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Discussione: Jung

  1. #46

    Riferimento: Jung

    Citazione Originalmente inviato da fede.michelotti Visualizza messaggio
    io spero tu stia scherzando!!
    "difficilmente una persona potrebbe lavorare o vivere in famiglia mentre è sotto un'analisi junghiana"???che vuole dire???cioè, se una persona è sotto analisi junghiana, secondo te non può avere una vita "normale"? Ma cosa pensi ti faccia uno psicoterapeuta junghiano??
    io personalmente sto in analisi junghiana da tre anni e non ho avuto nessun grosso problema a gestire la mia vita, anzi l'ha migliorata tantissimo...!!!!!!!!!
    Per quanto riguarda quelli che te chiami "vizietti" di Jung pensa al fatto che prima gli psicoterapeuti non facevano analisi personale prima di intraprendere il loro lavoro e molte volte proprio per questo riuscivano male a gestire e a canalizzare quello che anche adesso chiamiamo controtransfert (termine tra l'altro coniato dallo stesso Jung perchè Freud parlava di transfert sia da parte del paziente sia da parte del terapeuta) e poi non è l'unico ad avere avuto di questi problemi...anche Brauer con la sua paziente isterica ne ha avuti, tant'è che dovette lasciare il lavoro da compiere nelle mani di Freud...penserei un pò di più fossi in te prima di "parlare"!!
    Lo stesso Carotenuto lo diceva....anzi se posso vado volentierissimo a questo congresso a Roma...Carotenuto è un mito per me!!!!
    Grazie per l'informazione!!!!!!

  2. #47
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: Jung

    Ciao Lupus. Il post di Fede lo avevo letto.Anche io adoro A. Carotenuto, ho letto tutti i suoi libri. Mi ha fatto innamorare della psicoterapia.
    Ma del transfert secondo Jung che mi sai dire?
    Io vivo e lavoro meglio da quando la terapia con il mio psi junghiano ha iniziato ad essere efficace. Tu di cosa ti occupi? A presto.Francesca
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  3. #48
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
    Data registrazione
    25-03-2008
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1,011

    Riferimento: Jung

    Un nipote di Jung raccontò che mentre il nonno era intento a costruire con un bastone dei piccoli ruscelli artificiali e mentre uno di essi confluiva nell'altro egli disse:...'è l'influenza'...
    Ora,non ho presente il passo che citi in cui Jung sostiene l'inutilità del tranfert, ma si può intuire anche dalle parole di prima quanto il maestro zurighese tenesse e patisse la dimensione dell'incontro...anzi sono persuaso che l'intera psicologia junghiana non abbia senso se non all'interno di una dialettica fra Uno e Molti...credo però di intuire cosa volesse dire riguardo alla componente disturbante del tranfert nella psicoterapia...una dimensione di dipendenza,qualunque essa sia, porta con se una difficoltà insormontabile che è quella di 'rallentare' la differenziazione in massimo grado dell'individuo...anche se dalla dipendenza inizia il percorso individuativo...Jung non si può leggere con continuità perchè ogni sua opera porta un tanto di mistero in più che basta per dubitare delle affermazioni precedenti...ecco perchè è difficile parlare di 'teoria' junghiana:ci troviamo di fronte al ritorno prepotente dell'enigma umano che finalmente ritrova una dignità quasi 'estetica' che non si lascia ridurre da qualsivoglia sistematizzazione o sguardo scientifico di turno...

    saluti,
    Luigi

  4. #49

    Riferimento: Jung

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Ciao Lupus. Il post di Fede lo avevo letto.Anche io adoro A. Carotenuto, ho letto tutti i suoi libri. Mi ha fatto innamorare della psicoterapia.
    Ma del transfert secondo Jung che mi sai dire?
    Io vivo e lavoro meglio da quando la terapia con il mio psi junghiano ha iniziato ad essere efficace. Tu di cosa ti occupi? A presto.Francesca


    Ciao Francesca.
    Ho letto anche il tuo penultimo intervento e mi rifaccio a quanto scrivi, premettendo che mi sto accostando a Jung solo di recente e ancora tanto devo conoscere...
    Per come la vedo io, il transfert puo' essere piu' superficiale o piu' profondo.
    Nel secondo caso, l'aspetto relazionale inconscio che il paziente proietta sulla figura dell'analista ha una tale "densità" che puo' non essere chiaro fin da subito allo stesso terapeuta cosa sia e l'esatta modalità in cui si configuri.
    In questo, credo - ma le mie parole prendile come una semplice e personale opinione d'una persona che si sta accostando a certi risvolti - che l'obiettivo del terapeuta debba primariamente essere quello di "sciogliere" tale "densità" transferale, decodificandola e svestendola dell'abito "affettivo-passionale-istintuale" sotto cui si presenta e portarla alla "ratio" della consapevolezza del paziente.
    Questo lavoro terapeutico (su cui poi si fonda il concetto junghiano di "individuazione") non è poi molto semplice, credo.
    Infatti credo che come l'inconscio, anche il transfert possa essere piu' individuale o ancora piu' profondo - piu' "denso", per usare il termine di prima, di significati.
    In quel caso credo si sia di fronte alla traslazione di tipo collettivo, spesso connotata da figure archetipiche presenti nell'inconscio e di difficile interpretazione e comprensione.
    Ecco perchè, rifacendomi a quanto tu obiettavi al paradosso di Jung sul transfert, secondo me lo psichiatra svizzero commentava "positivamente" per la terapia l'assenza dello stesso transfert!...

