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Discussione: lavorare all'estero

  1. #721

    Riferimento: lavorare all'estero

    si si ma nn v preoccupate per formeremo little italy ahahah..mancano solo un paio di materie....................nuuuuuuuu :'(

  2. #722

    Riferimento: lavorare all'estero

    e poi quanto si guadagna negli uk?

  3. #723
    Partecipante L'avatar di babangida74
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    13-02-2006
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    MILANO
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da nevrotico Visualizza messaggio
    Ciao ragazzi, grazie a tutti per i vostri preziosi contributi; vi seguo da tempo
    Ho dato la mia laurea quinquennale ad un traduttore certificato, per settembre conto di espatriare pure io in UK, non ho ancora deciso la meta...ci penserò ancora un pochino...
    tenterò pure il Toefl ibt il 20 settembre a Cagliari, spero di riucire a prendere un punteggio sufficiente, in ogni caso partirò comunque...la lingua la imparerò sul luogo, come tutti..
    Ammetto di essere spaventato all'idea di abbandonare tutto per qualcosa che non conosco, ma qui col titolo di psicologo riesco solo ad innescare risate a catena tra gli idioti di turno che trovo in cooperative e simil aggregazioni di "burloni"...
    Danno per scontato che tu voglia lavorare gratis sempre e comunque, la raccomandazione è un requisito fondamentale come i 2 anni di esperienza lavorativa no tirocini.
    Se sei molto fortunato ti accostano alla figura dell'educatore che per la loro mente poco elastica equivale ad una specie badante volenteroso con retribuzione di 7,50eu lorde e inquadramento come assistente residenziale, che è un eufemismo ovvio..
    Quindi il sole me lo porto in valigia; non più ho alcuna intenzione di continuare ad accumulare frustrazioni ed essere mortificato da questi buontemponi pseudo-politicanti che si occupano del sociale..

    Non scappate: dovrò chiedervi qualche chiarimento nei prox giorni
    Sei un grande!!! Veramente, anche perchè noto che la maggior parte dei neo-psicologi danno per scontato che si debba essere trattati così, fare un lavoro da educatore, sottopagato, tirocini gratuiti a vita ecc. Tanti secondo me subiscono e accettano di essere trattati così o perchè sono figli di papà o perchè non credono realmente in quello che fanno e in questa professione. Se non fossi vincolata con la specializzazione verrei con te.Buona fortuna.

  4. #724

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da Shiren75 Visualizza messaggio
    X Antonella: ci dici un pò di più su quello che fai? lavori come GCMHW?

    In passato e a volte anche ora posso dire di condividere quello che scrivi. Anch'io molte volte sono stato sul punto di tornare in Italia dato che per molte cose l'italia mi manca molto.
    Qua non mi posso lamentare per niente (starei anche pensando di comprare casa) ma ci sono molti aspetti che forse non fanno per me: l'estate che sembra una primavera frescolina, i ritmi di vita con i negozi, i caffe e molti locali che chiudono alle 5 eccetera...

    Io a dir la verità oscillo tra momenti in cui vorrei tornare e altri in cui sono contento di stare qua. Ma, forse un giorno deciderò che fare da grande..........o forse no! Chi lo sà. Per ora rimango

    In ogni caso penso che commenti come il tuo, visto che sei qui da 4 anni siano utilissimi per far capire che 'non è tutt'oro quello che luccica'.

    Metto le mani avanti in caso di eventuali commenti con frasi tipo 'ma non siete mai contenti', 'non facciamo i soliti italiani a cui manca lu sole e lu mare'. SEnza offesa per nessuno ma rispondo preventivamente: almeno noi abbiamo provato e possiamo provare a giudicare con un minimo di esperienza alle spalle.

