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Discussione: sull'arte moderna

  1. #16
    Postatore Epico L'avatar di laskizoide
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    Ultima modifica di laskizoide : 18-11-2007 alle ore 15.53.25

  2. #17
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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  3. #18
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    Citazione Originalmente inviato da laskizoide Visualizza messaggio
    Un opera moderna in cui il valore della materia si fonde con elementi dello spazio-tempo. Le linee che si intrecciano, la predominanza dei colori forti, l'assenza del chiaroscuro, mostrano bene la grande emotività dell'artista oltre che l'appena percepile senso di vuoto incolmabile che ormai accompagna la vita dell'uomo moderno. Codename47, benchè esordiente, si configura con quest'opera come un artista già maturo, pronto a manipolare la tela per fare "davvero" dell'arte.

    eccezionale!!

    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  4. #19
    Johnny
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    a proposito di opere d'arte "strane", lo sapevate che Andy Warhol ha fatto una serie di opere intitolate "ossidazioni", e la tecnica consisteva nel prendere una lastra di metallo, farci sopra la pipì, e poi il tutto si ossidava ed usciva un quadro ovviamente il colore è sul giallo-dorato
    Ultima modifica di Johnny : 19-11-2007 alle ore 12.29.39

  5. #20
    Partecipante Figo L'avatar di Codename47
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    Citazione Originalmente inviato da laskizoide Visualizza messaggio
    Un opera moderna in cui il valore della materia si fonde con elementi dello spazio-tempo. Le linee che si intrecciano, la predominanza dei colori forti, l'assenza del chiaroscuro, mostrano bene la grande emotività dell'artista oltre che l'appena percepile senso di vuoto incolmabile che ormai accompagna la vita dell'uomo moderno. Codename47, benchè esordiente, si configura con quest'opera come un artista già maturo, pronto a manipolare la tela per fare "davvero" dell'arte.
    io sarò anche un grande artista, ma anche voi come critici d'arte non avete nulla da invidiare a nessuno!

  6. #21
    LucyVanPelt
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    io sarò anche un grande artista, ma anche voi come critici d'arte non avete nulla da invidiare a nessuno!
    E' vero è vero...confessate, diiiteeeelo che la mattina invece di studiare guardate le televendite di quadri su telemarket, diiiteeeeelooo

  7. #22
    Partecipante Figo L'avatar di Codename47
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    Ultima modifica di Codename47 : 21-11-2007 alle ore 12.07.05

  8. #23
    Postatore Epico L'avatar di laskizoide
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    Ultima modifica di laskizoide : 21-11-2007 alle ore 12.59.46

  9. #24
    Pierina50
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Forse Twombly non è fra gli artisti più facili, ma bisogna farsi una ragione che la pittura intesa come rappresentazione e mimesi del mondo è definitivamente morta nel corso del passato '900 (per fare questo c'è da parecchi decenni la fotografia).
    Non è un caso che l'arte moderna si concretizzi nell'astrattismo, nell'informale e addirittura nel concettuale, in una società sempre più instabile dove l'arte non mira più a fornire immagini mutuate dalla realtà, ma a suggerire idee, formulare concetti e suscitare dibattiti: è insomma sempre più importante il significato immateriale e psicologico dell'opera d'arte, ed è per questo motivo che mi sorprende molto che in un forum di psicologia, frequentato presumo da addetti o appassionati alla materia, nessuno abbia sentito la necessità di affrontare, al di là di facili battute, questo argomento. Ma come, gli psicologi non sono quelli che analizzano ed interpretano anche gli scarabocchi dei bambini, i disegni dei folli, le linee che tracciamo automaticamente mentre telefoniamo.... per trarne indizi e conclusioni 'sensate'? Possibile che davanti ad una rappresentazione astratta riescano solo a sghignazzare? Freud, con la sua interpretazione psicologica dell'opera d'arte ha solo perso tempo?

  10. #25
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Pierina 50, hai visto le opere di Twombly sopra riportate? Per te quella è arte? A me personalmente sembrano solo scarabocchi, una bella presa in giro nei confronti del cosiddetto pubblico, avallata anche da critici d'arte che sanno solo magnificare con paroloni astrusi dei banali segni su un foglio. Ciò è molto diverso dall'analizzare i disegni di un folle, o i pasticci di un bambino, o gli scarabocchi che facciamo quando siamo sovrappensiero. Anche perchè io non mi sognerei mai di chiedere 2 milioni di dollari come risarcimento se qualcuno "danneggiasse" miei scarabocchi. Soprattutto questa è la grande presa in giro, anzi la truffa bella buona che in questo tread abbiamo voluto sottolineare con i nostri sghignazzi (almeno, a mio avviso).
    Scritto ciò, si potrebbe aprire una bella discussione su ciò che noi consideriamo arte: io personalmente non reputo arte i "quadri" di Twombly. Sarò banale, ma preferisco i cari vecchi leonardo, michelangelo, canova, anche haring: almeno avevano qualcosa da comunicare...

