Originalmente inviato da ikaro68
Allo stesso modo, credo che la certezza, seppur dolorosa, di cui parli rientri in quello che definivo come godimento mortifero nel/del sintomo, di cui il paziente si lamenta da una parte ma non può separarsene
il discorso è complesso, ma in generale vale la legge "la resistenza al cambiamento è la piu forte", nel senso che il "sintomo" porta sicuramente a sofferenza, disagio, ecc...ma è funzionanale al mantenimento di un equilibrio, di una certezza. A volte certi "sintomi" portano anche dei vantaggi secondari, e la resistemza aumenta ancora di più.
In fondo lo disse lo stesso Freud in "Inibizione, sintomo, angoscia": se togli il sintomo, aumenta l'angoscia








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