allora.... quello che posso dirti è che una persona che al momento del reato è affetta da uno scompenso psichico transitorio (da limitare o escluere le sua capacità d'intendere o volere) al momento del processo può aver completamente superato i disturbi preesistenti (pur continuando ad essere affetto dalla stessa condizione psicopatologica), può essere in grado di organizzare la propria strategia difensiva in sede processuale.
Il riconoscimento di una "incapacità processuale", invece, comporta la sospensione del procedimento, la nomina di un curatore speciale, la possibilità di disporre un trattamento psichiatrico. allo scadere del 6° mese della sospensione del processo il giudice deve disporre ulteriori accertamenti peritali, cone ventuale ripetizione di questi a scadenza semestrale, fino a che non vi è il recupero delle specifiche capacità del soggetto in questione. si aspetta che lìimputato abbia riacquisito le capacità per esser imputato o meno.
per qunto riguardano le perizie, in TEORIA c'è uno schema comune dell'elaborazione peritale nell'organizzazione e descrizione dei risultati, ma in PRATICA esiste una variabilità di aprocci e di metodologie per la raccolta di qeusti dati.
Secondo la legge il risultato della consulenza ha unicamente il valore di un contributo tecnico che il giudice può accogliere o no e che le parti processuali hanno il diritto di contestare e a volte annullare. Ognuno porta acqua al suo mulino!!






