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  1. #106
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da sabina77 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, io sono una di quelle che scrive su psiconline, già sono una di quelle povere stupide, è bello sapere che gli psicologi di domani considerino quegli interventi stupidi, forse in quel topic l'argomento transfert è trattato in maniera superficiale e grossolana, ma da qui a dare degli stupidi ce ne corre.

    ciao Sabina. Solo un chiarimento: infatti nessuno "psicologo di domani" o addetto ai lavori ha MAI definito gli interventi come stupidi. Questo aggettivo è stato atribuito da utenti NON psicologi.


    francesca63 Forse non sono stata chiara.Intanto vorrei tanto che Ras mi spiegasse meglio il significato che da al termine idealizzazione. Se intesa letteralmente questa definizione non mi convince in quanto il malessere che un paziente vive quando attrversa una fase acuta di transfert, è una realtà che turba e sconvolge. Se Ras intende dire che la situazione traslativa può assumere connotazioni psicotiche, in quanto il pz è nell'imposibilità di differenziare il livello simbolico da quello concreto, sono perfettamente daccordo con lui... questa una delle caratteristiche del transfert, che sarà tanto più violento, quanto più è distaccato appare il terapeuta . E se il terapeuta cerca di convincere che il suo è un sentimento irreale, una suggestione, una idealizzazione, il paziente difficilmente darà ascolto alla spiegazione che gli viene fornita, perchè attribuisce attualità e realtà ai suoi impulsi inconsci e il suo obiettivo sarà agirli e trovare una corrispondenza non tenendo conto che tutto quello che può offrire l'analista è un surrogato dell'amore, una sollecitudine, una affettività che lo lascia eternamente insodisfatto.
    tratto da un dizionario di psicoanalisi:
    "idealizzazione: meccanismo di difesa mediante il quale l'Io vive come totalmente positivi gli oggetti esterni o il sé. Ha la funzione di proteggere dall'aggressitivà e di soddisfare i bisogni narcisistici. L'idalizzazione porta al costituirsi di immagini del sè o degli oggetti non realistiche e onnipotenti, per cui possono erificarsi illusioni, frustrazioni e ferite narcisistiche. L'oggetto ideale ha la funzione di garantire la propria sicurezza e di proteggere la propria persona contro il mondo esterno [...]".




    Io non ho mai messo in dubbio la realtà dei sentimenti provati dal paziente. Siamo d'accordo che il fenomeno del transfert scatena dei vissuti e delle esperienze che sono reali.
    Quello che viene ignorato dal paziente è la loro origine, perché la figura dell'analista è soltanto uno specchio su cui vengono spostati affetti che il paziente provava verso alter figure del passato.
    Ultima modifica di Johnny : 21-07-2008 alle ore 12.36.12

  2. #107
    -fantasy+
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    .....certo che ogni tanto se ne sentono delle belle...questa del ''dottore'' che ''non è'' una ''persona'' le batte tutte!La relazione è a senso unico?....Mah!....per quanto riguarda quelle 'testimonianze'...penso che tutto sia suscettibile di guarigione...tranne la stupidità...

    Saluti
    certo che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!

    è il paziente in mutande mica il terapeuta! che ne pensi psi?

  3. #108
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da -fantasy+ Visualizza messaggio
    è il paziente in mutande mica il terapeuta! che ne pensi psi?

    non sono d'accordo su questa visione del paziente: il paziente è certo in una situazione di disagio e/o sofferenza, ma ha in sé delle risorse che gli permettono di uscire e di superare questo impasse. E lo psicologo per primo ha fiducia nel paziente e nelle sue potenzialità.
    Il lavoro dell'analista consiste nell'ascoltare la sua storia, cogliere i punti di forza, e portare il paziente a saperli vedere e utilizzare per superare le difficoltà.

  4. #109
    -fantasy+
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    ma questo è un altro discorso Ras

  5. #110
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da sabina77 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, io sono una di quelle che scrive su psiconline, già sono una di quelle povere stupide, è bello sapere che gli psicologi di domani considerino quegli interventi stupidi, forse in quel topic l'argomento transfert è trattato in maniera superficiale e grossolana, ma da qui a dare degli stupidi ce ne corre.
    Ciao Sabina. Un caloroso benvenuto su OPS.
    Qui troverai un clima sereno e positivo, e tanti amici disponibili, anche se psicologi esperti, che saranno felici di offrirti consigli professionali ,
    ma anche molto umani , che ti potranno aiutare ed arricchire.

