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Discussione: sull'arte moderna

  1. #31
    Pierina50
    Ospite non registrato

    Riferimento: sull'arte moderna

    concordo in pieno con le parole di crimson, un'analisi aperta e libera da preconcetti che affronta con serietà un argomento di per sé sfuggente e incatalogabile come quello dell'arte. Mi pare che con questi interventi il livello del forum partito dalle goliardiche battute su Twomly si sia notevolmente elevato ......

  2. #32
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: sull'arte moderna

    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    Tra uno scarabocchio del mio cuginetto di 5 anni e un quadro venduto per milioni di dollari, l'unica differenza potrebbe essere in certi casi il contesto, l'uno è appeso a un frigorifero di casa mia, l'altro sta in una galleria
    direi che oltre al contesto, cambia anche la coscienza con cui viene fatto lo scarabocchio: perché è il massimo che riesce a fare (il bambino di 5 anni), con coscienza e intenzionalità per riscoprire la propria spontaneità (infantile?) (l'artista adulto).


    Quello che non mi piace del non-figurativismo dell'ultimo secolo circa, è il suo aver bisogno di una "stampella"...mi spiego: un'incisione di Goya non ha bisogno di una spiegazione da parte dell'autore, io osservatore riesco a coglierne il significato, mentre molte opere non figurative contemporanee devono per forza di cose essere supportate da una spiegazione fornita dall'autore o da un qualche critico d'arte, e perchè ne hanno bisogno? Perchè la loro forma non è sufficiente ad esprimere il significato sottostante.
    e chi ha detto che siamo noi a dover capire l'opera? Può anche essere che sia l'opera a risvegliare in noi delle riflessioni (come esperienza che arricchisce quindi) che sono diverse da persona a persona. Di fronte a un quadro io penso una cosa, tu ne pensi un'altra, e così via.

    L'arte figurativa (Goya ad esempio come hai detto) credi di capirla perché è immediata nella percezione. Ma l'arte figurativa non si ferma lì, ci sono altri significati nascosti che non vedi perché ti fermi all'aspetto esteriore (ad esempio Goya aveva problemi psichici e allucinazioni, da qui le sue figure tormentate, con cui voleva esprimere anche concetti profondi, tipo la drammaticità della guerra, ecc..).
    Se vedi un quadro astratto, informale, concettuale, ecc...al momento non percepisci "cosa" è, però proprio per questo ti dovrebbe far riflettere su tante cose che vanno oltre l'aspetto esteriore.
    Kandinsky ha scritto un paio di libri che se li leggi non vedi più l'arte astratta con gli stessi occhi, ti spiega il significato spirituale dei colori (non a caso l'astrattismo va oltre l'aspetto esteriore).

    Per esempio l'arte concettuale nasce come protesta contro la mercificazione dell'arte, facendo opere "non materiali" gli artisti volevano sfidare il mercato e fare in modo che l'arte non potesse essere venduta perché libera a tutti.
    Chi può vendere una fotografia di un artista che pianta un seme in un giardino? (esiste veramente) però ti fa riflettere sull'importanza della natura che va rispettata, soprattutto se pensi che queste opere le hanno fatte 30-40anni fa e se avessimo riflettutto su queste cose oggi il nostro pianeta saebbe più vivibile!
    Ultima modifica di Johnny : 23-07-2008 alle ore 08.20.33

  3. #33
    Postatore Epico L'avatar di claudiapitt
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    Riferimento: sull'arte moderna

    vorrei commentare con un aforisma:

    L'arte é l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.
    Albert Einstein

  4. #34
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Comunque io non intendevo tutta l'arte non figurativa o astratta in toto, e non volevo nemmeno pronunciare verità assolute ma una mia personalissima posizione: a me, personalmente, alcune (non tutte!) espressioni di arte contemporanea non trasmettono un bel niente, come probabilmente certe forme di arte moderna o medievale non trasmetteranno niente ad altre persone.
    Non volevo dare un giudizio generale ma parziale e personale, infatti le riflessioni generali che avete fatto le condivido abbastanza, solo che ogni persona è diversa dall'altra e ognuno coglie frutti diversi da ogni manifestazione artistica.
    A me, per come sono fatta io, un quadro o una scultura con un soggetto riconoscibile dà molto di più che un quadro o una scultura astratti.
    Se volete considerarmi stupida o ignorante per questo liberissimi di farlo.

