a me invece sembra che poi nella pratica ognuno faccia quello che puo', visto che chi ha davanti non e' un modello standard, ma sempre unico.
Nella mia profonda ignoranza, e dopo aver cercato un approccio verso i vari autori, quello che piu mi ha convinto e' stato Berne e seguito.In fondo, credo che questo si ricolleghi, in parte, anche a cio' che vuole dire geiko, quando parla di una ricerca verso modelli piu' ampi ed in grado di spiegare ed intervenire con coerenza tra epistemologia, teoria della tecnica, metodo applicato e tecniche dello stesso, con il fine di spiegare uno spettro piu' ampio di disturbi psicopatologici ed offrire possibilita' di intervento sugli stessi, con relativa flessibilita' ma pur sempre mantenendo una coerenza logica-psicologica, tra i diversi livelli.
L'AN, secondo il mio modestissimo parere, e' in grado di spiegare molto, moltissimo, forse quasi tutto cio che succede nella mente umana. Ed e' ancora in formazione, per cui passibile di integrazioni e miglioramenti.
Continuo a chiedermi come mai una teoria della mente, semplice ed essenziale come questa, non sia conosciuta dagli addetti hai lavori, e lasciata invece a counselor, assitenti sociali e infermieri [pochi anche di questi, del resto].
In fondo non si tratta altro che di una formulazione della dottrina freudiana molto piu digeribile, logica e sistematica, comprensibile neilla sua essenza, anche da una bambino.
O non va bene perche' e troppo semplice?








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