Jung trovò in Sabina Spielrein la sua "anima", l'immagine della donna nell'inconscio dell'uomo; fu così che concepì il ruolo fondamentale che ha l'anima nella vita di un uomo.
Da
La psicologia del transfert :" Nella relazione terapeutica si celano i sentimenti più segreti, più affliggenti, più intensi, più teneri, più vergognosi, più angosciosi, più insoliti, più immorali e insieme più santi che configurano la somma indecifrabile e inesplicabile dei rapporti umani e attribuiscono loro una forza perentoria, coercitiva. Questi rapporti avviluppano come tentacoli invisibili di un polipo.....Questa condizione è definita perfettamente dal termine
invasamento ". Mai Jung, si sarebbe espresso in questi termini se non fosse stato "infettato" dal suo amore per Sabina! Dai suoi pensieri traspare non solo il vissuto dell'analista ma sopratutto quello del paziente.Nel suo lavoro l'analista può rischiare "infezioni psichiche", per cui è obbligato a porsi in una prospettiva in cui " la sorte del paziente lo riguarderà un poco anche personalmente, il che costituisce la premessa favorevole alla cura".
Gli analisti che non fanno tesoro di questi concetti, non potranno mai appassionarsi ai casi dei pazienti che trattano e difficilmente otterrano successi terapeutici.