    Il mio lavoro e molto gratificante. Facciamo dei brevi interventi di CBT il primo colloquio e un assessment di un ora piu altri 5 di mezz ora che raramente sono di mezz' ora. Stiamo ancora cercando di pubblicizzare il nostro servizio, infatti l'altra settimana sono stata invitata alla riunione con i medici di base per spiegare di cosa consiste il mio lavoro. In pratica io lavoro in primary care dove a disposizione per le malattie mentali ci sono solo i counsellors che pero hanno liste di attesa lunghe e ce ne sono pochi e non riescono a coprire il borough di Greenwich. Quindi noi cerchiamo di colmare questo gap e in caso le sessioni non bastino mandiamo i referrals in secondary care o altre organizzazioni nel territorio. Lavoro una volta ogni due settimane al MIND che e una charity e faccio telephone counselling. Poi a settembre iniziero un gruppo per social anxiety basata sulla CBT, piu varie riunioni e fra un po inizieremo un pilot, cioe ricerca.
    hO appena finito il triaining a Oxford al centro cognitivo pagato dal mio datore di lavoro. Erano workshop con i migliori nel campo della CBT. Lavoro dalle 8 alle 6 perche faccio due ore extra ogni giorno per il mio training per essere riconosciuta come psicolaga clinica, che equivale non alla nostra laurea vekkio ordinamento ma in realta alla specializzazione in psicologia clinica. Non ho mai capito cosa sia la nostra laurea vecchio ordinamento visto che all'universita non insegnano psicoterapia ma poi te la chiedono all'esame di stato!!E poi perche cinque anni se poi esci e devi farne altri quattro. E poi perche quattro anni di psicoterapia quando ovunque fai un master di uno, piu due anni di lavoro supervisionato che puo essere e piu volte e pagato. Qui ragionano con l'idea che in qualche modo devi guadagnare per pagarti da vivere in Italia ragionano con l'idea che piu le scuole sono lunghe piu dai lavoro ai colleghi psicologi che non hanno altro da fare, ma nel frattempo oltre a pagare le scuole non guadagni niente. Il mio training non e pagato ma lo faccio durante il mio lavoro, in piu per fare questo training devo pagare delle tasse che in realta me le paga l'universita che mi aiuta a completare questo tirocinio e mi offrono tutto questo GRATUITAMENTE piu un coordinatore dei study days e quando voglio posso partecipare alle lezioni universitarie in piu posso accedere al materiale on line tipo presentazioni ecc. Per il training oltre e clinical meetings vedo pazienti con l'approccio psicodinamico per un'ora alla settimana e ho un supervisore. In piu come ho gia detto seguiro un gruppo CBt per social anxiety a settembre. Normalmente devi dimostrare che sei in grado di usare almeno due approcci.
    hO conosciuto altri tre italiani che abitano a Londra e si sono laureati nella mia stessa universita (Cesena) Uno addirittura ha fatto il dottorato in Italia e se ne e partito. Alcuni lavorano gia come psicologi clinici mentre fanno il tirocinio quindi non serve neanche fare extra ore. Io vi consiglio se volete fare questo statement of equivalence prima di mandare la domanda alla british Psychological Society chiedete informazioni alle universita dove offrono il programma SoE (Statement of Equivalence) che vi aiutano loro a fare la domanda.
    Il punto e che non e solo il sole che mi manca ma la gente in torno, io vivo von uno islandese che non parla. E un po lo stile di vita e la gente attorno a me che non sorride mai, e non sto parlando dei miei pazienti:-) L'esperienza va fatta e ho sempre voluta farla, ma quando hai venti anni e un conto ora io ne ho 34 e adoro il mio lavoro ma vorrei una famiglia, e in 4 anni non ho trovato uno con cui mi e passato nell'anticamera del cervello di metter su famiglia!!!E vi diro che in Italia non ho mai avuto problemi di uomini!!!Quindi sto pensando che Londra non fa per me Secondo me per avere una vita completa devi avere una vita bilanciata e ve lo dico io che sono scappata da relazioni!!!Anche gli stranieri che incontro a Londra tutti sembrano avere una vita sbuilanciata sembriamo rincorrere qualcosa che non otteniamo mai e mi sembra come non aver un punto di riferimento, pure se comprassi la casa non credo ce l'avrei. Boh sara la crisi delle trentenni di oggi!!!!!
    ciao
    anto

  5. #725
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    In Italia siamo arrivati al paradosso per il quale un neolaureato, diversamente da quanto accadeva qualche decennio fa, è pagato molto meno del dovuto; ho notizia di neolaureati in medicina che lavorano in ospedale (quelli che sono riusciti a entrare!) a 1200-1300 €/mese; un operaio specializzato guadagna molto di più, un operaio generico qualcosina meno...
    Questi sono i fortunati; i neolaureati in psicologia accettano anche 500 €/mese per fare gli educatori, e che cosa imparano di psicologia???
    Si accetta una simile situazione semplicemente perchè non ci sono alternative più valide, e questo la dice lunga sulla salute del nostro Paese.

