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  1. #211
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Cara Gaia. Non so se ho ben compreso le tue domande: le evidenzio in grassetto e poi viene un tentativo di risposta.

    Le terapie (brevi) intervengono sulla Diagnosi principale, poste sull’Asse I. Poiché spesso questi stessi sintomi sono presenti in molti altri disturbi come manifestazioni sintomatiche di un disturbo di Asse II,
    l'attenzione non andrebbe innanzitutto posta alla struttura globale, quantomeno per escludere che sia in lui presente un grave disturbo di personalità, di cui un disturbo dell'asse I non è che una manifestazione sintomatica?
    Inoltre, nel momento in cui i clinici delle terapie brevi, pongono attenzione solo a disturbi Asse I, essendo tali sintomi, molto disturbanti in sé, ottenendo anche "scomparse prodigiose" del sintomo, non si sta potenzialmente facendo un errore di impostazione diagnostica e metodologica - anche circa il trattamento- con il pericolo scompensi?


    Sono d’accordo con te; bisognerebbe spiegare cosa sono gli scompensi, perché i sostenitori- ad esempio della tbs- affermano che quando capita di intervenire sull’ Asse I, senza aver considerato l’Asse II, mal che vada, la psicoterapia è inutile.
    Il mondo della psicoterapia sta diventando, piano-piano, un circo, se si continua così.
    Non sono cero di aver risposto. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  2. #212
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    E' molto semplicistico liquidare la questione con un "in caso la terapia è inutile" (ed infatti, noto che non dicono "è dannosa", per il discorso dell'efficacia e non efficacia).

    Spiegare cos'è uno scompenso, per chi non conosce (non avendolo magari studiato o approfondito) questo problema o non vi è mai entrato in contatto a livello clinico, come psicologo, non è semplicissimo da comprendere, anche per l'esistenza di notevoli "resistenze" (in senso piu' generale) ma ci provo con due esempi tra i piu' noti, in generale, anche a chi ha solo un po' di approfondita conoscenza di problemi psicopatologici.

    Prendo ad esempio due disturbi classificati sull'ASSE I del DSM IV: le FOBIE ed il DOC.
    Le Fobie, che avolte possono raggiungere livelli invalidanti, possono avere un confine molto sottile a volte con dei TRATTI PARANOIDEI, senza che la persona abbia pero' una personalita' paranoide o paranoica; nel caso in cui una fobia venga trattata in modo inadeguato per l'individuo essa, puo' facilmente SCOMPENSARSI in uno STATO PARANOIDE o PARANOICO, rispetto al'OGGETTO o agli OGGETTI della FOBIA, con cio' che tale stato comporta a livello di terrore e di senso di persecuzionee di compromissione dello status di vita generale dell'individuon e del suo contesto immediato. questi casi, per mia esperienza, possono talvolta richiedere anche un breve ricovero.

    Nel DOC, vi è invece, molte volte, soprattutto qd esso è grave o in situazioni di particolare stress, o in individui che presentano una comorbidita' tra DOC e Personalita' OC, (DDP), con tratti PSICOTICI o SIMIL-PSICOTICI, motivo per cui un DOC puo' Scompensarsi, ovvero aggravarsi, se non ben trattato terapeuticamente, fino a Sfociare in una CRISI DELIRANTE, generalmente circoscritta a certi contenuti, ma se non presa in tempo, essa, puo' sfociare in vissuti e sintomi che vanno dal SIMIL-PSICOTICO (qd non psicosi strutturata ma esperienza psicotica) ad una vera e propria Crisi Psicotica generalizzata con perdita di alcuni Nessi Cognitivi-emotivi che possono richiedere anche un intervento farmacologico, nei casi piu gravi.
    [B]Anche qs crisi possono rientrare se prese in tempo, a prezzo di un lavoro psicoterapeutico piuttosto intenso, almeno nei primi tempi (e qs è uno dei prezzi che alcuni pz pagano doppi ad alcune terapie brevi, di vario tipo), e, successivamente, piu' diradato, ma sempre almeno a medio-termine, qd anche non lungo ma con follow up continuativi, in modo che la psicosi non diventi strutturata o possa cmq, permettere, agendo adeguatamente su certe "difese bucate", di ricostruire un equilibrio e permettere poi una evoluzione dell'individuo stesso/B]

    E' da tener poi presente che un Dist. Oc, puo' essere sapesso presente anche in Disturbo Bordeline di Personalita', dove se si cura solo l'aspetto Disturbo D'ansia, c'è la possibilita' sia di uno Scompenso Depressivo, sia di una facilitazione di uno scompenso, evitabile, di un percorso verso il versante psicotico del disturbo.

