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  1. #451
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    A Gieko,
    1- Su questo forse hai ragione, ho contato una decina di scuole che si definiscono ad "orientamento integrato", almeno qui sul sito. Mi riferivo comunque anche alle numerose volte che ho sentito prospettare integrazioni tra vari modelli (ad es. cognitivista e psicoanalitico) a livello sia teorico che tecnico.
    Modelli teorici così lontani non possono certo tentare di incontrarsi. Ma tu sai che da una stessa teoria discendono decine di trattamenti: ridurre questi sarebbe un piccolo passo avanti, qui parliamo di teorie e non di tecniche.
    2- Questo è un punto per me molto importante, nel senso che la mia affermazione si basa sul fatto che, dal punto di vista teorico, gli approcci integrati mettono insieme concetti tra loro profondamente differenti (nell'esempio di prima: centralità dei processi cognitivi e centralità dei processi inconsci) perchè provenienti - e quindi legati concettualmente - a modelli generali dell'essere umano diversi e, spesso, contrastanti. Ciò comporta una sovrapposizione di metodologie di lavoro a voler veder bene contraddittorie, con possibili effetti sul processo terapeutico. Insomma, l'eclettismo può generare confusione per la propria natura.
    Non faccio riferimento all’eclettismo, ma all’acquisizione di tecniche, derivanti anche da altre teorie che possono rispondere all’urgenza, senza perdere di vista il lavoro centrato sulla struttura.
    3- Dall'altra parte sono convinto dell'importanza di costruire modelli che siano ampi ed esaustivi ma, contemporaneamente, coerenti al loro interno. I costrutti che ne fanno parte, in altre parole, devono essere epistemicamente coerenti, radicati in una teoria di fondo specifica e ben determinata, oltre che sufficientemente spiegativi di un'ampia gamma di fenomeni. Non penso che esistano modelli definitivi, ma credo che la tensione verso teorie sempre più ampie e complete sia necessariamente da ricercare. Personalmente credo che alcune teorie si stiano muovendo in questa direzione, nonostante lo "stato dell'arte" sia ben lungi dall'essere in una fase avanzata.
    Gieko,scusami, ma credo impossibile questo se non si accettano tecniche che provengono da altri modelli teorici, integrandole all’interno della propria epistemologia.
    Le difficoltà sono molte, ma la proliferazione dei trattamenti non può aiutare la credibilità della psicoterapia.

    Ciao.
    Lucio Demetrio Regazzo

  2. #452
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Lucio, che dire... non sono d'accordo con il tuo punto di vista, anche se ti ringrazio per il chiarimento.
    Per cominciare non ritengo che da una medesima teoria discendano "decine di trattamenti". Sono più dell'idea che i diversi orientamenti si raggruppino attorno a concetti cardine e li articolino in maniera peculiare, considerando poi che dal punto di vista tecnico esiste una variabilità estrema. Ad esempio in psicoanalisi ci si ritrova rispetto a concetti come inconscio, resistenza, transfert ma poi essi vengono articolati con sfumature anche marcatamente differenti dalle diverse correnti di pensiero, il che implica procedimenti tecnici profondamente dissimili (basti pensare a come possono lavorare gli analisti kohutiani rispetto ai kleiniani...). La tecnica inoltre è la parte che risente maggiormente della soggettività del terapeuta nonchè di quella del paziente.
    Per quanto mi riguarda, inserire procedimenti tecnici derivati da altre teorie è un'operazione epistemicamene illecita, a meno di non svincolare lo strumento tecnico dal contesto teorico in cui è nato, il che equivale però a crearne uno sostanzialmente nuovo. Altrimenti ci si trova in una situazione di eclettismo, che piaccia o no.
    Sono quindi d'accordo con te rispetto all'idea di tentare di evitare il più possibile la proliferazione di trattamenti, che, a mio parere, è però spesso legata ad una mancanza di coerenza epistemica, dovuta proprio all'inserimento di concetti teorici estranei senza che vi sia un lavoro di rifinitura e contestualizzazione del concetto stesso all'interno dell'orientamento. Mi spiego meglio: se, poniamo ad esempio il tentativo di inserire il concetto di attaccamento bowlbyiano all'interno della teoria cognitivista, o tale operazione ridefinisce (come di fatto mi sembra sia successo) l'intero paradigma teorico, portando al superamento del precedente modello basato su presupposti razionalistici e mentalistici, oppure ci troviamo di fronte ad una teoria che deve tenere insieme concetti contrastanti come il primato del cognitivo sull'emotivo con il suo contrario. Di qui ritengo che la strada alla frammentazione sia più diretta, perchè in una situazione di contraddittorietà teoretica è più facile sottolineare spunti teorico-clinici contrastanti.
    In conclusione, la maggiore tenuta epistemica degli orientamenti in psicoterapia non può - nè deve - dipendere dall'"accettazione di tecniche che provengono da altri modelli teorici", ma dallo sviluppo in complessità e validità della teoria stessa, della possibilità della teoria interfacciarsi con altri vertici di osservazione (altre discipline ad esempio), traendone stimoli ma conservando la propria specificità. Da una teoria maggiormente affinata nascono poi sviluppi tecnici, che sono però coerenti con la teoria e possono arricchirla apportando nuovi dati (mediante un processo circolare).

