
Originalmente inviato da
lelluzza
eccoti accontentata! non prendere per oro colato lo svolgimento però! l'ho fatto così perchè a me questa scaletta risulta più comoda!
puoi commentare e sono aperta a qualunque tipo di critica!
ciao
Un ragazzo tossicodipendente di 22 anni si trova in carcere e chiede misure alternative con affidamento al Servizio Sociale e un programma presso il Servizio per le Tossicodipendenze. È lievemente depresso. In carcere non è stato in grado di partecipare in modo continuativo a un gruppo psicopedagogico.
Famiglia: la madre è assente e convive con un altro uomo da circa 10 anni.
Il ragazzo conviveva con il padre sordomuto, la nonna paterna e il fratello minore tossicodipendente.
Il candidato indichi un programma di intervento psicologico e i possibili interventi psicoterapeutici.
Elementi anamnestici emersi dal protocollo:
• Giovane ventiduenne con problemi di dipendenza
• Ristretto in carcere
• Lievemente depresso
• Non continuativo nella frequenza al gruppo
• Padre sordomuto con il quale conviveva fino all’arresto
• Nonna paterna convivente
• Fratello minore convivente tossicodipendente
• Madre assente e con nucleo di convenienza autonomo
Elementi anamnestici da approfondire:
1. circa la storia di tossicodipendenza: mancano elementi sulla/e sostanza/e d’abuso. Questo dato, infatti, è un importante indicatore circa l’eventuale sintomatologia “coperta” dalla dipendenza. Inoltre mancano elementi sulla storia tossicologica del paziente. Un’insorgenza precoce del sintomo tossicomanico potrebbe fare pensare a una disarmonia evolutiva. Questo dato, letto insieme alle difficoltà comunicazionali (padre sordomuto, madre assente e fratello che ha sviluppato lo stesso sintomo), darebbe un’ulteriore grado di complessità della situazione.
2. circa la storia giuridica: non sono presenti dati sul tipo di reato commesso (contro il patrimonio, contro la persona, ecc). Inoltre il protocollo non ci dice se è al primo reato, benché sia lecito supporre che, se si trova ristretto in carcere, egli deve aver già goduto della sospensione condizionale della pena per un precedente reato, oppure deve aver commesso un reato di estrema gravità tale da non contemplare la sospensione condizionale.
3. circa la domanda espressa: abbiamo solo l’elemento della sua richiesta di misura alternativa alla carcerazione, ma dal protocollo emerge anche che all’interno dell’istituto di pena il giovane non ha partecipato ai gruppi psicopedagogici con costanza. Quest’ultimo dato apre una serie di interrogativi circa la motivazione alla cura del giovane, ma può anche fare pensare che le dinamiche di gruppo, pongano una richiesta comunicazionale troppo elevata per il disagio mostrato. Nel primo caso si potrebbe pensare ad una richiesta strumentale di affidamento al servizio sociale al fine di evitare l’intero periodo di carcerazione. Nel secondo caso si potrebbe ipotizzare a delle difficoltà relazionali del ragazzo.
4. circa al storia del paziente e il suo funzionamento: dal protocollo non emergono elementi rispetto a come il giovane viva la sua problematica di dipendenza se in termini egosintonici o egodistonici. Questo dato è particolarmente significativo in quanto noi sappiamo che per un periodo (più o meno lungo) il tossicodipendente attraversa una fase di vero e proprio innamoramento della sostanza, durante il quale non ritiene di avere un problema e di essere in grado di tenere sotto controllo sia l’uso che l’eventuale carving. Nel protocollo non troviamo nulla neppure in relazione al vissuto del giovane in relazione al reato commesso. Nel caso in cui egli dovesse pensare di non avere fatto nulla di grave, ma al contrario di essersi sentito autorizzato da cause esterne a sé si potrebbero delineare dei tratti sociopatici che renderebbero difficile un trattamento ambulatoriale. Inoltre mancano gli elementi affettivo/relazionali sia in relazione alla sua famiglia, sia in relazione a eventuali rapporti affettivi con eventuali partner e/o con amici. Infine non sappiamo nulla sulla scolarità, sul funzionamento cognitivo e sul quadro socio-economico della famiglia.
Elementi progettuali:
Date queste premesse, la prima cosa da fare è quella di chiedere agli operatori del Ser.T. operante all’interno del carcere di fare un approfondimento sulle aree descritte, oltre che una psicodiagnosi per l’accertamento di patologie particolari. A tal fine potrebbero somministrare al paziente una SCID-I e SCID – 2, che ci forniscono elementi in relazione allo stato di tossicodipendenza e alla struttura della personalità, oltre che una MAC per la valutazione della motivazione del giovane alla cura.
Nell’ipotesi che dagli approfondimenti diagnostici emergesse un quadro di persona con un buon grado di evolutività e una struttura della personalità non fortemente patologica (sia sul piano psichiatrico che su quello della sociopatia) si potrebbe accettare la sua richiesta di affidamento in prova al servizio sociale con il seguente progetto:
1. colloqui quindicinali con l’assistente sociale del servizio per il monitoraggio delle prescrizioni;
2. colloqui settimanali con lo psicologo per lavorare sulle risorse residue del ragazzo, sulla sua motivazione e sulla gestione del carving;
3. esami bisettimanali delle urine per la ricerca dei metaboliti urinari specifici per la/le sostanze d’uso
4. in un secondo momento, da valutare in équipe, dei colloqui con l’educatore del servizio per la ricerca di un’occupazione con la finalità di lavorare sulla piena autonomia del soggetto.
Questo tipo di intervento deve essere fatto prevendendo incontri di rete con gli operatori del Servizio sociale per adulti competente al fine di garantire gli aggiornamenti periodici sul’andamento del progetto al Tribunale di Sorveglianza.
Qualora il quadro di personalità presentasse nuclei patologici più gravi, tali da far pensare ad una comorbilità psichiatrica, si potrebbe ipotizzare un inserimento in comunità terapeutica con l modulo della doppia diagnosi, per permettere al ragazzo sia una valutazione psichiatrica e un’eventuale terapia farmacologica, sia un progetto, in regime di massima protezione, che gli possa permettere di attrezzare strumenti sufficienti all’elaborazione della situazione.
Se infine il quadro si dimostrasse tale da far pensare ad una sola richiesta strumentale senza alcuna motivazione alla cura, si potrebbe respingere la richiesta di misura alternativa.