  5. #35
    Partecipante Leggendario L'avatar di crimson981
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    Comunque io non intendevo tutta l'arte non figurativa o astratta in toto, e non volevo nemmeno pronunciare verità assolute ma una mia personalissima posizione: a me, personalmente, alcune (non tutte!) espressioni di arte contemporanea non trasmettono un bel niente, come probabilmente certe forme di arte moderna o medievale non trasmetteranno niente ad altre persone.
    Non volevo dare un giudizio generale ma parziale e personale, infatti le riflessioni generali che avete fatto le condivido abbastanza, solo che ogni persona è diversa dall'altra e ognuno coglie frutti diversi da ogni manifestazione artistica.
    A me, per come sono fatta io, un quadro o una scultura con un soggetto riconoscibile dà molto di più che un quadro o una scultura astratti.
    Se volete considerarmi stupida o ignorante per questo liberissimi di farlo.
    ...e chi mai intendeva mai fare una cosa del genere?...nel mio post volevo esattamente dire che quel quadro può piacere o non piacere, senza per questo dover sghignazzare o intentare processi all'arte contemporanea in toto...in effetti ti ho citata perchè avevi espresso un pensiero compiuto nel tuo post, ma eventuali toni polemici(che in realtà non credo ci fossero nel mio intervento....comunque...) forse erano più sollecitati dal tono generale sghignazzante e "facilone" del forum....massima stima da parte mia....ciao...
    John Coltrane-"Acknowledgement" (A Love Supreme part 1)
    http://www.youtube.com/watch?v=pcG7Vk_rzcA

    Andrew Hill-"Refuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=cJSdceL1qA4

    Andrew Hill-"Subterfuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=ssVVhb0ILcM

  6. #36
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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    Riferimento: sull'arte moderna

    [QUOTE=crimson981;1603052]

    che ha la qualità di influenzare le nostre esperienze estetiche, di sedimentarsi nella memoria percettiva di una comunità culturale, di permetterci di dire ad "una donna che ha occhi belli come un faraone egizio"() [quote]

    [quote]l'arte vera forse è quella che entra nel costume, nella moda, nel nostro occhio, anche se continuiamo a sconcettarci del valore di un burri, o ci ostiniamo a farla facile: "mannaggia, questo lo sapevo fare anch'io!"....[quote]


    che differenza c'è tra lo scarabocchio di un bambino e quello dell'artista... manca l'elaborazione graduale, voluta, ricercata del segno che ci esprime...nel disegno del bambino c'è una verità che è sostituita dalla cultura nel Arte dell'adulto
    Molto interessante quello che hai scritto, tuttavia mi trovo a pensare che se il compito dell'artista è quello di sollecitare riflessioni, di solleticare esperienze sensoriali o psichiche, l'artista in questione dovrebbe prendersene la responsabilità piena: è troppo facile segnare due sgorbi su una tela (o magari tagliarla...) e poi affermare di aver voluto ispirare chissà quale riflessione. Sarebbe come tirare un sasso e ritirare la mano, e lasciare tutta al pubblico la responsabilità di una meditazione più o meno realmente cercata dall'artista. E che "elaborazione graduale, voluta e ricercata" ci sarebbe, in un'opera simile?
    Allora tutto sarebbe arte, e se tutto è arte, niente è arte...
    Ultima modifica di Giuppy83 : 23-07-2008 alle ore 22.24.44

  7. #37
    Partecipante Leggendario L'avatar di crimson981
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    Riferimento: sull'arte moderna

