
Originalmente inviato da
willy61
Per quanto possa essere difficile, io ritengo che su un forum si possa discutere (quasi) di tutto. Ovvio che, discutendo di epistemologia non si potranno avere post "leggeri" e sarà necessario corredarli di un minimo di note bibliografiche e links.
Rispetto ai punti che ho riportato, tratti dallos cambio tra Lucio e Gieko, devo dire che non mi sento in accordo con Lucio. Io ritengo che una teoria unica della psicoterapia sia non solo possibile, ma desiderabile, per quanto utopica possa apparire questa prospettiva.
Per quanto possiamo costruire diverse rappresentazioni del mondo e del funzionamento degli esseri umani, non possono coesistere più teorie scientifiche che si propongano una spiegazione complessiva del comportamento, né della psicopatologia o della psicoterapia. Il mondo è uno, non molti. Almeno, secondo me.
Se dovessimo pensare all'esistenza di molteplici linee di sviluppo indipendenti tra di loro, e non riconducibili ad una teoria unificata, credo potremmo abbandonare molte delle nostre pretese di essere portavoce di una visione scientifica, e dedicarci alla lettura della mano, agli studi circa gli influssi planetari, o all'influenza che la disposizione dei mobili di casa può avere sulle patologie dello sviluppo. O tutte queste cose contemporaneamente.
Quanto allo studio degli psicoterapeuti, mi stupisce la posizione di Gieko, soprattutto dopo che molte ricerche hanno dimostrato (anche in ambito psicoanalitico) come tra quel che gli psicoterapeuti fanno e quel che credono di fare ci passi una differenza notevole. Mi ricordo un bel po' di ricerche che dimostrano come, indipendentemente dalla teoria di riferimento, gli analisti si comportino con i loro pazienti così come i loro analisti si comportavano con loro.
Possiamo avere in mente tutte le nostre teorie, ma, nella situazione clinica, penso siamo noi ad agire, non le nostre teorie. Abbiamo il nostro inconscio, il nostro corpo, le nostre credenze, il nostro temperamento e il nostro carattere. E mi pare che questi aspetti non coscienti e, spesso, non controllabili nel "qui e ora" della seduta, siano più rilevanti delle teorie e delle concettualizzazioni che ci siamo formati nel tempo.
Sarà una bella discussione, questa, se avremo voglia e tempo per farla...
Buona vita
Guglielmo