che desolazione leggere queste pagine! sono una studentessa (ho appena concluso il primo anno), e sentire i vostri mi fa davvero venire dubbi e perplessità sulla mia scelta, della quale sono sempre stata più che convinta.
mi chiedo solo se questa è una situazione riservata agli psicologi, o se invece è la realtà per molte altre figure professionali...







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La mia vita non è diversa dalle vostre: 31 anni, diploma di maturità scientifia, laurea in psicologia, 3° anno di scuola di specializzazione. Lavoro come insegnante di sostegno in una scuola privata ma è veramente uno schifo: praticamente la mia professionalità deve essere calpestata sotto i piedi ogni giorno perchè la collega di classe, lì da 28 anni, non ha un brciolo di formazione nel settore handicap e ha delle pretese assurde! Risultato? Passo la maggior parte del tempo con i mio alunno in un "aula di sostegno", sapendo che faccio solo il suo male ma non potendo fare altrimenti! Non parliamo del lavoro di psicologa! Ho tentato anch'io di fare il "grande passo" e ho aperto p.iva e studio ma ancora niente all' orizzonte! E quanti curriculum ho inviato, in quanti posti sono stata a far colloqui... E poi mi ritrovo la sera su internet in attesa di un miracolo che so che non avverrà mai! Mio marito mi dice che sarebbe meglio che facessi la casalinga e la mamma a tempo pieno ma nonostante tutto io credo troppo in questa professione e il lavoro da insegnante è solo l' entrata economica che mi permette di continuare a sperare che un giorno ce la farò anch'io, che magari mi sveglierò al mattino senza la nausea di una vita che non mi appartiene... Io continuerò a crederci e se non basta sono disposta anche ad emigrare, ma la mia carriera è davvero importante! Come qualcuno ha già detto: "Grazie Italia!". Viviamo in un Paese che sta andando con le gambe all' aria e niente funziona come dovrebbe!