Mia cara Piccirilla
Non condivido un etta del tuo discorso. Il fatto che ad alcune categorie di lavoratori fosse già negato il diritto alla maternità non mi pare una buona ragione per negarlo anche ad altre.
Sarebbe come se, dato che in alcuni paesi del mondo possono andare all'università solo gli appartenenti ad un partito, allora - da domani - si deve far così anche in Italia. Capisci ammé, o la logica ha qualche funzione nel nostro pensiero, oppure possiamo anche buttare alle ortiche il discutere...
Come dice Ghiretto, non è togliendo a più persone che si pareggiano i conti. Altrimenti proponiamo un bel suicidio collettivo... Tanto, come dice Totò, di fronte "a livella" siamo tutti uguali di sicuro.
Buona vita
Guglielmo
Se posso aggiungere una cosa, Piccirilla, ti dico che io penso che tu, come molti altri, quando dici:
dimostri di non essere abbastanza egoista, di non pensare a te stessa, di non volere abbastanza per te. Dimostri di non volerti bene, in fin dei conti.quello che sostengo è che se molti avessero fatto meno i furbi,non ci sarebbe stato bisogno di un decreto brunetta,ed è ovvio che non potra' mai essere del tutto corretto,ma in linea generale sono contenta che la linea morbida sia finita.
visto a cosa porta la linea morbida,proviamo con un po' di rispetto per le regole.
diciamo cosi',sono d'accordo con il concetto ma non con la sostanza.ma si spera che in parlamento qualcuno se ne accorga e corregga l'errore(pia illusione).
So che potrebbe parere strana, questa mia posizione. Ma io sostengo con forza l'idea che esiste un egoismo buono, necessario e utile. Se chiedo che tutti stiano bene, non lo faccio per altruismo, né per buonismo. Se chiedo che tutti abbiano gli stessi diritti, non lo faccio per qualche idea religiosa o politica.
Solo per una banale, quanto purtroppo misconosciuta, derivazione logica: se tutti stanno bene, essendo anch'io parte dei tutti, anch'io starò bene.
Chi, come te e altri, continua invece a cercare di ottenere per sé a scapito di altri, non può ottenere altro risultato che quello di perdere anche il poco che ha. In economia, ma anche in politica, la moneta cattiva scaccia quella buona.
Buona vita
Guglielmo
tu non condividi perchè non capisci cosa effettivamente voglio dire.
tutti a a stupirvi perchè questo diritto di maternita' sta per essere negato ai dipendenti pubblici?e perche' nessuno si è mai stupito se lo stesso diritto è stato negato in tutti questi anni ad altri lavoratori con contratti assurdi?dove eravate?
ho anche detto che non è una legge perfertta
-leggi-dovrebbe essere migliorata in alcuni punti proprio per non negare certi "diritti"
mi sembra che ogni tanto si scopra l'acqua calda.
e con questo,ribadisco,non vuol, dire che condivida pienamente la legge,ma la volonta' di porre' fine a questo fottere lo stato sempre e comunque,tanto non rischio niente,ed è ovvio,lo ripeto per l'ennesima volta,che non è una delle migliori leggi.
-leggi- in certi suoi punti è una porcata.
la logica tanto asuspicata da te ,ogni tanto usala per capire quello che gli altri intendono dire.
Ultima modifica di piccirilla : 29-07-2008 alle ore 10.59.37
l'ultima tua parte è solo un giudizio,basato su cosa poi visto che non mi conosci.
quello che spero che è il magna magna dei lavoratori pubblici,finisca.
solo questo,e spero che avvenga nel migliore dei modi.
la legge brunetta è un primo passo,forse non è il migliore,pero' è un modo per dire,adesso basta.
Potrei risponderti con lo stesso tono, dicendoti: "Che ne sai di dove stavo io e che cosa stavo facendo?"
Preferisco ripetere che, quando si fanno leggi, occorrerebbe connettere il cervello alle dita. Perché le leggi influiscono pesantemente sulla vita quotidiana delle persone.
