
Originalmente inviato da
Eugenio Rollo
Cara sempredicorsa, innanzitutto, rallenti un attimo...
Comprendo il timore dell'esame. Non ci crederà, ma sono stato giovane anch'io... Ricordo bene le sensazioni sgradevoli che, per quanto fossi preparato, mi aggredivano e mi circondavano in prossimità di una prova d'esame, quale che fosse. Oggi ricordo con tenerezza quelle sensazioni: oggi, però! Allora erano semplicemente angoscianti.
Come ho già scritto in questo forum, tuttavia, l'esame di stato non è come un esame del corso di laurea. In quel caso si doveva saggiare la preparazione teorica degli studenti, nell'esame di stato dobbiamo valutare il grado di maturità professionale di giovani colleghi. Non è questa la sede per discutere se l'esame di stato sia lo strumento più idoneo per l'accesso alla professione. Mi preme tuttavia evidenziare lo spirito che sottende la prova: è garanzia per tutti che uno psicologo sia in qualche modo "certificato" non faccia danni nella sua professione, è una garanzia per i clienti ma anche per tutti i colleghi e la reputazione della professione; accade purtroppo che qualche psicologo (o presunto tale, ci sono anche episodi in cui si spacciano per psicologi individui di pochi scrupoli che non hanno alcun titolo) operi in maniera poco consona, squalificando non solo se stesso ma tutta la categoria.
Pertanto l'obiettivo dell'esame di stato è quello di verificare la capacità di tradurre in pratica gli apprendimenti, per quanto possibile con le prove previste. Questo vale soprattutto per la prova pratica ed il progetto, in cui non si deve enumerare le teorie sull'argomento, bensì analizzare e risolvere una situazione ipotetica ma concreta, certamente con il supporto teorico di riferimento.
Rispondendo alla sua domanda, quindi, mi sento di dirle: acquisisca elementi concreti, legga casi clinici - se è dell'indirizzo clinico - e valorizzi l'esperienza del tirocinio, magari leggendo approfonditamente le cartelle dei pazienti, se può averne accesso. Quando pensa ad un caso, lo immagini non solo come incasellato in uno schema diagnostico, ma provi a farlo vivere nella sua quotidianità, con le problematiche di relazioni, operatività, vita di tutti i giorni, cerchi di rendere il più possibile viva la persona, guardandola in un'ottica più ampia.
Infine, rispetto alla questione del progetto in ambito clinico, devo dirle che ho sentito spesso questa perplessità. Se poi leggerà "Il progetto in psicologia" vedrà che ci solo alcuni progetti svolti anche in area clinica. Non pensiamo al clinico solo come un rapporto diadico terapeuta-paziente/cliente. Gran parte dell'attività clinica viene svolta nei centri di salute mentale, negli ambulatori, nei settori sociali e così via. Pertanto ci sono progetti che possono riguardare lo sviluppo di un percorso terapeutico di gruppo, l'analisi e l'intervento su una situazione territoriale, la programmazione dell'attività di un servizio, ecc.
Anche in questo caso, lo schema del progetto è identico a quello delle altre aree, cambiano l'approccio e le strategie, ma concettualmente la struttura progettuale è identica. Se vuole approfondire gli elementi sulla progettazione, trova le indicazioni per acquistare il mio libro alla pagina "www.eugeniorollo.it/psicologia.htm"
Termino con un elemento, spero, di rassicurazione. L'approccio che abbiamo in sede di Esame di Stato è certamente quello di non consentire l'iscrizione all'Albo a persone che attualmente non sono in grado di assicurare un buon livello di professionalità, ma questo non vuol dire avere intenti censori, è solo una garanzia per i clienti e i professionisti stessi, come dicevo prima. E' invece nostro intendimento avere un'azione di promozione e di incentivo a chi si affaccia al mondo del lavoro. Le confesso che in sede di orale mi sarebbe piaciuto molto approfondire qualche aspetto, dare suggerimenti sulla professione, su alcuni aspetti emersi, in altri termini dare un contributo di esperienza ai giovani colleghi, ma questo è reso impossibile dalla contingentazione dei tempi, purtroppo.
Non trovo altro suggerimento che questo: si prepari bene, certamente rivedendo gli aspetti teorici, ma cercando di contestualizzarli, vederne le applicazioni professionali. Tenga conto di una cosa: le persone preparate hanno tutte superato l'esame...
In bocca al lupo!