    Bacione
    Fra.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #111
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    non sono d'accordo su questa visione del paziente: il paziente è certo in una situazione di disagio e/o sofferenza, ma ha in sé delle risorse che gli permettono di uscire e di superare questo impasse. E lo psicologo per primo ha fiducia nel paziente e nelle sue potenzialità.
    Il lavoro dell'analista consiste nell'ascoltare la sua storia, cogliere i punti di forza, e portare il paziente a saperli vedere e utilizzare per superare le difficoltà.
    "Terapia centrata sul cliente"

  7. #112
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    tratto da un dizionario di psicoanalisi:
    "idealizzazione: meccanismo di difesa mediante il quale l'Io vive come totalmente positivi gli oggetti esterni o il sé. Ha la funzione di proteggere dall'aggressitivà e di soddisfare i bisogni narcisistici. L'idalizzazione porta al costituirsi di immagini del sè o degli oggetti non realistiche e onnipotenti, per cui possono erificarsi illusioni, frustrazioni e ferite narcisistiche. L'oggetto ideale ha la funzione di garantire la propria sicurezza e di proteggere la propria persona contro il mondo esterno [...]".
    Io non ho mai messo in dubbio la realtà dei sentimenti provati dal paziente. Siamo d'accordo che il fenomeno del transfert scatena dei vissuti e delle esperienze che sono reali.
    Quello che viene ignorato dal paziente è la loro origine, perché la figura dell'analista è soltanto uno specchio su cui vengono spostati affetti che il paziente provava verso alter figure del passato.
    Carissimo Ras, se poni la questione in questi termini, concordo perfettamente
    in tutto e pertutto.

    Il mio obiettivo, alla fine, era mettere a fuoco una problematica che forse voi psicologi attenzionate più a fondo solo dalla vostra prospettiva. Capisco che non è puro sadismo, ma non mostrate mai una profonda, intima comprensione per i vissuti reali dei pazienti, concentrandovi prevalentemente sulla ricerca delle cause inconsce rimosse di quei vissuti.
    Prima e durante i lunghi periodi in cui si sviscera il contenuto del transfert per ritrovarne insieme allo psi una spiegazione e risoluzione, i pazienti si sentono frustrati, non compresi e riflessi in uno specchio inanimato.
    Grazie della disponibilità. Ciao
    FRANCESCA

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  8. #113
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    [QUOTE=francesca63;1595644]
    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio

    Come se un cambiamento all'interno della relazione analitica fosse accompagnato da cambiamenti all'esterno di essa. Non so se riesco a spiegarmi, ma è difficile tradurre in termini teorici determinate esperienze personali, per me.

    Puoi spiegare meglio? Ti riferisci sempre al rapporto paziente analista o quei cambiamenti all'interno della relazione analitica , contemporanei all'interpretazioni di trasfert influiscono anche al di fuori della relazione e in che modo?

    Abbiamo due prospettive diverse del concetto: per voi analisti il transfert è uno strumento che analizzato vi aiuta ad arrivare ad interpretazioni preziose per l'efficacia della terapia e la cura(quindi che ben venga finchè non vi crea problemi...), per il paziente è un profondo disagio che non sa definire e che in alcuni casi impoverisce, blocca anche la sua vita reale .
    secondo me il discorso è che la relazione terapeutica è un po' come se fosse un "prototipo" di tutte le atre relazioni. All'interno del setting e del percorso teraputico poi quelle che sono le emozioni legate a questo particolare tipo di relazione si approfondiscono e si cerca di riflettere anche sulle altre relazioni che il paziente ha al di fuori della stanza dell'analisi..
    Magari approfondendo il disagio che in certi momenti tu hai sentito verso il tuo tarapeuta potresti trovare altri disagi, sperimentati in altre occasioni nella vita...
    Poi non so.. spero di essere riuscita a spiegarmi bene..

  9. #114
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da -fantasy+ Visualizza messaggio
    certo che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!

    è il paziente in mutande mica il terapeuta! che ne pensi psi?


    Grazie a dio ci sento benissimo...mi pare che tu abbia un pò frainteso le mie parole e quelle che sono alcune delle dinamiche nel campo analitico:che il paziente sia in mutande e il terapeuta in giacca e cravatta è una percezione fuorviante;spesso la violenza più gratuita la riceve proprio il terapeuta (pensa ad un paziente paranoico ad esempio) che si trova a dover contrastare la potenza di un mare in tempesta...da ''solo'' o con il solo ausilio della sua autoanalisi.Siccome sono paziente (e non psicologo...)capisco molto bene anche questa posizione:a seconda dei casi la sofferenza ha qualità diverse ma è sempre presente.Bisogna anche capire però che una relazione di 'verticalità' è essenziale:un contatto propriamente umano deve avere presupposti umani (odio chi si rinchiude nell'elitarismo e il dogmatismo è quanto di più distante da me) ma posto ciò il terapeuta è pur sempre colui che mi ''deve e può'' aiutare ed io ''ho bisogno'' di lui e ''devo'' quindi proiettarlo su di un piano diverso dal mio:se diventa un mio amico,se accetta di venire investito dal mio abbraccio sentimentale e di permanervi non è più un terapeuta ne un faro per le mie notti.Ciò non significa (in linea di massima) che egli non si consumi in emozioni di ogni sorta ma deve poter essere anche qualcosa di altro...
    Mi dispiace in ogni modo che si sia creata un pò di tensione...spero di essere stato più chiaro...

