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  1. #16
    Partecipante Affezionato L'avatar di stellina3041
    Data registrazione
    05-04-2004
    Residenza
    padova
    Messaggi
    75
    Ciao, perhè non mi rispondi? Ps: forse non ti sono pervenuti i miei messaggi? Non so più come contattarti. Prendo ovviamente in considerazioni tutte le ipotesi possibili su questa difficoltà di comunicazione. milena
    Milena

  2. #17
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da stellina3041
    Ciao, perhè non mi rispondi? Ps: forse non ti sono pervenuti i miei messaggi? Non so più come contattarti. Prendo ovviamente in considerazioni tutte le ipotesi possibili su questa difficoltà di comunicazione. milena

    Rispondere a cosa? non mi è arrivato niente ne via e-mail ne tramite pm... l'hai già fatto, perchè adesso non ci riesci?
    Quando guardi i miei messaggi, nella mia casellina, in basso a sinistra ci sono 4 "pulsanti" : il primo ti permette di vedere il mio profilo (prifile) , il secondo ti permette di inviarmi un messaggio privato (pm).
    Per rispondere ad un mio pm devi aprirlo e premere "send reply" in basso a sinistra.
    Per vedere i pm che ti invio io devi andare nel tuo profilo (non quello dove c'è scritto quanti anni hai, da dove vieni ecc..), in cima allo schermo, tra quelle 8 caselline grige con i bordini azzurri c'è un pulsante: profilo, è il primo a sinistra...

    Quando mi scrivi un papiro copialo in un foglio di word prima di spedirlo nell'etere e perderlo per sempre così puoi riprovare, oppure fai delle prove con i pm, prova ad inviarmene alcuni, quando ci sarai riuscita allora potrai scrivere anche cose che non hai nessuna voglia di perdere...
    Ciao

  3. #18
    Ospite non registrato
    io mordo milena ha fatto un pò di confusione ha mandato messaggi per te a me in pvt....

  4. #19
    io mordo
    Ospite non registrato
    Li rimandi a me per favore?
    tenchiu

  5. #20
    Ospite non registrato
    MD^_^, l'evidence-based medicine dimostra ampiamente che gli psicofarmaci sono utili, se prescritti secondo l'indicazione e la posologia corretta. Un altro discorso è l'abuso. Un altro è la necessità di affiancare al trattamento farmacologico un periodo piuttosto lungo di colloqui col terapeuta. Un altro ancora è la gestione degli effetti collaterali.

    Teniamo distinti questi aspetti, sino alla sintesi che si concretizza nel "piano terapeutico", sennò non si sa più di cosa si parla e si finisce sul qualunquismo nazional-popolare.

  6. #21
    sergejpinka
    Ospite non registrato
    be' è un argomento a dir poco scottante. mi pare che da qualche parte abbia letto che l'efficacia degli psicofarmaci è del 60%, mentre l'efficacia delle psicoterapie (senza psicofarmaci è del 60% anch'essa.

    Utilizzando e gli psicofarmaci e le psicoterapie si arriva ad una efficaicia del 90% circa.

    avete il sacrosanto diritto di dubitare di questi dati visto che non cito la fonte (semplicemente non la ricordo )

    sta di fatto che gli psicoframarmaci hanno comunque un loro peso: non sono acuq e zucchero per intenderci. nè la psicoterapia (qualcsiasi essa sia, anche se personalmente tendo verso quella cognitvo-comportamentale ) è solo chiacchere al vento.

    Il connubio fra le due tecniche (farmaco+psicoterapia) penso che sia ragionevolmente migliore.+

    N.B. Cassano nel suo noto libro "Liberaci dal male oscuro" dice che <<la psicoterapia ha lo scopo di .persuadere il paziente a prendere gli psicofarmaci>>, qui dico e qui lo ribadisco: Cassano non ha capito un tubo della psictorapia...mi immagino cosa ha capito degli psicofarmaci...

    N.B.2 Non ho voluto giudicare le esperienze personali, ma solo quallo che studio

    Alla gogna Cassano, viva la libertà di ricerca!