    Saluti
    gieko

  3. #453
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Gieko, ricambio il ringraziamento e premetto che non desidero affermare ad ogni costo le mie ragioni, né ritrarmi.
    Mi rendo però conto, a partire dalla lettura dei nostri post, che questo non è lo spazio idoneo per dibattere di un argomento così ampio e difficile; troppo facilmente si cade in fraintendimenti o spiegazioni senza repliche in tempo reale (come quelle di un dibattito viso a viso) che, anziché arricchire, possono creare un irrigidimento delle posizioni con detrimento dello scambio.
    Cito solo una frase dove ciò è evidente: non ritengo che da una medesima teoria discendano "decine di trattamenti".
    Ho saltato un passaggio che ha reso indecifrabile ciò che sostenevo: credo che da una teoria “madre” si stiano sviluppando molte teorie “figlie” che si differenziano talvolta per banalità e da queste discendano poi decine di trattamenti.
    Sono d’accordo che i tentativi d’integrazione sono stati sinora senza esisti proficui (se vuoi ti invio un file con tutti i tentativi fatti ad ora) però ritengo che sia una strada che è necessario continuare a percorrere essenzialmente per due motivi:
    1-il modello unico, a mio avviso, è utopico:
    2-la proliferazione dei trattamenti sta creando un danno enorme all’immagine e alla concreta efficacia della psicoterapia:
    3-indagini,sperimentali e cliniche, dimostrano che lo psicoterapeuta è la variabile più importante che incide sul risultato di un trattamento:
    4-dal punto 3, studiamo gli psicoterapeuti più efficaci e cerchiamo finalmente di capire cosa fanno, ci si può trovare a delle sorprese che ribaltano l’esigenza di un’epistemologia di base (nella quale anch’io, al momento credo), senza tuttavia esimermi dal rispondere con tecniche agevoli per ridurre la sofferenza del paziente.

    Gieko. Non vorrei che tu pensassi che ti incoraggio a non replicare ma credo che oltre ,in questo argomento, non si possa andare su un forum.

    Un saluto. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  4. #454
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riprendo brevemente.
    Per quanto riguarda l'opportunità di parlare o no di argomenti difficili e complessi come l'epistemologia in un forum, sono dell'idea che si può tentare, se si ha voglia di farlo. Ovviamente consapevoli del valore e degli impedimenti che rappresentano gli interventi su un forum. Basta creare una discussione apposita.