    Saluti

  10. #115
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Cara Francesca, ho come l'impressione che nessuno riuscirà a rispondere in maniera per te soddisfacente, anche perchè non mi sembra che quando si è tentato di sviluppare un tema da te proposto ti ci si sia soffermata. Ho l'impressione che si tenda sempre a passare ad altro e che l'argomento sfugga. Capisco la curiosità ma così non si arriva da nessuna parte.
    Un saluto
    Mi sembra che non sono solo io che, come sostiene Gieko, sfuggo!
    L'argomento è open....
    FRANCESCA

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  11. #116
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio

    Il mio obiettivo, alla fine, era mettere a fuoco una problematica che forse voi psicologi attenzionate più a fondo solo dalla vostra prospettiva. Capisco che non è puro sadismo, ma non mostrate mai una profonda, intima comprensione per i vissuti reali dei pazienti, concentrandovi prevalentemente sulla ricerca delle cause inconsce rimosse di quei vissuti.
    ciao francesca.. mi ha molto colpito quello che hai scritto... mi sono "immedesimata" ed ho sentito una sensazione dolorosa,vero... di frustrazione profonda ed intima e di solitudine e mi sono sentita tirata in ballo... come terapeuta, come paziente, come individuo... e mi sento di esprimere la mia esperienza... io sono assolutamente interessata ai vissuti reali dei miei pz e solo a quelli che sono per loro reali, quelle che definisci "cause inconsce rimosse" non mi riguardano. dopo questa breve premessa...mi è subito sorta la domanda "ma che succede? come mai tollera di vivere tale distanza e tollera queto ipotetico egoismo...?" lo giustifichi a tal punto da generalizzare e pensare che gli psicoterapeuti non nutrano "un"intima comprensione per i vissuti reali dei pazienti", o il punto è che non soddisfa le tue aspettative rispetto al "mostrare".. che ti viene in mente.. ? io, al posto tuo, non smetterei un attimo di parlarne con il terapeuta..
    Rosamund

  12. #117
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da rosamund Visualizza messaggio
    ciao francesca.. mi ha molto colpito quello che hai scritto... mi sono "immedesimata" ed ho sentito una sensazione dolorosa,vero... di frustrazione profonda ed intima e di solitudine e mi sono sentita tirata in ballo... come terapeuta, come paziente, come individuo... e mi sento di esprimere la mia esperienza... io sono assolutamente interessata ai vissuti reali dei miei pz e solo a quelli che sono per loro reali, quelle che definisci "cause inconsce rimosse" non mi riguardano. dopo questa breve premessa...mi è subito sorta la domanda "ma che succede? come mai tollera di vivere tale distanza e tollera queto ipotetico egoismo...?" lo giustifichi a tal punto da generalizzare e pensare che gli psicoterapeuti non nutrano "un"intima comprensione per i vissuti reali dei pazienti", o il punto è che non soddisfa le tue aspettative rispetto al "mostrare".. che ti viene in mente.. ? io, al posto tuo, non smetterei un attimo di parlarne con il terapeuta..
    Cara Rosamund, la verticalità e asimmetria della relazione, a mio avviso, comportano inevitabilmente da parte del terapeuta, un proporsi al paziente come una figura neutrale e distaccata che deve avere la forza e la capacità di essere guida, contenitore, sostegno.
    Da un lato il pz vorrebbe sodisfatte tutte le sue richieste di maggiore affettività, apertura, comunicazione direttiva, dall'altra intuisce che se lo psi si adegua a tutte le sue esigenze, sottrae efficacia alla terapia.

    Il contributo "emotivo" dell'analista al processo terapeutico è fondamentale, ma se i pazienti,confusi e sofferenti, lo investono del ruolo di "salvatore", anche se è un ossimoro, hanno bisogno della sua asetticità, rigorosità, autorevolezza, su cui fare leva per sollevarsi.
    Sono giunta a queste consapevolezze dopo un lungo periodo di psicoterapia.

