Cara Rosamund, la tua concezione della terapia è molto umana. Partecipi con tutte le tue emozioni alla vita e alla sofferenza del paziente

.Offrire un sostegno è un modo per aiutare a sopportare e convivere con emozioni e vissuti reali che procurano malessere e angoscia. Sicuramente la tua formazione gestaltica contribuisce, ma è la tua personalità e raggiunta maturità che ti consentono di essere come sei e sostenere quello che affermi...l'equivalente di coccole e carezze per un paziente(chi non ti vorrebbe come analista?). Tu sei riuscita rivedere criticamente quegli aspetti teorici codificati appresi durante gli studi e la formazione personale, te ne sei appropriata e poi ti sei costruita e inventata approcci più aperti e funzionali al tuo stesso modo di essere.
La psicoterapia è una disciplina differente dalla medicina, dalla matematica, fisica, chimica.Non esistono formule, norme, direttive, ricette che possano fornire la risposta adeguata ad ogni forma di sofferenza psichica.Il successo o il fallimento della cura non dipendono da una giusta o errata applicazione della tecnica ma dall'infinità di variabili che si attivano nel campo analitico tra paziente e terapeuta.... non tutti gli analisti hanno il coraggio di accantonare e liberarsi di quel bagaglio di regole, tecniche e metodologie assimilate,facendo tesoro dell'esperienza man mano acquisita e riveduta paziente dopo paziente, caso dopo caso.
Come sostiene A. Carotenuto " la psicoterapia è una tecnica antica, che si avvale di un patrimonio di esperienze acquisite e codificate, e nuova al tempo stesso, perchè la reinventiamo giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. E' proprio la capacità con la quale riusciamo a consegnare noi stessi alla trasformazione che ci da la misura del nostro effettivo potere curativo"
Gli analisti che difendono accanitamente la ritualizzazione della prassi terapeutica, non credono nella possibilità curativa che l'incontro tra due
persone può attivare.
Oggigiono molto sta cambiando, e con le nuove generazioni di psicologi cambierà tutto ancora di più. Si preferiscono le terapie "brevi" meno impegnative e frustranti come tempi , costi, setting rigido cui sottoporsi.
Io invece sostengo e sono una fan della psicoterapia classica, con le sue regole, i suoi tempi, la sofferenza che implica

, perchè, a mio avviso, è l'unico percorso che conduce ad un autentico profondo cambiamento(se è questo che si vuole)e a raggiungere un sano equilibrio esistenziale; l'obiettivo è ambizioso, anche perchè la dimensione è sterminata...gli interrogativi continui, superano le possibili certezze e ogni consapevolezza è provvisoria

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Non si possono dare risposte certe a proposito della scientificità della psicoanalisi o dell'efficacia terapeutica ma io personalmente ho un'infinita fiducia nell'aiuto che ti offre per raggiungere una maggiore, stabilità, un maggiore benessere

e la possibilità di sentirsi più realizzati mantenendo la propria personalità, diversità, relativa nevrosi.