    Nella Fobia, nel DOC e nel DBP, è possibile il vedrificarsi di uno scompenso verso un DISTURBO ALIMENTARE: nella FOBIA, è piu' probile la progressione verso il versante ANORESSICO del Disturbo, per Paure FOBICO/PARANOIDI vs alcuni cibi; nel DOC, è piu' probabile il verificarsi di uno scopmpenso verso il LATO BULIMICO del DISTURBO ALIMENTARE, con una COMPULSIONE INCONTROLLABILE A ingerire grandi quantita' di cibo, per un insufficiente controllo dell' impulso o mancato controllo dello stesso, nonostante la volonta' contraria che poi puo' portare a condotte autopuntive per senso di colpa; nel Disturbo Bordeline di Personalita', è ugualmente piu' probabile il verificarsi di una BULIMIA, sotto forma di ABBUFFATE INCONTROLLABILI, con CONDOTTE DI ELIMINAZIONE E COME CONTROMEDAGLIA DEL DISTURBO ANORESSICO DI BASE che è stato ELICITATO da un intervento impropriamente condotto.


    Spero di essere riuscita a dare un primo quadro generale di cosa è uno scompenso psicologico, quando si innesta su disturbi d'ANSIA, o su DDP non riconosciuti con manifestazione sintomatologche proprie dell'ASSEII.
    Ho cercato di fare gli esempi piu' noti e conosciuti nel campo per essere il piu' possibile comprensibile a livello di Psicologia Clinica.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 04-11-2008 alle ore 20.48.54
    Gaia

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  3. #213
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Appunto! prima di tutto mi dovresti spiegare che cosa intendi per scompensi?

  4. #214
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    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Appunto! prima di tutto mi dovresti spiegare che cosa intendi per scompensi?
    Non ho ben capito se ti riferisci a me, cmq, cosa si intende per scompensi, è spiegato sopra, in modo comprensibile.A livello piu' elementare, sinceramente, essendo un thread di Psicologia clinica non è possibile.

    Forse, dovresti leggere con piu' attenzione e cercare di capire.
    La spiegazione c'è e si capisce; qd ho detto che non è facilissimo, intendevo per persone che non hanno alcuna di qs conoscenza, gli psicologi scusami, ma dovrebbe averle.

    Ps:che mi stai ringhiando con la tigre ed il punto esclamativo?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 11-10-2008 alle ore 19.49.02
    Gaia

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  5. #215
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Appunto! prima di tutto mi dovresti spiegare che cosa intendi per scompensi?
    Comprendo che RosadiMaggio sia stata un attimo sconcertata dalla domanda sullo "scompenso".
    Senti, provo a spiegartelo io, con parole semplici e forse banali:
    immagina un tavolo con quattro gambe tarlate: tu ne togli una, e cosa succede? il tavolo cade perché non ha più l'equilibrio, dato dai quattro appoggi: cioé si scompensa gravemente.
    Cosa si può fare, allora, se non lavorare pazientemente su tutte e quattro le gambe: così si cerca di non farlo cadere.
    Il primo esempio si riferice al trattamento sull'Asse I (scompenso)
    Il secondo su un trattamento che considera la persona nella sua globalità.
    Ciao e scusa se i miei esempi sono stati poco professionali.
    Lucio Demetrio Regazzo

  6. #216
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Riporto questa da un altro trhad, non so se sia consentito, eventualmente verrò informato.
    Originalmente inviato da Cercatore
    Guarda Lucio... questa tua crociata contro la TSB sta diventando oltremodo "patetica".
    Dici questo DSM e parli sempre di Asse II, ma ancora non hai capito che la TBS "NON SI OCCUPA" di quei disturbi.
    Capisci? NON SE NE FREGANO NIENTE dei disturbi di personalità e dei ritardi mentali.
    Quando la terapia non funziona con l'ASSE I ( quello di cui si occupano ), non succede niente, o meglio succede ciò che succede quando fallisce una terapia. Non so se ti sei informato, ma al terapeuta della TBS insegnano anche cosa dire quando la terapia NON FUNZIONA.
    Lo sapresti se avessi letto almeno il libro "Terapia Breve Strategica" di G. Nardone e P. Watzlawick 1997 Raffaello Cortina Editore.

