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Discussione: Pavia Novembre 2008

  1. #841
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
    Data registrazione
    05-12-2006
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    milano
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    842

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Io penso di rimanere sul generico perchè i test che si possono somministrare sono solo per confermare la diagnosi, non per approfondire aspetti del disturbo
    levais75

  2. #842
    Partecipante Affezionato
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    22-07-2008
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    79

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Grazie Levais... Speravo che mi rispondessi in questo modo, anche perchè test specifici praticamente ne conosco tre.... ehhehe

    Io farei: SCID I - II
    funzioni cognitive: WAIS-R / Matrici di Raven
    personalità: MMPI etc...
    proiettivi: Rorschach, tat, ort.

    Però devo ripassare perchè proprio mi ricordo solo questi...azz

  3. #843
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
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    05-12-2006
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    milano
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    842

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Io nn ripasso i tests...
    mi mantengo sul generico: MMPI-2 o CBA.2 per avere un profilo di personalità, RORSCHACH (ma nn credo di usarlo), ORT E TAT, ancora nn so se li userò WAIS se sospetto di un ritado.
    In conclusione userò solo MMPI-2 ...
    levais75

  4. #844
    Partecipante Affezionato
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    22-07-2008
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008


    Mi sembra un'ottima idea....e ti seguo a ruotaaaa!!!!!
    MMPI-2 FOREVER!!!!!
    e ANCHE LA VECCHIA SCID I-II che è sempre usatissima in ambito pubblico...

    Mi chiedevo...come mai nel Falabella non sono trattati i disturbi dissociativi??
    Voi Il DSM lo fate tutto o ricalcate il Falabella??
    bacionebbioso

  5. #845
    Partecipante Assiduo
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    05-04-2007
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    227

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da jun071182 Visualizza messaggio
    Grazie Levais... Speravo che mi rispondessi in questo modo, anche perchè test specifici praticamente ne conosco tre.... ehhehe

    Io farei: SCID I - II
    funzioni cognitive: WAIS-R / Matrici di Raven
    personalità: MMPI etc...
    proiettivi: Rorschach, tat, ort.

    Però devo ripassare perchè proprio mi ricordo solo questi...azz
    non farlo jun, perdi solo del tempo! quello che hai scritto è più che sufficiente per motivare nel tema la scelta di un test!
    siamo tuti sula stessa barca!
    Baci!
    lella

  6. #846
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    22-07-2008
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    79

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Già...sulla stessa barca...compagni di sventura...inizio ad affezionarmi...
    Per i test, seguo il consiglio...ora vedo di fissare bene i criteri dei disturbi...
    bacioooo e grazie

    ps: se vedo un iceberg, caccio un urlo!

  7. #847

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    e vai!!
    Finalmente ho recuperato la password!!
    Raga complimenti per la collaborazione e il gran scrivere info utili!
    Non avreste voglia di condividere anche qualche caso commentato sul forum per i poveretti che studiano da soli?

  8. #848
    Partecipante Assiduo
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    05-04-2007
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    bresso (milano)
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    227

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    eccoti accontentata! non prendere per oro colato lo svolgimento però! l'ho fatto così perchè a me questa scaletta risulta più comoda!
    puoi commentare e sono aperta a qualunque tipo di critica!
    ciao



    Un ragazzo tossicodipendente di 22 anni si trova in carcere e chiede misure alternative con affidamento al Servizio Sociale e un programma presso il Servizio per le Tossicodipendenze. È lievemente depresso. In carcere non è stato in grado di partecipare in modo continuativo a un gruppo psicopedagogico.
    Famiglia: la madre è assente e convive con un altro uomo da circa 10 anni.
    Il ragazzo conviveva con il padre sordomuto, la nonna paterna e il fratello minore tossicodipendente.
    Il candidato indichi un programma di intervento psicologico e i possibili interventi psicoterapeutici.


