Per Gemma:
il libro di Francesca Emili è molto interessante: breve, denso, ben scritto. La Emili ha una grossa esperienza sia nel settore del trauma in età evolutiva (quindi a livello individuale - famigliare), che nell'attività in ambito maxiemergenze (quindi con operatività "ad ampio spettro"). Te lo consiglio.
Per Arpista:
operare all'estero in ambito psicologico o psicosociale è possibile, ma bisogna fare la massima attenzione (davvero massima) alla serietà dei gruppi con cui parti. Tieni conto che spesso, purtroppo, nella cooperazione internazionale (soprattutto nell'ambito sociale o psicosociale) si muovono gruppi ed associazioni non sempre di "primo livello", con ovvi problemi a livello operativo o anche di sicurezza. Comunque, se questo tipo di attività ti può interessare, una ottima conoscenza dell'inglese ed una buona conoscenza del francese e/o dello spagnolo sono sufficienti a permetterti di muoverti in vari scenari africani, latino-americani e del sud-est asiatico. Oltre a questo, però, ti consiglio anche una buona formazione di tipo psicosociale e di comunità (molto spesso, infatti, non si opera con un paradigma "psicologico-clinico" individuale, ma con un approccio psicosociale tipico della psicologia di comunità). Ed ovviamente una buona preparazione in ambito di psicologia cross-culturale.
Ciao,
Lpd







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