    Sul resto

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Sono d’accordo che i tentativi d’integrazione sono stati sinora senza esisti proficui (se vuoi ti invio un file con tutti i tentativi fatti ad ora) però ritengo che sia una strada che è necessario continuare a percorrere essenzialmente per due motivi:
    1-il modello unico, a mio avviso, è utopico:
    2-la proliferazione dei trattamenti sta creando un danno enorme all’immagine e alla concreta efficacia della psicoterapia:
    3-indagini,sperimentali e cliniche, dimostrano che lo psicoterapeuta è la variabile più importante che incide sul risultato di un trattamento:
    4-dal punto 3, studiamo gli psicoterapeuti più efficaci e cerchiamo finalmente di capire cosa fanno, ci si può trovare a delle sorprese che ribaltano l’esigenza di un’epistemologia di base (nella quale anch’io, al momento credo), senza tuttavia esimermi dal rispondere con tecniche agevoli per ridurre la sofferenza del paziente.
    Il problema è, lo ribadisco, di natura epistemica e metodologica. Un modello unico sarà pure utopico, ma credo sia la direzione a cui tendere dal punto di vista teorico. Anche perchè non sono per niente sicuro che l'integrazione consenta una minor proliferazione dei trattamenti e, soprattutto, porta ad una debolezza del livello teorico che, a mio parere, è solo controproducente, e ridurrebbe la psicoterapia a tecnica. Proprio per questo è rischioso studiare "gli psicoterapeuti più efficaci" ignorando la teoria a cui fanno riferimento, perchè è in base a questa che operano. E poi c'è l'annosa questione di cosa sia l'"efficacia" e di cosa siano veramente gli "esiti positivi" di un trattamento. Insomma, senza una teoria chiara e con fondamenta salde è difficile iniziare a rispondere anche queste ultime due domande.

    Saluti
    gieko

  5. #455
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Riprendo brevemente.
    ...
    Il problema è, lo ribadisco, di natura epistemica e metodologica. Un modello unico sarà pure utopico, ma credo sia la direzione a cui tendere dal punto di vista teorico. ...

    Proprio per questo è rischioso studiare "gli psicoterapeuti più efficaci" ignorando la teoria a cui fanno riferimento, perchè è in base a questa che operano. ...Saluti
    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    ...Sono d’accordo che i tentativi d’integrazione sono stati sinora senza esisti proficui (se vuoi ti invio un file con tutti i tentativi fatti ad ora) però ritengo che sia una strada che è necessario continuare a percorrere essenzialmente per due motivi:
    1-il modello unico, a mio avviso, è utopico:
    ...
    4-dal punto 3, studiamo gli psicoterapeuti più efficaci e cerchiamo finalmente di capire cosa fanno, ci si può trovare a delle sorprese che ribaltano l’esigenza di un’epistemologia di base (nella quale anch’io, al momento credo), senza tuttavia esimermi dal rispondere con tecniche agevoli per ridurre la sofferenza del paziente.
    ...
    Per quanto possa essere difficile, io ritengo che su un forum si possa discutere (quasi) di tutto. Ovvio che, discutendo di epistemologia non si potranno avere post "leggeri" e sarà necessario corredarli di un minimo di note bibliografiche e links.

    Rispetto ai punti che ho riportato, tratti dallos cambio tra Lucio e Gieko, devo dire che non mi sento in accordo con Lucio. Io ritengo che una teoria unica della psicoterapia sia non solo possibile, ma desiderabile, per quanto utopica possa apparire questa prospettiva.
    Per quanto possiamo costruire diverse rappresentazioni del mondo e del funzionamento degli esseri umani, non possono coesistere più teorie scientifiche che si propongano una spiegazione complessiva del comportamento, né della psicopatologia o della psicoterapia. Il mondo è uno, non molti. Almeno, secondo me.

    Se dovessimo pensare all'esistenza di molteplici linee di sviluppo indipendenti tra di loro, e non riconducibili ad una teoria unificata, credo potremmo abbandonare molte delle nostre pretese di essere portavoce di una visione scientifica, e dedicarci alla lettura della mano, agli studi circa gli influssi planetari, o all'influenza che la disposizione dei mobili di casa può avere sulle patologie dello sviluppo. O tutte queste cose contemporaneamente.

