In Italia siamo arrivati al paradosso per il quale un neolaureato, diversamente da quanto accadeva qualche decennio fa, è pagato molto meno del dovuto; ho notizia di neolaureati in medicina che lavorano in ospedale (quelli che sono riusciti a entrare!) a 1200-1300 €/mese; un operaio specializzato guadagna molto di più, un operaio generico
qualcosina meno...
Questi sono i fortunati; i neolaureati in psicologia accettano anche 500 €/mese per fare gli educatori, e che cosa imparano di psicologia???
Si accetta una simile situazione semplicemente perchè non ci sono alternative più valide, e questo la dice lunga sulla salute del nostro Paese.
Per chi ha nostalgia dell'Italia: la nostalgia è una noiosa e ingestibile complicazione (io l'ho provata restando quasi un anno in un altro Paese), tuttavia bisogna ben definire l'oggetto di tale nostalgia,
distinguendo TRA:
1) "l'Italia degli affetti, delle amicizie, dei luoghi, dei paesaggi, dei colori, degli odori e dei sapori (e di chissà cos'altro)"
E
2) "l'Italia della disoccupazione, della disorganizzazione, dell'inconcludenza, delle tasse a livello svedese a fronte di un'inefficienza di livello africano, dei politici più pagati d'Occidente senza essere la prima potenza d'Occidente, degli appalti costosi e perpetui, della burocrazia più assurda, dei furbastri che ci stanno bene e degli onesti che ci stanno
molto male...
Potrei continuare, ma credo sia chiaro che, mentre è assolutamente ovvio provare nostalgia per l'Italia descritta al punto 1, è altrettanto improbabile e inopportuno provare nostalgia per l'Italia descritta al punto 2; perciò resto convinto dell'idea che ogni tanto sarà bene tornare da turisti, per riassaporare l'Italia del punto 1, senza lasciarsi contaminare da quella del punto 2.
Ovviamente ci sarebbero altre soluzioni per cambiare le cose, ma sono troppo costose per tutti, in tutti i sensi. Ciao.
