TREMONTI COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DOPO VERTICE CDL
03/07/2004 - 09:18
Roma - Giulio Tremonti dimissionario dall'Economia, rinvio per la manovra sul contenimento della spesa, che verrà probabilmente approvata appena in tempo per la riunione Ecofin di lunedì, in un consiglio dei ministri convocato di domenica. Questo l'esito di un lungo e drammatico vertice di maggioranza, durante il quale è stata sfiorata la crisi di Governo. Alla fine è passata la linea di An, sostenuta dall'Udc. Il partito di Gianfranco Fini ha ottenuto la testa del titolare dell'Economia, e anche una rivisitazione del provvedimento sul taglio delle spese con cui presentarsi con i conti in regola davanti ai ministri economici dell'Ue per evitare l'early warning.
Il vertice a Palazzo Grazioli, riunitosi ieri sera dopo una serie di incontri tra il Premier e gli alleati, è durato oltre quattro ore. Gianfranco Fini e Mario Baldassarri hanno tenuto il punto. Già ieri, poco dopo aver formalizzato la posizione del partito al termine dell'esecutivo, An aveva posto il problema dell'incompatibilità della propria presenza al Governo con quella del potente titolare dell'Economia. Ad An, che già ieri mattina condizionava la propria permanenza nell'esecutivo ad una "svolta" nella politica economica, non è andato giù il documento che Tremonti avrebbe portato oggi in Consiglio dei ministri: una manovra che doveva essere da circa 7,5 miliardi di euro, con un taglio delle spese distribuito su una ventina di voci che però avrebbe toccato soprattutto gli incentivi al Mezzogiorno. Non solo. Tremonti, secondo gli esperti economici di An, avrebbe presentato un complesso di misure 'spalmate' su tre anni che pero', ad una più attenta lettura 'anno per anno' avrebbero comportato un divario in negativo, un 'buco', di circa 2 miliardi di euro. Di qui l'accusa di voler 'truccare i conti', risuonata nel pomeriggio a palazzo Grazioli.
Per questo, Fini e Baldassarri, insieme al ministro Gianni Alemanno, hanno posto l'aut-aut a Silvio Berlusconi. Il Premier aveva poi di nuovo ricevuto, nel pomeriggio, Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega, mentre nella sede dell'Udc Marco Follini era a colloquio con i ministri Rocco Buttiglione e Carlo Giovanardi.
I leader, riuniti in serata a Palazzo Grazioli, non hanno sciolto il nodo principale, la questione posta da An. Superate, per il momento, le questioni prettamente politiche (i tempi per il Ddl sulle riforme chiesti dalla Lega, e la riforma elettorale per il proporzionale, voluta dall'Udc), è rimasto lo scoglio del 'caso 'Tremonti'. A quel punto è stato lo stesso Berlusconi, riferisce Calderoli, "a farsi interprete" di questa richiesta davanti al titolare dell'Economia. E a decidere di sconvocare il Cdm previsto per oggi. I leader rimarranno in contatto ancora oggi, e forse anche domenica, per trovare l'accordo sul provvedimento da portare all'Ecofin di lunedì. Il Consiglio dei ministri potrebbe quindi riunirsi domenica, al più tardi lunedì mattina. L'ipotesi di una richiesta di slittamento dell'Ecofin, sia pure circolata nella serata, sembra difficile essendo questa la prima riunione dei ministri economici dell'Ue sotto la presidenza di turno olandese.
Il Governo evita così per il momento la crisi. Le dimissioni di Tremonti, ha precisato Calderoli, non sono ancora state formalizzate. Ma quando lo saranno, il passaggio politicamente obbligato sarà l'assunzione dell'interim da parte di Berlusconi. In attesa della nomina di un nuovo ministro.
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E se permettete io ci agggiungo FINALMENTE!








cmq era l'ora!!!! l'unica cosa che mi spaventa.. sul sito della Repubblica c'è scritto che berlusconi ha pensato a Monti come successore, ma è già pronta per l'incarico.. niente popòmenoche... la MORATTI!!!!!!!!
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ha ragione angelus purtroppo!!
Micetto