    Grazie per il consiglio bibliografico, ma preferisco studiare autori un po' più conosciuti.
    Per quanto riguarda la tua preoccupazione su quanto mi informo, guarda che persone scompensate dalla tbs ne ho viste.
    E poi, scusa, ma hai sempre bisogno di essere volgare: che significa che "SE NE FREGANO"; hanno a che fare con degli esseri umani, non con dei pupi.
    Quando fallisce, é solo inutile!: é una falsità che sta impoverendo la Psicoterapia.
    Mi sembra di tornare ai tempi di Verdiglione......mio Dio! e, infine patetico é chi invia autobiografie tramite news, non io, che certo non le invio.
    E cerca di essere meno scurrile. considerato che hai una preparazione dubbia.
    Sono questi i futuri psicoterapeuti?
    __________________
    Lucio Demetrio Regazzo. Psicologo psicoterapeuta n° 1329 O. P. del Veneto

    --------------------------------------------------------------------------------
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 11-10-2008 alle ore 22.29.21
    Lucio Demetrio Regazzo

  7. #217
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    .................................................. ......
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 11-10-2008 alle ore 23.07.28
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  8. #218
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Perdinami Lucio, cosa significa che sono stata un attimo sconcertata dalla donda sugli scompensi? O meglio, pensandoci, ti riferisci alla tua o a quella di bella primavera?

    Chiedo scusa, ma non ho ben capito.

    Cmq, non era mia intenzione rispondere male a bella primavera, se è qs l'impressione che dovessi aver dato; mi ha un po' sconcertato il tono, qs si, niente di piu'. E mi sembrava anche che un laureato in psicologia certe cose dovrebbe conoscerle, secondo me.

    Grazie
    Scusami Gaia,
    non mi riferivo certo a te; anzi............solo che mi sembravi indispettita da bella primavera. Ho solo voluto stemperare perchè questa trhead ogni tanto si infuoca.
    Sai che rispetto e considero molto l'attenzione che poni ad ogni argomento, a differenza di certi "Cercatore" (vedi sopra).
    Quindi, tranquilla, ti rivolgo - in modo visibile a tutti - i miei complimenti per le tue conoscenze e competenze.
    Ciao
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 11-10-2008 alle ore 23.09.00
    Lucio Demetrio Regazzo

  9. #219
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    E' proprio vero che si impara sempre qualcosa di nuovo ogni giorno.

    Sinceramente, sono preoccupato. Che la situazione della psicoterapia fosse "grave", lo pensavo da tempo. Non pensavo, tuttavia, fosse anche "seria".
    Invece leggo che esistono approcci psicoterapeutici che non prendono affatto in considerazione l'asse II del DSM (cioè la personalità ed i suoi eventuali disturbi).
    Ora, se proprio si vuole utilizzare il DSM come guida diagnostica, almeno si impari ad utilizzarlo come si deve. Perché nel manuale non c'è scritto da nessuna parte che conta solamente l'asse I, né c'è scritto che la diagnosi principale deve essere per forza di cos sull'asse I.
    Non ho esperienza e conoscenza di TBS, tuttavia, il pezzo di intervento riportato da Lucio mi fa letteralmente accapponare la pelle. Quando si scrive: "
    Quando la terapia non funziona con l'ASSE I ( quello di cui si occupano ), non succede niente, o meglio succede ciò che succede quando fallisce una terapia.
    si sta scrivendo una fandonia colossale, dal mio punto di vista.
    O, meglio, ci si addossa un onere notevolmente "pesante". Occorre pur dimostrare che quando la terapia non funziona non succede niente. Dire una cosa del genere, significa sostenere che la terapia non è efficace di per sé. Meglio sarebbe cambiare mestiere, a questo punto, e fare gli idraulici, non gli psicoterapeuti.
    Se un farmaco non funziona, il malato, solitamente, peggiora. A volte in modo serio e grave. Se una psicoterapia non funziona, non significa che non abbia effetti collaterali negativi. Ho visto anch'io pazienti di pseudoterapeuti "bioenergetici" uscire dalla pseudoterapia al limite della psicosi.