  11. #26
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Citazione Originalmente inviato da Pierina50 Visualizza messaggio
    Forse Twombly non è fra gli artisti più facili, ma bisogna farsi una ragione che la pittura intesa come rappresentazione e mimesi del mondo è definitivamente morta nel corso del passato '900 (per fare questo c'è da parecchi decenni la fotografia).
    Non è un caso che l'arte moderna si concretizzi nell'astrattismo, nell'informale e addirittura nel concettuale, in una società sempre più instabile dove l'arte non mira più a fornire immagini mutuate dalla realtà, ma a suggerire idee, formulare concetti e suscitare dibattiti: è insomma sempre più importante il significato immateriale e psicologico dell'opera d'arte, ed è per questo motivo che mi sorprende molto che in un forum di psicologia, frequentato presumo da addetti o appassionati alla materia, nessuno abbia sentito la necessità di affrontare, al di là di facili battute, questo argomento. Ma come, gli psicologi non sono quelli che analizzano ed interpretano anche gli scarabocchi dei bambini, i disegni dei folli, le linee che tracciamo automaticamente mentre telefoniamo.... per trarne indizi e conclusioni 'sensate'? Possibile che davanti ad una rappresentazione astratta riescano solo a sghignazzare? Freud, con la sua interpretazione psicologica dell'opera d'arte ha solo perso tempo?
    Parlando non da psicologa, ma da aspirante storica dell'arte: si può interpretare un'opera contemporanea dal punto di vista psicologico, sociologico, ecc., ma da qui a considerarla arte ce ne passa.
    Non so, io ho sempre pensato che l'arte debba avere, oltre che un significato, anche una "forma" dignitosa, che permetta all'artista di dimostrare la sua unicità e il suo talento...ma alcune opere contemporanee pur essendo pregne di significato, non mi dicono niente a livello di forma.
    Tra uno scarabocchio del mio cuginetto di 5 anni e un quadro venduto per milioni di dollari, l'unica differenza potrebbe essere in certi casi il contesto, l'uno è appeso a un frigorifero di casa mia, l'altro sta in una galleria, ma se lo tolgo dal suo contesto, il significato, non supportato dalla forma, svanisce.
    Quello che non mi piace del non-figurativismo dell'ultimo secolo circa, è il suo aver bisogno di una "stampella"...mi spiego: un'incisione di Goya non ha bisogno di una spiegazione da parte dell'autore, io osservatore riesco a coglierne il significato, mentre molte opere non figurative contemporanee devono per forza di cose essere supportate da una spiegazione fornita dall'autore o da un qualche critico d'arte, e perchè ne hanno bisogno? Perchè la loro forma non è sufficiente ad esprimere il significato sottostante.

  12. #27
    Pierina50
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Per quanto possa apparire immorale il fatto che il mercato ed il commercio dell'arte prevarichino oggi l’importanza dell’arte stessa e deleghino al danaro le potenzialità espressive, la visibilità, l’affermazione di molte forme creative moderne, va preso atto del fatto che ciò accade ed è ineludibile: da quando lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e di scambio commerciale hanno incondizionatamente ampliato l'orizzonte del mondo dell'arte, prima confinato nei limiti delle scuole e delle accademie, dando vita ad un complesso e ben organizzato sistema commerciale di diffusione dell'arte, si è costituito uno dei più potenti mezzi di condizionamento del mondo artistico attraverso l’istituzione di tutta una serie di figure di "mediatori" tra produttore dell’opera, l’artista, e fruitore della stessa, il pubblico, quali il critico, il gallerista, il mercante, il collezionista ecc.
    Anne Cauquelin, che si occupa di comunicazione, arte e guarda caso anche di psicologia del mercato, individua nella triade Marcel Duchamp, Andy Warhol, Leo Castelli l’origine della rete di comunicazione commerciale che oggi avvolge la realtà dell’arte in tutto il mondo ed è pilastro portante di quella situazione culturale che da più parti viene definita "condizione postmoderna", non solo diffusa e generalizzata, ma ormai stabilmente istituzionalizzata. La collocazione degli artisti all'interno di questo sistema è quella che la società moderna (noi tutti!) attribuisce loro. Abbiamo l'arte che ci meritiamo, perché l'arte è sempre il prodotto della società a lei contemporanea.
    Coraggiosa (e un po' presuntuosa) l'idea di "aprire una bella discussione su ciò che noi consideriamo arte", un interrogativo che percorre la cultura umana dall'alba dei secoli, ma mi pare di capire che tu sia in grado di dare una risposta, univoca e sicura. Io no, mi devo rifare alle parole di Ernst Hans Gombrich: “Che rapporto ha l’arte con il sapere, che senso ha parlare delle possibilità di comprendere un capolavoro? Non sapremo mai che significato potesse avere per il suo creatore, perché anche ammettendo che ce ne abbia parlato può essere che in realtà fosse ignoto persino a lui. L'opera d'arte significa dunque ciò che significa per noi, non c'è altro criterio”.

