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Discussione: Psicoterapia e autismo

  1. #16
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Tutti gli studi recenti più accreditatati concordano sul fatto che l'Autismo infantile fa parte del gruppo dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (D.P.S.), sindromi caratterizzate da una grave compromissione di più aree dello sviluppo infantile (insieme alla Sindrome di Asperger, alla Sindrome di Rett e al Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato).

    Per quanto riguarda le cause eziopatogenetiche, sembra ormai assodata l’origine biologica dell’Autismo infantile, mentre è stata del tutto superata la lettura psicodinamica di tale disturbo.

    Si tratta ad ogni modo di una malattia a genesi multifattoriale che può essere determinata da condizioni cliniche molto diverse.

    Per un approfondimento della questione è possibile trovare materiali aggiornati nel sito seguente:

    ::: AUTISMO :::
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 21-08-2008 alle ore 18.46.58

  2. #17
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    ...Questa mania del criticare ciò che non si conosce mi sembra veramente esagerata, è un modo di fare che mette in burletta l'immagine stessa dello psicologo e, in generale, di chi si occupa della "mente", sotto ogni punto di vista.
    Non ho il tempo per rispondere punto per punto perchè sono in partenza per le vacanze (finalmente!), quindi rimando la discussione al mio rientro.

    Detto questo, da che pulpito viene la predica, "la mania del criticare ciò che non si conosce" mi sembra più tua -che spari sentenze leggendo la quarta pagina di copertina di 1 saggio- che mia, io l'ho letto ed 1 testo veramente notevole e molto complesso, con una ricchissima bibliografia (non solo psicoanalitica e che comprende anche gli autori da te citati, Uta Frith e Baron-Cohen). L'autore testimonia di una pratica clinica con bambini autistici che dura da almeno 30 anni a questa parte (le cui radici psicoanalitiche risalgono agli studi di Lacan e delle sue allieve, Mannoni e Dolto in particolare) e che ha portata alla fondazione di istituzioni (in Francia, Belgio ed anche in Italia con l'Antenna 112) che si occupano di autismo infantile (ovviamente non con la sola psicoterapia), un po' di rispetto per persone che hanno dedicato la loro vita a questo lavoro, altro che "studiassero un po' di più", ma chi ti credi di essere, per arrivare a dire che "Freud è retrò" o "che ne sapeva Lacan di autismo??" ma che ne sai tu!!!

    Saluti,
    ikaro

  3. #18
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    finalmente i freudiani se ne vanno in vacanza...
    io sto facendo un ph.d sull'autismo e , caro ikaro, mi spiace constatare che sebbene tu abbia una intelligenza sopra la media di autismo non ne capisci una cippa se parli di psicoterapia

  4. #19
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    finalmente i freudiani se ne vanno in vacanza...
    io sto facendo un ph.d sull'autismo e , caro ikaro, mi spiace constatare che sebbene tu abbia una intelligenza sopra la media di autismo non ne capisci una cippa se parli di psicoterapia
    Pensala come ti pare, non sono qui per convincere nessuno, ho consigliato solo 1 saggio di recente pubblicazione dal titolo "La cura del bambino autistico" non ho certo fatto l'elogio della psicoterapia del bambino autistico o almeno non della "psicoterapia entro 1 setting classico", come la intendete voi -in questo senso il libro parla di una pratica "à plusieurs" per il bambino autistico che è una delle modalità della psicoanalisi applicata. Secondo me può essere interessante leggerlo e criticare dopo aver capito di cosa si tratta, farlo a priori non è molto intelligente da parte vostra, soprattutto se lavorate con bambini autistici e state facendo addirittura un Ph.D, io "non ci capirò una cippa" e mi sta pure bene, ma voi siete un po' troppo presuntuosi...

    Ossequi,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 21-08-2008 alle ore 19.24.42

  5. #20
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Brisa
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    ikaro, scusami: ma hai mai visto un autistico?!! non riesco ad immaginare come impostare una psicoterapia con un soggetto autistico e poi a parte questo, a che pro? quale sarebbe l'obiettivo della psicoterapia?