    Citazione Originalmente inviato da Giuppy83 Visualizza messaggio
    Molto interessante quello che hai scritto, tuttavia mi trovo a pensare che se il compito dell'artista è quello di sollecitare riflessioni, di solleticare esperienze sensoriali o psichiche, l'artista in questione dovrebbe prendersene la responsabilità piena: è troppo facile segnare due sgorbi su una tela (o magari tagliarla...) e poi affermare di aver voluto ispirare chissà quale riflessione. Sarebbe come tirare un sasso e ritirare la mano, e lasciare tutta al pubblico la responsabilità di una meditazione più o meno realmente cercata dall'artista. E che "elaborazione graduale, voluta e ricercata" ci sarebbe, in un'opera simile?
    Allora tutto sarebbe arte, e se tutto è arte, niente è arte...
    La difficoltà a risponderti deriva dal fatto che ci sono 2 modi di approcciare una risposta...
    Il primo è quello di entrare nel merito, tentando di spiegare perchè lo "scarabocchio" non sarebbe solo uno "scarabocchio"...non sono un'esperto, ma provo a fare un esempio per dare un'idea del "metodo". Chi ne sa di più mi corregga, ne viene un favore per tutti...Prendiamo il quadro di pollock che ho in firma...bisognerebbe spiegare innanzitutto che l'arte informale nasce da una riflessione esistenziale-culturale dell'artista, e cioè che nel ventesimo secolo sono imposibili (o sono percepite come tali dallo "spirito del tempo") alcune cose:1) produrre una nuova visione "forte" della realtà e del suo senso(e a questo ci arriva tutta la filosofia del novecento, hai presente? tanto per dirne una, il "pensiero debole" di vattimo, o il postmodernismo di Lyotard...); 2) che se non esiste la possibilità di comunicare un pensiero "forte" non ha senso pensare ad una "forma" che possa essere il naturale veicolo di espressione di questo contenuto inesistente(come lo era la prospettiva medievale che era concepita per esprimere i rapporti gerarchici tra il divino e l'umano; la prospettiva naturalistica del quattreocento che doveva esaltare la conoscenza umana delle leggi della natura; la scultura classica che doveva esaltare la dignità e la perfezione misurata dell'uomo; le linee spezzate, curve, immaginifiche, del barocco, che stavano per il senso di disorientamento e stupore dell'uomo alle prese con scoperte che sovvertivano l'ordine fino ad allora conosciuto ed accettato del cosmo; il cubismo che è il riappropriarsi dell'artista di un ruolo "conoscitivo", "esplorativo", "ricostruttivo" dell'esperienza laddove il ruolo di "riproduzione" mimetica della realtà era ormai appannaggio di nuove tecnologie, come la fotgrafia...ecc...ecc...ecc....); 3) la difficoltà a riconoscresi nei valori del proprio tempo, l'estraniamento rispetto alla politica, alle leggi del mercato, alle logiche del costume "borghese"....risultato?...l'unica cosa che resta all'artista è il "segno", il gesto espressivo...l'arte non è più nel prodotto, il quadro, che diventa un oggetto di mercato come un'altro, privo di significati assoluti, come ogni altra cosa; l'arte è nel gesto liberatorio, sovversivo, dell'artista che esprime la forza delle inesplicabili sensazioni ed emozioni del momento presente, unica cosa di cui in fondo si possa affermare "in qualche modo la verità e necessità"....ed ecco che si arriva all'arte "gestuale", "all'action painting" di pollock che faceva sgocciolare i suoi colori sulle gigantesche tele stese sul pavimento, su cui "danzava"(il più delle volte ubriaco)...fin qui la teoria...per me è interessante, magari per un'altro no...pace....Andando ancora più nello specifico si può provare a "spiegare" la bellezza formale di quest'opera specifica al di la del significato storico-culturale di cui si fa portavoce....e qui non mi cimento a sostituirmi alle parole di migliaia di critici...i quali in fondo non possono certo spiegare alcunchè di certo....il loro compito semmai è fornire "tracce" per la nostra libera esperienza-esplorazione dell'opera...richiamare l'attenzione su un'aspetto, esprimere un'impressione, un quid che abbia stimolato la loro percezione, il loro pensiero, le loro emozioni...e (qui è la pietra d'inciampo a quanto pare) tutto questo "materiale" culturale entra legittimamente a far partre dell'opera....ebbene si, quello che può sembrare una "stampella"(copiright Emara85) culturale ad un'opera incapace di parlare da sola, in realtà fa parte legittimamente di essa, perchè come ci ha spiegato per esempio Eco, o Bachtin, il significato non solo dell'opera d'arte, ma di ogni comunicazione umana, è sempre necessariamente aperto, costruito nel discorso di una comunità culturale, soggetto a continue rivisitazioni, stratificazioni, rimescolamenti, il frutto della sedimentazione delle parole che si sono spese intorno ad esse....rimproverare all'artista di essersi "risparmiato" nel consegnarci un "senso" univoco e definitivo e come rimproverare ad un poeta ermetico di non essere stato abbastanza perspicuo e definitivo, o a dostoevskij di non aver chiarito se il finale di "delitto e castigo" vada inteso come una redenzione, una sconfitta, o qualcosa che sta in mezzo tra le due cose, o a catullo di non aver saputo dire una buona volta se la ama o la odia 'sta benedetta Lesbia.....insomma non ha senso!...e tra l'altro anche se l'artista fosse più "esplicito", il discorso che seguirebbe sulla sua opera non si farebbe scrupolo di "rileggere" le intenzioni dell'autore....è la fruizione umana della conoscenza ad essere "creatrice", non le opere a difettare di significati "finali"...