  13. #28
    Pierina50
    Ospite non registrato

    Riferimento: sull'arte moderna

    A Mara vorrei rispondere che ha perfettamente ragione quando dice che "si può interpretare un'opera contemporanea dal punto di vista psicologico, sociologico, ecc., ma da qui a considerarla arte ce ne passa."
    Tuttavia vorrei anche sottolineare che la "forma" dignitosa non è assolutamente indice di "contenuto" artistico. Anzi, vorrei aggiungere che la suddivisione tra forma e contenuto, implicitamente sancita nel momento in cui si parla di "forma", appartiene ad una visione dualistica che caratterizza tutta la cultura occidentale, grazie o per colpa di Cartesio, e che la rende rigida e ottusamente inserita in binari oggi ampiamente superati.
    La storia del contesto, che decreta la differenza tra arte e non-arte, non l'hai inventata tu, ci ha già pensato Marcel Duchamp con una trovata (hai presente il Dadaismo?) da cui è generata, attraverso la pop art, tutta l'arte moderna. Dici che se osservi un'opera figurativa riesci a coglierne il significato .... ma quale? La scena, la storia, il numero dei personaggi, la definizione dell'ambiente ..... Se fosse tutto qui e la forma coincidesse con il significato, come ipotizzi, l'avvento della fotografia avrebbe azzerato la storia dell'arte, che invece continuerà finché ci sarà l'uomo.
    Un consiglio per chiudere: prova a portare ad un gallerista il disegno del tuo cuginetto di 5 anni, hai visto mai .........

  14. #29
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Citazione Originalmente inviato da Pierina50 Visualizza messaggio
    A Mara vorrei rispondere che ha perfettamente ragione quando dice che "si può interpretare un'opera contemporanea dal punto di vista psicologico, sociologico, ecc., ma da qui a considerarla arte ce ne passa."
    Tuttavia vorrei anche sottolineare che la "forma" dignitosa non è assolutamente indice di "contenuto" artistico. Anzi, vorrei aggiungere che la suddivisione tra forma e contenuto, implicitamente sancita nel momento in cui si parla di "forma", appartiene ad una visione dualistica che caratterizza tutta la cultura occidentale, grazie o per colpa di Cartesio, e che la rende rigida e ottusamente inserita in binari oggi ampiamente superati.
    La storia del contesto, che decreta la differenza tra arte e non-arte, non l'hai inventata tu, ci ha già pensato Marcel Duchamp con una trovata (hai presente il Dadaismo?) da cui è generata, attraverso la pop art, tutta l'arte moderna. Dici che se osservi un'opera figurativa riesci a coglierne il significato .... ma quale? La scena, la storia, il numero dei personaggi, la definizione dell'ambiente ..... Se fosse tutto qui e la forma coincidesse con il significato, come ipotizzi, l'avvento della fotografia avrebbe azzerato la storia dell'arte, che invece continuerà finché ci sarà l'uomo.
    Un consiglio per chiudere: prova a portare ad un gallerista il disegno del tuo cuginetto di 5 anni, hai visto mai .........
    Mamma mia! Mica stavo dichiarando verità universali, solo la mia opinione!
    A me, a livello strettamente personale, una ruota incollata su uno sgabello può dire molte cose, ma faccio fatica a considerarla un'opera d'arte.
    Tutto qui.