  6. #21
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    ikaro, scusami: ma hai mai visto un autistico?!! non riesco ad immaginare come impostare una psicoterapia con un soggetto autistico e poi a parte questo, a che pro? quale sarebbe l'obiettivo della psicoterapia?
    Aridaje, non sto parlando di 1 psicoterapia entro 1 setting classico, ma di 1 applicazione della psicoanalisi che orienta le pratiche di cura dell'autismo in un contesto istituzionale e che quindi, in senso lato, può essere considerata 1 forma di psicoterapia.

    Saluti,
    ikaro

  7. #22
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Brisa
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    ma l'obiettivo sarebbe curare l'autismo?

  8. #23
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    ma l'obiettivo sarebbe curare l'autismo?
    Ma certo che no, l'obiettivo sarebbe prendersi cura del bambino autistico e creare delle condizioni di vivibilità per il bambino e per i genitori.

    Saluti,
    ikaro

  9. #24
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    applicata. Secondo me può essere interessante leggerlo e criticare dopo aver capito di cosa si tratta, farlo a priori non è molto intelligente da parte vostra, soprattutto se lavorate con bambini autistici e state facendo addirittura un Ph.D,
    ikaro

    ...ma chi ha mai detto che non so di cosa si parli in quel testo o che non lo ho letto...

  10. #25
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Mi permetto di intervenire anche se non sono uno specialista nel campo delle psicosi infantili.

    Anzitutto mi stupisce vedere la mancanza di argomentazioni contro la psicoterapia dell'autismo. Visto che ad esempio ziogargamella sembra conoscere il testo citato da ikaro, sarebbe forse più utile discuterne - e argomentare contro, nel caso non si sia d'accordo - che liquidare la questione con un semplice non probatur.

    Riguardo al tema del thread poi, credo che la psicoterapia dell'autismo esista eccome, come esiste la psicoanalisi infantile con bambini autistici. Certamente non si tratta di terapie svolte con setting tradizionali, ma questo è scontato, come pure il fatto che non si utilizzi il canale verbale. Ma una terapia è definita dalla teoria e dal metodo, non dalla tecnica.
    La psicoanalisi ha una lunga storia (molto più importante di altre correnti di pensiero...) nel campo dell'intervento in età infantile e con problematiche gravi. Ciò non toglie, ovviamente, che siano state date interpretazioni eziopatogenetiche errate e forzate (penso alla Klein o a Bettelheim). Mi risulta però che siano anche posizioni superate da molti autori. Se sulla teoria c'è ancora poca chiarezza, mi sembra che invece il metodo psicoanalitico contemporaneo (lettura del campo emotivo che si crea tra analista e paziente) sia una prospettiva interessante anche con l'autismo a livello clinico. Le nuove visioni relazionali consentono un intervento maggiormente centrato su componenti emotive profonde e questo può essere utile con patologie come l'autismo. Ci sono alcuni autori importanti, come Ferro, che lavorano a questo livello con alcuni risultati, ovviamente utilizzando tecniche adatte (il gioco) ma con una lettura psicoanalitica come metodo. Si può parlare di guarigione? Credo di no, ma mi sembra che non ci siano terapie che apportano cambiamenti radicali in condizioni gravi come quelle che si presentano nell'autismo. Si può parlare di miglioramenti? Credo di sì, e questo mi sembra un punto centrale, anche se il percorso è estremamente difficoltoso e probabilmente non dà sempre i risultati sperati.

    Come si sa poi, con patologie gravi come le psicosi infantili, gli interventi necessitano di una rete istituzionale e di supporto alla famiglia, ma mi sembra che questo non sia stato messo in dubbio.

