----Mah, nella mia prospettiva teorica, non lo si contiene e non lo si gestisce. Lo si analizza, che è cosa differente.
----nella mia prospettiva teorica si contatta, agisce, vive. contenerlo sarebbe considerato un rafforzare la difesa del paziente.
Willy e Massimo se non sapessi che siete psicologi o comunque addetti ai lavori, lo intuirei dal vostro modo di (non)rispondere, evasivo e penalizzante per chi pone la domanda.
Con un minimo di buona volontà, anche se il quesito è mal posto non essendo un'esperta, si capisce dove vuole parare.
Queste interpretazioni generalmente tardano ad arrivare e quando arrivano sono così ermeticheche difficilmente gestiscono(o metabolizzano) le emozioni che si scatenano in un transfert anche solo un pò nevrotico.
Ras sostiene: ----transfert --> nevrosi di transfert --> interpretazioni di transfert
Ma l'interpretazione di transfert --> gestisce la nevrosi?
Come vi prendete cura del malessere che vive il paziente? Non vi sembra di sottovalutare il problema?
La risposta "classica": lei pensa di amarmi o a seconda del caso, lei mi odia, perche vede traslata in me la figura di suo padre (o di sua madre), non vi sembra un insulto all'intelligenza dei pazienti?
Sorry se insisto. Un saluto








che difficilmente gestiscono(o metabolizzano) le emozioni che si scatenano in un transfert anche solo un pò nevrotico.
Rispondi citando
[QUOTE=willy61;1595700]Ciao Francesca
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, superiore in tutto agli altri essere umani e la sua vita è scandita solo dalla cadenza delle sedute e dal loro contenuto. In questi casi, é come se la terapia succhiasse tutte le energie vitali alla vita reale, facendole confluire in quella analitica. E l'analista nel frattempo che fa per tirar fuori dalla impasse la paziente?