    Quanto a questa "perla" :
    Non so se ti sei informato, ma al terapeuta della TBS insegnano anche cosa dire quando la terapia NON FUNZIONA.
    , mi chiedo: ma conta di più quel che ti insegnano a dire o la realtà? (Ah, già, dimenticavo, per tanti qui non esiste una realtà...).

    Esterrefatto, non posso che augurare buona vita a lucio e Gaia, e continuare a leggere.

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  10. #220
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E' proprio vero che si impara sempre qualcosa di nuovo ogni giorno.

    Sinceramente, sono preoccupato. Che la situazione della psicoterapia fosse "grave", lo pensavo da tempo. Non pensavo, tuttavia, fosse anche "seria".
    Invece leggo che esistono approcci psicoterapeutici che non prendono affatto in considerazione l'asse II del DSM (cioè la personalità ed i suoi eventuali disturbi).
    Ora, se proprio si vuole utilizzare il DSM come guida diagnostica, almeno si impari ad utilizzarlo come si deve. Perché nel manuale non c'è scritto da nessuna parte che conta solamente l'asse I, né c'è scritto che la diagnosi principale deve essere per forza di cos sull'asse I.
    Non ho esperienza e conoscenza di TBS, tuttavia, il pezzo di intervento riportato da Lucio mi fa letteralmente accapponare la pelle. Quando si scrive: " si sta scrivendo una fandonia colossale, dal mio punto di vista.
    O, meglio, ci si addossa un onere notevolmente "pesante". Occorre pur dimostrare che quando la terapia non funziona non succede niente. Dire una cosa del genere, significa sostenere che la terapia non è efficace di per sé. Meglio sarebbe cambiare mestiere, a questo punto, e fare gli idraulici, non gli psicoterapeuti.
    Se un farmaco non funziona, il malato, solitamente, peggiora. A volte in modo serio e grave. Se una psicoterapia non funziona, non significa che non abbia effetti collaterali negativi. Ho visto anch'io pazienti di pseudoterapeuti "bioenergetici" uscire dalla pseudoterapia al limite della psicosi.

    Quanto a questa "perla" : , mi chiedo: ma conta di più quel che ti insegnano a dire o la realtà? (Ah, già, dimenticavo, per tanti qui non esiste una realtà...).

    Esterrefatto, non posso che augurare buona vita a lucio e Gaia, e continuare a leggere.

    Guglielmo
    Guglielmo,
    ti rigrazio per il messaggio che sento solidale. per fortuna esistono ancora professionisti in grado di ragionare.
    Sapevo delle esagerazioni dei terapeuti tbs (purtoppo anche perché ho avuto loro ex-pazienti), ma non pensavo si arrivasse a devastare in questo modo il rispetto per chi chiede aiuto.
    D'altronde dopo aver letto per tre giorni sulla mia mail l'autobiografia del capo della tbs, non mi meraviglia più nulla.
    Grazie ancora per il messaggio.
    Lucio Demetrio Regazzo

  11. #221
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    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Guglielmo,
    ti rigrazio per il messaggio che sento solidale. per fortuna esistono ancora professionisti in grado di ragionare.
    Sapevo delle esagerazioni dei terapeuti tbs (purtoppo anche perché ho avuto loro ex-pazienti), ma non pensavo si arrivasse a devastare in questo modo il rispetto per chi chiede aiuto.
    D'altronde dopo aver letto per tre giorni sulla mia mail l'autobiografia del capo della tbs, non mi meraviglia più nulla.
    Grazie ancora per il messaggio.
    Guarda, qui non si tratta solamente di solidarietà, Lucio. C'è questo aspetto, certo. Ma, davvero, io non credo che lavoriamo e studiamo tanto per niente. Non proponiamo un "placebo" quando chiediamo ad una persona di impegnarsi in un percorso lungo e difficile. Non lo proponiamo nemmeno a noi stessi. A noi, come ai pazienti, dobbiamo rispetto. E io resto convinto del fatto che la psicoterapia sia una branca della psicologia, cioè una scienza. Applicata, certo. ma scienza. Non altro.
    E rispetto, sempre dal mio punto di vista, significa anche battersi, quando è necessario. Perché non siamo andati sulla Luna pensando che la Terra fosse piatta, e non faremo star meglio le persone che si rivolgono a noi senza scienza e conoscenza (e coscienza).