    Almeno...io questo, secondo le mie letture, ho compreso...
    Tu la vedi come me? Che ne pensi?...

  5. #50
    Partecipante Super Esperto L'avatar di scorpione82
    Data registrazione
    27-06-2002
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    507

    Riferimento: Jung

    Ciao a tutti
    Rialzo questa vecchia discussione molto interessante perchè mi sto avvicinando, in modo del tutto casuale (comprando un libro sulla sincronicità, concetto fino ad ora a me sconosciuto), a Jung...
    Vengo da un'università in cui l'approccio "prediletto" è tutto eccetto la psicoanalisi dunque potete immaginare quanto sia "campo nuovo" per me
    Ma sto cercando di capire la scuola di specializzazione più "giusta" per me, x come è il mio modo di essere...

    Ed eccomi con le "richieste" :

    - Avete da consigliarmi dei libri da leggere x capire più a fondo Jung? Che siano abbastanza semplici ma al tempo stesso introduttivi e ben spiegati?

    - Eventi (corsi, seminari etc) a cui partecipare (possibilmente in Toscana!)?

    - Scuole di specializzazione di matrice junghiana?

    Grazie infinite a chiunque possa aiutarmi


  6. #51
    Partecipante Figo L'avatar di anturium_rosa
    Data registrazione
    01-02-2008
    Residenza
    Genova
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    983

    Riferimento: Jung

    Citazione Originalmente inviato da scorpione82 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti
    Rialzo questa vecchia discussione molto interessante perchè mi sto avvicinando, in modo del tutto casuale (comprando un libro sulla sincronicità, concetto fino ad ora a me sconosciuto), a Jung...
    Vengo da un'università in cui l'approccio "prediletto" è tutto eccetto la psicoanalisi dunque potete immaginare quanto sia "campo nuovo" per me
    Ma sto cercando di capire la scuola di specializzazione più "giusta" per me, x come è il mio modo di essere...

    Ed eccomi con le "richieste" :

    - Avete da consigliarmi dei libri da leggere x capire più a fondo Jung? Che siano abbastanza semplici ma al tempo stesso introduttivi e ben spiegati?

    - Eventi (corsi, seminari etc) a cui partecipare (possibilmente in Toscana!)?

    - Scuole di specializzazione di matrice junghiana?

    Grazie infinite a chiunque possa aiutarmi

    Un libro che ti consiglierei è: Incontrare Jung - Wolfgang Roth - Magi edizioni

    Recensione: Il volume presenta aspetti fondamentali della psicologia analitica. L'esposizione particolarmente strutturata lo destina anche a chi non ha ancora confidenza con il pensiero di C.G. Jung. Apprese le necessarie nozioni sul contesto storico, sulla biografia di Jung e sui dati relativi all'amicizia e alla rottura con Freud, il lettore assisterà allo sviluppo delle idee junghiane e familiarizzerà – tra gli altri – con i concetti dell'inconscio collettivo, dell'Anima e dell'Animus, dell'Ombra, degli archetipi e con il ruolo fondamentale che rivestono nello sviluppo dell'individuo i simboli. Come in un mosaico, tutte le idee di Jung andranno a tracciare un percorso, denominato da lui il processo di individuazione, che conduce l'individuo a diventare se stesso, ad attuare il proprio Sé. L'opera di Jung va ben oltre una dottrina psicoanalitica. Non ci si stanca mai di sottolinearlo. Essa consente un'ampia comprensione della psiche e della sua esistenza nel cosmo, toccando aspetti culturali, filosofici, religiosi e mitologici. Un volume per principianti? Senz'altro, ma anche per chi vuole integrare nella propria conoscenza psicologica o, più genericamente, umanistica una linea di pensiero impossibile oggi da prescindere.

    Ovviamente poi ce ne sono moltissimi altri, tutti molto belli, ma come introduzione secondo me quello che ti ho indicato è il più adatto.
    Quando poi avrai familiarizzato un po' con il pensiero junghiano ti consiglio di leggere qualche libro di Marie-Louise Von Franz, era un'allieva di Jung ed è considerata una delle più importanti esponenti della psicologia analitica. Esplorò l'espressione degli archetipi della fiaba, che secondo lei rivelano un significato ben preciso: il Sè, inteso come totalità psichica dell'individuo e come "centro regolatore" della vita psichica del soggetto.

