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  1. #166
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    se il terapeuta invece "non tollera", per motivi suoi la svalutazione e cerca anche "bruscamente", di farne prendere atto al paziente, prima che i tempi di qs'ultimo e del rapporto tra i due siano realmente maturi per cio', cosa potrebbe accadere?
    Oppure, se il paziente racconta i suoi vissuti negativi o tenta di farlo, perchè per lui importanti ed il terapeuta insiste a "metterli da una parte", per fare spazio a "necessari" vissuti positivi? Ovvero, se un paziente, viene di fatto messo a tacere qd racconta qualcosa o un suo vissuto emotivo negativo vs l'analista, come si puo' inserire tutto qs in un contesto terapeutico?
    Sono del parere che non ci sia una grossa differenza: si tratta sempre di leggere il piano dinamico secondo una modalità processuale e non contenutistica. Che il paziente esprima idealizzazione o svalutazione, in altre parole, non cambia la sostanza: il contesto può rendere evidente come, soprattutto in determinate fasi dell'analisi, queste siano modalità difensive. E come tali vanno interpretate. Se questo non avviene si crea uno "scotoma", ovvero un'area che diviene sempre meno analizzabile e si crea una situazione di impasse che, a breve o lungo termine, conduce all'interruzione dell'analisi. Ovviamente in questo gioca a pieno titolo l'analista, che fa parte del campo che si crea. Trovo interessante quanto hanno scritto W. e M. Baranger a proposito in La situazione psicoanalitica come campo bipersonale, Cortina.

    Un saluto
    gieko

  2. #167
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Se per rapporto reale tra paziente e analista intendi una relazione tra due individui allora, secondo la psicoanalisi lacaniana, siamo ancora nei meandri del registro immaginario, tutta la questione del "controtransfert", ad esempio, rientra in quest'ambito.
    Non sono sicuro che ci si inteda perfettamente sul concetto di "rapporto reale", ma per come è descritto non è questo il livello dell'interpretazione, bensì è quello della collusione. Se per interpretazione di transfert in "senso classico" intendevi questo, allora siamo d'accordo.

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    In generale, secondo Lacan, la nozione di intersoggettività è il fantasma fondamentale della psicologia, per questo il dispositivo psicoanalitico, così come lui l'ha ideato e teorizzato, consiste nel cancellare la persona psicologica dell'analista. In altre parole, il dispositivo è pensato per mettere in atto la struttura soggettiva: in questo senso non esiste coppia analitica, analista e paziente non fanno due, ma fanno l'Uno (diviso) del paziente.
    Qui il discorso si fa complesso ma, come immaginerai, questo è senz'altro un punto di differenza proprio perchè, nell'orientamento relazionale, il dispositivo psicoanalitico non può "cancellare la persona psicologica dell'analista" in quanto la sua soggettività è irriducibile e partecipa sempre, anche con i suoi silenzi, alla scena. La tua frase potrebbe per me essere ribaltata in non esiste un singolo, ma una coppia analitica che costituisce uno spazio terzo che è più della somma delle singole soggettività ma è effetto del loro incontro.
    Ultima modifica di gieko : 30-07-2008 alle ore 16.50.52
    gieko

  3. #168
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sono del parere che non ci sia una grossa differenza: si tratta sempre di leggere il piano dinamico secondo una modalità processuale e non contenutistica. Che il paziente esprima idealizzazione o svalutazione, in altre parole, non cambia la sostanza: il contesto può rendere evidente come, soprattutto in determinate fasi dell'analisi, queste siano modalità difensive. E come tali vanno interpretate. Se questo non avviene si crea uno "scotoma", ovvero un'area che diviene sempre meno analizzabile e si crea una situazione di impasse che, a breve o lungo termine, conduce all'interruzione dell'analisi. Ovviamente in questo gioca a pieno titolo l'analista, che fa parte del campo che si crea. Trovo interessante quanto hanno scritto W. e M. Baranger a proposito in La situazione psicoanalitica come campo bipersonale, Cortina.

    Un saluto
    Infatti, idealizzazione e svalutazione sono due facce di una stessa medaglia, detto in linguaggio comune, cioè possono essere sia compresenti sia uno prevalente sull'altro, in certi momenti, sia uno presente e l'altro no, ed il piano a cui mi riferivo è quello che hai detto tu, di tipo dinamico sulla base di "processi", qd, come espressione di forze emotive e livelli di strutture in gioco, che pero' inizialmente, vengono espressi con dei contenuti o mancanza degli stessi; pero' essendo modalita' difensive che vengono a crearsi in particolare in certe fasi dell'analisi, come tali, appunto devono essere interpretate, quindi, e in qualche modo, che sia per lui adeguato, "restituite" al paziente da parte dell'analista. Lo scotoma di cui parli tu, è una specie di "area nera" che puo' assumere una tale potenza, da condurre all'interruzione del processo analitico stesso, non essendo piu' gestibile dall'analista; è cosi'?

