ciao Sabina. Solo un chiarimento: infatti nessuno "psicologo di domani" o addetto ai lavori ha MAI definito gli interventi come stupidi. Questo aggettivo è stato atribuito da utenti NON psicologi.
tratto da un dizionario di psicoanalisi:francesca63 Forse non sono stata chiara.Intanto vorrei tanto che Ras mi spiegasse meglio il significato che da al termine idealizzazione. Se intesa letteralmente questa definizione non mi convince in quanto il malessere che un paziente vive quando attrversa una fase acuta di transfert, è una realtà che turba e sconvolge. Se Ras intende dire che la situazione traslativa può assumere connotazioni psicotiche, in quanto il pz è nell'imposibilità di differenziare il livello simbolico da quello concreto, sono perfettamente daccordo con lui... questa una delle caratteristiche del transfert, che sarà tanto più violento, quanto più è distaccato appare il terapeuta . E se il terapeuta cerca di convincere che il suo è un sentimento irreale, una suggestione, una idealizzazione, il paziente difficilmente darà ascolto alla spiegazione che gli viene fornita, perchè attribuisce attualità e realtà ai suoi impulsi inconsci e il suo obiettivo sarà agirli e trovare una corrispondenza non tenendo conto che tutto quello che può offrire l'analista è un surrogato dell'amore, una sollecitudine, una affettività che lo lascia eternamente insodisfatto.
"idealizzazione: meccanismo di difesa mediante il quale l'Io vive come totalmente positivi gli oggetti esterni o il sé. Ha la funzione di proteggere dall'aggressitivà e di soddisfare i bisogni narcisistici. L'idalizzazione porta al costituirsi di immagini del sè o degli oggetti non realistiche e onnipotenti, per cui possono erificarsi illusioni, frustrazioni e ferite narcisistiche. L'oggetto ideale ha la funzione di garantire la propria sicurezza e di proteggere la propria persona contro il mondo esterno [...]".
Io non ho mai messo in dubbio la realtà dei sentimenti provati dal paziente. Siamo d'accordo che il fenomeno del transfert scatena dei vissuti e delle esperienze che sono reali.
Quello che viene ignorato dal paziente è la loro origine, perché la figura dell'analista è soltanto uno specchio su cui vengono spostati affetti che il paziente provava verso alter figure del passato.








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, e tanti amici disponibili, anche se psicologi esperti, che saranno felici di offrirti consigli professionali
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, hanno bisogno della sua asetticità, rigorosità, autorevolezza, su cui fare leva per sollevarsi.

fatina!!!!????
"lenire"????? in che senso? e nel caso... io intendo la psicoterapia "anche" come un processo riparativo quindi non sono del tutto d'accordo sul non lenire, è chiaro che non colludo, non eseguo, non colgo la provocazione...