Scusami credevo avessi frainteso qualche mia frase..Non avevo capito partissi da questo presupposto
Ahi ahi sul fatto che la spiegazione di alcune contraddizioni dovrebbe esserci data da chi prende queste decisioni hai proprio ragione..Fioccano i mess di chi non capisce più nulla..Domani prof Mezzanotte cercherà di spiegarci meglio qualcosa..Dovrebbe tenere la lezione, e credo ci spiegherà la loro posizione..
P.S. ho scritto un paio messaggi, ma sono qualche pagina indietro..avevo già espresso il fatto k è proprio tra noi che combattiamo che si sono create delle divisioni..Tranqui, era a questo riguardo che parlavo di unione..Approvo le considerazioni sul fatto che se si aggiungesse qualcuno che non condivide si ridicolizzerebbe tutto..![]()
Ultima modifica di mmmRobertina : 24-10-2008 alle ore 14.12.57
Robertina
ah ci tenevo a dire che comunque anche io seguo spesso questo thread anche perchè voglio realmente capire bene la questione...
sto cercando di seguire quanti più servizi nei vari telegiornali, internet e programmi tv
ma sono sempre più confusa di prima
alle volte sembra che una posizione sia giusta e l'altra no e viceversaperò lunedì penso che andrò alla lezione all'aperto, sempre per avere delle informazioni in più
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io vorrei sapere una cosa..sono curiosa di sapere, quando hai letto la legge(perchè suppongo tu l'abbia letta)che ragionamento ti sei fatta per poi decidere di non condividere la causaperchè mi pare di capire che non aderisci non perchè non sei a conoscenza della cosa o preferisci che gli altri facciano, ma proprio perchè non sei contro la legge
..
non c'è nessun tono ironico o provocatorio, perchè a volte si fraintendono i tonisono davvero interessata perchè bene o male finora ho solo incontrato persone che erano contro e protestavano e vorrei sentire un punto di vista diverso, ma ben spiegato
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Ragazzi voglio capire...se la vostra facoltà diventa privata, voi siete in grado, o meglio, i vostri genitori sono in grado di mantenervi agli studi per diciamo gli anni che vi mancano +1 fuori corso (ipotetico) al costo di 6000€ annui ?? Cioè io credo che non sia possibile non essere d'accordo con la protesta...è il mio punto di vista...le modalità si possono discutere, ma il fatto che sta legge è anticostituzionale e sbagliata, non si può mettere in discussione!
IMPORTANTE! Oggi c'è stato un problema. Purtroppo siamo stati costretti a modificare la posta elettronica di riferimento per il nostro gruppo studentesco (psico-logica-mente). Vi invito a non considerare qualunque messaggio inviato da [email protected] successivo alle ore 110 (quindi l'ultimo che dovete tenere in considerazione è quello relativo all'incontro di lunedì, la lezione all'aperto). Da ora in poi, utilizzeremo la mail [email protected]
Dai vari post ho capito che molti ancora non si sono resi veramente conto della situazione. Vi invito a chiedere e dibattere su qualsivoglia argomento sia a favore o contro la legge 133 in modo che si chiarisca l'attuale situazione.
Per puntualizzare, le tasse non arriveranno mai ne a 6000 ne a 4000 euro. Vediamo di non sparare numeri, grazie. 4000 euro è la retta della Bocconi.
Per chi avesse dei dubbi o semplicemente curiosità, se può si avvicini in aula 4b. Alle ore 17 ci sarà un'assemblea per fare il punto della situazione. Tutti sono liberi di dire la propria, ma sostenere le proprie idee con se stessi non è produttivo per nessuno. Alle 19 ci sarà un'assemblea interfacoltà. Chi ha le idee confuse... faccia domande!!
Ultima modifica di wallydemo : 24-10-2008 alle ore 15.03.07
Io dico solo che ALLIBISCO di fronte a certe dichiarazioni....