    Un saluto
    Ultima modifica di gieko : 22-08-2008 alle ore 12.12.30
    gieko

  11. #26
    theduke84
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Non ho il tempo per rispondere punto per punto perchè sono in partenza per le vacanze (finalmente!), quindi rimando la discussione al mio rientro.

    Detto questo, da che pulpito viene la predica, "la mania del criticare ciò che non si conosce" mi sembra più tua -che spari sentenze leggendo la quarta pagina di copertina di 1 saggio- che mia, io l'ho letto ed 1 testo veramente notevole e molto complesso, con una ricchissima bibliografia (non solo psicoanalitica e che comprende anche gli autori da te citati, Uta Frith e Baron-Cohen). L'autore testimonia di una pratica clinica con bambini autistici che dura da almeno 30 anni a questa parte (le cui radici psicoanalitiche risalgono agli studi di Lacan e delle sue allieve, Mannoni e Dolto in particolare) e che ha portata alla fondazione di istituzioni (in Francia, Belgio ed anche in Italia con l'Antenna 112) che si occupano di autismo infantile (ovviamente non con la sola psicoterapia), un po' di rispetto per persone che hanno dedicato la loro vita a questo lavoro, altro che "studiassero un po' di più", ma chi ti credi di essere, per arrivare a dire che "Freud è retrò" o "che ne sapeva Lacan di autismo??" ma che ne sai tu!!!

    Saluti,
    ikaro
    Io non sparo sentenze. Mi limito a sottolineare che ciò che viene riportato in quella "quarta pagina di copertina" è, direi indiscutibilmente, sbagliato, almeno secondo lo stato attuale delle conoscenze in materia (e qui, non ci vuole alcuna presunzione da parte mia: basta aver studiato le trattazioni scientifiche in proposito!). Ora, non volglio discutere sul fatto che alcune forme di psicoterapia possano essere utili nelal "gestione" del paziente autistico . Il problema sta nell'assumere che l'indagine psicobiologico non ci offra molto, che sembra proprio la prospettiva di questi autori. Sbaglio?
    A me la psicoanalisi e la psicoterapia in generale affascinano molto, ma voglio sottolineare che la mia stima va interamente a coloro che si sforzano di praticare questa nobile "arte" sfruttando al massimo le conoscenze provenienti dal mondo delle neuroscienze - e ce ne sono! -. Chi tenta di affrontare un problema "mettendo tra parentesi" (e qui cito un altro "freudiano" del forum...) informazioni e metodi che invece hanno tutte le carte in regola per contribuire allo studio di un problema dimostra, secondo me, una prospettiva di analisi limitata e "sterile", in un certo senso.
    Ad ogni modo, caro ikaro, ti dirò: Freud è retro perchè è morto nel '38 ( o nel '39?). E anche il caro Lacan, probabilmente non aveva alla mano certi dati che rislagono agli ultimi due o tre anni, che ne dici?...Quindi, girando la domanda, come ti permetti TU di considerare attuali autori che hanno scritto, pensato e agito in un contesto culturale effettivamente - e ovviamente - "retrò" rispetto al nostro?
    Ma forse hai ragione tu, è bello essere retrò! Io sono per reinstaurare il primato della "terra piatta" ( al diavolo Copernico, Galileo e tutti quei dannati eretici!!!Per fortuna che almeno Giordano Bruno siamo riusciti ad arrostirlo, per tutti i Tolemaici!) e, meraviglia delle meraviglie, la Santa Inquisizione (chiunque voglia segnalare l'avvistamento di una strega/lupo mannaro/demonio/diavolo/arcidiavolo&co, prego rivolgersi all'ufficio della SITB - SantaInquisizioneTheBest - a qualunque ora, o chiamare al numero 666-666-666)
    Buone vacanze comunque,spero che mediterai su questa cosa e che, oltre ai tuoi "sempre-verdi velati insulti", mi porterai qualche obiezione pià concreta

  12. #27
    theduke84
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi permetto di intervenire anche se non sono uno specialista nel campo delle psicosi infantili.