    Questo modo di rispondere, che potrebbe sintetizzarsi come "conoscenza della storia dell'arte" a me non pare del tutto convincente...perchè sembra voler confermare il presupposto che allora la fruizione dell'arte sia preclusa ai non addetti ai lavori....e poi perchè si potrebbe stare a contendere all'infinito sulle "giustificazioni" della singola opera...Per questo nel mio precedente post avevo suggerito una via più semplice e diretta....dimentica quanto costa, fregatene del problema se sia arte oppure no, non pensare in che museo si trovi, rassegnati al fatto che non sei stato\a abbastanza lungimirante da farlo tu per primo\a ed ingannare così il mondo intero.....mettiti di fronte al quadro, tira un bel respiro, apri gli occhi e guarda....ti piace? no? ti fa pensare a qualcosa? il tuo occhio si perde nei particolari? insomma succede qualcosa?....si\no....siamo spettatori, non critici, venditori, o artisti, il nostro compito è più semplice!....naturalmente tenendo presente che a tutto bisogna un'pò educarsi, il jazz è difficile la prima volta, shomberg non si apprezza esattamente al primo ascolto, kafka è più enigmatico di robinson crusoe....
    Infine il prblema dei problemi. "se tutto è arte, niente è arte".....io penso che se il gusto, i preconcetti, le aspettative degli addetti ai lavori e di buona parte del pubblico hanno potuto decretare l'insufficienza artistica di caravaggio per svariati secoli, un manipolo di uomini del 21 secolo abbia tutto il diritto di decidere di comune accordo che pollock sia emozionante....e se si prendono abbagli, pazienza....l'arte resta ipalpabilmente a dispiosizione di tutti lo stesso...
    John Coltrane-"Acknowledgement" (A Love Supreme part 1)
    http://www.youtube.com/watch?v=pcG7Vk_rzcA

    Andrew Hill-"Refuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=cJSdceL1qA4

    Andrew Hill-"Subterfuge":
    http://www.youtube.com/watch?v=ssVVhb0ILcM

  8. #38
    Pierina50
    Ospite non registrato

    Riferimento: sull'arte moderna

    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    Se volete considerarmi stupida o ignorante per questo liberissimi di farlo.
    In realtà, Mara, nessuno ha dato dello stupido a chi non apprezza l'arte moderna, anzi, ripercorrendo la discussione dall'inizio, è vero il contrario, è stato trattato come stupido chi mostra di apprezzarla!