Per chi ha ancora le idee poco chiare... leggete questo:
Scuole pubbliche e private: Calamandrei, 1950
«Facciamo l'ipotesi,
così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. E allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: - rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. - attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest'ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l'operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito».
Era Piero Calamandrei. Era il 1950. Erano parole. O - più precisamente - era una profezia.
Graziella Fois, [email protected]
tratto dal corriere della sera Corriere della Sera - Scuole pubbliche e private: Calamandrei, 1950
importante: La manifestazione del 30 ottobre indetta dai sindacati partira da piazza garibaldi alle 90 del mattino
ragazze ma si sa qualcosa di quando riprenderanno le lezioni??è davvero una brutta situazione![]()
Ultima modifica di AshersNei : 24-10-2008 alle ore 17.13.01
cercherò di rispondere con ordine sperando di non tralasciare nulla.. comunque premetto di esser contenta che ci sia comunque uno scambio di idee con la maggior parte di voi sereno e pacatoallora.. la domanda di Kio che mi chiede se sono favorevole a questa legge.. si l'ho letta, e sinceramente le mie idee sono tante per metterle in un unico post.. mi soffermo sul discorso università tralasciando gli altri ddl su cui onestamente ho poco da eccepire (es. art.15 del capo V, sul costo dei libri scolastici che saranno scaricabili online..).
dunque..il punto da cui parto è che il ddl non obbliga le facoltà a diventare private, bensì " le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato,La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta".. quindi già questo lascia intendere che tutto dipenderà da come deciderà il senato della nostra facoltà, nello specifico, e in generale quello di ogni ateneo d'italia.
oltre ciò, il mio pensiero va a come è la situazione attuale dell'università.. io pago una mole di tasse già ora.. e la mia preparazione ahimè lascia alquanto a desiderare.. e non perchè non mi ci impegno nello studio, ma perchè è proprio la strutturazione dell'università allo stato attuale che secondo me è allo sbando.. poniamo il caso che io decida di andare a studiare a Firenze.. ok? la tassa di sola iscrizione è tre volte tanto quella che paghiamo noi qui.. e a firenze non ci vanno a studiare soltanto i ricchi mi pare.. torniamo al punto organizzazione, li forse sono un passo in avanti con i contatti con le agenzie del lavoro, i corsi di formazione con attestato che qui non esistono durante il corso universitario (es.pratico: la mia amica mentre si laureava in psicologia ha avuto modo di seguire interfacoltà un corso per educatore professionale con qualifica finale), ma a livello di preparazione poi andiamo a scoprire che la maggior parte degli esami sono quiz a crocette.. ergo moolte persone li passano con un livello di preparazione forse inferiore a quel che necessiterebbe.. così, con più di mille euro di tasse annuali, anche questa università pubblica mette sul mercato del lavore persone che a livello di preparazione scarseggiano.. ora nella mia mente mi son posta invece la domanda di un ateneo privato..esempio : la Cattolica.. penso che come struttura parli da se, sia a livello di preparazione finale, sia a livello di offerte formative e quant'altro può essere utile a chi va all'università non tanto per avere un foglio di carta, cosa che noi qui invece dobbiamo procacciarci da soli, il più delle volte all'esterno dell'università. alla cattolica il costo di iscrizione è di 1000 euro, il resto per una famiglia media 2240 euro.. sinceramente, mille euro complessivi e una preparazione del cactus, e 3500 euro e una buona preparazione, sicuramente farei salti mortali, ma preferirei per mio figlio una preparazione come quella della cattolica..
questo in sintesi quello che io penso..
detto questo, c'è anche la mia ragione politica.. sono pronta a sentire una caterva di insulti, ma vi dico molto tranquillamente che io sono sardista.. ergo, se ci fosse una scissione della Sardegna dall'italia ne avremo solo da guadagnarci secondo me.. ma siccome la mia terra ancora è sopita nella paura di emanciparsi, non ho la minima intenzione di combattere una " causa italiana" quando la mia, prima del resto, è una "questione sarda."