  7. #22
    sergejpinka
    Ospite non registrato
    ...continuo dicendo che affermare si al farmaco o no al farmaco, in entrambi i casi, valga la pena utilizzare il canone epistemologico del ricercatore:

    il metodo è imposto dall'oggetto di studio e non da chi lo studia

    è possibile studiare quanto è buono al palato u gelato (per esempio) facendogli un'analisi chimica accurata? no! semplicemente prendo il gelato e me lo ficco in bocca! è possibile affermare che qual gelato non continie microbi del morbillo ficcandemolo in bocca? no! il mio sistema immunitario potrebbe "ucciderli" e io non prendere il morbillo! devo fare (in questo caso) una ricerca bio-chimica del gelato.

    Coasì penso sia il criterio sulla scelta del farmaco si farmaco no: dipende dal paziente che ho davanti. Se la sua ansia non lo fa nemmeno parlare in quanto balbetta a livelli estremi forse è il caso che prenda un ansiolitico.

    Almeno io ragiono così...

    ...voi che ne dite?

  8. #23
    Partecipante Affezionato L'avatar di mentesociale
    Data registrazione
    23-04-2004
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    87
    Io mi dispiace ma credo che gli psicofarmaci abbiano la loro utilità solamente per alcuni disturbi, fra cui quelli di personalità, i deliranti ed i depressi gravi... ma non ditemi che per i disturbi d'ansia si utilizza uno psicofarmaco!
    Concordo con chi afferma che l'approccio combinato è il migliore, ma se si parla dei disturbi sopracitati!
    Io lavoro in una clinica psichiatrica dove non fanno altro che ingozzare la gente di psicofarmaci vari, aumentando le dosi se non fa effetto! ma nessuno gli è mai venuto in mente che forse una psicoterapia degna di questo nome (cioè che sia realmente utile, non a perdere tempo e denaro) sia mille volte più profiqua e vantaggiosa?
    Vogliamo magari parlare della dipendenza nel tempo?
    Oppure degli effetti collaterali degli psicofarmaci?
    Oppure al contrario del cosi detto effetto placebo, che consiglierei a molti psichiatri di tener conto nella loro terapia?
    Oppure ancora a questo uso e abuso dei sopracitati?
    E infine, uscendo dalla malattia psichiatrica, vogliamo parlare di un farmaco che ha spopolato e cioè il viagra? certo ha i suoi effetti, ma forse anche una terapia sessuologica senza farmacoterapia "potrebbe" risolvere il problema!

    Scusate il mio sfogo, sapete io in vita mia cerco di tenermi alla larga dai medicinali ed ora in questa clinica non faccio altro che vedere gente che sta male e che ne chiede di più...
    e soprattutto noto che molti psichiatri non comprendono come sia importante anche l'ascolto e l'aiuto a parole -oltre che con il farmaco-....

  9. #24
    Knight
    Ospite non registrato
    Già mi trovo d'accordo con mentesociale.... Io ho lavorato come assistente infermiere (OTA) nel carcere di Sollicciano a Firenze (quello della Lioce) e ho potuto vedere gli effetti degli psicofarmaci "sguinzagliati" liberamente all' interno di quella che è una comunità a tutti gli effetti isolata in se stessa.
    Bhe vi posso assicurare che il lato negativo c'è e si vede benissimo... Tanto x cominciare le persone sviluppano delle dipendenze vere e prorie, facendo uso di calmanti e sonniferi rovinano in maniera quasi-permanente il ritmo sonno-veglia... con tutti i risultati immaginabili per qualcuno che, inoltre, deve passare le giornate in stato di semi-inattività...
    Ovviamente tutto ciò (calmanti , ansiolitici e soprattutto sonniferi sono quelli principalmente usati...) porta alla nascita di vere e proprie psicosi che necessitano (ovviamente ) di un sacco di altri farmaci...
    Unite la nota "manica larga" degli psichiatri penitenziari ( meglio imbottire il paziente finchè non è soddisfatto che averlo attivo e smaniante nel braccio con gli altri) e vi renderete conto del incredibile danno sociale inflitto a queste persone che, diciamocelo, già hanno non pochi problemi visto dove si trovano...
    Questo è un esempio di ciò che l' ABUSO può causare...
    Non stò dicendo che gli psicofarmaci siano "droghe" inutili...
    Ma secondo me quando leggiamo le statistiche circa l'efficacia delle terapie ( alla luce di quanto ho visto io la penso così...) ricordiamoci sempre dell' incredibile peso economico\sociale di queste sostanze... tanti hanno interesse nel promettere miracoli...