    Una scuola di psicoterapia junghiana in Toscana è:
    Istituto di Psicoterapia Analitica
    Città: Firenze - Direttore: Dott. Saro Brizzi - Telefono:055/574213 Fax: 055/574213 - Indirizzo: Via G.B. Amici n° 17

    Poi ce ne sono altre in regioni diverse, ti incollo il link: Scuole Psicoterapia Jung Psicologia Analitica

    Spero di esserti stata utile
    Ultima modifica di anturium_rosa : 17-10-2008 alle ore 15.30.41

  7. #52
    Partecipante Super Esperto L'avatar di scorpione82
    Data registrazione
    27-06-2002
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    507

    Riferimento: Jung

    Il libro che mi hai consigliato è proprio quello che cercavo

    La scuola che mi hai indicato l'avevo vista, ma non ero sicura fosse a indirizzo junghiano... Grazie della conferma

    Quindi... Utilissima!! Non immagini quanto !!

  8. #53
    CarlGustavJung
    Ospite non registrato

    Riferimento: Jung

    Citazione Originalmente inviato da scorpione82 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti
    Rialzo questa vecchia discussione molto interessante perchè mi sto avvicinando, in modo del tutto casuale (comprando un libro sulla sincronicità, concetto fino ad ora a me sconosciuto), a Jung...
    Vengo da un'università in cui l'approccio "prediletto" è tutto eccetto la psicoanalisi dunque potete immaginare quanto sia "campo nuovo" per me
    Ma sto cercando di capire la scuola di specializzazione più "giusta" per me, x come è il mio modo di essere...

    Ed eccomi con le "richieste" :

    - Avete da consigliarmi dei libri da leggere x capire più a fondo Jung? Che siano abbastanza semplici ma al tempo stesso introduttivi e ben spiegati?

    - Eventi (corsi, seminari etc) a cui partecipare (possibilmente in Toscana!)?

    - Scuole di specializzazione di matrice junghiana?

    Grazie infinite a chiunque possa aiutarmi

    su youtube trovi un documentario dedicato a Jung

    YouTube - Dal Profondo dell'Anima (parte1di6)
    Ultima modifica di CarlGustavJung : 17-10-2008 alle ore 20.10.46

  9. #54
    Matricola
    Data registrazione
    11-03-2008
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    15

    Riferimento: Jung

    Da inesperta di Jung (visto che all'università si fa poco, è vero) mi sono sempre chiesta, e lo chiedo quindi ai più esperti, perchè non venga mai citato quando si parla di clinica e diagnosi. Nel senso... si parla del borderline e trovi Kohut, Kernberg, Liotti... ma Jung?

  10. #55
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Jung

    Citazione Originalmente inviato da .Martina. Visualizza messaggio
    Da inesperta di Jung (visto che all'università si fa poco, è vero) mi sono sempre chiesta, e lo chiedo quindi ai più esperti, perchè non venga mai citato quando si parla di clinica e diagnosi. Nel senso... si parla del borderline e trovi Kohut, Kernberg, Liotti... ma Jung?
    Il discorso sarebbe abbastanza complesso. In termini più generali possiamo identificare l'origine di questa voluta 'dimenticanza' con l'originaria rottura di Jung con Freud e con il mondo psicoanalitico che a lui faceva capo. La cosiddetta scuola di Zurigo inizia a farsi strada proprio da questa rottura. In 'simboli della trasformazione' com'è noto Jung pone all'attenzione del mondo una concezione della libido e di tutta la dinamica della psiche diverse e di una novità dirompente:nasce anche l'esigenza per Jung di definire diversamente la sua psicologia che non è in contrasto con quella di Freud o Adler ma le ingloba entrambe definendosi come 'psicologia complessa' o 'analitica'. La psicoanalisi non accetta il contributo junghiano perchè ne ha paura ma se si facesse un pò più di attenzione si scoprirebbe ad esempio che molte nozioni care alla psicologia del sè o di una certa psicoanalisi relazionale sono contenute già nella teoresi junghiana:penso ad esempio al ruolo del contro-transfert,a certi accorgimenti nell'ambito del setting...In ogni caso Jung rifiutò egli stesso fin dall'inizio della sua carriera etichette o pretese di scientificità nei confronti di una psicologia che è impossibilitata per sua natura a costituirsi come scienza:il suo tormentato e spesso contraddittorio percorso spirituale la dice lunga sulla complessità di un pensiero che non accetta di essere rinchiuso in spazi troppo angusti...Jung si occupo praticamente di tutto nella sua vita non negandosi nessuna esperienza spirituale.
    Questi brevi cenni dicono già molto sull'ostinazione di una certa psicologia a non considerare nessuna delle prospettive junghiane:la prima prova sperimentale sulla validità dell'ipotesi freudiana della libera associazione ci viene da Jung con l'esperimento associativo e l'ipotesi di un complesso ad intonazione affettiva;la prima vera incursione psicoanalitica nel mondo della psicosi ci viene da Jung che a differenza di Freud lavorò già da subito con pazienti gravi lasciandoci quel prezioso documento che è 'la psicologia della dementia praecox';per non parlare di tutte le meravigliose indagini sull'amore di transfert,sulla fenomenologia della religione e della religiosità...insomma non c'è limite alla ricchezza della riflessione junghiana:questa ricchezza spesso indispone...

    Saluti,
    Luigi

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