Prova ad immaginare te, psicologa, di fronte ad un paziente che non riesce ad avere un avanzamento di carriera. Immagina di avere una metodica che gli consentirebbe di diventare dirigente, ma implica che - per farlo - debba divorziare dalla moglie e dare in affido i figli a uno sconosciuto.
Poi dimmi se glie lo faresti avere, l'avanzamento di carriera.
Perché qui le cose stanno proprio in questo modo. Si dichiarano obiettivi condivisibili, ma li si perseguono con strumenti del tutto assurdi.
Ti faccio un esempio. Nell'azienda dove lavoro, per entrare e per uscire occorre passare attraverso delle porte scorrevoli (come quelle che ci sono alle poste, o in banca). Ci si passa strisciando un badge magnetico sul quale sono riportati: fotografia, cognome e nome, reparto di appartenenza, livello di inquadramento. Nella banda magnetica ci sono le informazioni che definiscono le chiavi d'accesso ai computer e i livelli di informazione cui si può avere accesso.
Il sistema non costa molto e funziona bene. Quando sono in ferie o in malattia, il mio badge viene automaticamente disabilitato, idem se lo perdo (un po' come succede per un bancomat, insomma).
Ora, se si vuole davvero limitare l'assenteismo dei dipendenti questa potrebbe essere una strada da percorrere, dato che non capisco quali siano i motivi per cui un lavoratore non dovrebbe timbrare il cartellino quando entra e quando esce. Peraltro, in questo modo, si impedirebbe anche che uno timbra e poi esce, perché non c'è modo di superare le porte di uscita senza timbrare, e si impedirebbe anche che uno possa far timbrare qualcun altro al suo posto.
Poi c'è la questione dei dirigenti, che è la vera questione e della quale nessuno parla. Sono tornato da poco da una trasferta in quel di Pontassieve, in Toscana. Il direttore della fabbrica arrivava alle 7.30 e fino alle 19 lo trovavi lì. Di solito non in ufficio. A volte in gru, altre volte nella sala di controllo, altre in giro per l'impianto a verificare gli interventi dei tecnici. A fronte di questo impegno (che vuol dire che lo chiamano di notte una volta ogni settimana, circa) guadagna attorno ai diecimila euro al mese. Ma mi pare siano soldi ben spesi. Peraltro, se non raggiunge gli obiettivi di vendita prefissati, il giorno dopo va a fare un altro mestiere.
Ecco, io non vedo perché non fare la stessa cosa nel pubblico.
Quel che invece non sopporto, non mi piace, non capisco, è il togliere diritti esistenti. La strada dovrebbe essere quella di collegare diritti e doveri e responsabilità. Io ho il diritto ad un orario flessibile, ad esempio. Oggi posso fare 6 ore e domani dieci. L'importante è che io faccia le mie quaranta ore a settimana e che restituisca i risultati delle analisi entro i limiti di tempo fissati dai parametri di qualità della struttura. Siccome il mio premio di produzione è collegato al rispetto di una serie di parametri, ti assicuro che faccio il possibile per ridurli anche al di sotto dei limiti fissati i tempi di consegna dei risultati.
Ma se mi dicessero: "Siccome X è incapace, allora tolgo anche a te gli incentivi", risponderei lavorando la metà di quanto lavoro ora. Perché, se devo pagare per altri, perché dovrei anche lavorare per altri?
Credo di aver risposto sopra. Comunque, anche dichiarare guerra alla Grecia, nel 39, era un modo per occupare manodopera. Forse non era il modo migliore, ma alla disoccupazione occorreva pur porre un freno. (Per dire che non basta "fare", per "fare bene").
Buona vita
Guglielmo
willy,diciamo piu' o meno la stessa cosa,ma con parole ed espressioni diverse.
E l'obiettivo vero di questi decreti è a mio avviso riportare i lavorotori indietro nelle conquiste sindacali.
Con il fatto che certi ne abusano.
Puniscano gli abusatori.
Si ingegnino su qusto.
No degli statali che vanno a fare la spesa non gliene frega nulla. Si vuole una forza lavoro flessibile, disponibile, senza diritti
e
perchè no
anche sorridente.
Dite cheese!!!!![]()