queste premesse legislative, si finisce in una impasse da cui non si esce.
    A queste difficoltà ne va aggiunta un’altra: il fatto che i bambini rom possono portare dei cognomi diversi da quelli dei genitori. Questo dipende da più variabili: se chi fa il riconoscimento è il padre, se la madre, o altri parenti; se il riconoscimento avviene in Italia o nei paesi balcanici. Ad esempio, mi è stato fatto notare che il codice di famiglia rumeno permette di dare al figlio il cognome che la madre aveva prima del matrimonio. A questo si aggiunge il caso di rom con documenti scritti con caratteri cirillici, o con una combinazione, almeno nei nomi propri, di caratteri cirillici e latini, che dà luogo a tutta una serie di problemi di traslitterazione. Il risultato è che gli agenti di polizia tendono ad innervosirsi quando incontrano bambini rom che hanno cognomi diversi da quelli degli adulti che sostengono di essere i genitori: eppure è una questione che si spiega facilmente considerando tutti gli elementi detti sopra.
    I rapporti tra rom e ospedali italiani sono talora difficili anche per un’altra ragione. Talvolta i rom, coscienti delle difficoltà per i bambini ammalati di trascorrere l’inverno in una baracca di lamiera non riscaldata, lasciano i loro figli negli ospedali, anche per problemi non gravi, per periodi lunghi. Per quel che sostengono alcune donne rom, ci sono ospedali che comprendono le loro difficoltà e chiudono un occhio su questa pratica, permettendo ai bambini di sopravvivere nei giorni più rigidi. Se però la permanenza si fa lunga e le visite dei genitori rare, l’ospedale deve avvertire le autorità competenti, che possono emanare un decreto di abbandono, affidando allora il bambino prima in un istituto, e poi in affidamento a una famiglia, che è l’anticamera dell’adozione.
    Molte donne rom hanno perso i bambini così. I servizi sociali degli ospedali non conoscono bene la cultura rom, e soprattutto non hanno ben presente la loro situazione qui in Italia: le madri che lasciano i bambini in ospedali non sono spesso nomadi, tutt’altro: talvolta sono impedite nei movimenti dalle autorità di polizia, altre volte sono obbligate a una sorta di nomadismo coatto: incorrono in fogli di via, in traslocazioni forzate in luoghi lontani dalle città, in pratiche che le impediscono di fare ritorno negli ospedali. Alcune volte le donne rom vengono incarcerate, anche per tempi molto brevi, magari venti giorni di condanna per direttissima per un furto di un pezzo di cacio in un supermercato (un reato che non vedrebbe mai un italiano o un non rom finire dietro le sbarre): quando la donna esce si trova in mano un foglio di via, e ci vogliono settimane prima che possa tornare a visitare il figlio all’ospedale (magari infrangendo un divieto amministrativo di allontanamento dal territorio comunale emanato arbitrariamente dai vigili urbani al momento dell’uscita dal carcere). Può capitare che, dopo il carcere e il foglio di via, la rom arrivi in ospedale e scopra che il suo bambino non c’è più. In queste circostanze diventa difficile per i rom fermare le pratiche di affidamento/adozione, considerato anche l’analfabetismo di molte coppie, che hanno difficoltà a interagire con la burocrazia italiana né possono rivolgersi facilmente ad avvocati a pagamento.
    sempre da: Carmilla on line ®

