Se poi ci attacchiamo al rischio ed agli atti di fede è un altro discorso.
"Nessuno ti obbliga", poi, permettimi, è la risposta peggiore ed insensata che uno possa dare nel dialogo, proprio perchè dicotomizza le posizioni nel dentro e fuori classico. Sei dei nostri o sei contro di noi?
Assurdo che proprio un futuro terapeuta dica una cosa del genere.
Mi ricorda, per assurdità e pochezza, certe uscite dei prof. delle superiori: "Nessuno vi obbliga a studiare, l'obbligo finisce con la scuola media".
Sì, sì, buonanotte!
Il punto è che i discorsi vanno ancorati al reale ed è chiaro che se mi citate cosa dicono gli analisti riuniti di fronte all'articolo del Corriere, siamo punto e a capo.
Per loro si tornerà alle terapie lunghe, ovvio. Ciascuno tira l'acqua al suo mulino. Ma nemmeno gli psicanalisti possono tornare all'otium borghese delle giornate di 150 anni fa. Il mondo andrà sempre più veloce e, in proporzione, la psicanalisi sarà sempre più lenta. E non sarà il mondo ad essere mutato dalla psicanalisi, cari amici, ma la psicanalisi, volente o meno, ad essere mutata dal mondo. Già si sentono i primi cedimenti, certificati dalle cifre.
Il resto sono astrazioni.