    Le emozioni sicuramente, sono potenti anche nel sentire del terapeuta, ma deve tenerle sotto controllo, con grande fatica e spesso sofferenza (questo aspetto dei sentimenti degli psi, lo ho compreso da poco, grazie alle testimonianze degli esperti di OPS ) e ci riesce solo grazie all'esperienza e alle analisi didattiche.

    Il miei ultimi post pongono delle questioni che, riguardano i vissuti dei pazienti in quelle fasi del percorso analitico in cui il malessere provocato dal transfert non trova risposte o lenitivi adeguati alla loro urgente domanda di "amore", che anche se alla fine è solo una "idealizzazione", crea un profondo disagio e un conflitto circa l'opportunità o meno di sviscerarlo al terapeuta.

    PS: Se ho raggiunto questi insight, è proprio perchè, col mio analista, questo argomento è stato elaborato da tutte le possibili angolazioni e ancora... si continua.
    Ultima modifica di francesca63 : 23-07-2008 alle ore 12.10.56
    FRANCESCA

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  13. #118
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    ... un proporsi al paziente come una figura neutrale e distaccata che deve avere la forza e la capacità di essere guida, contenitore, sostegno.
    non concordo col proporsi come figura neutrale e distaccata, io sto assolutamente dalla parte del mio pz per come sono nella mia integrità personale e professionale assolutamente coinvolta nei vissuti di colui che seguo... concordo con la forza ed il contenimento meno sull'essere guida in sè del terapeuta in quanto credo che funga da guida "la relazione" a cui affidarsi.

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Le emozioni sicuramente, sono potenti anche nel sentire del terapeuta, ma deve tenerle sotto controllo, con grande fatica e spesso sofferenza (questo aspetto dei sentimenti degli psi, lo ho compreso da poco, grazie alle testimonianze degli esperti di OPS ) e ci riesce solo grazie all'esperienza e alle analisi didattiche.
    il modo del terapeuta di gestire le proprie emozioni è fortemente legato all'approccio scelto oltre che, chiaramente alla personalità, "anche il tenerle sotto controllo..." non mi appartiene, le vivo e le uso per e con il mio pz questo può servire a "permetterglielo"all'interno e al di fuori del setting ..

    ciao francesca....
    Rosamund

  14. #119
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da rosamund Visualizza messaggio
    non concordo col proporsi come figura neutrale e distaccata, io sto assolutamente dalla parte del mio pz per come sono nella mia integrità personale e professionale assolutamente coinvolta nei vissuti di colui che seguo... concordo con la forza ed il contenimento meno sull'essere guida in sè del terapeuta in quanto credo che funga da guida "la relazione" a cui affidarsi.
    il modo del terapeuta di gestire le proprie emozioni è fortemente legato all'approccio scelto oltre che, chiaramente alla personalità, "anche il tenerle sotto controllo..." non mi appartiene, le vivo e le uso per e con il mio pz questo può servire a "permetterglielo"all'interno e al di fuori del setting ..

    ciao francesca....
    Se un un tuo paziente ti dichiara apertamente il suo amore, come ti comporti?
    Tu che sei assolutamente interessata ai vissuti reali dei tuoi pazienti, quali parole o espedienti utilizzi per convincerli che quella sofferenza non si può lenire perchè funzionale al trattamento terapeutico?
    Ciao fatina.....
    FRANCESCA

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  15. #120
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Se un un tuo paziente ti dichiara apertamente il suo amore, come ti comporti?
    Tu che sei assolutamente interessata ai vissuti reali dei tuoi pazienti, quali parole o espedienti utilizzi per convincerli che quella sofferenza non si può lenire perchè funzionale al trattamento terapeutico?
    Ciao fatina.....
    fatina!!!!????
    "lenire"????? in che senso? e nel caso... io intendo la psicoterapia "anche" come un processo riparativo quindi non sono del tutto d'accordo sul non lenire, è chiaro che non colludo, non eseguo, non colgo la provocazione...
    per dirla semplice "condivido"... e chi lo sa che l'amore all'interno del setting terapeutico tra pz e psicoterapeuta non posso vivere e realizzarsi in una forma speciale, unica, "inspiegabile"??? che certo non si esplica e concretizza nel sesso.. ma che comunque amore è?
    relativamente ad un mio ipotetico pz nella realtà l'ho sostenuo nell'esprimersi, l'ho supportato nel correre il rischio... ma anche quest'esperienza non è generalizzabile... in ogni caso in quell'occasione lessi l'articolo di giovanni salonia "innamoramento e amore" pubblicato sui quaderni di gestalt... è stato bello.
    ciao francesca
    Rosamund

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