    Elementi anamnestici emersi dal protocollo:
    • Giovane ventiduenne con problemi di dipendenza
    • Ristretto in carcere
    • Lievemente depresso
    • Non continuativo nella frequenza al gruppo
    • Padre sordomuto con il quale conviveva fino all’arresto
    • Nonna paterna convivente
    • Fratello minore convivente tossicodipendente
    • Madre assente e con nucleo di convenienza autonomo

    Elementi anamnestici da approfondire:
    1. circa la storia di tossicodipendenza: mancano elementi sulla/e sostanza/e d’abuso. Questo dato, infatti, è un importante indicatore circa l’eventuale sintomatologia “coperta” dalla dipendenza. Inoltre mancano elementi sulla storia tossicologica del paziente. Un’insorgenza precoce del sintomo tossicomanico potrebbe fare pensare a una disarmonia evolutiva. Questo dato, letto insieme alle difficoltà comunicazionali (padre sordomuto, madre assente e fratello che ha sviluppato lo stesso sintomo), darebbe un’ulteriore grado di complessità della situazione.
    2. circa la storia giuridica: non sono presenti dati sul tipo di reato commesso (contro il patrimonio, contro la persona, ecc). Inoltre il protocollo non ci dice se è al primo reato, benché sia lecito supporre che, se si trova ristretto in carcere, egli deve aver già goduto della sospensione condizionale della pena per un precedente reato, oppure deve aver commesso un reato di estrema gravità tale da non contemplare la sospensione condizionale.
    3. circa la domanda espressa: abbiamo solo l’elemento della sua richiesta di misura alternativa alla carcerazione, ma dal protocollo emerge anche che all’interno dell’istituto di pena il giovane non ha partecipato ai gruppi psicopedagogici con costanza. Quest’ultimo dato apre una serie di interrogativi circa la motivazione alla cura del giovane, ma può anche fare pensare che le dinamiche di gruppo, pongano una richiesta comunicazionale troppo elevata per il disagio mostrato. Nel primo caso si potrebbe pensare ad una richiesta strumentale di affidamento al servizio sociale al fine di evitare l’intero periodo di carcerazione. Nel secondo caso si potrebbe ipotizzare a delle difficoltà relazionali del ragazzo.
    4. circa al storia del paziente e il suo funzionamento: dal protocollo non emergono elementi rispetto a come il giovane viva la sua problematica di dipendenza se in termini egosintonici o egodistonici. Questo dato è particolarmente significativo in quanto noi sappiamo che per un periodo (più o meno lungo) il tossicodipendente attraversa una fase di vero e proprio innamoramento della sostanza, durante il quale non ritiene di avere un problema e di essere in grado di tenere sotto controllo sia l’uso che l’eventuale carving. Nel protocollo non troviamo nulla neppure in relazione al vissuto del giovane in relazione al reato commesso. Nel caso in cui egli dovesse pensare di non avere fatto nulla di grave, ma al contrario di essersi sentito autorizzato da cause esterne a sé si potrebbero delineare dei tratti sociopatici che renderebbero difficile un trattamento ambulatoriale. Inoltre mancano gli elementi affettivo/relazionali sia in relazione alla sua famiglia, sia in relazione a eventuali rapporti affettivi con eventuali partner e/o con amici. Infine non sappiamo nulla sulla scolarità, sul funzionamento cognitivo e sul quadro socio-economico della famiglia.

    Elementi progettuali:
    Date queste premesse, la prima cosa da fare è quella di chiedere agli operatori del Ser.T. operante all’interno del carcere di fare un approfondimento sulle aree descritte, oltre che una psicodiagnosi per l’accertamento di patologie particolari. A tal fine potrebbero somministrare al paziente una SCID-I e SCID – 2, che ci forniscono elementi in relazione allo stato di tossicodipendenza e alla struttura della personalità, oltre che una MAC per la valutazione della motivazione del giovane alla cura.
    Nell’ipotesi che dagli approfondimenti diagnostici emergesse un quadro di persona con un buon grado di evolutività e una struttura della personalità non fortemente patologica (sia sul piano psichiatrico che su quello della sociopatia) si potrebbe accettare la sua richiesta di affidamento in prova al servizio sociale con il seguente progetto:
    1. colloqui quindicinali con l’assistente sociale del servizio per il monitoraggio delle prescrizioni;
    2. colloqui settimanali con lo psicologo per lavorare sulle risorse residue del ragazzo, sulla sua motivazione e sulla gestione del carving;
    3. esami bisettimanali delle urine per la ricerca dei metaboliti urinari specifici per la/le sostanze d’uso
    4. in un secondo momento, da valutare in équipe, dei colloqui con l’educatore del servizio per la ricerca di un’occupazione con la finalità di lavorare sulla piena autonomia del soggetto.
    Questo tipo di intervento deve essere fatto prevendendo incontri di rete con gli operatori del Servizio sociale per adulti competente al fine di garantire gli aggiornamenti periodici sul’andamento del progetto al Tribunale di Sorveglianza.
    Qualora il quadro di personalità presentasse nuclei patologici più gravi, tali da far pensare ad una comorbilità psichiatrica, si potrebbe ipotizzare un inserimento in comunità terapeutica con l modulo della doppia diagnosi, per permettere al ragazzo sia una valutazione psichiatrica e un’eventuale terapia farmacologica, sia un progetto, in regime di massima protezione, che gli possa permettere di attrezzare strumenti sufficienti all’elaborazione della situazione.
    Se infine il quadro si dimostrasse tale da far pensare ad una sola richiesta strumentale senza alcuna motivazione alla cura, si potrebbe respingere la richiesta di misura alternativa.
    lella

