Miii simone!! beddu sii!com'è andato il tema? e tutti gli altri l'hanno passato? io x la 2a prova mi faccio mandare via mail dei progetti, poi ve li inoltro. Per il resto leggerò un po' il moderato rovetto 2, solo che è enorme... aiuto!
Miii simone!! beddu sii!com'è andato il tema? e tutti gli altri l'hanno passato? io x la 2a prova mi faccio mandare via mail dei progetti, poi ve li inoltro. Per il resto leggerò un po' il moderato rovetto 2, solo che è enorme... aiuto!
ciao!
no, no, sono del nuovo...scusate, non ho precisato e ho mandato qualcuno nel panicoLa seconda prova è il progetto, io mi stavo solo informando sulla terza prova, quella del caso clinico, perchè è quella che mi manda più in panico...soprattutto perchè in giro si trova solo materiale per il caso di psicologia clinica dell'adulto ma io sono di neuro e mi concentro su quello. Anzi, farei un appello: se c'è qualcuno nelle stesse mie condizioni (pietose
) sarebbe disposto a farsi da supporto morale reciproco?
Buon lavoro a tutti!
Ciao ragazzi!Scusate, ma io non ho ancora capito quale traccia esattamente sia uscita per la seconda prova nella sessione estiva? Un progetto di prevenzione? O la traccia era vaghissima?? Forse amarilla ci può aiutare...
Stavo tentando di orientarmi nella progettazione...solo che, per il progetto di prevenzione e supporto più o meno riesco a capire cosa significa...ma per valutazione e sviluppo delle potenzialità e riabilitazione, promozione dello sviluppo, non ce la faccio proprio...
Help!
che fatica! bacio
grande niko..aspetto i tuoi progetti allora..è andato bene a tutti..ci rivediamo giovedi 4..ciaoooo
Sì Simo me li devono ancora mandare, ma intanto posso darvi delle slide di psicologia della salute sulla cooperazione internazionale, c'è anche uno schema sulle tappe logiche di un intervento...
Non so bene come prapararmi x questa prova, soprattutto dopo che al tema hanno bocciato così tanto!![]()
Ho caricato nella pagina degli appunti le slide di cui parlavo. Il titolo è "Lezione di cooperazione internazionale" e la descrizione è la seguente:
"APPUNTI PER LA 2a PROVA DELL'ESAME DI STATO PER LA PROFESSIONE DI PSICOLOGO. LEZIONE DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE CON DEFINIZIONI DI SALUTE E BENESSERE E UNO SCHEMA LOGICO DI INTERVENTO.
Definizione Salute OMS
“Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”
Viene considerata come un diritto fondamentale che spetta alle persone;
Tutti gli Stati dovrebbero farsi carico di individuare e cercare, tramite opportune alleanze, di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva promuovendo al contempo quelli favorevoli.
La salute vista come risorsa che consente alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico..."
Spero che vi vengano utili!![]()
Grande nicodifro!Io non riesco ad arrivare a quel file, ma ora mi ci metto d'impegno e confido nelle mie potenzialità...
Mi inquieta il fatto che tutto il forum taccia...sono una delle poche ad avere le idee nebulosissimeee???
Proviamo a dare degli esempi di prevenzione, intervento e sostegno??
Io credo potrebbe essere utile per chiarire meglio...
Inizio io: prevenzione disturbi dell'apprendimento
prevenzione bullismo
prevenzione consumo droghe/alcool
prevenzione disagio psicologico connesso all'esperienza tumorale (può essere considerata prevenzione??mah)
Intervento: mi è poco chiaro!!
Sostegno: sostegno psicologico ai familiari di pazienti alzheimer
sostegno alla maternità
boh
Che altro vi viene in mente?
Come distinguete sostegno e intervento??
bacio![]()
La distinzione nn è tra sostegno e intervento, perchè qls progetto è un intervento, ma piuttosto tra prevenzione ( e vanno bene quelli che hai messo tu>) sostegno <(idem) e riabilitazione: riabilitazione di pazienti già affetti da UNA QUALCHE PATOLOGIA quindi si tratta di una prevenzione terziaria
levais75
Pensavo fossi sparita!!!evviva, ci sei!
In che senso nella riabilitazione, a pazienti sono già affetti da patologia??
E nel sostegno psicologico ai pazienti con tumore?? anche lì la patologia c'è già! O sbaglio?? io non ci capisco nulla in queste distinzioni...bacio
La riabilitazione si fa con pazienti già affetti da una patologia e si tratta di una prevenzione terziaria perchè si cercherebbe di renderli piu autonomi, favorire l'inserimento lavorativo, ad esempio con pazienti psichiatrici.
puoi fare anche un progetto di riabilitazione per pazienti affetti da tumore
levais75
Però sei d'accordo con me che può esistere un progetto di:
- sostegno psicologico a pazienti oncologici. Si tratta di sostegno, giusto?? Non di riabilitazione??
Se ho capito bene invece un progetto di riabilitazione potrebbe essere ad esempio:
- progetto di riabilitazione per pazienti oncologici tracheotomizzati: per riabilitarli alla comunicazione, alle competenze sociali, riinserirli nella vita lavorativa, dato che hanno subito questo intervento invasivo...
Ho capito bene???Fatica fatica...son proprio messa male!!
