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Con gli analisti che seguono le indicazioni fornite da Freud, non si può sicuramente dire che il trattamento si svolga in un clima empatico e cordiale:
"Non raccomanderò mai con troppa insistenza ai colleghi di prendere a modello il chirurgo che mette da parte tutti i suoi affetti e persino la sua umana pietà nell'imporre alle proprie forze intellettuali un'unica meta:eseguire l'operazione nel modo più corretto possibile..la freddezza dell'analista....permette di preservare la sua vita affettiva e apporta al malato il più grande aiuto"
"Nella misura del possibile, la cura analitica deve essere effettuata, in stato di privazione e astinenza...Per quanto questo possa apparire crudele, dobbiamo vegliare per evitare che la sofferenza del paziente non si attenui prematuramente".
Queste indicazioni io le trovo sadiche e violente...

e credo che in qualche modo siano ancora messe in pratica.
So bene che c'è una vita dopo Freud...gli analisti lavorano su un incoscio non esclusivamente freudiano; esistono altri approcci oltre a quello psicoanalitico, ma questi ultimi sono in grado di curare non di guarire. Solo la psicoanalisi cambia le strutture mentali, gli altri metodi non fanno che spostare e alleviare i sintomi.
So che questa è solo una mia opinione, forse troppo radicale,e discutibile, ma mi chiedo: perchè per essere efficace il percorso deve essere così impegnativo e sacrificante? Se u
n amico ti pianta perchè si scorda un appuntamento o le chiavi di casa, tu puoi offenderti e reagire, con l'analista, che paghi per giunta, devi fare buon viso e subire.
Ciao.