    Non mandano i loro figli a scuola
    Si può anche discutere l’ipotesi che la scuola, come la conosciamo, sia l’unico modo per creare un percorso educativo, ma non è questo il luogo adatto. Di certo esiste una corrente di pensiero che parla di descolarizzazione (si pensi agli scritti di Ivan Illich e alle vie alternative al sistema-scuola nella costruzione di un percorso educativo), mentre altre ipotesi valorizzano le culture orali e non letterate, evidenziando alcune facoltà cognitive che la scrittura e l’alfabetizzazione in qualche modo fanno appassire.
    Ma non voglio parlare di questo. Voglio parlare di quei bambini che si trovano la casa sfasciata dalle ruspe, con i cingoli che passano sopra i loro quaderni. Coi loro genitori costretti a sbaraccare, a raccattare tra le lamiere qualche misero bene. Costretti a traslocare ogni tre mesi in qualche posto sempre più lontano dalla tangenziale che cinge la città. Sempre più lontani dalla scuola. Una domanda. Riuscireste a mandare i vostri figli a scuola senza una macchina, vivendo a 15 km dalla scuola, costretti a un trasloco coatto ogni pochi mesi, e coi vostri cocci distrutti dalle ruspe? Riuscireste? E se anche ci riusciste, che ne dite se i vostri figli tornassero a casa imbronciati perché gli altri non rivolgono loro la parola? Perché i maestri sono stressati dato che i genitori degli altri bambini hanno minacciato di cambiare scuola solo perché in quella classe ci sono gli “zingari”… Allora… sono i rom che non mandano i bambini a scuola, o è la società italiana che fa di tutto perché i bambini rom non riescano neanche a arrivarci a scuola? (per non parlare dei progetti di scuole dentro ai campi, che sono delle scuole-ghetto che servono solo a mantenere l’apartheid tra rom e non rom).
    Devono parlare italiano se vogliono stare qui… (con la variante: sono stranieri…)
    Non si capisce perché. Nessuno va a dire una cosa del genere per esempio ai cittadini americani che vivono nel centro di Firenze. Una colonia di circa 5mila persone, molte delle quali vivono in Italia per un periodo di almeno sei mesi senza fare neanche lo sforzo di parlare italiano (non basta frequentare i corsi di lingua: è noto che le lingue si imparano per strada, mescolandosi con gli indigeni). A Firenze in centro parla inglese il giornalaio, il trippaio, anche il trombaio (non spaventatevi: è solo l’idraulico). Bene, ormai in centro a Firenze si parla innanzitutto inglese. E nessuno si lamenta.
    Si lamentano invece dei rom, che di solito parlano almeno due lingue (cioè il rromaì e l’italiano, più in molti il rumeno, o il serbo, o altre lingue del loro paese di origine): essendo i primi veri europei, i primi ad avere una coscienza multiculturale, la loro lingua sembra cominciare ad ospitare tante lingue diverse, quasi fosse un esperanto (o almeno a me, che certo non sono un esperto di rromanì, e quindi può darsi che mi sbaglio, ha fatto questo effetto ascoltare per alcune ore di seguito alcune conversazioni di rom).
    Sul fatto di essere stranieri. Beh, non è mica una colpa. Per me anzi è un pregio. Ricordo ancora quei bei vecchietti internazionalisti che si vantavano d’esser stati “stranieri in ogni luogo” (variante libertaria) o “cittadini del mondo” (variante comunista). Beh, adesso gli stranieri (poveri) sono visti come barbari invasori… ma siete sicuri che i sinti siano stranieri? Guardate che in Italia non ci sono solo i siciliani, i romani, i piemontesi e via dicendo… in Italia — anche se le istituzioni tardano a riconoscerlo (o forse proprio per questo) — la gente non si rende conto che si parlano lingue non italiane che non sono immigrate: sono lingue di italiani che vivono da secoli nella penisola. I sinti sono italiani quanto i piemontesi o i toscani… sono italiani da sempre, almeno dal cinquecento,quando anche i miei avi probabilmente erano arabi o normanni. Ci sono rom che parlano l’italiano come lingua seconda e sinti e rom che parlano l’italiano come lingua madre, anzi, neanche un italiano regionale, ma parlano dialetto veneto stretto. Eppure è comodo non riconoscere questa minoranza linguistica, parlare di loro come se fossero degli stranieri (al punto che a farsi carico di loro, anche in Veneto e nonostante le loro carte d’identità, in certi casi è l’ufficio stranieri!).
    Sono nomadi… non vogliono una casa…
    In realtà pochi rom sono nomadi ai nostri giorni. Molti vivono in case, facendosi spennare ogni mese con affitti sempre più esosi, come noi. Altri vivono in quei ghetti che si chiamano campi nomadi. Più che nomadi, questi ultimi sono concentrati in ghetti. Molti rom, soprattutto quelli rifugiatisi in Italia dopo i conflitti nella ex-Jugoslavia, prima di arrivare in Italia avevano una casa. Adesso li chiamano nomadi, alimentando l’idea che non siano sedentari. Invece sono solo degli sfollati a cui l’Italia non riconosce il diritto di un tetto. Sono stati “nomadizzati” in maniera coatta. Molti in realtà non sono affatto nomadi: sono semplicemente senza fissa dimora (secondo alcune stime le persone senza fissa dimora in Italia sono tra i 65 e i 100mila).
    Oggi solo pochi continuano la vita veramente nomade del tempi andati, coi camper che sostituiscono i carretti d’un tempo. E hanno tutto il diritto di farlo. L’umanità ha un passato lungo e meraviglioso di nomadismo alle spalle. Ma non si può agitare l’etichetta di nomadi solo per giustificare i continui traslochi. Questo non è nomadismo: è deportazione.
    Non hanno voglia di lavorare…
    Oggi i rom possono accedere solo ai lavori pagati peggio, ai lavori più duri, in nero, nelle condizioni di sicurezza meno garantite. (E non so se nelle loro condizioni gli onesti italiani avrebbero tanta voglia di lavorare). Spesso per continuare a lavorare devono nascondere il fatto che vivono in un campo nomadi. Altri sono in Italia come richiedenti l’asilo politico, e secondo una legge paradossale non possono lavorare mentre attendono il riconoscimento della loro domanda: a volte devono aspettare anche due anni, e al massimo possono ottenere una borsa lavoro di qualche euro. Spesso non trovano lavoro perché i datori di lavoro hanno paura di loro.
    Infine faccio presente che non aver voglia di lavorare non significa essere disumani. Direi che è un comprensibile comportamento umano. Molti popoli di cacciatori e raccoglitori dedicano al lavoro una parte minima della loro vita quotidiana. Ma anche qui finirei per aprire un altro margine di discorso, e quindi mi fermo.
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  10. #25
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    L'idea di un censimento, di un'iscrizione all'anagrafe di questi bambini può anche essere buona, ma prendere le impronte non mi sembra un buon metodo per inserire dei bambini a scuola o in qualsiasi altro posto...
    Mi pare solo un modo per far capire loro, fin da piccoli, che il loro destino è segnato: ruberete e finirete in carcere, abbiamo già le impronte.
    Personalmente la trovo una colossale mancanza di rispetto (sottolineo che ho detto personalmente).