    Anzitutto mi stupisce vedere la mancanza di argomentazioni contro la psicoterapia dell'autismo. Visto che ad esempio ziogargamella sembra conoscere il testo citato da ikaro, sarebbe forse più utile discuterne - e argomentare contro, nel caso non si sia d'accordo - che liquidare la questione con un semplice non probatur.

    Riguardo al tema del thread poi, credo che la psicoterapia dell'autismo esista eccome, come esiste la psicoanalisi infantile con bambini autistici. Certamente non si tratta di terapie svolte con setting tradizionali, ma questo è scontato, come pure il fatto che non si utilizzi il canale verbale. Ma una terapia è definita dalla teoria e dal metodo, non dalla tecnica.
    La psicoanalisi ha una lunga storia (molto più importante di altre correnti di pensiero...) nel campo dell'intervento in età infantile e con problematiche gravi. Ciò non toglie, ovviamente, che siano state date interpretazioni eziopatogenetiche errate e forzate (penso alla Klein o a Bettelheim). Mi risulta però che siano anche posizioni superate da molti autori. Se sulla teoria c'è ancora poca chiarezza, mi sembra che invece il metodo psicoanalitico contemporaneo (lettura del campo emotivo che si crea tra analista e paziente) sia una prospettiva interessante anche con l'autismo a livello clinico. Le nuove visioni relazionali consentono un intervento maggiormente centrato su componenti emotive profonde e questo può essere utile con patologie come l'autismo. Ci sono alcuni autori importanti, come Ferro, che lavorano a questo livello con alcuni risultati, ovviamente utilizzando tecniche adatte (il gioco) ma con una lettura psicoanalitica come metodo. Si può parlare di guarigione? Credo di no, ma mi sembra che non ci siano terapie che apportano cambiamenti radicali in condizioni gravi come quelle che si presentano nell'autismo. Si può parlare di miglioramenti? Credo di sì, e questo mi sembra un punto centrale, anche se il percorso è estremamente difficoltoso e probabilmente non dà sempre i risultati sperati.

    Come si sa poi, con patologie gravi come le psicosi infantili, gli interventi necessitano di una rete istituzionale e di supporto alla famiglia, ma mi sembra che questo non sia stato messo in dubbio.

    Un saluto
    Sono d'accordo con quello che dici ma, come dicevo sopra, la mia -e penso anche quella di altri - obiezione non va alla psicoterapia in generale come metodo di sostegno/aiuto/gestuone dei pazienti autistici...ma ad un certo tipo di psicoterapia,che si fonda su presupposti non più attuali (Lacan e Freud!!Almeno avesse dato, in passato, risultati Notevoli..ma non direi proprio...) e che ignora una buona fetta delle conoscenze comportamentali e psicobiologiche in materia. Legger il libro sarebbe certamente la cosa migliore - comunque costano quei volumi, eh! - ma francamente mi sento molto scoraggiato da una introduzione così deviante...