  10. #25
    Peter Pan
    Ospite non registrato
    Nel corso della mia pur breve vita ho avuto modo, diverse volte, di ammirare ed assistere ai prodigi della mente umana. Sono davvero poche le cose che NON può fare un uomo che vuole davvero.

    Tutti gli umori e le sostanze chimiche che circolano nel nostro corpo sono controllate dalla mente.

    C'è una favoletta che mi piace molto.
    Riguarda un uomo che cammina in un bosco e ad un tratto vede un bozzolo di bruco da cui sta appena nascendo una farfalla. Volendola aiutare, estrae il temperino e allarga il buco. La farfalla così può uscire fuori... ma da subiuto sembra avere qualche difficoltà. Le ali non si spiegano, la farfalla non ha le forze per prendere il volo.
    Perché uscire da sola dal bozzolo le avrebbe fatto sviluppare le forze necessarie per muovere le sue ali.
    L'uomo, che credeva di aver aiutato la farfalla, si accorge così di averla condannata per sempre: la farfalla non avrebbe mai più volato.

    Ci sono molti che assicurano che i farmaci possano apportare determinate chimiche di cui l'organismo difetta. E a lungo andare... sono fermamente convinto che l'organismo trovi superfluo produrre da solo quelle sostanze che normalmente dovrebbe generare proprio perché i medicinali assolvono al suo compito.

    Ci sono cose che l'uomo crede di non poter fare solo perché non ha mai provato a farle.
    E ci sono uomini che possono smuovere le montagne solo con il pensiero.

    Basta volerlo. Ma l'Uomo moderno si crede evoluto solo perché con il suo progresso è riuscito a sottrarsi dalla selezione naturale. Che non ha fatto altro che renderlo più debole e vulnerabile.
    Ultima modifica di Peter Pan : 13-10-2004 alle ore 17.28.26

  11. #26
    asinov
    Ospite non registrato
    alcuni anni fa ho avuto la sfortuna d'imbattermi negli psicofarmaci, quelli pesanti, ma proprio pesanti, perchè sembrava che stessi impazzendo... mah, non lo so se stavo impazzendo, credo di no visto che ora sono arzillo... comunque, chissà... ma sulla loro utilità mi sento di ironizzare... questi farmaci evoluti, ultimi ritrovati della psicofarmacologia contemporanea, che ti liberano la mente dai pensieri nocivi.. due clavate la mattina, tre dopo pranzo, e cinque la sera... che almeno siamo sicuri che poi dormi... mah... si parlava di farmaci che permetto alla persona in stato d'agitazione ansiosa di smettere di balbettare... beh, io in quel periodo non riuscivo nemmeno a coordinare i muscoli della lingua per pronunciare una parola... mah, misteri della tecnica... ad ogni modo chissà, chi può dire, forse m'hanno salvato... certo che non vi auguro di provarli sulla vostra pelle, e non lo auguro a nessuno... poi, ancora una volta, chi può dire se siano stati veremante utili.... ?