    Quanto allo studio degli psicoterapeuti, mi stupisce la posizione di Gieko, soprattutto dopo che molte ricerche hanno dimostrato (anche in ambito psicoanalitico) come tra quel che gli psicoterapeuti fanno e quel che credono di fare ci passi una differenza notevole. Mi ricordo un bel po' di ricerche che dimostrano come, indipendentemente dalla teoria di riferimento, gli analisti si comportino con i loro pazienti così come i loro analisti si comportavano con loro.
    Possiamo avere in mente tutte le nostre teorie, ma, nella situazione clinica, penso siamo noi ad agire, non le nostre teorie. Abbiamo il nostro inconscio, il nostro corpo, le nostre credenze, il nostro temperamento e il nostro carattere. E mi pare che questi aspetti non coscienti e, spesso, non controllabili nel "qui e ora" della seduta, siano più rilevanti delle teorie e delle concettualizzazioni che ci siamo formati nel tempo.

    Sarà una bella discussione, questa, se avremo voglia e tempo per farla...

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #456
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Per quanto possa essere difficile, io ritengo che su un forum si possa discutere (quasi) di tutto. Ovvio che, discutendo di epistemologia non si potranno avere post "leggeri" e sarà necessario corredarli di un minimo di note bibliografiche e links.

    Rispetto ai punti che ho riportato, tratti dallos cambio tra Lucio e Gieko, devo dire che non mi sento in accordo con Lucio. Io ritengo che una teoria unica della psicoterapia sia non solo possibile, ma desiderabile, per quanto utopica possa apparire questa prospettiva.
    Per quanto possiamo costruire diverse rappresentazioni del mondo e del funzionamento degli esseri umani, non possono coesistere più teorie scientifiche che si propongano una spiegazione complessiva del comportamento, né della psicopatologia o della psicoterapia. Il mondo è uno, non molti. Almeno, secondo me.

    Se dovessimo pensare all'esistenza di molteplici linee di sviluppo indipendenti tra di loro, e non riconducibili ad una teoria unificata, credo potremmo abbandonare molte delle nostre pretese di essere portavoce di una visione scientifica, e dedicarci alla lettura della mano, agli studi circa gli influssi planetari, o all'influenza che la disposizione dei mobili di casa può avere sulle patologie dello sviluppo. O tutte queste cose contemporaneamente.

    Quanto allo studio degli psicoterapeuti, mi stupisce la posizione di Gieko, soprattutto dopo che molte ricerche hanno dimostrato (anche in ambito psicoanalitico) come tra quel che gli psicoterapeuti fanno e quel che credono di fare ci passi una differenza notevole. Mi ricordo un bel po' di ricerche che dimostrano come, indipendentemente dalla teoria di riferimento, gli analisti si comportino con i loro pazienti così come i loro analisti si comportavano con loro.
    Possiamo avere in mente tutte le nostre teorie, ma, nella situazione clinica, penso siamo noi ad agire, non le nostre teorie. Abbiamo il nostro inconscio, il nostro corpo, le nostre credenze, il nostro temperamento e il nostro carattere. E mi pare che questi aspetti non coscienti e, spesso, non controllabili nel "qui e ora" della seduta, siano più rilevanti delle teorie e delle concettualizzazioni che ci siamo formati nel tempo.

    Sarà una bella discussione, questa, se avremo voglia e tempo per farla...

    Buona vita

    Guglielmo
    Penso di doverti una replica alquanto lunga e articolata......mi ci vorrà un pò di tempo, anche perché ad una prima lettura del tuo Post ( magari mi sbaglio), colgo:
    -una contraddizione logica
    -e una errata interpretazione della mia idea sulla teroia unica; mi autocito "credo anch'io, al momento ad una epistemologia di base".
    A più avanti e lascio la "tastiera" a Gieko se ne avrà voglia.
    Ciao.Lucio
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 19-11-2008 alle ore 14.37.26
    Lucio Demetrio Regazzo