  11. #26
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    ANSA.it - IMPRONTE DIGITALI PER TUTTI DAL PRIMO GENNAIO 2010

    Ecco qua impronte per tutti così non facciamo discriminazione

    Ma secondo voi no...veramente credete che bastava mandare in tutti i campi nomadi un volantino con su sciritto"prego di presentarsi all'anagrafe per registrare vostro figlio" ?Pensate davvero che siano disposti a farlo? emmmm non è proprio così la realtà ragazzi, mi piacerebbe ma non è proprio così. fatevi un giro a Termini e provate a fare un discorso del genere ad una di quelle madri giovanissime con i bambini in grembo che chiedono l'elemosina , proponetele di mandare il figlio a scuola..poi ditemi che vi risponde. Io per esperienza personale, ho portato giocattoli e vestitini in campi nomadi e ne uscivo con la macchina svaligiata(persino le spazzole del tergicristalli)ma va bene era più importante il sorriso di gioia di quei bambini, in passato ho partecipato ad un progetto in una scuola elementare multietnica ...insegnavamo l'italiano ai bimbi stranieri venuti da poco in Italia, tutti felici e contenti i genitori tranne quelli dei bimbi rom che avevamo , si rifiutavano che i bambini frequentassero la scuola(andavamo noi a prenderli a casa o facevamo lezione al campo, poi ci venivano a scuola con lividi e percosse per le botte prese) e come ciliegina sulla torta ci hanno minacciato dicendo che dovevamo stare attente e lasciare stare i bambini dov'erano altrimenti avremmo passato dei guai. Questa è la mia esperienza...facile parlare da esterni ma vi inviterei ad andare a toccare con mano certe realtà.
    E poi distoglie l'attenzione perchè questo discorso? Si parlava di Maroni no? Di cosa dovrebbe occuparsi un ministro dell'interno? Mi sembra sia il suo lavoro occuparsi anche di queste cose,nessuno si è mai preoccupato abbastanza di questo problema (però quando c'è stato il caso Reggiani ???), abbiamo campi nomadi che crescono come funghi e dove la gente vive peggio delle bestie...adesso che abbiamo qualcuno che si preoccupa di risolvere sto problema ancora ci lamentiamo. Inutile, non siamo mai contenti noi italiani.
    Ultima modifica di pecorellablu : 16-07-2008 alle ore 11.56.15

  12. #27
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Citazione Originalmente inviato da pecorellablu Visualizza messaggio
    Ecco qua impronte per tutti così non facciamo discriminazione

    E questo ulteriore incremento delle capacità dello Stato di controllare i suoi cittadini, senza peraltro consentire ai cittadini taxpayer di controllare lo Stato, dovrebbe - a tuo parere - essere iscritto a bilancio nella colonna dei successi di Maroni?

    Ma mi faccia il piacere...
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  13. #28
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E questo ulteriore incremento delle capacità dello Stato di controllare i suoi cittadini, senza peraltro consentire ai cittadini taxpayer di controllare lo Stato, dovrebbe - a tuo parere - essere iscritto a bilancio nella colonna dei successi di Maroni?

    Ma mi faccia il piacere...
    Ma scusa no? le intercettazioni sì e le impronte no? se sono un cittadino onesto con niente da nascondere di cosa dovrei aver paura?

  14. #29
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Ero convinto che la nascita della "Repubblica delle banane" avrebbe mandato in visibilio le opsiane....

  15. #30
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La repubblica delle banane ha inizio!!

    Citazione Originalmente inviato da pecorellablu Visualizza messaggio
    Ma scusa no? le intercettazioni sì e le impronte no? se sono un cittadino onesto con niente da nascondere di cosa dovrei aver paura?
    Guarda, per me possono pure decretare che dobbiamo farci filmare mentre siamo sotto la doccia...

    Non c'entra la paura. C'entra che qui, se continua a questo modo, il controllo dello stato sui cittadini ci farà desiderare di essere nati in URSS ai tempi di Stalin. Non so se ti rendi conto di una cosa: quando fai una legge per vietare qualcosa, chi abitualmente delinque continuerà a non rispettare le leggi (e una più una meno, sai che cosa gli interessa...); chi, invece, non delinque, ha perso un altro pezzo di libertà.

    Come dire: "Avete messo un altro lucchetto alla porta, e avete deciso di chiamarlo democrazia".
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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