ciao Gieko,
secondo me ci sono delle diversità: l'approccio è diverso, le motivazioni, le aspettative sono diverse, come anche il fine che ci si propone.
Voi sapete già cosa vi aspetta quando iniziate un'analisi, almeno teoricamente. Sapete che incapperete in un transfert, a che livello emotivo non si sa, ma sapete che accadrà e quando sarà questo momento, voi sapete anche che per risolverlo dovrete restare lì e parlarne con il vs. analista, non fuggire.
Per un paziente normale è diverso: innanzitutto si trova frastornato e spaventato, non capisce cosa stia succedendo, si sente sbagliato e in colpa e prima di "dichiararsi", può metterci davvero parecchio tempo. Può arrivare a scegliere di non parlarne affatto e cercare di risolvere la cosa per conto proprio dal momento che questi sono sentimenti che solo lui prova. Un transfert molto intenso, non è per il paziente una tappa obbligata (se non dopo molte consapevolezze, s'intende) come invece potete considerarla voi, ma un ostacolo, un malessere che si aggiunge ad altro malessere, tra l'altro incomprensibile dal momento che da una terapia ci si aspetterebbe soltanto che benessere. E' difficile per un profano capire nell'immediato che per "guarire" bisogna passare attraverso la sofferenza e questo in alcuni casi può essere anche un motivo per mollare tutto e considerare la terapia come un fallimento. Infatti, almeno per quello che ho visto navigando su internet, sono sempre i pazienti "normali" a chiedere "aiuto" per la risoluzione del transfert, a chiedere delucidazioni...
Per un addetto ai lavori è un'analisi con fini professionali, fa parte della formazione, è necessaria per una serie di svariate ragioni,e questo, penso, fa stringere i denti anche nei momenti + difficili. Spesso mi chiedo quanti psicologi avrebbero fatto la loro analisi personale se non fosse per la professione che hanno scelto.
Voi tutte queste nozioni le sapete già in partenza ed evita, almeno all'inizio, perdita di tempo, di denaro e di energie.
Ciò non toglie che il transfert venga poi vissuto in modo altrettanto intenso, forse anche di +, considerando quanto va in profondità un'analisi didattica.
Questo ovviamente è il mio punto di vista come semplice paziente.
Un caro saluto.

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