  9. #39
    Pierina50
    Ospite non registrato

    Riferimento: sull'arte moderna

    [QUOTE=Giuppy83;1604851][QUOTE=crimson981;1603052]

    che ha la qualità di influenzare le nostre esperienze estetiche, di sedimentarsi nella memoria percettiva di una comunità culturale, di permetterci di dire ad "una donna che ha occhi belli come un faraone egizio"() [quote]

    [quote]l'arte vera forse è quella che entra nel costume, nella moda, nel nostro occhio, anche se continuiamo a sconcettarci del valore di un burri, o ci ostiniamo a farla facile: "mannaggia, questo lo sapevo fare anch'io!"....




    Molto interessante quello che hai scritto, tuttavia mi trovo a pensare che se il compito dell'artista è quello di sollecitare riflessioni, di solleticare esperienze sensoriali o psichiche, l'artista in questione dovrebbe prendersene la responsabilità piena: è troppo facile segnare due sgorbi su una tela (o magari tagliarla...) e poi affermare di aver voluto ispirare chissà quale riflessione. Sarebbe come tirare un sasso e ritirare la mano, e lasciare tutta al pubblico la responsabilità di una meditazione più o meno realmente cercata dall'artista. E che "elaborazione graduale, voluta e ricercata" ci sarebbe, in un'opera simile?
    Allora tutto sarebbe arte, e se tutto è arte, niente è arte...
    Difficilmente chi segna due sgorbi su una tela dichiara categoricamente cosa voleva ispirare, l'arte in genere non si spiega, ma conta sullo stabilirsi di un rapporto di empatia, un sentimento che sta alla base di molti aspetti della vita umana, specie in campo morale, ma che è fondamentale per compiere l'esperienza estetica, specie per ciò che riguarda l'arte moderna, quando si convenga che questa è anche o soprattutto volontà da una parte di esprimere e dall'altra di comprendere l'interiorità dell'animo umano.
    Biologicamente, il sentimento dell'empatia è collegato alla funzionalità di determinate aree corticali del nostro cervello, con forti connessioni con il sistema limbico, e all'attività dell'amigdala e delle sue connessioni con alcune aree associative della corteccia visiva,
    Gli ultimi decenni di studi neurobiologici hanno sempre più chiaramente delineato le modalità dei nostri meccanismi emozionali e l'attività della parte più antica del cervello, il sistema limbico, responsabile dei nostri momenti di ira o paura o passione o gioia, convincendoci che le emozioni sono attitudini irrinunciabili e fondamentali della vita stessa e che, in definitiva, in noi convivono due menti, una che pensa e una che sente.
    E' la nostra parte emozionale che si scatena nel caso dell'esperienza estetica, elaborando l'insorgere dell'emozione, una delle più complesse e complete sperimentabili dall'uomo.
    A differenza di quanto avviene per la nostra parte razionale, che segue tracciati logici, cognitivi, culturali precisi, la nostra parte emozionale è molto più plastica e compie un continuo processo di interazione con le persone con le quali siamo a contatto: le emozioni, in sostanza, passano con estrema facilità da una persona ad un'altra, sono, cioè, comunicabili, il che spiegherebbe i molti casi di omogeneità di giudizio su alcuni artisti (tutti apprezzano Michelangelo, o Raffaello ecc).
    Mentre la mente razionale ragiona in base a prove oggettive e sperimentali, la mente emozionale è autoconvalidante, autogiustifica i propri sentimenti e non ha bisogno di riscontri oggettivi, le sue percezioni sono atemporali ed illogiche: è questo che ci fa commuovere davanti ad un quadro di Munch o di van Gogh, pur sapendo che i colori non hanno nulla di realistico e che ciò che vediamo è una rappresentazione non reale, ma mentale di quegli artisti.
    In presenza dell'emozione che ci comunica un'opera d'arte, la mente, attraverso la memoria selettiva, riesuma un preciso repertorio di pensieri, ricordi, reazioni e persino specifici contrassegni biologici, immagazzinati durante le esperienze in precedenza vissute, mettendo in atto un insieme di mutamenti che interessano tutto l'organismo. Naturalmente, poiché ognuno ha un suo vissuto differente da tutti gli altri, l'esperienza estetica avrà modalità diverse per ciascuno..........

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