    Grazie per l'indicazione del libro dei Baranger.

    Ciao
    Gaia

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  4. #169
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Qui il discorso si fa complesso ma, come immaginerai, questo è senz'altro un punto di differenza proprio perchè, nell'orientamento relazionale, il dispositivo psicoanalitico non può "cancellare la persona psicologica dell'analista" in quanto la sua soggettività è irriducibile e partecipa sempre, anche con i suoi silenzi, alla scena. La tua frase potrebbe per me essere ribaltata in non esiste un singolo, ma una coppia analitica che costituisce uno spazio terzo che è più della somma delle singole soggettività ma è effetto del loro incontro.
    Che la soggettività è irriducibile e partecipa sono d'accordo (Lacan parlerebbe di residuo immaginario, ineliminabile), il punto è che la posizione dell' analista lacaniano non è quella del "piccolo altro" appunto (intersoggettività), ma del grande Altro. Mi fermo qui, solo un appunto per Rosadimaggio: l'uno diviso è, semplificando al massimo, la divisione tra Io e soggetto dell'inconscio.
    Ultima modifica di ikaro78 : 29-07-2008 alle ore 21.57.03

  5. #170
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Avevo del transfert un'idea che aveva a che fare con il romanticismo, le emozioni, i sentimenti, la sofferenza, la seduzione, l'affetto, l'amore platonico, la dipendenza, la gratitudine.....
    Avrei accettato di sviluppare i significati impliciti del termine parlando di ripetizione, clichè, traduzione, comunicazione, trasmissione, proiezione, spostamento o trasporto.
    Ma mai avrei potuto pensare che il transfert, che da profana ritenevo emergesse solo nelle psicoterapie e che solo in quel contesto fosse analizzato, potesse essere vivisezionato per farne un' autopsia e affannarsi per accapparrarsene gli organi da trapiantare, tra le varie correnti teoriche più o meno brevi.
    Sembra che anzichè evolversi, il concetto di trasfert sia ritornato ai tempi di Freud, che raccomandava all'analista di operare con i pazienti con la stessa freddezza di un chirurgo.
    Perdonate l'arringa! Il dibattito tra voi esperti è interessante, anche se troppo tecnico per chi non ha la vostra preparazione.
    Il bello di OPS è che....non si finisce mai di imparare.
    Vi saluto.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #171
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ma mai avrei potuto pensare che il transfert, che da profana ritenevo emergesse solo nelle psicoterapie e che solo in quel contesto fosse analizzato, potesse essere vivisezionato per farne un' autopsia e affannarsi per accapparrarsene gli organi da trapiantare, tra le varie correnti teoriche più o meno brevi. Sembra che anzichè evolversi, il concetto di trasfert sia ritornato ai tempi di Freud, che raccomandava all'analista di operare con i pazienti con la stessa freddezza di un chirurgo.
    Beata innocenza!

  7. #172
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Beata innocenza!
    Meno male che il mio analista non è lacaniano...
    Una paziente una sera dopo la seduta aveva annotato questa frase di Lacan: "Più spregevoli sarete meglio andrà".
    Preferisco restare nella mia "beata innocenza"!
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  8. #173
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Meno male che il mio analista non è lacaniano...
    Una paziente una sera dopo la seduta aveva annotato questa frase di Lacan: "Più spregevoli sarete meglio andrà".
    Preferisco restare nella mia "beata innocenza"!
    Parafrasando Pasolini: "Sapessi chi è Lacan!!!", suvvia...

    In ogni caso, visto che parli di transfert e amore platonico, ti consiglio il Seminario VII di Lacan, Le Transfert (purtroppo non è stato ancora tradotto in italiano), in cui affronta proprio la questione che poni, Transfert e Amore, a partire da 1 magistrale lettura de Il Simposio di Platone. "Occupati del tuo desiderio" dice Socrate ad Alcibiade, questo è il senso della posizione dell'analista, l'etica della psicoanalisi, che altro dire, sei più lacaniana di quel che credi...

    Ossequi,
    ikaro

    "Amare è dare ciò che non si ha" (J.Lacan)
    Ultima modifica di ikaro78 : 30-07-2008 alle ore 11.18.56

  9. #174

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Più vi leggo, più mi sento un'idiota, ho passato mesi a rimuginare su sto' transfert, sui miei sentimenti, sulle mie emozioni e per cosa? a leggervi si ha la netta impressione che tra andare dal dentista o andare dallo psicologo la differenza sia poca.
    Anche il caro transfert visto con i vostri occhi (gli occhi degli esperti) perde quella magia che ancora ha nel paziente.
    Saluti.