  7. #457
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Quanto allo studio degli psicoterapeuti, mi stupisce la posizione di Gieko, soprattutto dopo che molte ricerche hanno dimostrato (anche in ambito psicoanalitico) come tra quel che gli psicoterapeuti fanno e quel che credono di fare ci passi una differenza notevole. Mi ricordo un bel po' di ricerche che dimostrano come, indipendentemente dalla teoria di riferimento, gli analisti si comportino con i loro pazienti così come i loro analisti si comportavano con loro.
    Possiamo avere in mente tutte le nostre teorie, ma, nella situazione clinica, penso siamo noi ad agire, non le nostre teorie. Abbiamo il nostro inconscio, il nostro corpo, le nostre credenze, il nostro temperamento e il nostro carattere. E mi pare che questi aspetti non coscienti e, spesso, non controllabili nel "qui e ora" della seduta, siano più rilevanti delle teorie e delle concettualizzazioni che ci siamo formati nel tempo.
    Io colgo l'occasione, iniziando a rispondere a questa domanda. Personalmente le ricerche sui cosiddetti fattori aspecifici, quali le variabili rappresentate dalla personalità del terapeuta, mi suscitano qualche perplessità. Troppi gli elementi in gioco per poter capire la complessità dell'intervento, compresa la differenza tra ciò che si crede di fare e ciò che si fa. A tal proposito, questa distinzione rimanda proprio al rapporto tra teoria e tecnica, rapporto che credo debba essere dialettico e di continuo confronto. E quindi la facile dicotomia, secondo me, viene qui a cadere: se è vero da un lato che la agiamo secondo modelli personali, dall'altro è anche vero che questi sono in rapporto con teorie ad essi stridenti. Ad esempio difficilmente un kohutiano si comporterà in terapia come il suo analista kleiniano (almeno si spera...), ma credo che piuttosto cercherà di illuminare gli aspetti tecnici ricavati dalla propria analisi, con quelli teorici e viceversa.

    Saluti
    gieko

  8. #458

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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    Io ritengo che una teoria unica della psicoterapia sia non solo possibile, ma desiderabile, per quanto utopica possa apparire questa prospettiva.
    Per quanto possiamo costruire diverse rappresentazioni del mondo e del funzionamento degli esseri umani, non possono coesistere più teorie scientifiche che si propongano una spiegazione complessiva del comportamento, né della psicopatologia o della psicoterapia. Il mondo è uno, non molti. Almeno, secondo me.
    questo sarebbe in accordo con quanto sta succedendo nella fisica, nella matematica, nella filosofia e nella cultura planetaria in genere.
    Cercare cio che unice e' meglio che cercare cio che divide. Anche se essere diversi e' piu figo.

    Se dovessimo pensare all'esistenza di molteplici linee di sviluppo indipendenti tra di loro, e non riconducibili ad una teoria unificata, credo potremmo abbandonare molte delle nostre pretese di essere portavoce di una visione scientifica, e dedicarci alla lettura della mano, agli studi circa gli influssi planetari, o all'influenza che la disposizione dei mobili di casa può avere sulle patologie dello sviluppo. O tutte queste cose contemporaneamente.
    Sono d'accordo. Pensare che la psicologia applicata all'essere umano possa essere una scienza esatta credo non sia realistico.
    Almeno cerchiamo di integrare la conoscenze psicologiche con le conoscenze mediche, epistemologiche, etologiche e magari anche fisiche.

    In fondo la struttura fisica del pensiero non e' ancora determinata. Ma un po' di sana biologia non credo possa far male ad uno psicologo.

    Quanto allo studio degli psicoterapeuti, mi stupisce la posizione di Gieko, soprattutto dopo che molte ricerche hanno dimostrato (anche in ambito psicoanalitico) come tra quel che gli psicoterapeuti fanno e quel che credono di fare ci passi una differenza notevole. Mi ricordo un bel po' di ricerche che dimostrano come, indipendentemente dalla teoria di riferimento, gli analisti si comportino con i loro pazienti così come i loro analisti si comportavano con loro.
    Possiamo avere in mente tutte le nostre teorie, ma, nella situazione clinica, penso siamo noi ad agire, non le nostre teorie. Abbiamo il nostro inconscio, il nostro corpo, le nostre credenze, il nostro temperamento e il nostro carattere. E mi pare che questi aspetti non coscienti e, spesso, non controllabili nel "qui e ora" della seduta, siano più rilevanti delle teorie e delle concettualizzazioni che ci siamo formati nel tempo.