    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  12. #222
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    Volevo rispondere un attimo prima di andare a letto, perché Willy ha appena detto cose abbastanza importanti e serie, e quindi è giusto che risposta.

    Volevo premettere che NON SONO PSICOLOGO, NÈ PSICOTERAPEUTA, anzi inizierò i corsi di Psicologia a Caserta Giovedì della settimana prossima, quindi ciò che dico è da ricercarsi in:

    - Esperienza personale di "paziente"
    - Letture amatoriali sull'argomento
    - Desiderio in futuro di seguire la strada della Terapie Breve Strategica.

    Non sono quindi né autorizzato, né preparato per affermare cose.

    Però posso portare a voi la mia esperienza personale, è giusto però premettere che al momento la TBS di occusa dei seguenti disturbi: trattamento patologie, Centro di Terapia Strategica, Giorgio Nardone, paura, panico, fobia, anoressia, bulimia, vomiting, ossessioni ( è indicata accanto la percentuale di "riuscita" ).

    Premesso ciò dico che:

    1- Quando non sono riuscito a superare un problema ( o se vogliamo "lui non è riuscito" ) non c'è stato un peggioramento della situazione, anzi... col passare del tempo c'ho riprovato e ho risolto. Non ho avuto crisi, cadute, ricadute, peggioramenti. Questo nel MIO caso. Nel caso specifico delle Terapie Brevi suppongo che la reazione sia la medesima che si ha quando fallice un'altra terapia ( che sia l'analisi freudiana, junghiana, adleriana, cognitivo-comportamentale, transazionale, pnl, quello che volete ). Perché dovrebbe essere differente la reazione?

    2- Per quanto riguardo la "perla" io vorrei dirti, caro Willy che dato che noi "realisti" abbiamo a che fare con la mente delle persone e che non siamo onnipotenti, può capire di sbagliare o non riuscire ( per colpa nostra o del nostro sistema è un altro discorso ). In questi casi c'è chi non sa far altro che insistere ( come quell'analista freudiana che disse alla mia amica che era "resistente" e non c'era altro verso che continuare la terapia ), e c'è chi capisce quando è il momento di fermarsi, e ragionare, senza chiudere la porta al paziente riguardo la possibilità di affrontare nuove forme di terapia. Ed è questo che ho voluto dire. Se leggi quel libro che ho indicato, c'è un capitoletto dedicato proprio a come un Psicoterapeuta deve "lasciare aperta la porta" al paziente ( spiegandogli ad esempio che è stato un suo errore o che non è stato capace di capire le esigenze del paziente ).



    Buona vita anche a te Willy

    Fabio.
    Ultima modifica di Cercatore : 11-10-2008 alle ore 23.47.16

  13. #223
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    Volevo rispondere un attimo prima di andare a letto, perché Willy ha appena detto cose abbastanza importanti e serie, e quindi è giusto che risposta.

    Volevo premettere che NON SONO PSICOLOGO, NÈ PSICOTERAPEUTA, anzi inizierò i corsi di Psicologia a Caserta Giovedì della settimana prossima, quindi ciò che dico è da ricercarsi in:

    - Esperienza personale di "paziente"
    - Letture amatoriali sull'argomento
    - Desiderio in futuro di seguire la strada della Terapie Breve Strategica.

    Non sono quindi né autorizzato, né preparato per affermare cose.

    Però posso portare a voi la mia esperienza personale, è giusto però premettere che al momento la TBS di occusa dei seguenti disturbi: trattamento patologie, Centro di Terapia Strategica, Giorgio Nardone, paura, panico, fobia, anoressia, bulimia, vomiting, ossessioni ( è indicata accanto la percentuale di "riuscita" ).

    Premesso ciò dico che:

    1- Quando non sono riuscito a superare un problema ( o se vogliamo "lui non è riuscito" ) non c'è stato un peggioramento della situazione, anzi... col passare del tempo c'ho riprovato e ho risolto. Non ho avuto crisi, cadute, ricadute, peggioramenti. Questo nel MIO caso. Nel caso specifico delle Terapie Brevi suppongo che la reazione sia la medesima che si ha quando fallice un'altra terapia ( che sia l'analisi freudiana, junghiana, adleriana, cognitivo-comportamentale, transazionale, pnl, quello che volete ). Perché dovrebbe essere differente la reazione?

