Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Si potrebbe anche provare a partorire prima un paio di figlioli (e si sa che l'immigrato notoriamente ne sforna tanti) chiamandoli tutti benito e rachele e poi chiedere subito il trasferimento in un altra città, così da sommare i 1500 + 1500 per figlio + 2000 per essersene andati.
Che poi se se ne vanno anche i bambini forse danno 2000 euro anche a loro?
Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
Keats
Willy, sarà complicato farti passare per un ghanese medio, spacciati per albanese che tanto i soldi te li danno lo stesso.
Che bello, adesso basta andare in un comune e gridare: "Attenti sono uno straniero brutto e cattivo che vi ruba il lavoro!" per beccarsi dei bei soldoni.
Vado subito a procurarmi un passaporto falso dell'est!
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Noooooo, mi sto trasformando in leghista! Abbattetemi!![]()
E comunque, se non sei almeno color beige non farai abbastanza paura ai poveri nordici impressionabili, e i soldi mica te li danno!
mi viene un pensiero.
ok ammesso che cosi' risolvono la questione uomo nero lontano da dove vivo io,per tutti gli italianiche rubano ,spacciano,violentano,scippano,etc etc, c'è qualche sovvenzione?
eheheheh
questi assessori non è che hanno altre cose più importanti da dire che ste stupidate???![]()
"chi la dura la vince"
"non c'è niente di più comune che il desiderio di essere importanti"
"la vita è come una battaglia navale...oggi ci sei...domani effe otto"
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
ogni tanto mi chiedo dove sia la "ragione" di alcune persone...alcuni la nascondono o proprio non l'hanno mai avuta???![]()
"chi la dura la vince"
"non c'è niente di più comune che il desiderio di essere importanti"
"la vita è come una battaglia navale...oggi ci sei...domani effe otto"
Da: La Repubblica, di oggi 3 dicembre 2008
La Megaparentopoli di Seregno
Giù al Nord, cioè a Seregno, quarantamila abitanti nella Brianza ricca, grassa e piatta, la via della politica è lastricata di parenti. Di ogni grado e specie. Figlio e cognato, sorella e fratello. Chi al municipio e chi in una municipalizzata. Chi al partito e chi al cda. Un poltronismo familiare edificato e poi ancor meglio sviluppato sotto il governo della Lega.
La politica formato famiglia pone Seregno di diritto nella top ten delle città governate secondo lo jus sanguinis. "Chi non è di Seregno ritiene tutto molto incredibile", ammette il sindaco Giacinto Mariani. Anzitutto non si crede che il sindaco, questo sindaco, sia un leghista. Compito, molto moderato, molto benestante, Mariani guida una giunta di centrodestra che qui ha raccolto anche la forza residuale dell'Udc.
Da sole Forza Italia e Lega avrebbero potuto comandare e decidere. Ma, con un gesto compassionevole, hanno sospinto sul vagone dei desideri anche Alleanza Nazionale, falange compatta e piuttosto aggressiva, e gli amici-nemici dell'Udc.
Tutti insieme e piuttosto appassionatamente.
Si è deciso, come succede un po' dappertutto, di mettere ordine nelle società pubbliche che erogano servizi e gestiscono, in ragione della mission, quattrini. Seregno insieme ad altre quattro città brianzole (Desio, Lissone, Cesano Maderno e Seveso) ha promosso la costituzione del gruppo Gelsia, una holding che aggrega alcune società di servizi pubblici locali che oggi è una delle prime multiutility in Lombardia per fatturato e clienti serviti. Gas, energia, raccolta e trasferimento dei rifiuti. "Fare sistema" lo slogan.
Hanno fatto sistema, specialmente a Seregno, soprattutto i propri cari. La figlia del vicesindaco è consigliera di amministrazione della holding; il cognato di un assessore è consigliere di una società partecipata (la Aeb); poltrona al fratello di un altro assessore (di An), poltrona alla sorella del capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia. In un'altra società di scopo (energia, calore, trading) si è trovato posto per la sorella di un consigliere comunale (Forza Italia). Il segretario della Lega ha ottenuto di sedere nel consiglio di amministrazione di una figlietta magra della holding (Gelsia Reti); quello dell'Udc ha ottenuto quanto gli spettava (consigliere di amministrazione) in un'altra Spa, Gelsia Calore.
Costernato il sindaco: "Lo statuto ci impone di raccogliere le indicazioni provenienti da singoli consiglieri comunali, da gruppi politici, o da associazioni che raccolgano la proposta di almeno cinquanta cittadini. La politica si fida di chi conosce".
La politica conosce, tra gli altri, fratelli e sorelle, cognate e cognate, figli e figlie. A bocca asciutta, secondo l'ultima proiezione, i nipoti e le cugine. Nemmeno si segnalano amanti, e neanche papà e mamme chiamate al fronte, il fronte del fare. "La mia amministrazione ha gestito la razionalizzazione dei servizi, garantito occupazione ad oltre quattrocento persone, risolto problemi che i governi di centrosinistra avevano lasciato marcire. Questo non si dice. E non si dice che solo tre delle trenta nomine decise sono imputabili a me, che alcune di esse sono conferme di scelte della giunta precedente. E nemmeno si ricorda che il partito democratico, pur di polemizzare, ha evitato di segnalarci persone, di fornire proposte. Cosicché abbiamo dovuto fare da soli".
Il sindaco parla piano, sereno, per nulla scandalizzato. Espone e registra: tutto perfettamente a regola d'arte. Non si può dargli torto: ogni cosa è sistemata bene, ogni puntino è a norma di legge.
E qui si ritorna al punto di partenza, alla tesi, veramente innovativa, del comprensivo sindaco Seregn, come dicono i lumbard: chi meglio di un fratello? Chi è più fidata di una sorella? "Lo statuto parla chiaro e io sono obbligato a rispettarlo".
Obbligato lui e il resto della truppa. Obbligati e anche trasparenti. Perché c'è da dire che il sito web del comune fornisce nel dettaglio nomi e cognomi, indennità (trentamila euro all'anno se si presiede; diciottomila se si è nel consiglio) e funzioni. Sorvola sul resto.
Ma succede ovunque. Saluti da Seregno, che si trova giù al nord Italia.
segnala una storia a:
a. caporale@repubblica. it
(3 dicembre 2008)
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126