  13. #28
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Ma sei così sicuro che gli psicoanalisti utilizzino ancora il modello pulsionale freudiano? A quanto mi risulta sono state proprio le applicazioni nel campo delle psicosi e delle patologie gravi a provocare un cambio di paradigma nella disciplina (che poi non venga sempre esplicitamente ammesso è un problema politico ed istituzionale della psicoanalisi, ma mi sembra che anche in quel campo, oggi giorno, ci siano molte meno limitazioni che nel passato). Non sono d'accordo poi con l'affermazione secondo cui Freud o altri autori non recenti non abbiano coseguito risultati "notevoli": credo che abbiano cercato di fare ciò che gli era possibile con i mezzi a disposizione all'epoca, commettendo errori e ottenendo successi, anche se ai nostri occhi adesso sono risultati scontati o parziali. D'altronde, seppur con più mezzi, navighiamo nelle stesse acque: chissà cosa dirà delle nostre prassi cliniche e delle nostre teorie la futura generazione...
    Dici poi che vengono ignorate le conoscenze "comportamentali e psicobiologiche in materia", cosa che può essere vera o meno a seconda dei casi (nello specifico gli autori non sembrano ignorarle, ma le trovano insufficientemente spiegative). Ad ogni modo credo che i diversi orientamenti debbano mantenere una specificità rispetto al campo di osservazione che considerano per conservare una coerenza epistemica necessaria e non peccare di riduzionismo. Con questo intendo dire che, se da un lato i progressi delle neuroscienze vanno considerati, dall'altro non è neanche corretto "appiattirsi" su di essi: bisogna cercare di interfacciarsi mantenendo ognuno le proprie specificità. Se la psicologia si occupa dello psichico non può ridursi allo psicobiologico. (Freud stesso cadde in questa contraddizione con risultati epistemicamente disastrosi.) Non penso che si tratti di fregarsene, dunque, ma di sviluppare coerentemente ed in interazione con altri saperi scientifici, l'area di osservazione prescelta. Dal momento che in psicoanalisi appare primario - almeno al giorno d'oggi - il considerare dimensioni emotive profonde che possono essere colte nel campo che si crea tra paziente ed analista (e ci sono basi interdiscipliari come la teoria dei sistemi dinamici non lineari che fungono da supporto a queste idee), mi chiedo se sia il caso di considerare la psicoanalisi così fuori dal tempo come mi sembra che avvenga.
    Ultima modifica di gieko : 22-08-2008 alle ore 16.11.02
    gieko

  14. #29
    theduke84
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Ma sei così sicuro che gli psicoanalisti utilizzino ancora il modello pulsionale freudiano?
    Per come mi è stata proposta la psicologia dinamica in ambito universitario, direi proprio di sì

    A quanto mi risulta sono state proprio le applicazioni nel campo delle psicosi e delle patologie gravi a provocare un cambio di paradigma nella disciplina (che poi non venga sempre esplicitamente ammesso è un problema politico ed istituzionale della psicoanalisi, ma mi sembra che anche in quel campo, oggi giorno, ci siano molte meno limitazioni che nel passato).
    Di quale cambio di paradigma parli?

    Non sono d'accordo poi con l'affermazione secondo cui Freud o altri autori non recenti non abbiano coseguito risultati "notevoli": credo che abbiano cercato di fare ciò che gli era possibile con i mezzi a disposizione all'epoca, commettendo errori e ottenendo successi, anche se ai nostri occhi adesso sono risultati scontati o parziali.
    Certo.E penso meritino tutta la stima di questo mondo per quello che hanno fatto.Ma adesso abbiamo anche altri mezzi, dobbiamo restare ancorati alle loro scoperte?

    D'altronde, seppur con più mezzi, navighiamo nelle stesse acque: chissà cosa dirà delle nostre prassi cliniche e delle nostre teorie la futura generazione...
    Certo, e spero bene che le future generazioni abbiano molto da dire sui nostri mezzi e risultati: vorrà dire che hanno in mano qualcosa di meglio!


    Dici poi che vengono ignorate le conoscenze "comportamentali e psicobiologiche in materia", cosa che può essere vera o meno a seconda dei casi (nello specifico gli autori non sembrano ignorarle, ma le trovano insufficientemente spiegative)
    A me pare che le scartino già a partire dalla paginetta di presentazione...

    . Ad ogni modo credo che i diversi orientamenti debbano mantenere una specificità rispetto al campo di osservazione che considerano per conservare una coerenza epistemica necessaria e non peccare di riduzionismo. Con questo intendo dire che, se da un lato i progressi delle neuroscienze vanno considerati, dall'altro non è neanche corretto "appiattirsi" su di essi: bisogna cercare di interfacciarsi mantenendo ognuno le proprie specificità. Se la psicologia si occupa dello psichico non può ridursi allo psicobiologico. (Freud stesso cadde in questa contraddizione con risultati epistemicamente disastrosi.)
    E' questo che non capisco proprio.Cosa significa RIDURSI allo psicobiologico? Dici che mente e cervello sono due cose che non possono essere ridotte l'una all'altra? Perchè?