![]()
yes!![]()
levais75
Da quanto ho capito, i progetti si dividono in sostegno, riabilitazione (nei confronti di soggetti con qualche patologia già conclamata), prevenzione (primaria x sogg senza ancora sintomi, secondaria se ci sono alcuni soggetti con sintomi e altri senza, e terziaria come diceva levais per soggetti con sintomi presenti e stabili, con cui perciò si fa un intervento mirato a stimolare l'autonomia di queste persone) e valutazione delle competenze (psicologia del lavoro). Praticamente tutti i progetti vanno fatti più o meno con questo schema adottato dalla psicologia della salute (che trovate anche sul Mod-Rov II), non assoluto ma variabile ed adattabile di volta in volta:
Innanzitutto ci deve essere un clima di PROGETTUALITA' DIALOGICA, ossia di interazione e scambio con i committenti e con i destinatari dell'intervento.
Poi nella fase di ideazione si pensa a come e perché nasce un progetto, ossia si fa un'ANALISI DELLA DOMANDA: se c'è una richiesta, contattatare la committenza e verificare le motivazioni e la reale necessità della domanda. Contemporaneamente, in una fase contigua di attivazione si valuta chi afferisce al progetto e a che titolo, stimolando così la comunità alla collaborazione e alla co-progettazione. Passando quindi alla progettazione vera e propria, si fa una stesura scritta del progetto:
- Si parte da una premessa teorica di riferimento, eventualmente con una definizione del disturbo (ad esempio nel caso di prevenzione).
- Si stabiliscono le finalità generali dell'intervento (praticamente cosa si vuole fare in generale, quindi ad es prevenire l'uso di droghe piuttosto che prevenire i comportamenti sessuali a rischio...), e gli obiettivi specifici, ossia un po' il "come" si vuole agire, quindi il tipo di intervento specifico tra sostegno, prevenzione, riabilitazione o analisi delle competenze (e qui giù con i verbi tanto amati dagli psicologi di comunità: promuovere, sviluppare, sensibilizzare, orientare...). Queste due fasi praticamente sono indistinte e possono essere sovrapposte, non c'è una vera e propria divisione netta.
- Si determina un target, una popolazione destinataria dell'intervento, quindi, come negli studi sperimentali, numero di soggetti, età, sesso, e poi territorio di rilevazione (ossia dove vengono "pescati" questi soggetti, possibili luoghi di frequentazione ad esempio).
- Qui inizia il vero casino.
Metodologia e attività:
- l'aspetto di metodologia può comprendere le fasi in cui è suddiviso il progetto (ad esempio partire con l'assessment o con un intervento educazionale o ...), oltre all'utilizzo di strumenti che può usare uno psicologo (ossia test, interviste [NB: ricordarsi il consenso informato e la richiesta di permesso ai genitori e/o maestri in caso di utenti minorenni] ma anche filmati, materiale informativo carteceo piuttosto che informatico, confronti tra i membri dei gruppi, ecc) e risorse (numero e tipo di esperti che intervengono, oltre allo psicologo).
- Per quanto riguarda l'attività, consiste nel descrivere il contenuto delle fasi di cui sopra, ossia spiegare che cosa si fa durante gli incontri.
Chiaramente non ha molto senso una divisione così netta di questi due momenti, perché sennò si deve scrivere due volte la stessa lista di fasi.e cmq questi due aspetti sono integrati...
- Si cerca di predisporre dei tempi di realizzazione, ossia la durata totale dell'intervento, delle singole fasi e possibilmente anche dei singoli incontri.
- Stesura del budget relativo al costo del materiale utilizzato, eventualmente dello spazio richiesto, e ovviamente comprensivo del tariffario dello psicologo (o degli psicologi) secondo l'Ordine Regionale di competenza.
Infine, è importante valutare potenzialità e vincoli dell'intervento (ad es attraverso l'uso di questionari di gradimento) e sopratutto monitorare all'inizio, in itinere, e alla fine, l'andamento dell'attività proposta.
Questo è quanto. Ringrazio Lory e Valentina per il prezioso aiuto.Spero che questo schema sia utile...
A presto!![]()
Ultima modifica di nicodifro : 29-11-2008 alle ore 21.58.40
Ciao Niccolò! Figurati!
Lo schema che hai riportato va bene, ad eccezion fatta che uno voglia inserire come titolo finale : la valutazione che tu invece hai inserito in parte nei vincoli e potenzialità.
Nei miei progetti la metodologia è distinta dalle attività anche senza ripetere le fasi inserite nella metodologia.
In più ho inserito la voce: risorse e strumenti dove spiego che materiale utilizzo e quali professionisti sn inseriti nel progetto.
Per il resto , ok!
lory![]()
levais75
Sì è vero in effetti nelle risorse bisogna mettere il numero di esperti che si vuole far intervenire, e direi anche il tipo di esperti, oltre allo psicologo... è un gran casino perché questi schemi si possono interpretare e cambiare in mille maniere diverse
Anzi, ora ho modificato il post di prima, mettendo tra gli strumenti i test, le interviste, i questionari, ecc, e tra le risorse appunto il numero e il tipo di esperti che intervengono, oltre allo psicologo...
Boh grazie ancora cmq. A presto, buona serata
PS fammi sapere se vuoi trovarti ancora prossimamente.
Ultima modifica di nicodifro : 29-11-2008 alle ore 22.06.39