  12. #27
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    grosseto
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    3,501
    Io ho usato psicofamaci per un anno... Devo dire che in certi casi lo psicofarmaco può essere utile, in altri è assolutamente indispensabile. Io ho sofferto di ansia piuttosto grave, disturbi psicosomatici di vario genere quali nausea, mancanza di appetito, tachicardia ec ormai la cosa mi era sfuggita dal controllo. In certi casi lo psicofarmaco può aiutare...ma bisogna anche vedere come si prende!!! La persona che me lo ha prescritto mi ha letteralmente abbandonato sola con lo psicofarmaco! Io magari in quel momento avevo bisogno di un supporto psicologico frequente
    e invece ci si vedeva una volta ogni due mesi per sapere come proseguiva la terapia...bel supporto... Non credo si possa ridurre tutto ad una boccetta di gocce oad una scatola di pasticche...è vero che mentre le prendevo mi sembrava di stare meglio...peccato però che era solo una sensazione. Appena ho interrotto la medicina mi sono accorta che l'unica funzione che aveva avutoera stata quella di rendermi un vegetale: senza emozioni, senza passione, ricacciando nel profondo di me stessa parti che mi appartenevano senza prima averle elaborate col colloquio. Utile direi. Secondo me la terapia farmacologica non può essere la sola, ma deve essere affiancata da una valida psicoterapia, altrimenti è inutile.
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  13. #28
    Partecipante Assiduo L'avatar di cinzia
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    13-01-2003
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    208
    Voi l'iperico come lo considerate? Non sembrano esserci effetti collaterali e lo danno in erboristeria e al supermnercato comee antidepressivo..una mia amica(non psicologa) lo ha preferito ai farmaci..e sembra funzioni..

  14. #29
    g3pp3tto
    Ospite non registrato
    Premetto, che non so molto di psicofarmaci, se non quello che ho letto per cultura personale in rete e su riviste del settore, e ascoltato/osservato l'esperienza di diverse persone.

    Mi è apparso spesso e volentieri, un circolo vizioso ed incontrollato, quello che riguarda l'utilizzo, e perchè no, pure la ricerca di soluzioni farmacologiche, a disagi di lieve entità.
    Porto il caso da me osservato, di diversi soggetti, ai quali il pensiero volava più facilmente verso un rimedio istantaneo e assumibile senza il minimo sforzo, piuttosto che la presa di posizione, con l'impegno di ricercare realmente la causa del malessere o di qual si voglia, disagio psicosomatico.

    La soluzione più semplice alla quale un individuo razionalmente può pensare di affidarsi, è indubbiamente quella di ricorrere ad un farmaco, poichè è nella testa di quasi ogni persona, la considerazione che il farmaco stesso, nasce testato e sicuro, efficente ed efficace, per aiutare chi soffre di una determinata malattia.
    Tendo a precisare che tale è l'impressione che ho avuto io stesso, osservando e ascoltando persone diverse parlarne apertamente, a prescindere da quale sia la maggiore considerazione sul farmaco, circolante fra gli individui, ed il suo reale significato, rischi, lati positivi/negativi ecc...

    Questo, per "completare" forse un po', l'intervento di Peter Pan, al quale dò pieni voti di concordanza,
    visto che dalla mia esperienza, mi è apparso di notare solamente, una poca volontà di voler aiutare sè stessi con un un aiuto radicale, anzichè passivo quale l'oggetto di questo thread.


    PS: al fine di non incorrere in giudizi, e malintesi, sottolineo che queste son le mie impressioni, dalle mie esperienze. Che il mondo o alcune persone, funzioni e ragionino diversamente, non ha a che fare con ciò che ho scritto, e soprattutto, mi son limitato a parlare di "lievi patologie", non di casi estremi o evidentemente diagnosticati come seri e potenzialmente degenerativi o pericolosi.
    Ultima modifica di g3pp3tto : 20-10-2004 alle ore 13.34.29

  15. #30
    Originariamente postato da cinzia
    Voi l'iperico come lo considerate? Non sembrano esserci effetti collaterali e lo danno in erboristeria e al supermnercato comee antidepressivo..una mia amica(non psicologa) lo ha preferito ai farmaci..e sembra funzioni..
    be', qualche problema lo dà...soprattutto se usato in associazione ad altri farmaci >> click
    l'efficacia, poi è tutta da dimostrare (ad esempio>> click

    per il resto mi astengo, che è meglio
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

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