Caro Char_lie,
capisco il tuo stupore se paragoni le diverse teorie psicoterapiche a forme di sapere estremamente astratte e di dominio circoscritto come possono essere le teorie matematiche (sebbene anche qui ci possano essere teorie che si contraddicono, chè la scienza è progresso e superamento continuo del sapere acquisito). Nelle scienze umane una tale precisione è pressocchè impossibile, in primo luogo perchè ci si confronta con un numero di variabili ed una complessità estremamente più grande di ciò che anche calcoli complessi contemplano. Questo dato impone un grado di approssimazione che si trova anche in discipline come la fisica e la matematica del caos. Il secondo motivo è che si ha a che fare con dei soggetti e non con oggetti, con tutte le complicazioni che ne derivano.
Ecco perchè non solo la psicoanalisi ma anche tutte le altre teorie psicoterapeutiche sono orientamenti compositi, dove ci sono correnti anche in disaccordo. Nella TCC convivono orientamenti più tradizionali con altri più moderni, con i primi che lavorano sui sintomi ed i secondi su modelli di attaccamento, ad esempio. Lo stesso dicasi per la teoria sistemica. Ovviamente l'agire clinico che ne consegue è spesso molto differente.
Per la psicoanalisi vale la stessa considerazione e ciò non mi scandalizza. Minimo comune denominatore è però riconoscersi all'interno di una tradizione e di alcuni concetti cardine (come ad esempio la derivazione conflittuale della psicopatologia in psicoanalisi) seppure con sfumature differenti o concetti anche lontani tra di loro.
Un saluto







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