    Per chi ha nostalgia dell'Italia: la nostalgia è una noiosa e ingestibile complicazione (io l'ho provata restando quasi un anno in un altro Paese), tuttavia bisogna ben definire l'oggetto di tale nostalgia, distinguendo TRA:
    1) "l'Italia degli affetti, delle amicizie, dei luoghi, dei paesaggi, dei colori, degli odori e dei sapori (e di chissà cos'altro)"
    E
    2) "l'Italia della disoccupazione, della disorganizzazione, dell'inconcludenza, delle tasse a livello svedese a fronte di un'inefficienza di livello africano, dei politici più pagati d'Occidente senza essere la prima potenza d'Occidente, degli appalti costosi e perpetui, della burocrazia più assurda, dei furbastri che ci stanno bene e degli onesti che ci stanno molto male...

    Potrei continuare, ma credo sia chiaro che, mentre è assolutamente ovvio provare nostalgia per l'Italia descritta al punto 1, è altrettanto improbabile e inopportuno provare nostalgia per l'Italia descritta al punto 2; perciò resto convinto dell'idea che ogni tanto sarà bene tornare da turisti, per riassaporare l'Italia del punto 1, senza lasciarsi contaminare da quella del punto 2.

    Ovviamente ci sarebbero altre soluzioni per cambiare le cose, ma sono troppo costose per tutti, in tutti i sensi. Ciao.

  6. #726

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da marble_memo Visualizza messaggio
    ragazzi e' troppo bello parlare con voi antonella forza e coraggio noi facciamo la differenza nnt scoraggiare c siamo noi a support worker eheh ...ma riepilogando dunque per lavorare all'estero occorre :
    a) ehm..la conoscenza della lingua tramite un corso ufficiale?? ....
    b)sentite va bene la 3ennale o per forza la 5ennale con esamino di stato??
    c)il contatto lo si trova facilmente?

    dai ke ho una voglia matta di andare..
    generalmente loro richiedono lo IELTS, ma per trovare lavoro come support worker dovete essere in grado di parlare un inglese decente. La laurea triennale va bene se non avete quella 5nnale, ma con la triennale non potete fare lo statement of equivalence quindi vi suggerirei di fare un master cosi migliorate l'inglese e vi fate un idea degli essay e di come fanno loro ricerca (in Italia siamo indietro anni luce)
    per lavoro vedi

    NHS Jobs - NHS Careers and Jobs
    Guardian Jobs
    vedi pulse agency
    jobs.ac.uk - job search - science, research & academic vacancies in the UK and abroad

    ciao

  7. #727

    Riferimento: lavorare all'estero

    mitica cara dolce bella antonellalondra grazie per le informazioni sappi ke siamo con te..e se l'islandese fosse gay???

  8. #728
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da TheOldBoy Visualizza messaggio
    In Italia siamo arrivati al paradosso per il quale un neolaureato, diversamente da quanto accadeva qualche decennio fa, è pagato molto meno del dovuto; ho notizia di neolaureati in medicina che lavorano in ospedale (quelli che sono riusciti a entrare!) a 1200-1300 €/mese; un operaio specializzato guadagna molto di più, un operaio generico qualcosina meno...
    Questi sono i fortunati; i neolaureati in psicologia accettano anche 500 €/mese per fare gli educatori, e che cosa imparano di psicologia???
    Si accetta una simile situazione semplicemente perchè non ci sono alternative più valide, e questo la dice lunga sulla salute del nostro Paese.

