quando ho detto tautologia mi riferivo alla tua frase che dice:
"Evidentemente si parla di inconscio perchè ci sono evidenze che il sintomo è mantenuto da strutture e che queste non funzionano secondo la semplice volontà del soggetto".
che non spiega nulla, ma riconstata l'esistenza di inconscio che invece bisogna comunque spiegare.
quando parlo di inconscio "come fenomeno letterario", voglio proprio intenderlo tale e quale, cioè invenzione interessantissima dello scrittore freud. la quale è stata poi articolata, revisionata, modificata, saccheggiata, abusata, riproposta e commercializzata in tutti i modi. ma questo è una delle caratteristiche tipiche della psicoanalisi:
cioè è mummificata ma tenuta in vita dalle sue eresie (e dai suoi eretici clinici).
io non conosco l'autore ungherese che parla di istinto di aggrappamento, ma se prendiamo alla lettera questa frase, mi viene da pensare all'"istinto" etologico, all'imprinting di lorenz. quindi cosa vuol dire? l'inconscio è l'istinto etologico? beh meglio così, almeno me ne facico una idea precisa, utilizzabile, discutibile e quindi controllabile della parola "inconscio".
quando dici dell'inconscio" come una modalità di funzionamento propria degli esseri viventi , scusami, ma sono solo parole e basta.
che tale modalità sia differente da quella tradizionalmente (!?) più evidente che è il pensiero consapevole e razionale, altre parole che non portano da nessuna parte.
ripeto, ciò che è razionale è una cosa, ciò che non è razionale non significa che sia irrazionale!
poi magari meglio se prosegui la tua riflessione, quando dici che cercheresti di capire di cosa si tratta quando si parla di inconscio.