    Guglielmo
    In tutti i forum che ho girato ho cempre trovato una costante. E non solo in psicologia.

    Si impara dalla pratica, e si riversa nella pratica tutta la complessita' della nostra persona.

    La teoria dura solo i primi cinque minuti. Poi si squaglia.
    Un sano pragmatico realismo salva da voli pindarici tipo Gabbiano di Living stone.

    Platone, Platone...cosa hai fatto!

  9. #459
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    A questo punto,rapidamente e poi lascio,mi piacerebbe sapere cosa intende per "teoria unica" chi usa questi termini.
    Grazie se mi vorranno rispondere quanti parlano di questa teoria.
    Inoltre: episteme,paradigma,epistemologia,filosofia della scienza, teoria vengono in questo thread utilizzati spesso come parole intercambiabili aventi lo stesso significato. Credo che sarebbe utile una spiegazione (magari minima) da parte di chi usa termini così tecnici.
    Lucio Demetrio Regazzo

  10. #460
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    In tranquilla attesa rispetto ad un chiarimento sui termini sin qui usati da molti utenti,rispondo brevemente a Oscarmoreno.
    Persino gli esperti delle scienze dure stanno dibattendo sulla correttezza del principio di “riproducibilità”, che –credo tu ben sappia- è fondamentale per stabilire la linea di demarcazione tra scienza e non scienza. Se cade questo principio o non si trovano soluzioni?
    Tu te lo vedi il modello unico in psicoterapia? Sempre che tu utilizzi il termine “modello” o “teoria” come viene utilizzato in filosofia della scienza: più che un utopia si sconfina in ben altro.
    Un’ultima cosa: stiamo chiaramente uscendo dal tema.
    Ciao.
    Lucio Demetrio Regazzo

  11. #461

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    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    i,rispondo brevemente a Oscarmoreno.
    Persino gli esperti delle scienze dure stanno dibattendo sulla correttezza del principio di “riproducibilità”, che –credo tu ben sappia- è fondamentale per stabilire la linea di demarcazione tra scienza e non scienza. Se cade questo principio o non si trovano soluzioni?
    be'...intanto aspettiamo, no?
    Per ora la scienza sperimentale e' ancora ben salda.
    Nel frattempo abbiamo la possibilita' di cercare altre soluzioni, magari un po piu' olistiche. Ti pare?

    Tu te lo vedi il modello unico in psicoterapia? Sempre che tu utilizzi il termine “modello” o “teoria” come viene utilizzato in filosofia della scienza: più che un utopia si sconfina in ben altro.
    Un’ultima cosa: stiamo chiaramente uscendo dal tema.
    Ciao.
    A parte gli ortodosssi, freudiani, Lacaniani, Junghiani, Adleriani, e chi piu ne ha piu ne metta...vedo un sincretismo strisciante.
    Piu volte, parlando con questo o con quello, ho ricevuto risposte del tipo:- Poi, sai, nella pratica confluisce un po' tutto, e molto dipende dall'esperienza-.

    Come dire:- Cio' che abbiamo diviso nella mente deve trovare una sintesi all'atto pratico-.

    A me pare un atteggiamento molto umano. A te no?

  12. #462
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    A me pare un atteggiamento molto umano. A te no?
    Umano, troppo umano... diceva Nietzsche...