    Per chi ha nostalgia dell'Italia: la nostalgia è una noiosa e ingestibile complicazione (io l'ho provata restando quasi un anno in un altro Paese), tuttavia bisogna ben definire l'oggetto di tale nostalgia, distinguendo TRA:
    1) "l'Italia degli affetti, delle amicizie, dei luoghi, dei paesaggi, dei colori, degli odori e dei sapori (e di chissà cos'altro)"
    E
    2) "l'Italia della disoccupazione, della disorganizzazione, dell'inconcludenza, delle tasse a livello svedese a fronte di un'inefficienza di livello africano, dei politici più pagati d'Occidente senza essere la prima potenza d'Occidente, degli appalti costosi e perpetui, della burocrazia più assurda, dei furbastri che ci stanno bene e degli onesti che ci stanno molto male...

    Potrei continuare, ma credo sia chiaro che, mentre è assolutamente ovvio provare nostalgia per l'Italia descritta al punto 1, è altrettanto improbabile e inopportuno provare nostalgia per l'Italia descritta al punto 2; perciò resto convinto dell'idea che ogni tanto sarà bene tornare da turisti, per riassaporare l'Italia del punto 1, senza lasciarsi contaminare da quella del punto 2.

    Ovviamente ci sarebbero altre soluzioni per cambiare le cose, ma sono troppo costose per tutti, in tutti i sensi. Ciao.
    ciao Old Boy. sottoscrivo tutto in pieno. per nessuno è facile lasciare tutto e partire, non sapenso se mai tornerà definitivamente. io sono sincera nel dire che tornerei anche domani se sapessi che posso concorrere equamente per un lavoro nel mio campo senza dovermi veder passare davanti i soliti figli di papà. per carità so che la maggioranza sono onesti e si fanno un mazzo così, e non mollano e alla fine ce la fanno. tanto di cappello!!!. io ho preferito spatriare, ma l'Italia mi manca, mi macherà sempre con la gente, il clima i colori e via dicendo. ma come tu hai ben detto, ci sono troppi problemi atavici nel nostro paese, e spesso è forse meglio andarci solo come turisti.
    poi, chi può dirlo, mi prende una botta da matta e me ne torno. tutto può essere.

  9. #729
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da babangida74 Visualizza messaggio
    Sei un grande!!! Veramente, anche perchè noto che la maggior parte dei neo-psicologi danno per scontato che si debba essere trattati così, fare un lavoro da educatore, sottopagato, tirocini gratuiti a vita ecc. Tanti secondo me subiscono e accettano di essere trattati così o perchè sono figli di papà o perchè non credono realmente in quello che fanno e in questa professione. Se non fossi vincolata con la specializzazione verrei con te.Buona fortuna.
    Grazie mille per l'incoraggiamento
    La molla mi è scattata quando, stufo di propormi per vari centri con esiti disastrosi, mi sono imbattuto in due belle ragazze burbanzose a capo di una cooperativa sociale che tratta ritardati mentali.
    Queste, snobbando la laurea le mie esperienze etc, mi hanno prontamente domandato " Ma lei che giochi sa fare?????" Ehmmm???
    In quel momento ho realizzato di essere un fallito, dovevo fare esperienze in un circo invece di sprecare il mio tempo per consultori
    Se penso poi che queste ragazze (a capo di una cooperativa sociale che piglia i finanziamenti pubblici) hanno max 19anni con un'istruzione pari alla terza media, beh preferisco non commentare..
    Se voglio lavorare nel sociale ciò a cui posso aspirare attualmente, almeno questa è la mia esperienza, è lavorare come assistente L.162 , che non equivale alla figura dell'educatore ma a quella di badante.
    Quindi ho deciso di partire all'estero, costi quel che costi
    Se proprio non riuscirò ad inserirmi come psicologo opterò per una scuola di giocolieri
    Ultima modifica di nevrotico : 26-07-2008 alle ore 18.21.24

  10. #730
    Partecipante Assiduo L'avatar di veronica1234
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    milano..per studio!!!
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    Riferimento: lavorare all'estero

    ciao ragazzi...c'è qualcuno che è partito e si è specilizzato più nella psicol del lavoro che nel clinico? che mi racconta??

    Io sono solo al secondo anno; fra due giorni parto per londra starò due mesetti; mi piacerebbe conoscere qualcuno di voi; cosi per farmi raccontare la propria esperienza..io vengo lì solo per riprendere la lingua e fare qualche lavoretto, ma se potessi fare uno stage anche non pagata nel campo della psicologia rinuncerei ai soldini!!! poi proverei a dare un'esame di inglese tipo first!!!

