Come vedi chi non ha fatto un percorso personale di qualche tipo, che lo abbia portato ad un contatto profondo con se' stesso e le proprie difficolta', limiti e risorse, si trova in maggiore difficolta' anche se dovesse dire ad un proprio allievo che non è in grado di praticare la professione per cui vorrebbe formarsi, con tempi e modi giusti e riuscendo ad es., a far comprendere che esistono vie diverse per utilizzare le proprie conoscenze ed energie, in modo da non lasciare nè l'individuo senza un obiettivo e con la speranza che lo aiuti ad elaborare la delusione e quello che puo' essere vissuto come un "rifiuto", almeno temporaneamente e, nelle stesso tempo, salvaguardare potenziali pz se il disturbo è davvero inconciliabile con la possibilita' di lavorare, cosa che ogni bravo didatta dovrebbe saper riconoscere conoscendo se' stesso e gli altri, e per tempo.
Allievo o paziente? O tutti e due? Secondo me si fa una gran confusione... poi mi rendo contro che partiamo da concezioni così diverse che in un forum sembra impossibile capirsi...

Dal discorso che ne fai tu, la valutazione, potrebbe essere quasi affidata al Signore, con tutto il rispetto, demandandola ad un'ente superiore, poichè ad es., nell'ordine, non ci sono solo psicologici, ma anche altri professionisti che di valutazioni, non ne capirebbero molto. Inoltre, tutti sappiamo bene che una diagnosi, puo' essere rappresentativo di uno stato, non di una organizzazione totale della personalita' e del suo divenire, come è appunto un individuo.
Si proprio così, l'ideale secondo me sarebbe un entità che non sia quella che ha in cura il terapeuta o che lo formi... e cmq all'ordine appartengono solo psicologi, forse intendi che non sono laureati in psicologia (ma se sono iscritti hanno comunque una certa esperienza) ma sono psicologi come me e te se no non sarebbero iscritti all'ordine degli psicologi, e poi che ragionamenti: gli dai la potenzialità di far diagnosi psicologica sui pazienti ma non li ritieni in grado di farla su altri psicologi? Una diagnosi di disturbo di personalità (che era quella di cui parlavamo) per definizione non cambia dalla mattina alla sera...

Concordo con gli appunti fatti da RosadiMaggio, una valutazione psicodiagnostica sarebbe alquanto inutile perchè al massimo può riflettere un momento di sintomatico. Il punto centrale è il cambiamento strutturale che è possibile solo (o quasi) attraverso un lavoro personale approfondito.
La valutazione psicodiagnostica sarebbe proprio utile per portare il futuro terapetua a farsi la sua psicoterapia... voi non fate la diagnosi prima di iniziare il trattamento? io abitualmente sì...

E poi, scusa, si tratta di alleanza o di condiscendenza?
Per me di alleanza... non si tratta di frustrare desideri, si tratta proprio di tecniche psicoterapeutica per riattivare un paziente depresso... io so che risulta utile fargli fare cose perchè tale tecnica si è rilevata efficace....