  9. #849
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    LELLA!!!!

    ...Direi che non siamo nella stessa barca, non abbiamo lo stesso biglietto e a questo punto mi domando se il mio non sia piuttosto il viaggio della speranza con una barcarola che attraccherà a brindisi!!!

    E' fatto benissimoooo!!!!!!!!!
    Ma dove hai trovato tutte queste informazioni?? Il falabella, porello, è fatto bene, ma.......tutta questa roba non c'è.
    Complimenti davvero!!!

  10. #850
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da jun071182 Visualizza messaggio
    LELLA!!!!

    ...Direi che non siamo nella stessa barca, non abbiamo lo stesso biglietto e a questo punto mi domando se il mio non sia piuttosto il viaggio della speranza con una barcarola che attraccherà a brindisi!!!

    E' fatto benissimoooo!!!!!!!!!
    Ma dove hai trovato tutte queste informazioni?? Il falabella, porello, è fatto bene, ma.......tutta questa roba non c'è.
    Complimenti davvero!!!
    stai calma, per me era semplice perchè lavoro da 25 anni nel campo delle tossicodipendenze. ne ho anche altri. mandami la mail e te li mando. i commenti li puoi anche mettere sul forum.
    lella

  11. #851
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    ti ho inviato la mail!
    lella

  12. #852
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    .........ricevuto....e replicato
    ...domani leggo con calma così commento con maggiore lucidità...
    notte e grazie

  13. #853
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da lelluzza Visualizza messaggio
    eccoti accontentata! non prendere per oro colato lo svolgimento però! l'ho fatto così perchè a me questa scaletta risulta più comoda!
    puoi commentare e sono aperta a qualunque tipo di critica!
    ciao



    Un ragazzo tossicodipendente di 22 anni si trova in carcere e chiede misure alternative con affidamento al Servizio Sociale e un programma presso il Servizio per le Tossicodipendenze. È lievemente depresso. In carcere non è stato in grado di partecipare in modo continuativo a un gruppo psicopedagogico.
    Famiglia: la madre è assente e convive con un altro uomo da circa 10 anni.
    Il ragazzo conviveva con il padre sordomuto, la nonna paterna e il fratello minore tossicodipendente.
    Il candidato indichi un programma di intervento psicologico e i possibili interventi psicoterapeutici.


    Elementi anamnestici emersi dal protocollo:
    • Giovane ventiduenne con problemi di dipendenza
    • Ristretto in carcere
    • Lievemente depresso
    • Non continuativo nella frequenza al gruppo
    • Padre sordomuto con il quale conviveva fino all’arresto
    • Nonna paterna convivente
    • Fratello minore convivente tossicodipendente
    • Madre assente e con nucleo di convenienza autonomo