    Mi piacerebbe dopo la triennale fare un master in inghilterra o quaslche corso- non so se riuscirò a laurearmi a sett, e quindi perderei l'anno-; per poi ritornare in italia e fare la specilistica!!


    questi i miei 1000 programmi...chissà che riuscirò a relaizzare...ma se qualcunono mi raccontasse la propria espereinza e avesse qualche consiglio, ne sarei davvero grata!!!!!


    ciao ciao

  11. #731

    Riferimento: lavorare all'estero

    mi sembra di capire che la svizzera non è contempalta come estero...in effetti è troppo vicina...qualcuno che è stato in Inghilterra ha frequentato qualcosa presso la Tavistok?

  12. #732

    Riferimento: lavorare all'estero

    ciao ragazzi, io sono a roma e parlare di lavoro nel nostro campo è davvero improponibile...anche io stavo valutando di andare all'estero ..ma per fare questo progetto leonardo cos si deve fare??????????????grazie

  13. #733
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da mony_loves_dogs Visualizza messaggio
    ciao Old Boy. sottoscrivo tutto in pieno. per nessuno è facile lasciare tutto e partire, non sapenso se mai tornerà definitivamente. io sono sincera nel dire che tornerei anche domani se sapessi che posso concorrere equamente per un lavoro nel mio campo senza dovermi veder passare davanti i soliti figli di papà. per carità so che la maggioranza sono onesti e si fanno un mazzo così, e non mollano e alla fine ce la fanno. tanto di cappello!!!. io ho preferito spatriare, ma l'Italia mi manca, mi macherà sempre con la gente, il clima i colori e via dicendo. ma come tu hai ben detto, ci sono troppi problemi atavici nel nostro paese, e spesso è forse meglio andarci solo come turisti.
    poi, chi può dirlo, mi prende una botta da matta e me ne torno. tutto può essere.
    Ciao mony_loves_dogs, credo che i "figli di papà" o quelli "imparentati" siano un numero esiguo; certamente è maggiore il numero di coloro che hanno speso tempo, denaro e bile per una laurea con la quale ci si può fare "barchette".
    Hai fatto bene ad espatriare, per molte ragioni; il bisogno di tornare ed essere fisicamente nel luogo in cui si è nati è ineludibile, e perciò ogni tanto va soddisfatto, ma comunque non bisogna dimenticare che per vivere nell'attuale Italia politica-economica-sociale è necessario, per usare un'espressione di altri tempi, "turarsi il naso" e, aggiungo, avere anche "uno stomaco robusto". Ciao.

  14. #734

    Riferimento: lavorare all'estero

    Ciao a tutti, per collaborare con le università all'estero bisogna essere iscritti ad un dottorato in italia e poi cercare di contattare l'università estera?
    Perchè ho capito leggendo le esperienze di chi è all'estero che fare il dottorato, Uk o USA è davvero difficile... Grazie

  15. #735
    Axamer Ibk
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da TheOldBoy Visualizza messaggio
    Ciao mony_loves_dogs, credo che i "figli di papà" o quelli "imparentati" siano un numero esiguo; certamente è maggiore il numero di coloro che hanno speso tempo, denaro e bile per una laurea con la quale ci si può fare "barchette".
    Hai fatto bene ad espatriare, per molte ragioni; il bisogno di tornare ed essere fisicamente nel luogo in cui si è nati è ineludibile, e perciò ogni tanto va soddisfatto, ma comunque non bisogna dimenticare che per vivere nell'attuale Italia politica-economica-sociale è necessario, per usare un'espressione di altri tempi, "turarsi il naso" e, aggiungo, avere anche "uno stomaco robusto". Ciao.

    Confermo tutto quello che ha detto The OldBoy.
    Per quel che riguarda la mia esperienza devo dire che qui mi trovo bene sotto tutti i punti di vista. Sarei un bugiardo se dicessi che l'Italia non mi manca mai ma tutto sommato pensare di ritornare nella palude del lavoro gratuito e delle raccomandazioni non mi attira.

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