    Considerazioni filosofiche a parte, non mi sembra un mistero che le considerazioni epistemologiche non siano all'ordine del giorno nella formazione degli psicologi/psicoterapeuti, e aggiungerei "purtroppo!". Si crea così il pout-purrì di procedimenti tecnici, a volte in contraddizione tra loro, spesso legati a procedure e metodi di lavoro incompatibili, senza che nemmeno ci si accorga di finire in un eclettismo paradossale.
    E non è di certo questione di ortodossia, caro oscarmoreno... Si tratta di ricercare dei modelli che siano sempre più complessi e completi, che reggano epistemicamente e siano basati su una discreta dose di "pulizia" concettuale e scientifica, non sulla sola esperienza personale. Pena il permanere della psicoterapia nell'ambito dell'opinabile e dell'aleatorio.
    Rispondo anche a Lucio dicendogli che personalmente credo che non ci sia nulla da spiegare nei termini impiegati. Chi si può interessare a questi argomenti avrà senz'altro voglia di approfondire, e ha l'opportunità di farlo con mezzi propri.
    Quanto al "modello unico", mi sembra altrettanto chiaro che si tratta di un'esigenza di tipo epistemico tendere ad un modello teorico - e di conseguenza metodologico e tecnico - il più comprensivo possibile. O dobbiamo continuare ad ignorare il fatto che alcune teorie non siano in grado di spiegare alcune patologie nè di intervenire su di esse?

    Saluti
    gieko

  13. #463
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Guarda Gieko che non facevo alcun riferimento a te, ma molti usano termini che creano confusione perché utilizzati male.
    Ciao.
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 21-11-2008 alle ore 23.30.14
    Lucio Demetrio Regazzo

  14. #464
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    un'esigenza di tipo epistemico tendere ad un modello teorico - e di conseguenza metodologico e tecnico - il più comprensivo possibile. O dobbiamo continuare ad ignorare il fatto che alcune teorie non siano in grado di spiegare alcune patologie nè di intervenire su di esse?
    Gieko, scusami, ma cosa vuoi dire che in psicopatologia e in psicoterapia siamo all'episteme della nostra "scienza"?.
    Mi spiace che Guglielmo, al momento si sia ritratto ( forse non é così; allora mi scuso).
    Ciao Gieko.
    Lucio Demetrio Regazzo

  15. #465
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    be'...intanto aspettiamo, no?
    Per ora la scienza sperimentale e' ancora ben salda.
    Nel frattempo abbiamo la possibilita' di cercare altre soluzioni, magari un po piu' olistiche. Ti pare?



    A parte gli ortodosssi, freudiani, Lacaniani, Junghiani, Adleriani, e chi piu ne ha piu ne metta...vedo un sincretismo strisciante.
    Piu volte, parlando con questo o con quello, ho ricevuto risposte del tipo:- Poi, sai, nella pratica confluisce un po' tutto, e molto dipende dall'esperienza-.

    Come dire:- Cio' che abbiamo diviso nella mente deve trovare una sintesi all'atto pratico-.

    A me pare un atteggiamento molto umano. A te no?
    Mi scuso per la breve intrusione, ma volevo chiedere ad oscarmoreno, se per caso, questo o quello con cui hai parlato, pur avendo riferimenti teorici diversi, piu' che aver scisso nella mente cio' che poi sintetizzano nella pratica, in via ipotetica, se psicoterapeuti, non si riferissero magari ad un concetto piu' complesso, che è l'importanza della "relazione" in ogni forma di psicoterapia e della variabile "terapeuta", ai fini del suo buon andamento e migliore risoluzone dei problemi portati dal paziente.
    Piu' che un sintetizzare un qualcosa che a livello teorico, nella mente, dai vari questo o quello, è stato diviso, mi sembra una tensione verso un maggiore livello di complessita' e comprensione di alcune variabili di fondo in gioco in ogni rapporto psicoterapeutico.

    In fondo, credo che questo si ricolleghi, in parte, anche a cio' che vuole dire geiko, quando parla di una ricerca verso modelli piu' ampi ed in grado di spiegare ed intervenire con coerenza tra epistemologia, teoria della tecnica, metodo applicato e tecniche dello stesso, con il fine di spiegare uno spettro piu' ampio di disturbi psicopatologici ed offrire possibilita' di intervento sugli stessi, con relativa flessibilita' ma pur sempre mantenendo una coerenza logica-psicologica, tra i diversi livelli.

    Un saluto
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

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