  15. #30
    Partecipante Leggendario L'avatar di crimson981
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    Riferimento: sull'arte moderna

    1)...innanzitutto nessuno ha considerato l'ipotesi che questi quadri possano "piacere", nel senso di evocare un emozione, un ricordo, o anche( molto più essenziale) un piacere del'occhio: un segno grafico, una linea può (o non può) piacere anche se non "figura nulla" come sapevano bene anche le nostre nonne che ricamavano decorazioni sul bordo delle tovaglie....certo in quel caso il rigore geometrico sembrerebbe più adatto a stimolare un'elaborazione da parte del nostro cervello: razionalizzano lo spazio, giocano con la ricorrenze di forme, creano una "scrittura" formale con le sue regole, priva di referenti semantici, ma che "parla" semplicemente alla nostra percezione... e tuttavia nulla vieta che anche l'estremo opposto del segno informale (e tutte le vie di mezzo, es: una decorazione floreale) non possa solleticare in qualche modo i nostri sensi in maniera da creare un piacere, o un impressione estetica...credo che al fondo, questa sia l'essenza dell'arte, ed è un essenza che non trovo scandaloso scoprire nei merletti della nonna, nei scarobocchi dei bambini, nelle linee che traccio (con inspiegabilmente cura, mosso da chissà quale motivazione percettiva o espressiva) mentre parlo a telefono...poi c'è il discorso dell'Arte, ossia di quel campione selezionato (per le più eterogenee motivazioni: mercato, valore storico, apprezzamento da parte del "pubblico" ecc...) di questa diffusa abilità umana a solleticarsi i sensi, assurto in qualche modo alla funzione di "memorabilia" delle umane gesta in questo particolare campo dell'esperienza, di standard estetico e di gusto, di significato; ma questo è evidentemente un discorso culturale, che in fondo viene dopo il fatto semplice di guardare un quadro e dire, in tutta sincerità, e sempre con assoluta legittimità, mi piace\non mi piace....il problema qui è che al solito, si insinua che una schiera di eccentrici e maneggioni pseudo-intellettuali, mossi senza dubbio da truffaldini( e misteriosi) intenti, conferiscano un esorbitante valore, anche economico, ad un quadro per forza "brutto"... io rovescerei l'assioma: questo quadro apparirà a molti, necessariamente brutto quando ne conosceranno il grande valore economico, perchè entreranno in gioco i personali criteri di attribuzione di valore economico ai manufatti umani; perchè saranno portati a fare tutta una serie di considerazioni(e perchè costa tanto? lo saprei fare anch'io; che avrà di così speciale per costare tanto ecc) che esulano dal fatto costitutivo dell'esperienza artistica: cosa provo? il mio occhio indugia su qualche particolare? ha un potere ipnotico quell'intrico di spirali? che strano, ma ha quasi ha uno spessore lo spazio in cui si sviluppano queste forme...ed infinite altre possibilità di essere colpiti (oppure no) da ciò che si ha di fronte...poi che qualcuno sia disposto a pagare 100 euro o 2 milioni, che importa in fondo...che attinenza ha col rapporto intimo tra me e l'oggetto?


    2)
    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    Parlando non da psicologa, ma da aspirante storica dell'arte: si può interpretare un'opera contemporanea dal punto di vista psicologico, sociologico, ecc., ma da qui a considerarla arte ce ne passa.
    Non so, io ho sempre pensato che l'arte debba avere, oltre che un significato, anche una "forma" dignitosa, che permetta all'artista di dimostrare la sua unicità e il suo talento...ma alcune opere contemporanee pur essendo pregne di significato, non mi dicono niente a livello di forma.
    Tra uno scarabocchio del mio cuginetto di 5 anni e un quadro venduto per milioni di dollari, l'unica differenza potrebbe essere in certi casi il contesto, l'uno è appeso a un frigorifero di casa mia, l'altro sta in una galleria, ma se lo tolgo dal suo contesto, il significato, non supportato dalla forma, svanisce.
    Quello che non mi piace del non-figurativismo dell'ultimo secolo circa, è il suo aver bisogno di una "stampella"...mi spiego: un'incisione di Goya non ha bisogno di una spiegazione da parte dell'autore, io osservatore riesco a coglierne il significato, mentre molte opere non figurative contemporanee devono per forza di cose essere supportate da una spiegazione fornita dall'autore o da un qualche critico d'arte, e perchè ne hanno bisogno? Perchè la loro forma non è sufficiente ad esprimere il significato sottostante.
    a parte che il postmodernismo sostiene ovunque, non solo nell'arte, (esempio nelle teorie della comunicazione) che in realtà almeno gran parte del contenuto o del significato, se non proprio tutto, coincida proprio con la forma....ma poi siamo sicuri che solo l'arte moderna si appoggi a stampelle culturali? crediamo davvero che chiunque sappia andare in estasi di fronte ad un michelangelo o un caravaggio e distinguere inequivocabilmente questa Arte dall'arte del bravissimo pittore di vedute marine che ha la sua botteguccia sottocasa?...non sarà che stare in museo sia una stampella culturale anche per un caravaggio(che amo tra l'altro)...non sarà che l'assoluta certezza di non sperlo riprodurre, cioè l'apprzzamento di un fatto esclusivamente tecnico, vada a costituire tout court, interamente, tutta l'esperienza estetica di cui sono capaci i milioni di visitatori degli uffizi?...che visione avvilente ne deriverebbe per l'Arte....