    Non penso che si tratti di fregarsene, dunque, ma di sviluppare coerentemente ed in interazione con altri saperi scientifici, l'area di osservazione prescelta. Dal momento che in psicoanalisi appare primario - almeno al giorno d'oggi - il considerare dimensioni emotive profonde che possono essere colte nel campo che si crea tra paziente ed analista (e ci sono basi interdiscipliari come la teoria dei sistemi dinamici non lineari che fungono da supporto a queste idee), mi chiedo se sia il caso di considerare la psicoanalisi così fuori dal tempo come mi sembra che avvenga.
    Ma la comprensione delle dinamiche emotive profonde è solo Favorita dalle neuroscienze - leggi LeDoux, per esempio -...la psicobiologia ci aiuta a capire COSA succede in un cervello umano quando subiamo traumi, sviluppiamo fobie, abbiamo paura ecc. Questa cosa da sola non basterebbe, è pur vero che dobbiamo capire anche il vissuto, l'esperienza in termini umani e non solo biologici...ma le due cose si possono aiutare a vicenda! E poi, la specificità di entrambe le discipline ( biologismo stretto e psicoanalisi solamente umanistica)deriva dall'ignoranza e dalla chiusura...siono due modi assolutamente integrabili di studiare un problema, se soltanto si cerca di essere un po' aperti. Dove sono tutti questi problemi? Ci sono molti professionisti che già cercano di farlo
    Ultima modifica di theduke84 : 22-08-2008 alle ore 21.03.14

  15. #30
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicoterapia e autismo

    Ciao theduke84, a me viene da prendere in considerazione che qd gieko afferma che la psicoanalisi deve prendere in considerazione i progressi delle neuroscienze, senza pero' appiattarsi sullo psicobiologico, non voglia escludere l'esistenza di qs aspetto, pur progredendo e disancorandosi dal modello freudiano pulsionale, ma probabilmente indicare che essa, mantenendo la propria specificita' come disciplina "attuale", dovrebbe ad es., prendere in seria considerazione gli aspetti sociali e relazionali dell'individuo, all'interno dei quali, egli si puo' organizzare a livello emotivo, ad es. Partendo da qs presupposto, è poi possibile, anche con i soggetti psicotici ed anche con bambini affetti da gravi disturbi pervasivi dello sviluppo e con forme di autismo, istiture dei setting specifici, che permettano loro di recuperare alcune potenzialita' relazionali, favorendo lo sviluppo di un campo emotivo in cui essi, in certo senso, riescano a sviluppare grazie ad un intenso e costante impegno da parte del terapeuta, come dei "muscoli mentali", attraverso partcolare "gioco proiettivo" tra i due che consente anche ad essi di contattare in un contesto protetto, alcune emozioni molto profonde e di tipo nv.
    Naturalmente, con qs, io non nego l'importanza delle neuroscienze nè delle necessarie tecniche di assistenza e riabilitative, ma talvolta, ci sono bambini con grandi possibilita' di recupero emotivo interiore e di possibilita' di espressione dello stesso, quindi, penso che sia giusto, qd possibile e necessario, lavorare su entrambi i fronti, per permettere loro una vita migliore.
    Mi scuso con gieko se non ho reso l'idea che voleva realmente dare ma il mio è un tentativo personale di spiegare l'esistenza di una specificita' disciplinare da una parte relativa alla psicoanalisi piu' moderna e di interazione, dall'altra, in modo che intuitivamente, mi è sembrato forse piu' accessibile a chi è piu' specializzato in altri settori, come mi sembra theduke84, tipo gli aspetti neuropsicologici e riabilitativi.

    Spero di essere stata chiara
    Ciao
    Gaia

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