    2- Per quanto riguardo la "perla" io vorrei dirti, caro Willy che dato che noi "realisti" abbiamo a che fare con la mente delle persone e che non siamo onnipotenti, può capire di sbagliare o non riuscire ( per colpa nostra o del nostro sistema è un altro discorso ). In questi casi c'è chi non sa far altro che insistere ( come quell'analista freudiana che disse alla mia amica che era "resistente" e non c'era altro verso che continuare la terapia ), e c'è chi capisce quando è il momento di fermarsi, e ragionare, senza chiudere la porta al paziente riguardo la possibilità di affrontare nuove forme di terapia. Ed è questo che ho voluto dire. Se leggi quel libro che ho indicato, c'è un capitoletto dedicato proprio a come un Psicoterapeuta deve "lasciare aperta la porta" al paziente ( spiegandogli ad esempio che è stato un suo errore o che non è stato capace di capire le esigenze del paziente ).



    Buona vita anche a te Willy

    Fabio.
    Stai chiamando in causa Willy, quindi non mi permetto di risponere per lui.
    Solo per il fatto che ho aperto questa discussione, voglio però dirti che non esiste:anoressia, bulimia, vomiting, ossessioni, bensì persone con una personalità complessa che sono portatrici di questi sintomi.
    Ma é così difficile per te?
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 12-10-2008 alle ore 00.00.13
    Lucio Demetrio Regazzo

  14. #224
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    Volevo premettere che NON SONO PSICOLOGO, NÈ PSICOTERAPEUTA, anzi inizierò i corsi di Psicologia a Caserta Giovedì della settimana prossima, quindi ciò che dico è da ricercarsi in:

    - Esperienza personale di "paziente"
    - Letture amatoriali sull'argomento
    - Desiderio in futuro di seguire la strada della Terapie Breve Strategica.

    Non sono quindi né autorizzato, né preparato per affermare cose.

    Però posso portare a voi la mia esperienza personale, è giusto però premettere che al momento la TBS di occusa dei seguenti disturbi: trattamento patologie, Centro di Terapia Strategica, Giorgio Nardone, paura, panico, fobia, anoressia, bulimia, vomiting, ossessioni ( è indicata la percentuale di "riuscita" ).

    Premesso ciò dico che:

    1- Quando non sono riuscito a superare un problema ( o se vogliamo "lui non è riuscito" ) non c'è stato un peggioramento della situazione, anzi... col passare del tempo c'ho riprovato e ho risolto. Non ho avuto crisi, cadute, ricadute, peggioramenti. Questo nel MIO caso. Nel caso specifico delle Terapie Brevi suppongo che la reazione sia la medesima che si ha quando fallice un'altra terapia ( che sia l'analisi freudiana, junghiana, adleriana, cognitivo-comportamentale, transazionale, pnl, quello che volete ). Perché dovrebbe essere differente la reazione?

    2- Per quanto riguardo la "perla" io vorrei dirti, caro Willy che dato che noi "realisti" abbiamo a che fare con la mente delle persone e che non siamo onnipotenti, può capire di sbagliare o non riuscire ( per colpa nostra o del nostro sistema è un altro discorso ). In questi casi c'è chi non sa far altro che insistere ( come quell'analista freudiana che disse alla mia amica che era "resistente" e non c'era altro verso che continuare la terapia ), e c'è chi capisce quando è il momento di fermarsi, e ragionare, senza chiudere la porta al paziente riguardo la possibilità di affrontare nuove forme di terapia. Ed è questo che ho voluto dire. Se leggi quel libro che ho indicato, c'è un capitoletto dedicato proprio a come un Psicoterapeuta deve "lasciare aperta la porta" al paziente ( spiegandogli ad esempio che è stato un suo errore o che non è stato capace di capire le esigenze del paziente ).



    Buona vita anche a te Willy

    Fabio.
    Buona vita a te, Cercatore.

    Il tuo nick mi sta pure simpatico. Ma, da quel che scrivi, a volte, mi dà l'impressione dovresti trasformarlo in "Finder". Searcher è colui che non ha trovato una risposta e io continuo a pensare siano più importanti le domande delle risposte.