    Elementi anamnestici da approfondire:
    1. circa la storia di tossicodipendenza: mancano elementi sulla/e sostanza/e d’abuso. Questo dato, infatti, è un importante indicatore circa l’eventuale sintomatologia “coperta” dalla dipendenza. Inoltre mancano elementi sulla storia tossicologica del paziente. Un’insorgenza precoce del sintomo tossicomanico potrebbe fare pensare a una disarmonia evolutiva. Questo dato, letto insieme alle difficoltà comunicazionali (padre sordomuto, madre assente e fratello che ha sviluppato lo stesso sintomo), darebbe un’ulteriore grado di complessità della situazione.
    2. circa la storia giuridica: non sono presenti dati sul tipo di reato commesso (contro il patrimonio, contro la persona, ecc). Inoltre il protocollo non ci dice se è al primo reato, benché sia lecito supporre che, se si trova ristretto in carcere, egli deve aver già goduto della sospensione condizionale della pena per un precedente reato, oppure deve aver commesso un reato di estrema gravità tale da non contemplare la sospensione condizionale.
    3. circa la domanda espressa: abbiamo solo l’elemento della sua richiesta di misura alternativa alla carcerazione, ma dal protocollo emerge anche che all’interno dell’istituto di pena il giovane non ha partecipato ai gruppi psicopedagogici con costanza. Quest’ultimo dato apre una serie di interrogativi circa la motivazione alla cura del giovane, ma può anche fare pensare che le dinamiche di gruppo, pongano una richiesta comunicazionale troppo elevata per il disagio mostrato. Nel primo caso si potrebbe pensare ad una richiesta strumentale di affidamento al servizio sociale al fine di evitare l’intero periodo di carcerazione. Nel secondo caso si potrebbe ipotizzare a delle difficoltà relazionali del ragazzo.
    4. circa al storia del paziente e il suo funzionamento: dal protocollo non emergono elementi rispetto a come il giovane viva la sua problematica di dipendenza se in termini egosintonici o egodistonici. Questo dato è particolarmente significativo in quanto noi sappiamo che per un periodo (più o meno lungo) il tossicodipendente attraversa una fase di vero e proprio innamoramento della sostanza, durante il quale non ritiene di avere un problema e di essere in grado di tenere sotto controllo sia l’uso che l’eventuale carving. Nel protocollo non troviamo nulla neppure in relazione al vissuto del giovane in relazione al reato commesso. Nel caso in cui egli dovesse pensare di non avere fatto nulla di grave, ma al contrario di essersi sentito autorizzato da cause esterne a sé si potrebbero delineare dei tratti sociopatici che renderebbero difficile un trattamento ambulatoriale. Inoltre mancano gli elementi affettivo/relazionali sia in relazione alla sua famiglia, sia in relazione a eventuali rapporti affettivi con eventuali partner e/o con amici. Infine non sappiamo nulla sulla scolarità, sul funzionamento cognitivo e sul quadro socio-economico della famiglia.

    Elementi progettuali:
    Date queste premesse, la prima cosa da fare è quella di chiedere agli operatori del Ser.T. operante all’interno del carcere di fare un approfondimento sulle aree descritte, oltre che una psicodiagnosi per l’accertamento di patologie particolari. A tal fine potrebbero somministrare al paziente una SCID-I e SCID – 2, che ci forniscono elementi in relazione allo stato di tossicodipendenza e alla struttura della personalità, oltre che una MAC per la valutazione della motivazione del giovane alla cura.
    Nell’ipotesi che dagli approfondimenti diagnostici emergesse un quadro di persona con un buon grado di evolutività e una struttura della personalità non fortemente patologica (sia sul piano psichiatrico che su quello della sociopatia) si potrebbe accettare la sua richiesta di affidamento in prova al servizio sociale con il seguente progetto:
    1. colloqui quindicinali con l’assistente sociale del servizio per il monitoraggio delle prescrizioni;
    2. colloqui settimanali con lo psicologo per lavorare sulle risorse residue del ragazzo, sulla sua motivazione e sulla gestione del carving;
    3. esami bisettimanali delle urine per la ricerca dei metaboliti urinari specifici per la/le sostanze d’uso
    4. in un secondo momento, da valutare in équipe, dei colloqui con l’educatore del servizio per la ricerca di un’occupazione con la finalità di lavorare sulla piena autonomia del soggetto.
    Questo tipo di intervento deve essere fatto prevendendo incontri di rete con gli operatori del Servizio sociale per adulti competente al fine di garantire gli aggiornamenti periodici sul’andamento del progetto al Tribunale di Sorveglianza.
    Qualora il quadro di personalità presentasse nuclei patologici più gravi, tali da far pensare ad una comorbilità psichiatrica, si potrebbe ipotizzare un inserimento in comunità terapeutica con l modulo della doppia diagnosi, per permettere al ragazzo sia una valutazione psichiatrica e un’eventuale terapia farmacologica, sia un progetto, in regime di massima protezione, che gli possa permettere di attrezzare strumenti sufficienti all’elaborazione della situazione.
    Se infine il quadro si dimostrasse tale da far pensare ad una sola richiesta strumentale senza alcuna motivazione alla cura, si potrebbe respingere la richiesta di misura alternativa.
    Ok, ho capito che se esce un caso di tossicodipendenza, mi sparo un colpo alla testa davanti alla commissione. Primo suicidio per eds!!!!!!!!
    levais75

  14. #854
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    brava! ora fai altro. notte!
    lella

  15. #855
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    Notte!
    levais75

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