    3)
    Citazione Originalmente inviato da Giuppy83 Visualizza messaggio
    Pierina 50, hai visto le opere di Twombly sopra riportate? Per te quella è arte? A me personalmente sembrano solo scarabocchi, una bella presa in giro nei confronti del cosiddetto pubblico, avallata anche da critici d'arte che sanno solo magnificare con paroloni astrusi dei banali segni su un foglio. Ciò è molto diverso dall'analizzare i disegni di un folle, o i pasticci di un bambino, o gli scarabocchi che facciamo quando siamo sovrappensiero. Anche perchè io non mi sognerei mai di chiedere 2 milioni di dollari come risarcimento se qualcuno "danneggiasse" miei scarabocchi. Soprattutto questa è la grande presa in giro, anzi la truffa bella buona che in questo tread abbiamo voluto sottolineare con i nostri sghignazzi (almeno, a mio avviso).
    Scritto ciò, si potrebbe aprire una bella discussione su ciò che noi consideriamo arte: io personalmente non reputo arte i "quadri" di Twombly. Sarò banale, ma preferisco i cari vecchi leonardo, michelangelo, canova, anche haring: almeno avevano qualcosa da comunicare...
    ...non sono daccordo, se l'arte vera è quella del rinascimento, o quella classica, per via dell'indiscusso valore tecnico che raggiunge, allora gran parte di quello che c'è nei musei del mondo non ha valore artistico di per sè, ma al massimo valore storico: i geroglifici egizi, in fondo sono disegnati indubbiamente male, rispetto alle figure di un michelangelo!! eppure, invece sono sicuro, che anche senza esserne coscienti, si riconosce alla pittura egizia, di avere almeno alcune qualità: di essere riconoscibile, di essere un segno munito di una propria identità, senza la quale il nostra cultura visiva sarebbe più povera, in altre parole di essere quella cosa abbastanza inafferrabile, che è uno "stile", che ha la qualità di influenzare le nostre esperienze estetiche, di sedimentarsi nella memoria percettiva di una comunità culturale, di permetterci di dire ad "una donna che ha occhi belli come un faraone egizio"()....si citava haring...anche lui ha uno "stile", e ce l'ha wharol: senza di lui sarebbe impossibile immaginare gli interni degli appartamenti degli yuppy newyorchesi anni 70-80, cioè privi delle serigrafie tarocche che immortalano l'effige della padrona di casa...l'arte vera forse è quella che entra nel costume, nella moda, nel nostro occhio, anche se continuiamo a sconcettarci del valore di un burri, o ci ostiniamo a farla facile: "mannaggia, questo lo sapevo fare anch'io!"....


    4) che differenza c'è tra lo scarabocchio di un bambino e quello dell'artista...ho già detto che per me lo scarabocchio infantile contiene già in nuce i caratteri fondamentali dell'arte...forse la verità è che l'arte è un gioco adulto, ecco tutto....il bambino a tre anni, per quanto possa avere attitudini espressive notevoli coi colori, purtroppo non potrebbe "scegliere" un segno diverso da quello che riesce a produrre, manca l'elaborazione graduale, voluta, ricercata del segno che ci esprime...nel disegno del bambino c'è una verità che è sostituita dalla cultura nel Arte dell'adulto...ne era consapevole picasso quando intuì che le prospettive sbagliate dei bambini sono più "vere" di quelle dell'artista-matematico del quattrocento(tipo paolo uccello), perchè rispondono all'esigenza vitale di rappresentarsi l'oggetto, manipolarlo con gli occhi della mente, percorrerlo con la fantasia...per cui la casa del bambino avrà i suoi bei quattro lati sinotticamente in vista....paolo uccello, coi suoi paesaggi perfettamente prospettici in fondo ingannava, si trastullava (e quindi faceva arte) con i giocattoli culturali dell'adulto (tra cui le scoperte dell'ottica), e i suoi risultati dialogavano con la cultura del suo tempo alla perfezione....non per questo non si potrà mai andare oltre...
    Ultima modifica di crimson981 : 23-07-2008 alle ore 01.31.50
    John Coltrane-"Acknowledgement" (A Love Supreme part 1)
    http://www.youtube.com/watch?v=pcG7Vk_rzcA

    Andrew Hill-"Refuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=cJSdceL1qA4

    Andrew Hill-"Subterfuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=ssVVhb0ILcM

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