    Rispetto l'esperienza personale. Spero non ti offenderai se ti dico che non mi è sufficiente. Posso portare pure io la mia (4 anni di analisi a tre sedute la settimana, setting classico, lettino ecc. ecc.). Non varrebbe più della tua.

    tu affermi:
    Nel caso specifico delle Terapie Brevi suppongo che la reazione sia la medesima che si ha quando fallice un'altra terapia ( che sia l'analisi freudiana, junghiana, adleriana, cognitivo-comportamentale, transazionale, pnl, quello che volete ). Perché dovrebbe essere differente la reazione?
    Quando "fallisce" un'analisi, il paziente peggiora. Vuol dire che il terapeuta non è stato capace di comprendere quale fosse il problema che gli si presentava di fronte. O che, pur comprendendolo, non ha saputo utilizzare le sue conoscenze in modo efficace. Perché dovrebbe essere differente la reazione in caso di TBS? Se, quando una psicoterapia fallisce, non cambia nulla, significa semplicemente che la psicoterapia in questione ha la stessa efficacia di un placebo, cioè di un trattamento casuale o di nessun trattamento. Sinceramente, preferirei spendere soldi per una terapia che, se falllisce, mi lascia più malato di prima. Perché, in quel caso, avrei almeno la speranza che, se funziona, migliorerei.

    dato che noi "realisti" abbiamo a che fare con la mente delle persone e che non siamo onnipotenti, può capire di sbagliare o non riuscire ( per colpa nostra o del nostro sistema è un altro discorso ). In questi casi c'è chi non sa far altro che insistere ( come quell'analista freudiana che disse alla mia amica che era "resistente" e non c'era altro verso che continuare la terapia ), e c'è chi capisce quando è il momento di fermarsi, e ragionare, senza chiudere la porta al paziente riguardo la possibilità di affrontare nuove forme di terapia.
    Sinceramente, questo punto di vista ti fa onore. Ma, dal mio modo di vedere il mondo, arriva in ritardo. Ragionare va fatto prima, non dopo. E la "resistenza" non è una bufala per far continuare a far spendere soldi al paziente. Prova a fare l'esercizio bioenergetico del "cadere" per qualche volta, poi, magari, riscrivi la frase in modo differente.
    Ma, dicevo, ragionare va fatto prima, non dopo. Occorre decidere "a priori" se una certa tecnica di approccio al paziente darà risultati o meno. Deciderlo "a posteriori" non è una procedura scientifica. Non è che io, in laboratorio, posso prima decidere di fare tutti i tipi di analisi chimicofisiiche possibili e poi, in base ai risultati, stabilire cos'è accaduto ad un dato materiale. No. Prima faccio un'ipotesi, poi decido quali analisi e tecniche utilizzare, poi confronto i risultati con le ipotesi. Con la differenza che un pezzetto di cemento non impazzisce se sbaglio. E non mi pare poco.

    Quanto alla bibliografia, è uscito da poco un ottimo testo di Allan Schore: "La regolazione degli affetti e la riparazione del Sé". Se hai buone basi di neurofisiologia, dagli un'occhiata. Dice di più sui meccanismi di funzionamento della psicoterapia nelle prime 20 pagine che in tutti itesti di altri autori che ho letto finora.

    Grazie, e continua ad intervenire.Apprezzo l'approccio ideografico più di quello nomotetico, anche se occorre utilizzare il secondo per ottenere visibilità sulle riviste.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  15. #225
    Cercatore
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Stai chiamando in causa Willy, quindi non mi permetto di risponere per lui.
    Solo per il fatto che ho aperto questa discussione, voglio però dirti che non esiste:anoressia, bulimia, vomiting, ossessioni, bensì persone con una personalità complessa che sono portatrici di questi sintomi.
    Ma é così difficile per te?
    Per me no.

    Ma è difficile per te capire che secondo me per "risolvere" anoressia, bulimia, vomiting ed ossessioni non c'è bisogno di sdraiarsi sul lettino a parlare di quando papà mi bastonava e mammina non mi faceva le carezze, ma bensì lavorare SUI sintomi?

    Che m'importa perché è anoressico, posso togliergli il disturbo in 13 sedute... e magari salvargli la vita.

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