  10. #175
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Più vi leggo, più mi sento un'idiota, ho passato mesi a rimuginare su sto' transfert, sui miei sentimenti, sulle mie emozioni e per cosa? a leggervi si ha la netta impressione che tra andare dal dentista o andare dallo psicologo la differenza sia poca.
    Anche il caro transfert visto con i vostri occhi (gli occhi degli esperti) perde quella magia che ancora ha nel paziente.
    Saluti.
    Ma care, la più parte di noi -ammesso che siamo 'esperti'- è in analisi, quindi le passioni del transfert le viviamo eccome, ma per averle vissute sulla nostra pelle, non sui nostri libri. Detto questo, rilancio la lettura de Il Simposio di Platone per capire che effettivamente di una forma di amore si tratta e che Socrate fu in un certo senso, per Alcibiade, qualcosa di simile all'analista...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 30-07-2008 alle ore 15.03.34

  11. #176
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Qui il discorso si fa complesso ma, come immaginerai, questo è senz'altro un punto di differenza proprio perchè, nell'orientamento relazionale, il dispositivo psicoanalitico non può "cancellare la persona psicologica dell'analista" in quanto la sua soggettività è irriducibile e partecipa sempre, anche con i suoi silenzi, alla scena. La tua frase potrebbe per me essere ribaltata in non esiste un singolo, ma una coppia analitica che costituisce uno spazio terzo che è più della somma delle singole soggettività ma è effetto del loro incontro.

    direi che l'autrice di "svolta" in questo senso è stata M. Klein con il concetto di identificazione proiettiva: il pz può comunicare all'analista parti del proprio mondo interno, perciò viene ad assumere importanza il controtransfert. Poi, dalla Klein si sono sviluppate varie teorie di autori diversi, fino ad arrivare ai Baranger (citati qualche post sopra).

    Quindi si passa da Freud (analista come specchio opaco, transfert come ostacolo, autoanalisi per eliminare il controtransfert) si passa alla teoria delle relazioni oggettuali (identificaizone proiettiva come comunicazione - vedi Bion - controtransfert come strumento di conoscenza) ai Baranger e alla concezione dell'analisi come situazione bipersonale costruita insieme tra pz e analista, perciò transfert e controtransfert, coinvolgimento emotivo reciproco, interdipendenza, diventano i cardini dell'analisi.

  12. #177
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    perciò transfert e controtransfert, coinvolgimento emotivo reciproco, interdipendenza, diventano i cardini dell'analisi.
    "I cardini dell'analisi... antifreudiana" aggiungerei io. Una precisazione: il transfert da ostacolo diventa, per Freud, il terreno privilegiato della cura.

  13. #178
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Una precisazione: il transfert da ostacolo diventa, per Freud, il terreno privilegiato della cura.
    si, cosa che invece non è accaduta per il controtransfert (sempre parlando di Freud), per questo bisogna attendere la teoria delle relazioni oggettuali

  14. #179
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Che la soggettività è irriducibile e partecipa sono d'accordo (Lacan parlerebbe di residuo immaginario, ineliminabile), il punto è che la posizione dell' analista lacaniano non è quella del "piccolo altro" appunto (intersoggettività), ma del grande Altro. Mi fermo qui, solo un appunto per Rosadimaggio: l'uno diviso è, semplificando al massimo, la divisione tra Io e soggetto dell'inconscio.

    Ti ringrazio per la precisazione sull'uno diviso.
    Ciao
    Gaia

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  15. #180
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Avevo del transfert un'idea che aveva a che fare con il romanticismo, le emozioni, i sentimenti, la sofferenza, la seduzione, l'affetto, l'amore platonico, la dipendenza, la gratitudine.....
    Avrei accettato di sviluppare i significati impliciti del termine parlando di ripetizione, clichè, traduzione, comunicazione, trasmissione, proiezione, spostamento o trasporto.
    Ma mai avrei potuto pensare che il transfert, che da profana ritenevo emergesse solo nelle psicoterapie e che solo in quel contesto fosse analizzato, potesse essere vivisezionato per farne un' autopsia e affannarsi per accapparrarsene gli organi da trapiantare, tra le varie correnti teoriche più o meno brevi.
    Sembra che anzichè evolversi, il concetto di trasfert sia ritornato ai tempi di Freud, che raccomandava all'analista di operare con i pazienti con la stessa freddezza di un chirurgo.
    Perdonate l'arringa! Il dibattito tra voi esperti è interessante, anche se troppo tecnico per chi non ha la vostra preparazione.
    Il bello di OPS è che....non si finisce mai di imparare.
    Vi saluto.
    Scusami Francesca, capisco che forse ai tuoi occhi possa apparire cosi', ma il concetto di transfert non è affatto tornato -e qui ce n'è la dimostrazione- ai tempi di Freud, che tra l'altro predicava una cosa e ne faceva un'altra, comportandosi molto piu' umanamente, almeno nei primi tempi, con i pz, di quanto poi descrivesse come tecnica da seguire- indietro, ma, al contrario, è un concetto che si è molto evoluto, seppure le sue manifestazioni possono essere sempre piu' o meno le stesse. O simili, a seconda dei singoli casi.
    Ciao
    Gaia

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